IN EVIDENZA SUI MAGGIORI QUOTIDIANI
– Stop alla procedura di infrazione verso l’Italia
– Nomine Ue: David Sassoli presidente del Parlamento europeo
– Visita di Putin in Italia
– Bombe sui migranti in Libia
– Il caso Alitalia
PRIMO PIANO
Politica interna
Testata: Repubblica
Autore: Milella Liana
Titolo: Salvini: cambieremo questa Giustizia. Bonafede frena – La sfida di Salvini “Cambieremo questa giustizia”
Tema: Scontro sulla Giustizia
Salvini scatenato come non mai contro la gip di Agrigento Alessandra Vella. Bonafede contro Salvini pronto a difendere l’indipendenza della magistratura. Tutti i togati del Csm a fianco della collega per cui chiedono una pratica a tutela. E l’Anm durissima contro Salvini «per i commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria». Uno scontro infinito, dal quale emerge la rabbiosa violenza del ministro dell’Interno che critica la decisione del giudice. Era già accaduto con il capo della procura di Agrigento Luigi Patronaggio per la Diciotti, ma stavolta l’aggressione di Salvini è tale da spingere il Guardasigilli Alfonso Bonafede a mettere paletti perché «le sentenze vanno rispettate» e «l’autonomia della magistratura è sancita dalla Costituzione». Per lui, come per il Csm e l’Anm, è difficile contrastare un ministro che passa l’intera giornata a insultare Vella. Comincia appena la decisione diventa nota. La definisce «vergognosa», «una scelta incredibile con motivazioni incredibili nei confronti di chi ha messo a rischio la vita di alcuni finanzieri». Ecco l’insinuazione sulla sua presunta ideologia: «Nessuno mi toglie dalla testa che quella di Agrigento è una sentenza politica. Urge riforma della giustizia, questa non serve». Per chiudere con un «togliti la toga, candidati con il Pd e vieni in Parlamento».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Trocino Alessandro
Titolo: «Il giudice di Carola si candidi col Pd» Il nuovo duello tra Salvini e le toghe
Tema: Scontro sulla Giustizia
Un attacco durissimo ai magistrati, con la replica altrettanto dura dei membri togati del Csm e un botta e risposta con ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che difende l’autonomia della magistratura. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha preso molto male la decisione di liberare Carola Rackete, la comandante della Sea Watch. Per il vicepremier si tratta di una «sentenza politica vergognosa». Al gip di Agrigento, Alessandra Vella, dice: «Togliti la toga e candidati con la sinistra». La sentenza, secondo Salvini «è profondamente sbagliata, non fa bene all’Italia e rischia di essere un brutto precedente». La capitana Rackete, dice Salvini, «può fare shopping a Roma o a Milano o prendere il sole o un gelato a Capri, e tutto perché c’è un giudice che lo ha permesso».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Grignetti Francesco
Titolo: Giudici contro Salvini dopo le accuse alla gip Lui: pensate al Csm
Tema: Scontro sulla Giustizia
È un Matteo Salvini scatenato, che per l’intero giorno si slancia irridente contro la magistrata di Agrigento che ha scarcerato Carola, contro l’Anm, contro le Ong, contro l’opposizione. Fa dirette Facebook, ma usa toni durissimi anche dai banchi del governo a Montecitorio. Una frase per tutte: «È una sentenza vergognosa. Una scelta incredibile con motivazioni incredibili. Una motovedetta della Gdf non è una nave da guerra? È un pedalò? Cè una legge, chi se ne frega». È talmente scatenato da ipotizzare una riforma complessiva della magistratura, di cui vorrebbe cambiare tutto: accesso, percorsi formativi, progressione di carriera (e si sa che il vicpremier spinge per una separazione delle carriere). Tanta foga mette in imbarazzo i partner di governo. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede tenta di frenarlo: «Non voglio fare polemiche, ma dal mio punto di vista l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono valori sanciti dalla nostra Costituzione, che vanno rispettati. Ciascuno può essere d’accordo o no con una decisione dellamagistratura, ci mancherebbe, ma non si dovrebbe arrivare ad attaccare il singolo magistrato parlando di togliersi o non togliersi la toga, di candidarsi in politica».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Giornale
Autore: de Feo Fabrizio
Titolo: Salvini spara contro i giudici Le toghe: basta con gli insulti
Tema: Scontro sulla Giustizia
I sondaggi continuano a premiare Matteo Salvini, la cui linea sulla gestione del caso Sea Watch viene approvata dal 60% degli italiani. E anche le rilevazioni del consenso politico offrono la fotografia di una Lega sempre più con il vento in poppa, attorno se non sopra il 38%. La sconfitta incassata con l’immediata scarcerazione di Carola Rackete ha quindi un sapore particolare, rafforza il vicepremier e lo mette sempre più nelle condizioni di dettare modi e tempi della legislatura. Ma al di là dei sondaggi la giornata del leader della Lega è segnata da un acceso confronto con la magistratura. I consiglieri togati del Csm chiedono una azione a tutela del Gip di Agrigento. Sulla decisione del Gip che non ha convalidato l’arresto della Rackete il ministro Salvini e altri esponenti politici hanno fatto «commenti sprezzanti che trascendono in insulti che alimentano un clima di delegittimazione e odio come si evince dal tenore dei numerosi post di minacce e insulti pubblicati sui social nelle ultime ore. Si impone l’esigenza dell’intervento del Csm a tutela dell’indipendenza ed autonomia della giurisdizione». Anche l’Anm in una nota, sottolinea «ancora una volta» di aver registrato i «commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici». E a difesa dei magistrati interviene anche il Guardasigilli Alfonso Bonafede: «Non si dovrebbe arrivare ad attaccare il singolo magistrato, parlando di togliesi la toga, di candidarsi in politica o no». La risposta di Salvini alle toghe non si fa attendere: «Con quello che stiamo leggendo sulle spartizioni di poltrone e procure a cura di qualche magistrato penso che siano gli ultimi che possano dare lezioni di morale a chiunque. Rispetto il lavoro del 99% dei magistrati ma sentire che Salvini è il problema di questo Paese mi sembra veramente folle».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Martirano Dino
Titolo: Autonomia, c’è un’intesa sulle risorse
Tema: Autonomia regionale
«Speriamo che questa sia l’ultima riunione» sulla partita dell’autonomia regionale differenziata. L’auspicio di Matteo Salvini — manifestato a pranzo con i governatori Luca Zaia e Attilio Fontana — ha un parziale riscontro in serata quando lo stesso vicepremier, prima di entrare al vertice convocato dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, conferma che «il Parlamento potrà modificare il testo» delle intese tra il governo e le tre Regioni capofila (oltre a Lombardia e Veneto c’è anche l’Emilia-Romagna). Ma in tarda serata dagli input contrapposti di Lega e M55 si capisce che di riunioni ce ne dovranno essere altre. Un primo parziale accordo sarebbe stato trovato sulle risorse, ma lunedì prossimo ci sarà un altro vertice. Il sottosegretario Garavaglia assicura che l’accordo è vicino, mentre fonti Cinque Stelle osservano che c’è ancora molto da discutere. Sul merito le distanze rimangono: tra la Lega, che sostiene la trattativa diretta del governo con le Regioni richiedenti più autonomia da Roma, e il M55 che, invece, difende la possibilità del Parlamento di modificare le intese con le Regioni e le prerogative dello Stato centrale su Infrastrutture, Beni Culturali, Ambiente, Sanità. Così, ieri sera, la riunione plenaria convocata dal premier Conte si è trasformata in una sorta di rito propiziatorio che ha coinvolto tutto il governo. Oltre a Conte e a Salvini, c’erano Luigi Di Maio, il ministro dell’Economia Tria, che ha dato un via libera legandolo alla costituzione di un fondo perequativo tra le Regioni, e poi tutti i ministri grillini e leghisti che in questa partita hanno un ruolo importante.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Di Matteo Alessandro
Titolo: Autonomie, Salvini in pressing Ma apre a possibili modifiche
Tema: Autonomia regionale
Un altro vertice fino a tarda notte, ancora non risolutivo, ma Matteo Salvini cerca di evitare lo scontro sull’autonomia regionale. A palazzo Chigi si è ritrovato praticamente tutto il governo, M5s ha schierato tuttiisuoiprincipaliministri, accompagnati dai capi degli uffici legislativi, e al tavolo siè seduto anche il titolare dell’Economia Giovanni Tria, che pure tempo fa aveva sollevato dubbi. Il leader della Lega sa che le resistenze sono tante, da ultimo ci si è messo anche il dipartimento degli affari giuridici di palazzo Chigi che ha consegnato al premier Giuseppe Conte un documento di 12 pagine che di fatto sposa la tesi della «secessione dei ricchi». Proprio il cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, l’autonomia delle regioni vista come uno strumento per dare più soldi alle regioni del nord, a danno di quelle meridionali. Un argomento sensibile per Salvini, che non intende lasciare il sud a M5s e Fi. Per questo il leader della Lega cerca di usare tutta la calma possibile. Se subito dopo le europee Salvini aveva detto che l’autonomia andava approvata «entro la fine della primavera», adesso la linea è di cercare di evitare rotture. Conte ha assicurato di voler portare l’autonomia al «prossimo consiglio dei ministri» e Salvini cerca di procedere un passo alla volta, anche aprendo alla possibilità di modificare in Parlamento le bozze di intesa con Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, come chiedono da sempre i 5 stelle. «Il Parlamento potrà discutere – ha aperto Salvini – le commissioni potranno intervenire e suggerire. Ma se dal Consiglio dei ministri non esce un testo di cosa stiamo parlando?». Salvini ha spiegato ieri le sue ragioni anche ai governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, che sono sul piede di guerra per lo stallo su una questione per loro fondamentale.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Messaggero
Autore: S.Can.
Titolo: Stallo sull’autonomia M5S: difendiamo il Sud – Autonomia, il vertice non sblocca lo stallo Carroccio e M5S divisi
Tema: Autonomia regionale
L’ottimismo della Lega i dubbi del M5S. La riunione fiume sull’Autonomia, seppur molto affollata, non riesce a dissipare tutti i dubbi. Manca l’intesa tecnica. Al vertice convocato dal premier Giuseppe Conte ci sono i vice Salvini e Di Maio, il titolare dell’Economia Giovanni Tria e praticamente tutto il resto del governo: i ministri Erika Stefani, Gian Marco Centinaio, Barbara Lezzi, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, Alberto Bonisoli, i sottosegretari Stefano Buffagni e Salvatore Giuliano, e viceministri del Mef Laura Castelli, Massimo Garavaglia. Proprio quest’ultimo è il primo a lasciare Palazzo Chigi intorno alle 22.30: «Finita la parte finanziaria, ora si parla di competenze e quindi delego. Il clima è positivo, molto bene». Dal M5S gridano comunque vittoria per quanto riguarda appunto la parte economica della riforma: per Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna salta il costo medio, rimane quello storico fino a quando non verrà introdotto il costo standard.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: Tito Claudio
Titolo: L’analisi – Governo, la crisi si allontana – Ma sarà autunno caldo con l’Ue e nel governo la sfida è solo rinviata
Tema: La salute del Governo
“Si valuterà la conformità del documento Programmatico di bilancio 2020 al patto di stabilità e crescita”. Questa frase scritta nero su bianco sulla nota emessa ieri dalla Commissione europea fa capire quanto sia fragile e temporanea la tregua concessa all’Italia sui conti pubblici. Più che promosso, il governo è stato rimandato all’autunno. Quando appunto dovrà preparare la nuova legge di Bilancio. Quando i sogni di gloria fiscale coltivati da Matteo Salvini dovranno misurarsi con la nuova realtà che si sta insediando ai vertici dell’Unione europea. Un ottobre “caldo”. Durante il quale si effettuerà il vero test sulla sopravvivenza di questa maggioranza. Con la partita sulle nomine per i cosiddetti cinque “top jobs” e sulla procedura d’infrazione, il presidente del consiglio Conte al momento incassa infatti un solo risultato concreto: l’ipotesi di una crisi di governo e delle elezioni politiche a settembre si allontana. Si tratta in realtà di un obiettivo conseguito soprattutto grazie al ruolo svolto negli ultimi giorni dal Quirinale che, rispetto alla trattativa con Bruxelles, ha pubblicamente garantito sulla tenuta dei nostri conti pubblici. E lo ha fatto nel tentativo di scongiurare una eventuale situazione di stallo proprio in autunno. L’idea di affrontare la prossima sessione di bilancio con un esecutivo dimissionario o nascituro è stata sempre considerata dalla presidenza della Repubblica l’opzione peggiore.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: Milella Liana
Titolo: Csm, Fuzio verso l’addio ma prima delle dimissioni chiede incontro al Colle – Csm, Fuzio verso le dimissioni oggi il faccia a faccia con Mattarella
Tema: Crisi al Csm
Incontra in gran segreto il Guardasigilli Bonafede. Scrive e invia una lettera ai suoi 60 sostituti. Chiede e ottiene un incontro con il presidente della Repubblica e del Csm Mattarella. Pronto a ripetere quanto ha inserito nella lettera ai colleghi: «Mi sono sempre comportato correttamente». E ancora: «Rimango al mio posto per le funzioni e per l’ufficio che rappresento». E poi: «L’incontro con Palamara è avvenuto a sorpresa. Non gli ho svelato nulla perché lui sapeva già tutto». Un’autodifesa che però non dovrebbe salvarlo dalle dimissioni, poiché i suoi colleghi — l’Associazione nazionale magistrati, la sua stessa corrente Unità per la Costituzione — lo hanno scaricato invitandolo in modo pressante a farsi da parte lasciando il prestigioso incarico di numero tre della magistratura. È una giornata convulsa quella di Riccardo Fuzio, procuratore generale della Cassazione, 69 anni. Ore scandite dalla strategia della sopravvivenza all’onda destabilizzante per la sua carriera di primo magistrato della pubblica accusa che arriva dai dossier di Perugia. Fuzio, toga di Unicost, si gioca tre carte, il Quirinale, Bonafede, i colleghi. Dal Colle vorrebbe una via libera a restare al suo posto che appare però assai difficile. Ieri dalle stanze di Mattarella non è trapelato un fiato, ma difficilmente il capo dello Stato potrebbe coprire Fuzio.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Messaggero
Autore: Evangelisti Mauro
Titolo: Il governo avvisa Raggi: rifiuti via in 20 giorni L’Asl: allarmi triplicati – Costa a Raggi: pulizia in 20 giorni L’Asl: allarmi dei romani triplicati
Tema: Rifiuti a Roma
Venti giorni per pulire la Capitale. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, lo ha detto chiaramente alla sindaca Virginia Raggi nell’incontro dell’altro giorno: mi spendo in prima persona, faccio da mediatore con la Regione, ma Ama deve pulire le strade in due settimane, al massimo venti giorni. Lo stesso ultimatum è contenuto, in modo più formale, in un’ordinanza che sta scrivendo la Regione Lazio e che sarà diffusa oggi. Da una parte si accoglie la richiesta della Raggi e si obbligano tutti gli impianti della regione a dare precedenza all’indifferenziato proveniente da Roma, dove ci sono almeno mille tonnellate di rifiuti (ma ormai è una stima ottimistica) su strade e marciapiedi; dall’altra si imporrà un termine alla Raggi di venti giorni, entro il quale dovrà essere pulita la città, organizzando i centri di trasferenza e trasbordo (quello di Ponte Malnome sta per chiudere, quello di Saxa Rubra sta partendo), noleggiando anche nuovi mezzi visto che il 50 per cento della flotta è in avaria, affittando tritovagliatori mobili che lavorino i rifiuti. Sia Costa, sia la Regione hanno chiesto alla Raggi di fare lavorare uomini e impianti a pieno regime anche di domenica. La sindaca ha ringraziato Costa: «Ma prima voglio vedere l’ordinanza».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Economia e finanza
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Romano Beda
Titolo: La Ue annulla la procedura Conte: numeri italiani in ordine
Tema: Stop alla procedura Ue
Come anticipato dalle informazioni circolate alla vigilia, la Commissione europea ha annunciato ieri di avere ritirato la proposta di raccomandare ai ministri delle Finanze una procedura per debito eccessivo contro l’Italia. La decisione è giunta dopo che il governo Conte si è adoperato per rimettere in careggiata i conti pubblici del 2018 e del 2019. Il confronto tra Roma e Bruxelles è per certi versi solo rinviato: la Finanziaria 2020 si presenta particolamente difficile. «Riteniamo che una procedura per debito eccessivo non sia più giustificata – ha detto il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici in una conferenza stampa qui a Bruxelles -. La correzione decisa dal governo Conte di 7,6 miliardi di euro, pari allo 0,42% nominale del PIL, è molto molto significativa». Ciò detto, la Commissione europea continuerà «a monitorare da molto vicino» l’evoluzione dei conti pubblici italiani, in attesa di ricevere in autunno la Finanziaria del 2020. La Commissione ha confermato che la sua scelta è dettata dalle decisioni italiane relative al 2018 e al 2019. Per quanto riguarda i dubbi comunitari sull’anno prossimo, e in particolare il desiderio di una parte della maggioranza di adottare generosi tagli fiscali, il commissario Moscovici ha detto «di sperare che il governo Conte rispetti gli impegni presi».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Autore: Longo Morya
Testata: Sole 24 Ore
Titolo: Stop alla procedura Ue, spread sotto 200 – BTp in volata, spread sotto 200 l’Italia torna al maggio 2018
Tema: Stop alla procedura Ue
Tutto ciò che poteva accadere di buono peri titoli di stato italiani ieri è successo. L’Italia ha evitato la procedura d’infrazione sui conti pubblici e la Bce si prepara ad accogliere alla presidenza Christine Lagarde, percepita dal mercato come «colomba». In un unico giomo l’ltalia allontana insomma sia lo spettro della procedura sia quello ancora più insidioso di un tedesco, o comunque di un «falco» rigorista, alla guida della Bce. Per i Btp italiani mancava solo lo champagne gli acquisti sono infatti arrivati abbondanti. I rendimenti sono scesi su tutte le scadenze: quelli biennali si sono portati sotto zero (-0,03%), quelli decennali sono calati di 26 punti base in un giorno arrivando a 1,59% (minimo dal maggio 2018) e lo spread rispetto ai Bund è sceso a 198 punti base. Livello ancora lontano rispetto ai 130 del 14 maggio 2018 (giorno precedente alla prima bozza del Contratto di Governo), ma comunque in forte calo rispetto ai 327 toccati a novembre e anche ai 286 dello scorso 31 maggio. In due soli giorni lo spread è sceso di 33 punti base. E gli analisti ipotizzano ulteriori cali, che potrebbero portare le casse pubbliche – se cristallizzati nel tempo – a risparmiare qualcosa come 2 miliardi di interessi in un anno.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: D’Argenio Alberto
Titolo: L’Italia la scampa Niente infrazione – Procedura evitata Conte deve garantire anche per il 2020
Tema: Stop alla procedura Ue
L’Italia evita in extremis la procedura d’infrazione europea sul debito. «Il governo ha rispettato le tre condizioni che avevamo posto», spiega il commissario Ue agli Affari economici al termine della riunione del collegio guidato da Jean-Claude Juncker. Non si tratta di accordo odi braccio di ferro politico vinto dal gabinetto gialloverde, quanto del fatto che il governo Conte, pur avendo escluso per settimane qualsiasi intervento sui conti, alla fine ha messo mano al portafoglio e si è anche impegnato sul rispetto delle regole europee per il prossimo anno. Promessa cruciale quella sul futuro, visto che il Paese resta un osservato speciale nell’Unione. «Oggi incassiamo un risultato importante, l’Europa riconosce la nostra serietà», brindava il premier Conte. «Abbiamo evitato la procedura senza una manovra correttiva», aggiungeva il ministro Tria. Giochi di parole in quanto nominalmente la manovra non c’è stata, ma il decisivo assestamento di bilancio di lunedì scorso le assomiglia molto. Come testimonia il documento con il quale la Commissione ha abrogato l’iter che avrebbe portato alla procedura: il governo ha messo in campo una correzione del deficit strutturale pari a 8,2 miliardi, cifra superiore allo 0,4% del Pil. Lo ha fatto destinando al risanamento dei conti, dunque sottraendole da altre spese, le entrate superiori al previsto e le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100. Inoltre su esplicita richiesta della Commissione Ue sono stati congelati 1,5 miliardi a garanzia del raggiungimento degli obiettivi. Così il deficit nominale scenderà a quel 2,04% concordato a dicembre, unico modo per contenere la corsa del debito pubblico e per coprire il buco nel bilancio del 2018 e dei 2019.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Franco Massimo
Titolo: Intervista a Giuseppe Conte – Conte: così ho convinto l’Europa – «Siamo partiti svantaggiati Ma ha vinto l’Italia del dialogo»
Tema: Stop alla procedura Ue
«Poteva andare ben peggio». Giuseppe Conte sembra soddisfatto: non tanto per quello che ha ottenuto ma per quanto ritiene di essere riuscito a evitare. Guai a dire al presidente del Consiglio che l’Italia emerge ridimensionata dalla trattativa europea sulle nomine. Viste le premesse, a suo avviso è stato fatto il massimo. E comunque, il fantasma di una procedura di infrazione si è dissolto. Per paradosso, a sentire Conte l’Italia potrebbe addirittura avere maggiore voce in capitolo sulla politica economica europea: anche perché si impegna a garantire leggi «compatibili sul piano finanziario» con le regole della Commissione. L’Italia raggiunge un risultato. Ha funzionato lo stesso meccanismo di dicembre, o questa volta è stato niù difficile. ner eli attacchi della maggioranza alla Commissione europea? «È stato parimenti difficile. Siamo entrati nella trattativa con una prospettiva di apertura della procedura che molti sembravano dare per scontata. Ma rispetto a dicembre del 2018, stavolta il negoziato è avvenuto su basi diverse. Non si trattava di convincere la Commissione sull’efficacia e sulla sostenibilità della nostra manovra. Bisognava far capire che maggiori entrate e risparmi di spesa prefiguravano dati contabili diversi da quelli da loro elaborati. E alla fine siamo riusciti a far prevalere i nostri dati. Sono soddisfatto del risultato, perché abbiamo tutelato l’interesse degli italiani. Numeri alla mano, non c’erano i presupposti per aprire la procedura. E vero, è stato difficile. Ma abbiamo certificato ottimi risultati su entrate fiscali, lotta all’evasione e risparmi di spesa».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Barbera Alessandro
Titolo: Conti, l’Europa grazia l’Italia Stop alla procedura sul debito
Tema: Stop alla procedura Ue
La manovra correttiva del governo – accuratamente celata con la veste del «bilancio di assestamento» – vale due miliardi e mezzo di tagli alla spesa. Di questi, uno e mezzo arriveranno dalla riduzione della dotazione ai fondi per reddito di cittadinanza e anticipo pensionistico, un altro miliardo da risparmi ai fondi per il Sud (cinquecento milioni) e alle risorse per il trasporto pubblico locale (altri trecento milioni). In molte occasioni la Commissione ha valutato come «strutturali» solo voci di questo tipo. Questa voltai tecnici comunitari hanno concesso lo stesso valore a entrate una tanmm, come ad esempio quelle frutto dell’accordo fra Agenzia delle entrate, Gucci e Kering per risolvere le rispettive liti fiscali. Non solo: la Commissione ha messo nel calderone i dividendi straordinari di Banca d’Italia e Cassa depositi e prestiti, che ha contribuito con la riduzione di alcuni trasferimenti agli enti locali. Nelle pieghe delle regole europee tutto questo è consentito, ma non si poteva scommettere sarebbe stato sufficiente. Insomma, da un lato il governo ha fatto una manovra pesante in corso d’anno – ma se ne guarda dal sottolinearlo – dall’altra la Commissione si è impegnata a fondo per chiudere la procedura. E’ forse per questo – dicono i maligni a Bruxelles – che nella riunione decisiva dei commissari era assente il vicepresidente lettone Dombrovskis, esponente dell’ala rigorista. Le prime indiscrezioni sulla trattativa raccontavano che Bruxelles avrebbe chiesto garanzie anche sulla tenuta dei conti nel 2020. Su questo Conte e Tria hanno preso impegni generici. Per il debito si promette uno sforzo «significativo». Per evitare i 23 miliardi di aumenti Iva il premier e il ministro confermano «entrate alternative» e «una spending review».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Marro Enrico
Titolo: Niente procedura, crolla lo spread
Tema: Stop alla procedura Ue
Ancora una volta l’Italia evita in extremis che la Commissione europea proponga l’apertura di una procedura d’infrazione sui conti pubblici. Questa volta sarebbe stata particolarmente grave, perche riguardante l’eccesso di debito (anziché di deficit), un caso senza precedenti che avrebbe comportato il rischio di sanzioni, oltre che esporre il Paese sui mercati Mercati che hanno premiato l’Italia: Piazza Affari chiude a +2,49, lo spread scende a 199,4 punti, con i rendimenti dei Btp che vanno ai minimi dal 2016. Ma, ha detto ieri il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, «l’apertura di una procedura non sarebbe stata un bene né per l’Italia né per l’Europa. E non è mai stato questo l’obiettivo della Commissione. Noi dobbiamo far rispettare delle regole e l’Italia ha preso delle misure sostanziali tali da rendere, in questa fase, la procedura non più necessaria». Restano le preoccupazioni sul 2020, ha aggiunto, ma il governo ha preso formali impegni con una lettera del premier, Giuseppe Conte, e del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. L’Italia ha evitato la procedura attraverso una serie di atti: l’assestamento di bilancio, un decreto legge per l’accantonamento dei risparmi sul welfare, una lettera di impegni di Conte e Tria. Con l’assestamento di bilancio il governo ha certificato un miglioramento dei conti pubblici nel 2019 superiore a 6 miliardi, dovuto a maggiori entrate tributarie e contributive per 3,5 miliardi, e a dividendi straordinari per 2,7 miliardi. Con il decreto legge l’esecutivo ha poi accantonato 1,5 miliardi su «quota loo» e «reddito di cittadinanza». Per ora, comunque, questi 7,6 miliardi di euro realizzano un miglioramento del deficit strutturale per il 2019 di 0,42 punti percentuali, ha evidenziato Moscovici.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Dragoni Gianni – Pogliotti Giorgio
Titolo: Alitalia, Di Maio: nessun pregiudizio su Atlantia – Alitalia, Di Maio apre ad Atlantia: «Soluzione entro il 15 luglio»
Tema: Caso Alitalia
Dal vicepremier del M5S, Luigi Di Maio, arriva una mezza apertura sull’ingresso di Atlantia nell’Alitalia. Dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi alla societàdei Benetton perla questione Autostrade-Ponte Morandi, ieri nell’incontro coni sindacati al ministero dello Sviluppo economico il leader politico dei Cinque stelle ha detto, riferendosi ad Atlantia: «Non esistono pregiudizi, ma non si accettano ricatti». Di Maio ha affermato: «Il 15 luglio si chiude, chi vuole presentare offerte lo deve fare adesso. E deve essere chiaro che la vicenda Alitalia non è In cassa al 30 giugno ci sono 435 milioni. I sindacati confermano lo sciopero fissato al 26 luglio 66 Un’offerta di Atlantia per Alitalia? «Non esistono pregiudizi, ma non si accettano ricatti». Luigi Di Maio Ministro dello Sviluppo economico una vicenda politica, ma un’operazione di mercato. Quindi chi vuole manifestarsi e uscire allo scopertolo faccia e non pensi di usare altre leve». La frase è stata interpretata da molti come una disponibilità ad esaminare un’eventuale offerta dei Benetton, purché questa non sia condizionata a un accordo per porre fine alle contestazioni mosse dai Cinque stelle del governo ad Autostrade per l’Italia.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Galvagni Laura
Titolo: Il gruppo autostradale interessato a entrare se c’è la garanzia di Conte
Tema: Caso Alitalia
Alitalia e Autostrade sono due partite ben distinte, da giocare su tavoli separati. Così la pensano ai piani alti di Atlantia che in proposito ha le idee piuttosto chiare: non mischiare le carte. Su Alitalia, fanno sapere fonti vicine al dossier, allo stato attuale non c’è stato alcun contatto istituzionale né con il ministero dello Sviluppo Economico né con Palazzo Chigi. E al momento non esistono neppure le condizioni perché la compagnia si faccia avanti. Da parte del Mise, si fa notare, sarebbe emersa una chiara volontà ideologica di non coinvolgere la holding che pure, considerato il fatto che è proprietaria di Adr e quindi di Fiumicino, ha un chiaro interesse a vedere risolto positivamente il dossier. Tuttavia finché la pratica resterà al Mise, Atlantia resterà defilata. Il discorso potrebbe cambiare nel momento in cui Palazzo Chigi si dovesse interessare della questione. Lo stesso premier Giuseppe Conte ha in più occasioni dimostrato, principalmente a parole, di volersi occupare direttamente della vicenda Alitalia. Se così fosse il contesto potrebbe mutare e si potrebbero aprire scenari ben diversi.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Ducci Andrea
Titolo: Alitalia, si cerca il quarto partner Sul tavolo Toto, Lotito e Avianca
Tema: Caso Alitalia
Poche certezze e una schiera di incognite. La partita per il salvataggio di Alitalia, gestita dal vicepremier Luigi Di Maio, è arrivata a un punto cruciale. Certo è, per esempio, che la compagnia perde circa un milione al giorno. Se lo scorso 31 maggio in cassa figuravano 467 milioni di euro, ieri Di Maio incontrando i sindacati e i commissari, ha preso atto che Alitalia dispone di circa 435 milioni, metà del prestito ponte da 900 milioni è, insomma, stato bruciato. Un’altra certezza è che sia i sindacati, sia i rappresentanti di piloti e assistenti di volo sono usciti dall’incontro delusi e, se possibile, più preoccupati. Tanto che lo sciopero dei trasporti del prossimo 26 luglio è confermato. «Occorrono risposte chiare sugli investimenti, sulle rotte e soprattutto sulla tutela del personale. Se il i5 luglio si intende davvero chiudere il cerchio sulle offerte vincolanti, bisogna conoscere bene le offerte pervenute, il piano industriale e come si intende rilanciare la compagnia», chiede il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Il più duro è Maurizio Landini, numero uno della Cgil, che dice:«E stato un incontro quasi inutile, non c’è stata alcuna novità. Ci hanno detto che entro il 15 capiranno i soggetti interessati e ci faranno sapere.Tutto questo — ha aggiunto — rafforza ancora di più lo sciopero del settore indetto a fine luglio».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: Livini Ettore
Titolo: Alitalia, salvataggio in stallo Governo tentato da Atlantia
Tema: Caso Alitalia
Il governo lancia la volata finale per il salvataggio di Alitalia senza avere reali certezze sul tavolo e riaprendo (a sorpresa) la porta alla partecipazione di Atlantia. «Il 15 luglio si chiude l’operazione e dovranno arrivare le offerte vincolanti», ha promesso ieri ai sindacati — preoccupati per l’assenza di proposte concrete — il vicepremier Luigi Di Maio. I punti fermi della cordata sono gli stessi di tre mesi fa: «Le Fs prenderanno circa il 35%, Delta tra il 10 e il 15% e il Tesoro il 15%», ha spiegato il ministro dello sviluppo economico. Un nucleo a trazione pubblica cui dovrebbe affiancarsi (con un investimento attorno ai 300 milioni) un altro partner. «Sono arrivate manifestazioni di interesse dalla famiglia Toto, da Claudio Lotito e da German Efromovich, il primo socio di Avianca», ha detto Di Maio. Che malgrado le feroci polemiche di questi giorni sulla concessione di Autostrade, ha riaperto uno spiraglio alla partecipazione dei Benetton. «Atlantia non ha presentato alcuna offerta formale — ha aggiunto — . Non abbiamo pregiudizi ma non accettiamo ricatti. Chi vuole manifestarsi lo deve fare ora». La situazione resta ancora comunque in alto mare. La buona notizia è che la compagnia ha ancora in cassa circa 435 milioni più i depositi (altri 100 milioni circa) alla lata e che passeggeri (+2%) e i ricavi (+3,9%) stanno crescendo nel 2019. Un quadro che dovrebbe consentire ad Alitalia di volare almeno fino a fine anno. Sul tavolo però mancano ancora il piano industriale e i soldi per completare la cordata — a mano che Fs o Stato non aprano ancor di più i cordoni della borsa — e nessuna delle offerte arrivate al Mise contiene per adesso un impegno economico reale.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Trovati Gianni
Titolo: Salvini: flat tax non subito e non per tutti – Deficit all’1,9%, tagli ai bonus e spending per blindare il 2020 Salvini frena sulla flat tax
Tema: Verso la legge di Bilancio
Le spese inferiori al previsto per reddito di cittadinanza e pensioni saranno uno dei pilastri della manovra 2020, insieme alla potatura degli sconti fiscali e alla nuova tornata di spending. Due mosse che serviranno a trovare parte delle coperture per evitare gli aumenti Iva da 23,1 miliardi previsti dal 1° gennaio prossimo. I documenti con cui la Commissione europea ha fermato la procedura d’infrazione per debito all’Italia e gli impegni nbaditi da Roma nella lettera firmata dal premier Conte e dal ministro dell’Economia Tria iniziano a costruire l’architettura della prossima legge di bilancio. Architettura in cui fatica a trovare spazio la Flat Tax,che non viene mai citata nelle carte con cui si chiusa la trattativa. Ma la Flat Tax ci sarà «senza dubbio», si affretta a chiarire il leader leghista Matteo Salvini tornando a chiedere di «accelerare sulla manovra»; il taglio fiscale, concede Salvini, sarà «non per tutti e non subito, ma sostanzioso». «Ci stiamo lavorando, è un punto del programma di governo», spiega Tria in serata.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Picchio Nicoletta
Titolo: Boccia incontra Macron Il ruolo dell’industria per la crescita inclusiva
Tema: Confindustria
Il mondo imprenditoriale protagonista della nuova Europa, per realizzare una Ue inclusiva, che metta al centro il lavoro e la crescita come risposta alle disuguaglianze, con una governance più integrata, in grado di rispondere alle sfide in atto, sia a livello europeo che internazionale. Ieri mattina i rappresentanti delle Confindustrie delle prime sette economie del mondo e di Business Europe hanno incontrato all’Eliseo il presidente francese Emmanuel Macron. Oggi e domani gli appuntamenti del B7 proseguiranno ad Aix-An-Provence. «Crescita economica inclusiva e governance per il 21° secolo» è il titolo del programma del B7 Summit 2019. E di questo argomento ha parlato il presidente francese, nel discorso che ha tenuto all’Eliseo. Il numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia, era accompagnato dalla vice presidente per l’internazionalizzazione, Licia Mattioli, la direttrice generale, Marcella Panucci, il presidente di Telecom, Fulvio Conti, e Andrea Campora, senior vice presidente Cyber security and ICT solution LOB di Leonardo. Macron ha salutato la delegazione, ha sottolineato l’importanza dell’impegno del mondo imprenditoriale nella costruzione di una nuova Europa e dell’industria come motore di sviluppo per creare lavoro, crescita e benessere, sottolineando che la presidenza francese è determinata ad ottenere risultati.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Societa’, istituzioni, esteri
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Romano Beda
Titolo: Sassoli (Pd) eletto nuovo presidente del Parlamento europeo – Il socialista Sassoli eletto presidente dell’Europarlamento
Tema: David Sassoli presidente Parlamento Ue
All’indomani di un sofferto vertice europeo tutto dedicato ai prossimi vertici comunitari, il Parlamento europeo ha eletto ieri il suo nuovo presidente, sulla scia del voto di maggio. È il deputato socialista italiano David Sassoli che presiederà l’emiciclo per due anni e mezzo, fino al gennaio 2022. Nel frattempo la presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata ieri a Strasburgo per presentarsi ai deputati. La sua elezione a metà luglio non sarà facile. Ex giornalista televisivo e deputato europeo dal 2009, David Sassoli, 63 anni, ha ottenuto al secondo scrutinio 345 suffragi su un totale di voti validi di 667. L’elezione del deputato italiano scombussola per molti versi le speranze dei governi europei. In un vertice che si è prolungato per tre giorni, da domenica a martedì, i Ventotto si sono messi d’accordo per un pacchetto di nomine al vertice dell’Unione che prevedeva l’elezione alla guida del Parlamento europeo di un socialista proveniente da un paese dell’Est Europa.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Basso Francesca
Titolo: Sassoli: «Pianto e zappo» – Sassoli guiderà l’Europarlamento
Tema: David Sassoli presidente Parlamento Ue
Alla seconda votazione David Sassoli, il candidato dei socialisti, è stato eletto presidente del Parlamento europeo con 345 preferenze, 11 voti oltre la maggioranza necessaria. Un passaggio di consegne tutto italiano con Antonio Tajani, alla guida dell’Assemblea dal 2017 e da ieri capodelegazione di Forza Italia nel Ppe. Sassoli ha incassato il sostegno del Ppe (anche se FI ha votato scheda bianca) e dei liberali di Renew Europe, come dagli accordi della vigilia e dall’intesa raggiunta dal Consiglio Ue sui cinque top jobs, che ha attribuito la guida della Commissione alla popolare tedesca Ursula von der Leyen, la Bce alla francese Christine Lagarde e ai socialisti il Parlamento Ue. Un pacchetto contestato nel metodo da parte dei socialisti, che si sono poi ricompattati sul nome dell’ex giornalista Rai, ormai da dieci anni a Bruxelles. Il metodo è stato contestato anche da Tajani, che in apertura di seduta ha ribadito l’indipendenza del Parlamento Ue: «Procederemo all’elezione del presidente di questo Parlamento conformemente al regolamento e non in base a decisioni e proposte esterne: questo è un Parlamento libero e autonomo».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Bresolin Marco
Titolo: Sassoli presidente del Parlamento Ue ma la maggioranza già perde colpi
Tema: David Sassoli presidente Parlamento Ue
C’è un altro italiano alla guida del Parlamento europeo, ma nella pattuglia tricolore prevalgono i mugugni rispetto ai sorrisi. E c’è pure la prima donna scelta per guidare la Commissione europea, arrivata di corsa a Strasburgo «perché qui è il cuore della democrazia». Ma ad accoglierla c’è un’Aula molto delusa dal suo nome. Strasburgo, giorno due della nona legislatura europea. Dopo il debutto di martedì passato a scherzare e a scattare selfie, è il momento di fare sul serio. Alle 13 in punto va in scena il primo atto: David Sassoli, esponente Pd, viene eletto alla presidenza dell’Eurocamera. Prende il posto di Antonio Tajani, come lui giornalista. Un colpaccio per i dem e per il sistema-Italia, che in questo giro non si aspettava affatto di incassare un’altra poltrona di peso ai vertici delle istituzioni Ue. Ma l’incoronazione non è stata affatto una passeggiata. Per assegnare la guida dell’eurocamera sono servite due votazioni: la prima è andata vuoto. Sassoli si era fermato a 325 voti, sette in meno del quorum. Ce l’ha fatta al secondo giro e per il Pd «è uno di quei successi che in maniera così netta non si vedevano da tempo», riconosce l’eurodeputato Brando Benifei. Ma per la nuova maggioranza parlamentare i segnali sono tutt’altro che positivi.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Basso Francesca
Titolo: Intervista a Antonio Tajani – Tajani: troppe ingerenze degli Stati Non potevamo votare un socialista
Tema: David Sassoli presidente Parlamento Ue
«Sono contento che ci sia un italiano alla presidenza del Parlamento europeo. David Sassoli è una persona perbene che stimo, però Forza Italia ha votato scheda bianca perché non si può votare contro un italiano, ma non era giusto votare un socialista». Antonio Tajani ha concluso il suo incarico alla guida del Parlamento Ue. I deputati riuniti in plenaria a Strasburgo lo hanno salutato con un lungo applauso. Perché non le è piaciuta questa elezione? «Non mi è piaciuto quello che è accaduto. Ho sempre difeso l’autonomia del Parlamento europeo. La mia elezione non è stata il frutto di un accordo imposto dagli Stati membri. Non ho fatto alcun compromesso nel 2017, ho vinto in Aula. Mi hanno eletto i deputati». E Sassoli? «La sua elezione è il risultato di un accordo che prevedeva anche la presidenza del Parlamento Ue. C’è stata un’ingerenza del Consiglio europeo che ha indebitamente detto chi dovesse essere il presidente e per quanto tempo. Quando è stato deciso io avevo già terminato il mio incarico. Non ho mai piegato la testa né alla Commissione né al Consiglio. E durante la riunione del Ppe di martedì ho contestato il modo di fare degli Stati membri, ho difeso il principio democratico. La prima presidenza spettava ai popolari perché abbiamo ottenuto più voti».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: Manzella Andrea
Titolo: La cruna dell’ago europea
Tema: David Sassoli presidente Parlamento Ue
Da sempre il Parlamento europeo non è un “parlamento come gli altri”. Ma nemmeno la legislatura che inizia sarà come le altre. La diversità del Parlamento europeo non sta solo nel fatto che manca al mondo qualcosa che gli somigli come assemblea sovra-statuale. C’è qualche ragione in più. È un Parlamento che prevale, nei limiti delle attribuzioni, sulle funzioni legislative dei parlamenti nazionali. È, poi, un Parlamento che “influenza” il Consiglio dei capi di Stato e di governo e il Consiglio dei ministri economici: cioè i collegi europei dove il controllo dei parlamenti nazionali non riesce ad arrivare. E chine fa parte conta molto di più nel governo di casa. Ancora, il Parlamento europeo è una istituzione “necessaria”: perché è la cruna dell’ago attraverso cui deve passare l’elezione della nuova Commissione. Certo, ora gli Stati vogliono sbarazzarsi dell’idea di una “forma di governo” parlamentare europeo. Ma non vi riusciranno.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Scott Antonella
Titolo: Putin in Italia per discutere di disarmo con Papa Francesco
Tema: Putin a Roma
«La Russia merita di essere rispettata». È stato monsignor Celestino Migliore, nunzio apostolico a Mosca, a pronunciare durante un’intervista all’agenzia Agi le parole che Vladimir Putin apprezza più di tutte. Rispetto e disponibilità a un dialogo «senza preclusioni». Sarà poi Papa Francesco, che riceve oggi il presidente russo in Vaticano, a verificare a sua volta se anche Putin vorrà usare con lui le parole giuste. Putin che al recente Geo in Giappone si è fatto precedere da un’intervista al Financial Times critica verso il liberalismo, e inflessibile sul fenomeno dei migranti, con il Pontefice affronterà molti dei temi che al Geo e dintorni appunto non hanno trovato voce: la lotta agli estremismi, la questione dei rifugiati, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, la protezione dei cristiani nel mondo, il Medio Oriente. E di sicuro, la crisi ucraina, forse uno dei nodi centrali rimasti a frenare il gesto che tanti speravano da Putin, e che ieri sera il consigliere Jurij Ushakov ha escluso: l’invito a Mosca per Francesco.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Dragosei Fabrizio – Valentino Paolo
Titolo: Intervista a Vladimir Putin – «Io, Trump e Salvini». Parla Putin – «Siamo pronti a riannodare il filo strategico con l’America»
Tema: Putin a Roma
Vladimir Putin vorrebbe abolire le contro-sanzioni che colpiscono pesantemente l’export italiano, ma ricorda come queste siano state una risposta a decisioni prese «da tutti i Paesi della Ue». Nega interferenze nelle elezioni europee e apprezza le posizioni di Matteo Salvini sulla Russia. Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati stranieri, fa sempre riferimento ai leader regolarmente eletti, «a prescindere dalla loro appartenenza politica». Il leader del Cremlino, inoltre, è pronto a resettare le relazioni della Russia con l’America di Donald Trump per riavviare il dialogo bilaterale su un’ampia agenda strategica. Di questo tema il presidente della Federazione Russa ha parlato con il capo della Casa Bianca nel corso del loro recente incontro a margine del vertice del G20 in Giappone. Putin conferma anche la stima per Berlusconi: «Un politico di statura mondiale». Il presidente russo, oggi in Italia per una visita di Stato: «Siamo pronti a riannodare il filo strategico con l’America» «Salvini mostra calore verso di noi Contatti costanti con la sua Lega»
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: Castelletti Rosalba
Titolo: Tornare in Europa, via Roma Putin punta a ridurre le sanzioni
Tema: Putin a Roma
La strada russa per l’Europa passa per Roma. Dopo quattro anni, Vladimir Putin torna in Italia per incontrare Papa Francesco, il presidente Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E a fine giornata, ha fatto sapere il consigliere diplomatico del Cremlino Jurij Ushakov, si vedrà anche con l’ex premier Silvio Berlusconi per «un incontro puramente amichevole». L’obiettivo del fitto valzer di strette di mano che paralizzeranno il centro della capitale per 10 ore è cementare l’amicizia tra i due Paesi proprio mentre la Russia gioca sullo scacchiere internazionale un molo sempre più ambizioso. E nondimeno controverso: solo una settimana fa aveva fatto scalpore nelle cancellerie occidentali l’intervista con il Financial Times pubblicata in Italia da Repubblica, in cui il presidente russo definiva «obsoleto» il liberalismo. Quando s’insediò il governo gialloverde, s’ipotizzava un’improvvisa sterzata di Roma nei rapporti con la Russia. L’impegno nel contratto di governo era chiaro: rimuovere le sanzioni anti-Mosca decise dalla Ue in seguito all’annessione della Crimea e al conflitto nel Donbass. E Conte aveva sin da subito sostenuto il ritomo della Russia al tavolo dei Grandi. Poco più di un anno dopo, la retorica filorussa del governo non è stata accompagnata da virate. L’Italia non è ricorsa al suo potere di veto per fermare il rinnovo delle sanzioni.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Mastrolilli Paolo – Sforza Francesca
Titolo: Putin in Italia tra i timori degli Stati Uniti – Di Maio-Salvini da Vladimir tra i timori degli americani
Tema: Putin a Roma
Visita lampo di Vladimir Putin, questa mattina a Roma: neanche 12 ore per una serie di incontri che cominciano in tarda mattinata al Vaticano con Papa Francesco, continuano al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si concludono nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte. Subito dopo Vladimir Putin interverrà al Forum di dialogo italo-russo della società civile, che vedrà riuniti alla Farnesina i rappresentanti delle imprese, del mondo della cultura e di quello accademico. La giornata della delegazione russa — una trentina di persone, tra cui il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e quello dell’Industria, Denis Manturov – si chiuderà con una cena di lavoro a Villa Madama offerta dal premier Conte, a cui si uniranno altri esponenti del governo, tra cui i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Al tavolo siederanno anche i diversi rappresentanti del Forum di dialogo italo-russo, per un totale di circa cento persone. Prima di partire, Putin andrà a trovare il suo vecchio amico Silvio Berlusconi per un breve saluto. Nel corso degli incontri, spiegano alla Farnesina, «saranno discusse le questioni chiave della cooperazione italo-russa nella sfera politica, commerciale, economica, culturale e umanitaria, nonché temi di attualità internazionale».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Corriere della Sera
Autore: Cremonesi Lorenzo
Titolo: I missili di Haftar sui migranti L’Onu: «È un crimine di guerra»
Tema: Libia
Khalifa Haftar commette un nuovo, imperdonabile errore con l’uccisione di almeno 44 migranti (ma alcune fonti ne riportano fino a loo) e il ferimento di altri 13o a seguito del bombardamento all’una dell’altra notte da parte della sua aviazione sul campo della milizia al Bugra di Tajura, una ventina di chilometri a est di Tripoli. Il massacro più grave dal aprile scorso, quando Haftar lanciò le sue truppe contro le difese del governo di Salvezza Nazionale di Fayez Sarraj nella capitale, interrompendo la via del dialogo. «Un crimine di guerra, ha tuonato l’inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé, chiedendo «condanne e sanzioni» da parte della comunità internazionale. Così, da autoproclamato comandante dell’Esercito nazionale libico, Haftar sta sempre più assumendo le sembianze del capo banda, collerico rais di un’organizzazione militare tutto sommato sgangherata e alla prova dei fatti ben poco diversa dai nemici che vorrebbe distruggere. Sotto accusa sono anche i suoi «padrini», in primis gli Emirati, già sospettati di aver fornito missili anti-tank e adesso forse persino gli aerei made in Usa che sarebbero stati utilizzati dall’aviazione di Haftar nel raid di ieri al posto degli obsoleti Mig del vecchio esercito di Gheddafi mantenuti in efficienza grazie all’aiuto egiziano e saudita. Washington ha già aperto un’inchiesta per verificare che i suoi armamenti forniti agli alleati nel Golfo non finiscano in Libia, violando l’embargo internazionale in atto.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Repubblica
Autore: V. Ni.
Titolo: Il generale contro il presidente ma l’ultimo attacco potrebbe svegliare l’Europa
Tema: Libia
essere una svolta, o potrebbe essere un nulla Una strage dimenticata, una delle tante in una delle troppe guerre degli ultimi 40 anni nel Mediterraneo. Oppure un punto di cambiamento, un episodio che il governo del presidente Fayez Serrdj potrebbe utilizzare per cambiare le sorti della battaglia contro il generale Khalifa Haftar. Piccola o grande che sia, l’unica svolta concreta per ora c’è stata in Italia, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che per la prima volta accusa Haftar di «crimini di guerra» e invita la comunità internazionale a fermarlo. E con il ministro degli Esteri Enzo Moavero che ha proposto all’Unione Europea un’immediata presa di posizione unitaria dei 28 Stati membri che sostenga l’apertura di un’inchiesta da parte dell’Onu. Il generale contro il presidente. Uno scontro in cui il primo combatte con le armi e i soldi di Egitto, Emirati, Arabia Saudita, con l’intelligence e forse altro di Francia e Russia. Con il presidente che si difende spalleggiato da Turchia e Qatar.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Semprini Francesco
Titolo: Raid in Libia: strage di migranti Anche Parigi condanna Haftar
Tema: Libia
Il mondo assiste impotente alla peggiore carneficina avvenuta nella recente guerra civile libica, dove a farne le spese sono stati almeno 44 migranti rimasti uccisi in un bombardamento su un centro di detenzione alle porte di Tripoli. Il bilancio tuttavia potrebbe essere assai più pesante, circa cento morti, «tra cui molte donne e bambini», come riferisce Ismail Mohammed, portavoce della comunità dei rifugiati dal Sudan in Italia, in contatto con conndei sopravvissuti. La mattanza si consuma nella tarda serata di martedì quando i caccia prendono di mira la struttura detentiva di Tajura, sobborgo di Tripoli situato non lontano da alcune basi militari, dove erano rinchiusi centinaia di immigrati illegali. Il Governo di accordo nazionale (Gna) punta l’indice sul Khalifa Haftar, definendolo un «carnefice», e parla di raid compiuti da aerei stranieri, forse degli Emirati o dell’Egitto, gli alleati di ferro del generale. Tripoli chiede l’intervento dell’Onu che convoca d’urgenza il Consiglio di sicurezza, mentre il segretario generale, Antonio Guterres, chiede «un’indagine indipendente» così come Unione europea e Unione africana.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Stampa
Autore: Radicioni Francesco
Titolo: Scontro diplomatico Londra-Pechino sulle proteste
Tema: Hong Kong
Mentre la situazione a Hong Kong resta molto tesa con le proteste che continuano e la Cii na che minaccia rappresaglie contro i dimostranti che hanno occupato il Parlamento lunedì, lo scontro si sta spostando sul piano diplomatico, con Londra che cerca di difendere la sua ex colonia e convoca al Foreign Office l’ambasciatore cinese nel Regno Unito, Liu Xiaoming per gli «inaccettabili commenti contro il governo britannico», dopo che il diplomatico aveva chiesto a Londra di astenersi da ogni «ulteriore interferenza» sulla sua ex colonia. Il riferimento era alle frasi pronunciate dal ministro degli esteri britannico JeremyHuntdopo le cariche della polizia sui manifestanti. Hunt aveva sottolineato che «il sostegno del Regno Unito a Hong Kong e alle sue libertà è incrollabile» e che alla popolazione «deve essere garantito il diritto alla protesta pacifica».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Valsania Marco
Titolo: Democratici Usa ai blocchi di partenza Biden e Harris bene nei sondaggi
Tema: Presidenziali Usa 2020
Le elezioni presidenziali del 2020 – e anche urne e caucus delle primarie di partito – sono ancora lontane. Ma la battaglia dei sondaggi è già esplosa negli Stati Uniti. Uno scontro anzitutto tra gli esponenti democratici che aspirano a indossare il mantello di grandi sfidanti di Donald Trump. E che però vede sullo sfondo già il duello tra l’opposizione e il Presidente in carica che intende spodestare. È nel segno di questa partita ormai aperta e d’una campagna combattuta e lacerante che sono arrivati i responsi del primo appuntamento formale della stagione elettorale americana – il dibattito in due serate in Florida tra oltre venti candidati “dem”. I sondaggi che si rincorrono mostrano un fronte anti-Trump che dovrà sfoltire i ranghi dei papabili nei prossimi mesi e dove manca un provato front-runner: l’ex vice-presidente Joe Biden, pur partendo favorito, non ha affatto la nomination in tasca all’indomani di una performance incerta sotto i riflettori. Altre indagini d’opinione danno conto contemporaneamente della forza e della debolezza di Trump: la sua popolarità oscilla su percentuali ben sotto il 50%, trainata al ribasso da rinnovate preoccupazioni sull’economia e sulla sua leadership in politica estera.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
PRIME PAGINE
IL SOLE 24 ORE
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
CORRIERE DELLA SERA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
LA REPUBBLICA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
LA STAMPA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
IL MESSAGGERO
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
IL GIORNALE
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone
LIBERO QUOTIDIANO
Leggi l’articolo da: PC/Tablet SmartPhone