Menu

SINTESI IN PRIMO PIANO – 17 ottobre 2019

– M5S-Pd: intese per governare insieme;
– Lega: Salvini pronto per la manifestazione di sabato;
– Manovra 2020: inviato Dpb a Bruxelles, oltre 15 mld di coperture;
– Manovra 2020: misure per infrastrutture e industria;
– Usa- Italia: Trump e Mattarella su F35, dazi, made in Italy e 5G;
– Siria: le truppe di Assad entrano a Kobane e Raqqa.

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Repubblica 
Autore:  Folli Stefano 
Titolo: Il punto – Un futuro salvo intese – M5S-Pd, il futuro salvo intese
Tema: M5S-Pd

Un futuro salvo intese. Un’Italia forse ancora in piedi, salvo intese. Ironizzare sulla bizzarra precisazione che accompagna l’annuncio della legge di bilancio è fm troppo facile, ma è inevitabile. A Palazzo Chigi non possono meravigliarsi, dopo aver quasi fatto l’alba dell’ultima notte utile per definire i documenti e spedirli a Bruxelles. Non risulta che altri paesi dell’Unione siano arrivati sul traguardo cosa in affanno né tantomeno che si siano affidati al gergo burocratico-giuridichese per dire che i dossier approvati sono appena una cornice generale. Servono a tacitare l’Unione offrendo un’idea di quel che si vuol fare nel campo dei conti pubblici, del fisco e delle iniziative per non arrendersi alla stagnazione. Ma il resto, la sostanza delle misure che la stampa sta ora analizzando, è ancora un libro aperto. Nel paese del compromesso come precludersi la via di un ulteriore, infinito negoziato su questa o quella tassa, su questo o quel bonus destinato a rassicurare una categoria o ad alleviare una corporazione? Salvo intese, dunque. È quasi un motto nazionale e fotografa alla perfezione l’Italia di oggi. Che poi non è diversa da quella di ieri: chi ha discreta memoria ricorda infatti che il governo Conte 1, quello fondato sul contratto 5S-Lega, ricorse allo stesso stratagemma nella primavera del 2018. ll che equivale a riconoscere gli indizi di continuità tra i due esecutivi peraltro affidati alla garanzia dello stesso uomo. Il Conte 2 si è ispirato senza dubbio al suo predecessore e purtroppo non per gli aspetti migliori.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Grignetti Francesco 
Titolo: Giustizia, c’è l’accordo Pd-5S Tregua sulle intercettazioni
Tema: Giustizia, accordo Pd-M5S

In gran silenzio, la maggioranza giallo-rossa ha trovato l’accordo sulla giustizia. Anche gli scogli più ardui sembrano alle spalle: sulle intercettazioni, sul sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura (accantonata ogni ipotesi di sorteggio), sul blocco della prescrizione, sulla riforma del processo penale e civile, la sintesi politica c’è. «Il confronto politico con le forze che compongono la maggioranza di governo – afferma il ministro Alfonso Bonafede – sta dando i suoi frutti». I partiti hanno rinviato molti aspetti tecnici che causeranno scintille. E c’è in agguato uno scontro molto forte sulla separazione delle carriere dove i grillini faranno muro, ma non gli altri. Anche il Pd sembra possibilista per una rivoluzione copernicana che scuoterebbe alle fondamenta il sistema. Unico punto fermo, da Pd a Forza Italia, al M5S, sarà l’obbligatorietà dell’azione penale. La navigazione del governo, però, è avviata. L’ultima novità riguarda le intercettazioni. C’era una legge di Andrea Orlando in sospeso. Ebbene, la maggioranza ripartirà da qui. Sono annunciati solo pochi accorgimenti per tenere conto delle osservazioni critiche dell’avvocatura e della magistratura (erano troppo compressi i tempi e i modi per gli avvocati di verificare la grande mole delle intercettazioni effettuate).
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Buzzi Emanuele 
Titolo: Capigruppo M5S, Toninelli è fuori
Tema: M5S
Una sconfitta al fotofinish per Danilo Toninelli e una situazione che si aggroviglia alla Camera e a Roma si apre un fronte contro Nicola Zingaretti. Intanto l’esito del secondo turno delle votazioni per la scelta dei capigruppo M5S dà il quadro plastico, frammentato, della situazione all’interno del Movimento – spaccato a metà nella decisione – e segna per l’ex ministro una sconfitta cocente. Già perché a Palazzo Madama il ballottaggio tra Gianluca Perini, vicecapogruppo uscente, e Toninelli, che era stato eletto capogruppo per acclamazione nel marzo 2o18 e aveva lasciato la carica per diventare ministro, si chiude 47 a 44 – Tre voti soli premiano l’ex consigliere regionale ed ex membro del mini-direttorio romano. Un esponente considerato vicino alla cerchia ortodossa, ma stimato anche dai governasti. Toninelli, invece, perde la prova di forza interna: la sua candidatura nelle scorse settimane ha fatto storcere il naso ad alcuni colleghi, che hanno giudicato inappropriato, dopo le vicissitudini legate alla sua esperienza di governo, un suo ritorno da capogruppo al Senato. Luigi Di Maio – in viaggio istituzionale negli Stati Uniti – ha vissuto il confronto da spettatore, senza intervenire nella disputa al Senato. Stessa linea per il capo politico anche alla Camera, ma a Montecitorio il discorso è molto più complesso. Il passo indietro di Anna Macina (33 preferenze per lei al primo turno), considerata indipendente ma vicina al leader, non è servito a sbloccare la situazione. Anzi. Ieri c’è stata una seconda fumata nera nella votazione per il nuovo capogruppo.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Cuzzocrea Annalisa 
Titolo: Vespa “Share più alto della Nazionale È la forza del duello”
Tema: Duello televisivo Renzi-Salvini

«Passami gli ascolti, la tabella di prima, quella che mi avevi mandato su WhatsApp». Il mattino dopo, mentre risponde al telefono parlando coi collaboratori, Bruno Vespa sembra fregarsi le mani per lo share portato a casa con il duello televisivo tra i due Mattei, Renzi e Salvini. «Ho promesso un collegamento con Un giorno da pecora, la richiamo», dice nel mezzo della conversazione. E il giorno della riscossa del suo Porta a Porta, su Rai1  dal 1996. SI aspettava questi numeri? «Come share abbiamo battuto la nazionale di calcio. Certo, andiamo in onda più tardi, ma abbiamo fatto 3 milioni e 800 mila spettatori di media, il 25,5 per cento. Siamo partiti dall’li e siamo arrivati al 34. Con una curva impressionante sulla pubblicità». Chi andava via tornava a guardare? «Esatto, di solito a quell’ora uno molla e va a letto. E invece le persone sono rimaste incollate. Pensare che era la giornata meno favorevole: c’era la partita di calcio, e noi di solito perdiamo ascolti con i commenti. E c’erano due trasmissioni informative importanti come Di Martedì e Cartabianca». Quindi credeva di andare peggio? Si trattava pur sempre di un leader ora all’opposizione e del capo di un piccolo partito come Italia Viva. «No, ci avevo azzeccato. Avevo detto che non avremmo fatto meno del 22 per cento. Ed ero il più ottimista».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Tomasello Maria_Rosa 
Titolo: Il caso – Renzi-Salvini Vespa incassa 3,8 milioni di spettatori
Tema: Duello televisivo Renzi-Salvini

Tra Matteo Salvini e Matteo Renzi vince Bruno Vespa. Come nel più celebre dei proverbi, tra i due litiganti è il conduttore a portare a casa il trofeo, con il risultato record di 3.808.000 spettatori, il 25,4% di share e un picco di ascolti di 4.590.000 in prossimità di mezzanotte, durante il dibattito su Quota 100. La trasmissione di RaiUno spopola su Twitter con 57mila commenti su #portaaporta, un diluvio anche i cinguettii con l’hashtag #matteovsmatteo. Un risultato che premia l’intuizione di mettere in scena lo scontro tra i due grandi comunicatori della politica italiana, confermando allo stesso tempo che la natura del duello tv tra il leader della Lega e l’inventore di Italia Viva è più vicino allo spettacolo o a un match sportivo che al confronto politico. Sui social si schierano le tifoserie, alimentate dall’ex ministro dell’Interno che ancora prima della messa in onda parla di un «2 a 0 per Salvini e palla al centro» e dall’immediata replica dell’ex premier che lo stoppa: «Pensa un po: a me invece dicono che è finita come Milan-Fiorentina (3-1) di quest’anno a San Siro. Lascia giudicare a chi la vedrà».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Lombardo Ilario 
Titolo: Retroscena – L’sms di Renzi impensierisce Conte “Ho affossato Letta con 10 deputati”
Tema: Conte su Renzi

Ad Assisi, dieci giorni fa, persino i monaci hanno messo in guardia Giuseppe Conte: «Stia attento a Renzi, presidente, quello è il demonio». Ma il premier lo sta già facendo dal giorno in cui gli ha telefonato per annunciargli che avrebbe fondato un partito, restando in maggioranza. Conte ha girato la clessidra quel giorno, convinto che sia solo questione di tempo, di come e quando tenterà di affossare il suo governo. E si è messo a osservare le mosse del leader di Italia Viva, alla luce anche delle ricostruzioni che gli riferiscono da Pd e M5S. E di uno scambio di messaggi su whatsapp tra Renzi e un grillino. Quest’ultimo gli chiedeva se davvero il suo piano fosse di sostituire Conte, magari perché, come dicono tutti, è lui il vero competitor nell’area del centro. E perché si illudesse di farlo alla testa di un partito che secondo i sondaggi vale in media il 4%. La risposta, secondo quanto riferito al premier, è stata raggelante: «Ti ricordo che ho fatto cadere Letta con dieci deputati…». Dopotutto, tra i renziani non si fa quasi più mistero della campagna del loro leader che può contare su 15 senatori, più che sufficienti per indirizzare uno “stai sereno” a Conte: «Tanto uno che fa il premier al suo posto si trova» è la frase che si sente ripetere dentro Italia Viva. Le voci sulle intenzioni dell’exrottamatore sono arrivate a Palazzo Chigi. Raccontano di Renzi che comincerebbe a far ballare il governo da gennaio, o di Renzi che gioca su Luigi Di Maio, per sedurlo. Conte lo vede: «Tutti hanno capito che vuole far credere a Luigi che potrebbe prendere il mio posto. Magari dopo la manovra, tra qualche mese».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Messaggero 
Autore:  Ajello Mario 
Titolo: Intervista a Matteo Salvini – Salvini: «La crisi? Sono stato ingenuo Sulla Capitale ho commesso errori» – «La crisi? Sono stato ingenuo, su Roma ho commesso errori»
Tema: Lega verso la manifestazione di sabato

Senatore Salvini, sabato la manifestazione a Roma: tenta la spallata al governo e alla Raggi? «Non so se sarà una spallata. So che siamo gli unici matti che riempiranno la piazza più grande della Capitale, mentre gli altri si rifugiano in salette e teatrini. La gente ha chiesto alla Lega di dare un segnale contro il governo truffa e contro l’accozzaglia delle dieci sinistre, ed eccoci qua». E la Raggi? Finora da parte vostra, su Roma, solo slogan e ovvie lamentele. Ma fare una manifestazione non significa avere un progetto perla Capitale. «Guardi, noi siamo pronti da subito a governare Roma». Ma un progetto lo avete? Un candidato c’è? «Stiamo lavorando molto. La bussola è il buon senso e il pragmatismo. Lei dice che facciamo solo slogan ma, per esempio, nel duello tivvù con Renzi chi dei due, tra lui e me faceva sparate propagandistiche? Lui. Io sono abituato a parlare di cose. Anche su Roma». Un vero progetto di città finora lei non lo ha mai presentato. «Io invitai a votare la Raggi, a riprova che non sono prevenuto. Ora basta però. Il nostro progetto di rinascita, che c’è anche se lei non lo vede, parte dai rifiuti. La differenziata ha fallito e va riorganizzata da capo. E in questo settore il disastro è colpa anche della Regione Lazio di Zingaretti, che valorizza zero i rifiuti. I romani spendono 140 euro a tonnellata per mandarli all’estero».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Cecchi De Rossi Martina 
Titolo: Intervista a Francesco D’Uva – “Matteo non intralci il percorso avviato da questo esecutivo”
Tema: M5S vs Lega

Onorevole Francesco D’Uva, definita la base della manovra cosa metterete al primo punto dell’agenda politica del governo giallorosso? «Questo governo è nato per non lasciare i cittadini soli in un momento complesso per il Paese. Altri hanno preferito scappare. Con responsabilità abbiamo stilato 29 punti programmatici. Dovevamo in primis scongiurare l’aumento dell’Iva. Per il dopo manovra ci sono diverse priorità: conflitto d’interessi, acqua pubblica, riforma della giustizia». Alleanza politica non solo contro Salvini. Grillo a Napoli ha detto basta vaffa al Pd… «L’intervento di Grillo mi ha dato davvero carica e lo condivido. Ma non dire “vaffa” al Pd non significa un patto incondizionato su tutti i territori. In Umbria stiamo puntando su un progetto civico, senza pretendere poltrone in giunta. Valuteremo di volta in volta, senza stravolgere uno schema che ha ricevuto anche l’ok della base». Nel governo c’è anche Renzi. Questo, vista anche la definizione della manovra, crea difficoltà? «Renzi ha scelto la sua strada ma questo non deve intralciare il percorso del governo. Il confronto nell’esecutivo è normale, coltiviamolo in modo costruttivo. Lo scontro invece lasciamolo a chi blocca un’Italia intera dalla consolle del Papeete».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Giornale 
Autore:  Minzolini Augusto 
Titolo: Il retroscena – Giustizia e spioni mine sul governo nato contro la Lega – Le mine giustizia e 007 sulla strada del governo del «peccato originale»
Tema: Governo contro la Lega

Il peccato originale del governo gialloverde era un «contratto» che metteva insieme il diavolo e l’acqua santa. Un mezzo aborto che aveva il destino segnato. Il peccato originale del governo giallorosso, invece, è che si tratta di un esecutivo di legittima difesa. Ma il risultato potrebbe rivelarsi speculare all’esperienza precedente. La manovra, ad esempio, segnata dall’ipoteca di sterilizzare le clausole di salvaguardia sull’Iva, è venuta fuori come una sorta di vestito di Arlecchino: tante pezze di colore diverso per accontentare, o far finta, questo o quel partito di maggioranza. Un risultato – ed è l’aspetto peggiore – che in fondo in fondo, al di là delle dichiarazioni di comodo, non ha sorpreso nessuno. «Non bisogna essere esigenti – osserva il pd Antonello Giacomelli – questo governo è solo la risposta a uno (Salvini, ndr) che con una sola mossa voleva metterlo in quel posto a tutti». «E’ una manovra onesta», si accontenta senza entusiasmi il capogruppo di Leu, Federico Fornaro. Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, è il primo ad ammettere che l’attuale condizione può andare bene per l’oggi, ma non per il futuro. «Dobbiamo avere una visione per il domani – è la sua analisi – altrimenti rischiamo di avere gli stessi limiti dei nostri predecessori. E se non riusciamo a conquistare la fiducia degli italiani, l’avere dato vita a questo governo potrebbe rivelarsi un investimento sbagliato. Io, comunque, sono molto fiducioso, abbiamo almeno due anni e mezzo davanti».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Giornale 
Autore:  Guzzanti Paolo 
Titolo: Addio a Bonaiuti, la penna che sussurrava al Cavaliere – Addio all’«uomo ombra» che sussurrava al Cavaliere
Tema: Addio a Bonaiuti

Era un giornalista e un politico, era un vecchio amico, era un uomo calmo, gentile, ironico, un testimone che è stato ai margini del potere politico, con un aplomb più inglese che italiano. Infatti, amava l’inglese come lingua e la insegnava, e da giornalista ci vedevamo per caso sui luoghi in cui accadevano le cose, come accade nelle nostre vite raminghe. Diventò un collaboratore di Silvio Berlusconi ed entrò nei suoi governi con un rango molto speciale: quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, molto più di un ministro. Quando uno di noi, giornalisti intendo, commette quel passo terribile e irreversibile, di indossare una casacca e correre per una bandiera, poi la pagherà per sempre o almeno non sarà mai più guardato come un professionista della comunicazione. E’ inevitabile, ma anche triste e sbagliato. Paolo fu un amico in particolare di tutti i giornalisti diventati deputati o senatori ma anche di tutti i giornalisti nel loro complesso, non importa di quale testata o posizione politica. Nel Transatlantico di Montecitorio formavamo di nuovo quella buffa, talvolta anche patetica combriccola dei giornalisti che vivono surfando la politica, ora dentro, ora fuori la linea, sempre preti, sempre spretati, mai più preti, mai del tutto spretati.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone


Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Rogari Marco 
Titolo: Partite Iva, niente rinvio per i versamenti L’acconto scende al 90% – Manovra: 12 miliardi di coperture dal fisco 2,7 dai tagli di spesa
Tema: Manovra: inviato Dpb a Bruxelles

Oltre 15 miliardi di coperture, garantite per più di 12 miliardi da misure di natura fiscale. A partire da un piano antievasione che, da solo, vale 3,2 miliardi. «Non vogliamo criminalizzare nessuna categoria ma semplicemente incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, arrivando alla media dei Paesi europei. È un patto con i cittadini onesti», ha detto ieri il premier Conte. Ma c’è spazio anche per una nuova fase di spending review che si rafforza rispetto alle indicazioni della Nota di aggiornamento al Def salendo da 2a 2,7 miliardi. La fisionomia della manovra da 30-31 miliardi è definita, anche se il”cantiere” è ancora aperto. Il via libera con la formula “salvo intese” al decreto fiscale e alla legge bilancio lascia aperta la possibilità di perfezionare e integrare misure e testi. Ma gli interventi chiave e il loro peso sui conti pubblici sono già stati messi nero su bianco nel Draft Budgetary pianinviato a Bruxelles. Nel Documento programmatico di bilancio c’è anzitutto la conferma di uno degli impegni presi fin dal suo insediamento dal Governo Conte-2, ovvero lo stop totale ai 23,1 miliardi di aumenti Iva previsti nel 2020 e la riduzione parziale delle clausole per i due anni successivi: 10,5 miliardi in meno per quella del 2021 (da 28,8 miliardi) e quasi 3,5 miliardi nell’anno successivo. Confermata anche la spinta agli investimenti “green”.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Franco Massimo 
Titolo: Intervista a Giuseppe Conte – Conte: non temo ribaltoni – «Io mi aspetto lealtà Questa è una manovra che ci spinge nel futuro»
Tema: Intervista a Giuseppe Conte sulla manovra

Attenti ai ribaltoni: non portano fortuna. Salvini docet, e Renzi prenda nota. Quanto alla manovra finanziaria, a sentire Giuseppe Conte non è pallida ma splendente di futuro. In questa intervista, la prima dopo l’approvazione del documento da sottoporre alla Commissione Ue, il premier consegna un messaggio iperpositivo, forte dello spread basso e dei buoni rapporti con l’Europa. Si sente dire che la manovra economica è piuttosto pallida. Era inevitabile, o hanno pesato le divisioni nella maggioranza? «È una manovra coraggiosa, nel segno della crescita pur avendo risorse limitate. Solo chi non l’ha letta può definirla pallida. E spinge l’Italia nel futuro. Abbassiamo le tasse e con il cuneo fiscale diamo più soldi in busta paga ai lavoratori, circa 500 euro l’anno a persona. Eliminiamo il super ticket. Ci sono 600 milioni in più per le famiglie, asili nido gratuiti e 100 milioni in più per i disabili. E poi c’è la madre di tutte le battaglie: la lotta all’evasione fiscale, che rappresenta un cambio di passo mai visto prima. E tutto questo senza aumentare l’Iva e non toccando quota 100. Contiamo di recuperare 9 miliardi nel prossimo triennio dalle misure di contrasto alla lotta all’evasione. E la cifra può aumentare di molto col piano che premia i contribuenti onesti con un superbonus. Sono risorse che useremo per abbassare le tasse e impedire che l’Iva aumenti negli anni successivi. E la diminuzione dello spread ci permetterà di risparmiare oltre 18 miliardi nel prossimo triennio. La fiducia di cittadini, imprese e mercati è la migliore alleata».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Santilli Giorgio – Trovati Gianni 
Titolo: Intervista a Roberto Gualtieri – «Una riforma per ridurre le tasse» – «Su flat tax, cuneo, evasione e clausole svolta netta: ora cantieri per riformare fisco e pensioni»
Tema: Intervista a Roberto Gualtieri sulla manovra

La notte fra martedì e mercoledì è stata lunga, e i lavori del consiglio dei ministri su legge di bilancio, decreto fiscale e Draft Budgetary Plan si sono chiusi poco prima che albeggiasse. Ma «è andata molto bene», rivendica il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando poche ore dopo con Il Sole 24 Ore, «perché abbiamo approvato tutto all’unanimità, rispettando le scadenze, e siamo riusciti a trovare una sintesi che dà alla manovra un profilo molto chiaro a sostegno della crescita». A occupare le ultime ore è stato anche lo snodo tecnico dei tre miliardi “aggiuntivi” sui saldi 2020, alla fine risolto con una rimodulazione che abbassa l’acconto 2019 e alza il saldo dell’anno prossimo sulle partite Iva soggette all’Isa. E i temi più politici legati alla lotta all’evasione. «Ma la discussione è fisiologica in un governo di coalizione – sostiene Gualtieri – e alla fine i punti del programma di governo sono diventati i capitoli di una manovra che oltre ad affrontare l’eredità del passato avvia con più ambizione del previsto le misure per la crescita. Senza l’elenco di nuove tasse che qualcuno temeva all’inizio». Con il premier Conte il rapporto è «ottimo», aggiunge Gualtieri, e l’intesa è «piena» sullo sforzo da fare per la lotta all’evasione e gli incentivi ai pagamenti tracciabili. Si è parlato anche di un sms del presidente del Consiglio al titolare dei conti per spingerlo a non cedere su questa linea. «Più che un sms – chiosa Gualtieri – si tratta di una priorità condivisa e che ha bisogno di risorse. E in manovra ci sono».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Messaggero 
Autore:  Bassi Andrea 
Titolo: Intervista a Pierpaolo Baretta – «Aliquote ferme, ma adesso apriamo una discussione sulle rimodulazioni»
Tema: Intervista a Pierpaolo Baretta sulla manovra

Sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, dopo sei ore di consiglio dei ministri, la manovra e il decreto fiscale sono stati approvati “salvo intese”. Su cosa manca ancora un accordo? «È una formula classica. Serve a limare i testi, ma l’impianto della manovra è stato approvato». Tutto risolto anche sui tetti al contante e sul carcere agli evasori? «C’è un accordo su tutto. Il limite al contante scenderà da 3 mila a 2 mila euro e poi a mille. Le discussioni è normale che ci siano. Sottolinerei piuttosto l’aspetto positivo». Qual e? «E che al 16 di ottobre di fatto la manovra è stata approvata. Abbiamo rispettato in pieno la scadenza europea. Questo ci restituisce una grande credibilità con la Commissione». Il premier Conte ha mandato un sms al ministro Gualtieri per dire che sull’evasione bisogna essere coraggiosi. È una manovra coraggiosa sull’evasione? «Dalla lotta all’evasione arriveranno oltre tre miliardi che sono misurabili immediatamente». Però dovevano essere sette, gli altri quattro, almeno a leggere il documento europeo, assomigliano molto a nuove tasse… «Ci sono alcune tasse “orientate”: il cui scopo è modificare i comportamenti. Sono prelievi su bevande gassate, imballaggi di plastica, giochi e tabacchi». Però alla fine si potrebbe comunque obiettare che sempre di tasse si tratta. «Non si può parlare ai convegni sempre di sostenibilità e poi non fare nessun provvedimento in questa direzione. E poi quasi la metà di quei 4 miliardi arriva dalla proroga dell’imposta sulle rivalutazioni che non è un balzello ma un vantaggio per le imprese».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera
Autore:  Ducci Andrea – Marro Enrico 

Titolo: Intervista a Paola De Micheli – «Un piano da tre miliardi per ferrovie e strade» – «Già fatta una parte di programma In Aula si può anche migliorare»
Tema: Intervista a Paola De Micheli sulle infrastrutture

«Nella manovra c’è già tutta la prima pagina del programma di governo. E non era affatto scontato. Io lo so bene, perché – racconta la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli (Pd) – ricordo quando con Stefano Patuanelli partecipavo alla stesura di quel documento e già sembrava un’impresa cancellare l’aumento dell’Iva. In più, nella manovra ci sono il taglio delle tasse sul lavoro, il rifinanziamento di Industria 4.0, il piano casa e le misure di contrasto all’evasione. Era talmente poco scontato che c’è chi si è dato a gambe levate per non prendersi la responsabilità di questa manovra». Matteo Salvini? «Diciamo un maschio padano», sorride la ministra. Nel Consiglio dei ministri avete litigato su contante e carcere agli evasori. E ora sarà battaglia anche in Parlamento, le premesse non sono le migliori… «Discusso, non litigato. Un confronto approfondito sulle singole questioni. Ho visto finora 12 manovre, questa è la prima da ministra e mai ne ho vista una tranquilla. E giusto quindi che anche in Parlamento si discuta». Dunque la manovra potrà cambiare? «Nei saldi non credo, ma potranno esserci migliorie». Lei ha proposto un piano pluriennale di investimenti pubblici. Di cosa si tratta? «Prevede un piano annuale di 3 miliardi che aggiorna i contratti di programma con Rete ferroviaria italiana e Anas e finanzia la manutenzione di ponti e gallerie. Viene istituito un Fondo unico per i Comuni sotto i 5 mila abitanti per le opere che migliorano la qualità della vita. Infine, ci sono nuove risorse per le tramvie e le metro».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Picchio Nicoletta 
Titolo: Boccia: aprire i cantieri rende più sostenibile la manovra 2021
Tema: Manovra, il punto di vista di Confindustria

«Non avevamo grandi aspettative, non perché non credevamo nel governo, ma perché abbiamo la consapevolezza del nodo risorse». Secondo Vincenzo Boccia bisogna avere un «sano realismo, capire ciò che possiamo fare» e «andare oltre la legge di bilancio, con una visione di medio termine, tre o quattro anni». Nell’immediato occorre realizzare un’azione anticiclica puntando sulle infrastrutture. Ci sono 70 miliardi di euro disponibili, ha detto il presidente di Confindustria, pronti per essere spesi senza fare ricorso al deficit. «Se il fine è creare occupazione, a partire dai giovani, occorre costruire un percorso che tenga conto delle risorse e della questione temporale, usando i finanziamenti quanto prima. E aprendo i cantieri. Questa linea di azione ci metterebbe anche in una condizione di sostenibilità per la manovra del prossimo anno». In Italia e in Europa. «Nella Ue bisognerebbe varare un piano transeuropeo infrastrutturale finanziandolo con eurobond o con altri strumenti Anche la Germania potrebbe avere un suo interesse ad una operazione anticiclica, dal momento che è in recessione. Sarebbe un bel messaggio, costruire una grande svolta della politica. La Ue non può solo subire shock negativi, ma anche determinare shock positivi», ha continuato Boccia, nella conferenza stampa di presentazione del convegno di Capri che si terrà venerdì e sabato, rispondendo «non diamo voti» alla domanda su come avrebbe valutato la legge di bilancio.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Martirano Dino 
Titolo: Misure, Di Maio e Renzi all’attacco
Tema: Manovra, dibattito e scontro tra Pd e renziani

È durato 5 ore e 33 minuti il Consiglio dei ministri che ha partorito il Documento programmatico di bilancio inviato poi (con un leggero ritardo sulla scadenza del 15 ottobre) alla commissione Ue. La «cornice» della manovra è dunque giunta a Bruxelles – che ha una settimana per chiedere eventuali spiegazioni e, in caso, 15 giorni per sollecitare una nuova bozza – ma il Bilancio per il 2020 e il decreto fiscale collegato sono stati approvati con la formula «salvo intese». Tradotto, vuol dire che molte cose possono cambiare. E infatti i renziani di Iv già annunciano emendamenti su «quota ioo» e sulle limitazioni dell’uso del contante. Anche Luigi Di Maio prende le distanze dalle misure decise a palazzo Chigi e in particolare sul piano antievasione: «Bisogna cambiare registro. Lo Stato deve fare lo Stato con chi in questi anni ha nascosto centinaia e centinaia di migliaia di euro in qualche paradiso fiscale. Contro queste persone bisogna alzare la voce, farsi sentire ed essere duri, andando oltre le consuete multe di circostanza e introducendo il carcere». Il governo Conte II ha centrato l’obiettivo di cancellare l’aumento dell’Iva previsto dal 1° gennaio del 2020 e pari 234 miliardi di euro. In più si riduce, già dal 2020, il cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti (circa tre miliardi); si introduce un giro di vite contro i grandi evasori fiscali (la pena massima sale da 6 a 8 anni); si introduce un super bonus per incentivare la tracciabilità con i pagamenti elettronici con limitazione di utilizzo del contante a 2.000 euro (nel 202o) e a 1.000 euro dal 2022; cancellati i super ticket nella sanità da giugno del 2020; e poi c’è il credito d’imposta per gli investimenti ecologici nell’industria e per i condomini che restaurano le facciate dei palazzi.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guerzoni Monica 
Titolo: Il retroscena – Sui contanti e il carcere urla, veti e minacce fino alle 5 del mattino
Tema: Manovra, dibattito e scontro tra Pd e renziani

L’alba della manovra arriva alle 5 di ieri mattina, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri scendono nella sala stampa di Palazzo Chigi stremati e digiuni dopo sei ore di dibattito e scontro, anche molto acceso, a nervi tirati e stomaco vuoto. «Cosa ci hanno offerto da mangiare? Assolutamente nulla – racconta un partecipante – Abbiamo avuto solo acqua». Deve averne bevuta molta la renziana Teresa Bellanova per mandare giù la mediazione sul tetto al contante, raggiunta dopo minacce e grida che mai si erano sentite, da quando è iniziata l’era giallo-rossa, attorno al grande tavolo rotondo. «Abbassare a mille euro la soglia è sbagliato, penalizza i consumi e non c’entra nulla con la lotta all’evasione», strilla alle due di notte Bellanova, sostenuta moralmente dai 5 Stelle e descritta dai dem come «teleguidata da Renzi via whatsapp». Dario Franceschini prova a placarla e ricorda che nel 2015, quando sotto il governo Renzi il tetto balzò a tremila euro, fu lui a opporsi nel chiuso del Consiglio dei ministri, da cui uscì dichiarando sconsolato: «Ha vinto Alfano». L’aneddoto irrita ancor più la ministra renziana, cui in sostanza il capodelegazione del Pd chiede di adeguarsi alla volontà della maggioranza. Toni accesi e qualche acuto, finché Roberto Speranza, il ministro di Leu euforico per la «vittoria senza precedenti» sull’abolizione dei superticket in sanità, si schiera dalla parte di Conte: «Teresa, non puoi dire “o si fa così o non votiamo”, fai una controproposta e poi si ragiona».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Ciriaco Tommaso – De Marchis Goffredo 
Titolo: Il retroscena – La notte in cui il governo ha ballato – La notte degli aut aut fa ballare il governo “Coi ricatti non si dura”
Tema: Manovra, dibattito e scontro tra Pd e renziani

È una notte sull’orlo della crisi. Notte di ultimatum, riunioni ristrette e allargate, sudate mediazioni intorno alla legge di bilancio. Si comincia alle 11 di sera per uscire quasi all’alba (5 meno 20). Alle due di notte si affaccia sull’uscio della sala del consiglio il ministro dell’Istruzione Fioramonti. Ai suoi collaboratori dice: «Finita? Ne abbiamo ancora per molto». Cosa succede dietro quella porta? Di tutto. C’è il partito di Matteo Renzi che si mette di traverso sul decreto fiscale. «Diciamo si alla manovra – spiega la capodelegazione di Italia Viva Teresa Bellanova – . Ma il decreto non ci convince, rinviamolo. Pretendiamo che la soglia dei pagamenti in contante rimanga a 3 mila euro». La pattuglia dei ministri del Pd fa muro: impossibile cancellare la promessa di abbassare il tetto dei pagamenti cash. «Una coalizione che si basa sulle minacce ha due strade: o finisce male o tutti i partiti si mettono a minacciare e vediamo quanto dura», avverte Dario Franceschini, il dem più alto in grado. O così o niente è il ritornello che il ministro della Cultura sente ripetere da Italia Viva (sul contante) e dai 5 stelle (il carcere agli evasori). Il governo per qualche ora trema davvero. Il ministro della Salute Roberto Speranza cerca di riportare la calma. «Non esiste l’aut-aut. Fateci una controproposta sul contante e ne parliamo». Giuseppe Conte pero rialza il tiro contro i renziani: «Ci ho messo la faccia sulla lotta all’evasione, non torno indietro. Mi dovete spiegare bene qual è il motivo per cui vi opponete. Non mi alzo fmché non capisco le vostre ragioni, se ne avete». Parlano tutti, i ministri dem e gli altri.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Cottarelli Carlo 
Titolo: La manovra non guarda alla crescita – Nella manovra manca la spinta alla crescita
Tema: La manovra e la crescita

Salvo intese. Forse diventerà una di quelle frasi politiche a cui ci abitueremo. Il consiglio dei ministri giallorosso ha approvato la legge di bilancio e il documento programmatico di bilancio salvo intese. Come erano stati approvati salvo intese diversi provvedimenti del governo gialloverde. Sintomo, insieme all’orario inusuale in cui è terminato il consiglio dei ministri, di una difficoltà a trovare intese sui dettagli della manovra per il 2020. In effetti alcuni aspetti della manovra restano oscuri almeno finché le intese non saranno state meglio definite. Cosa sappiamo? Sappiamo che la manovra non è né espansiva né restrittiva. Il governo dice che è espansiva ma i dati sono chiari. Il deficit pubblico dovrebbe restare immutato rispetto a quest’anno, al 2,2 per cento del Pil. Il deficit è la differenza tra spese dello stato ed entrate dello stato, ossia la differenza tra quello che lo stato dà all’economia e quello che toglie all’economia, insomma, quello che, in termini netti, «mette in tasca agli italiani» (non è proprio così perché una parte della spesa pubblica va ai non residenti che ricevono pagamenti sui titoli di stato, ma questo non fa molta differenza, in termini di variazione rispetto all’anno in corso). Se i soldi messi in tasca agli italiani nel 2020 non variano rispetto al 2019 non c’è un effetto della manovra sulla crescita. La manovra è neutrale. Certo si è evitato l’aumento dell’Iva, ma quello è un mancato aumento, non una riduzione di tasse.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: Mattarella sui dazi «Basta ritorsioni» Trump: non tratto – Mattarella: «Tregua sui dazi» No di Trump che attacca la Ue
Tema: Mattarella-Trump

Nessun negoziato sui dazi, al massimo una «rimodulazione» per «venire incontro all’Italia». Si vedrà se sarà una riduzione sostanziosa o solo uno sconticino sui prodotti dell’agroindustria italiana. Donald Trump ha respinto per due volte in maniera netta e in diretta televisiva la proposta di Sergio Mattarella. Il leader americano ha accolto l’ospite nello Studio Ovale nella tarda mattinata. Un’oretta di colloquio che poi si è allargata alle delegazioni con i ministri degli Esteri: Mike Pompeo e Luigi Di Maio. Il tema delle tariffe era in cima all’agenda italiana. Cina, caccia F-35, Nato, tecnologia 5G in quella americana. Si è parlato, molto, com’era inevitabile anche di Turchia e crisi siriana. Alla fine della giornata si può tirare una conclusione: il rapporto tra Italia e Stati Uniti, per quanto «amichevole» (l’aggettivo più usato in conferenza stampa) è condizionato, appesantito dalla diffidenza, e talvolta addirittura dal livore anti europeo di Trump. Il caso Airbus è esemplare. Gli Stati Uniti sono stati autorizzati dal Wto a imporre dazi su un import che vale 7,5 miliardi di dollari: l’Italia e toccata per 450 milioni. Mattarella suggerisce di fermare la probabile escalation delle «ritorsioni e contro ritorsioni» aprendo «adesso» una trattativa più ampia. Proposta che Trump boccia prima ancora di cominciare a discutere e davanti ai giornalisti: «Quei dazi non sono una ritorsione, ma un risarcimento. Siamo stati trattati molto male dall’Unione europea che si è approfittata dei presidenti che mi hanno preceduto. Noi andremo avanti».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Breda Marzio 
Titolo: Il retroscena – I due stili agli antipodi – Due leader agli antipodi Ma il Quirinale tiene il punto e chiede più collaborazione
Tema: Mattarella-Trump

Da un lato c’è Sergio Mattarella, con lo sguardo più aggrottato del solito, le spalle chiuse, la voce bassa e tesa, che sollecita «un metodo collaborativo per trovare insieme delle soluzioni» allo scontro sui dazi ed evitare così che si produca una «spirale di ritorsioni da ambo le parti». Dall’altro lato c’è Donald Trump, che fissa con aria spavalda le telecamere, allarga assertivamente le braccia per rafforzare i concetti, parla con toni stentorei, evoca i dazi come «un risarcimento dovuto» all’America e accusa semmai l’Europa d’aver «approfittato della debolezza» dei suoi predecessori, e chiude il discorso con un «adesso pari siamo», concedendo una complice strizzatina d’occhio a qualche cronista. Non potrebbero essere più diversi di così, per stile e approccio politico ai problemi, i due capi di Stato che ieri si sono incontrati alla Casa Bianca.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  fa.to. 
Titolo: “Novanta F-35 comprati da Roma”. Ma l’accordo è da rinegoziare
Tema: Mattarella-Trump

Donald Trump non è abituato alle sfumature della politica romana. E da incallito venditore, ha subito vantato le sue capacità di mercante: «L’Italia ha appena comprato novanta F-35». Non sa che pronunciare il nome del supercaccia provoca subito un fremito nei fragili equilibri delle nostre maggioranze. E ignora pure che l’aereo invisibile resta ancora la bestia nera del Movimento 5 Stelle. Ogni volta che si parla di F-35 gli M5S si ricompattano, riscoprendo la campagna delle origini contro il simbolo dello spreco bellico. E si torna a ribadire la promessa ai militanti: «Fermeremo quel programma». In realtà, il nostro Paese non ha comprato novanta F-35: quel numero è stato formulato una decina di anni fa sulla base dei requisiti delle forze armate. I contratti vengono stipulati in piccole tranche: attualmente ne sono stati firmati meno di venti, altri sono previsti nei prossimi mesi. Quanti saranno in totale? Nel 2014 il Parlamento ha votato una mozione di Gian Piero Scanu (Pd) che vincolava il governo Renzi a dimezzare i novanta previsti. All’epoca i militari provarono a studiare un piano alternativo, limitando la spesa a 75 aerei: 60 per l’Aeronautica e 15 a decollo corto perla Marina. Ma la revisione non è mai stata formalizzata. E nell’estate 2017 un altro colpo contro il supercaccia è stato sparato dalla Corte dei Conti, che ne ha contestato sia i costi sia i vantaggi per l’industria nazionale.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: Bravo Presidente Niente sconti a Trump – The Donald e il solito metodo Usare la clava con l’alleato in un diluvio di parole
Tema: Mattarella-Trump

La conferenza stampa Trump-Mattarella parte bene, con l’astuto omaggio del padrone di casa alla festa di Columbus Day cara agli italo-americani. «A qualcuno non piace, a me sì»: è captatio benevolentiae verso i nostri emigrati che respingono i processi a Cristoforo Colombo per il genocidio degli indiani d’America. Parte bene ma finisce male, perché Trump non resiste alla tentazione di essere se stesso: è il suo limite oppure la sua forza. Al presidente della Repubblica italiana lui dapprima sciorina dei bei voti: l’Italia «ha fatto una bella cosa» comprando i nuovi cacciabombardieri americani F-35; e si è dotata di barriere di sicurezza contro la penetrazione della tecnologia cinese nelle telecomunicazioni di quinta generazione. Rapidamente però Trump si addentra su un terreno scivoloso, quando arruola Mattarella tra quelli che «non vogliono i confini aperti», presenta l’Italia come un’alleata contro i democratici Usa «che non ci aiutano per niente a controllare l’ingresso di clandestini». Poi è proprio sul terreno dei rapporti bilaterali che il presidente degli Stati Uniti maneggia la clava: «L’Italia non mantiene l’impegno di spendere il 2% del suo Pil per la difesa, un impegno preso in sede Nato, che pure è insufficiente perché dovreste spendere il 4% come gli Stati Uniti».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Mastrolilli Paolo 
Titolo: Il retroscena – Usa e Italia più vicini su F35 Huawei e dazi – Da Huawei agli F35 Donald apre all’Italia ma attacca l’Europa
Tema: Mattarella-Trump

Aperture all’Italia, critiche all’Europa. Secondo uno schema ormai collaudato della sua presidenza, il capo della Casa Bianca Trump ha gestito così l’incontro di ieri con il collega del Quirinale Mattarella, cercando da una parte di rafforzare il legame con Roma, ma dall’altra di dividerla, o quanto meno marcare la differenza rispetto a Bruxelles. Il presidente italiano però non lo ha seguito su questa strada, ringraziando per le aperture di credito al nostro Paese, ma restando fermo nella difesa dell’Unione, tanto sulla questione dei dazi, quanto su quella dell’intervento turco in Siria. Trump ha avuto simpatia per Roma dal principio del suo mandato, in parte per le convergenze sovraniste all’epoca del governo gialloverde, ma soprattutto perché la considera interlocutrice più disponibile di altre potenze europee, se non addirittura strumento da usare per dividere la Ue. Questa posizione non è cambiata con la nascita del nuovo esecutivo, perché la simpatia fa perno sul rapporto personale stabilito col premier Conte, perché Washington era diffidente dei flirt russi di Salvini, e perché sulla sostanza dei dossier c’è una convergenza superiore ad altri alleati. La prima apertura di credito Trump l’ha fatta sui dazi che entreranno in vigore domani, dopo che la Wto ha autorizzato gli Usa ad imporre tariffe da 7,5 miliardi di dollari alla Ue peri sussidi ad Airbus: «Esamineremo la situazione. L’Italia dice che non c’entra nulla con Airbus e la stiamo trattando troppo duramente. Noi non vogliamo essere duri con lei, perciò vedremo cosa si può fare».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Giornale 
Autore:  Scafi Massimiliano 
Titolo: L’analisi – Scontro Trump-Mattarella su dazi, made in Italy e 5G – Tensione alla Casa Bianca Mattarella chiede a Trump di collaborare sui dazi
Tema: Mattarella-Trump

E sì, Donald Trump appare nervoso, si agita sulla poltroncina, fatica a mantenere la calma e la cravatta regimental dentro il completo blu. Sergio Mattarella invece è rilassato, siede appoggiato alle schienale, con le gambe appena incrociate, e guarda come vedesse un ufo il collega americano che attacca l’Europa e scarica i curdi. Una distanza fisica, antropologica, che riflette anche il succo del vertice. Non c’è accordo sui dazi: il presidente italiano sostiene che prima o poi bisognerà trovare un’intesa e chiede di «evitare ritorsioni», Trump replica che non farà marcia indietro, ce lo possiamo scordare, perché la Ue se ne è approfittata per troppo tempo e adesso occorre riequilibrare. Ma forse, chissà, ci farà uno sconto, visto che controlleremo il 5G. Non c’è un comune sentire sul problema curdo. «Li abbiamo già aiutati e finanziati, ora ci pensino Russia e Siria», dice il numero uno della Casa Bianca. E sulla vicenda più spinosa, il Russiagate e i viaggi segreti a Roma di ministri e magistrati statunitensi per parlare con i nostri 007, non c’è nemmeno uno scambio di idee. «L’argomento non è nell’agenda dei colloqui». Solo un accenno di Trump durante la conferenza stampa: «Stanno indagando sulle elezioni americane perché sembra che si sia cercato di nascondere qualcosa, forse pure in Italia». La questione resta però sul tavolo.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Caizzi Ivo 
Titolo: Smacco per Ursula von der Leyen Rinviata la fiducia alla Commissione
Tema: Ue

Il presidente dell’Europarlamento David Sassoli e i leader dei gruppi politici hanno rinviato il voto di fiducia alla nuova Commissione europea della l’ex ministra popolare tedesca Ursula von der Leyen, che non ha ancora sostituito i commissari di Francia, Ungheria e Romania bocciati dopo i controlli delle competenti commissioni di eurodeputati per motivi «etici» o «conflitti d’interessi». Salta quindi l’insediamento previsto l’i novembre e viene prorogata la squadra di JeanClaude Juncker. «Il Parlamento europeo è disposto a votare in tempo per consentire l’avvio della nuova Commissione il primo dicembre», hanno comunicato i vertici della Camera Ue, condizionandolo però a «una rapida nomina dei nuovi tre commissari designati» da sottoporre alla verifica degli eurodeputati. Il caso von der Leyen è entrato così nella due giorni del Consiglio dei capi di Stato e di governo, che inizia oggi a Bruxelles e affronta già vari temi contrastati (Brexit, bilancio Ue, adesione di Albania e Macedonia). Appaiono necessari negoziati politici per ricompattare la maggioranza nella Camera Ue – composta da popolari, socialisti e liberali – necessaria per l’approvazione.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Lorenzo 
Titolo: Ritorno a Kobane, dove c’era l’Isis si attende la furia turca
Tema: Le truppe di Assad entrano a Kobane e Raqqa

La città è silenziosa, vuota, come addormentata di fronte ai nostri occhi. Resta soprattutto il simbolo della resilienza curda contro Isis. Ma, come tutti i luoghi pregni di memorie pesanti, quel passato col trascorrere del tempo si fa sempre più controverso, ognuno lo legge a modo suo. «Oltre 1.500 nostri giovani combattenti sono morti tra quelle macerie. Pochi intendono davvero tornare alle loro case», confessano unanimi i vecchi abitanti sfollati nella vicinissima cittadina turca di Suruç. Erdogan la detesta, ora vorrebbe cancellarla, come del resto distruggerebbe tutto ciò che ha che fare con l’identità curda. Tanti nel mondo occidentale la celebrano invece quasi fosse sacra, senza però sapere bene che ne sia stato dei suoi palazzi abbattuti, le strade vuote, il mercato semichiuso, le piazze devastate dalle cannonate, il fango d’inverno, la polvere d’estate sulla strade ancora non asfaltate. Tra frutteti e campi Kobane, odiata, amata, dimenticata. Vi ricordate le canzoni dai ritmi marziali e le note gutturali del popolo «il cui unico autentico alleato sono le montagne», che inneggiavano quanto fosse «dolce morire per Kobane»? Ci siamo arrivati ieri mattina accompagnati dalla notizia per cui i russi starebbero dispiegando le loro unità speciali nelle periferie. Un viaggio complicato, fatto di gincane nella campagna per evitare i posti di blocco dell’esercito turco. L’unico modo per arrivare alla zona della frontiera nei pressi dell’area urbana senza essere cacciati indietro o fermati è seguire trattori agricoli tra frutteti e campi coltivati. Intanto i curdi si trincerano, protetti alle spalle da alcuni contingenti di soldati regolari siriani: i nemici di ieri appena diventati alleati per necessità. In mattinata si diceva che fossero ancora fuori città.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Colarusso Gabriella 
Titolo: Intervista a Nessrin Abdalla – La comandante curda “Italia, se armi i turchi uccidi il nostro popolo”
Tema: Intervista a Nessrin Abdalla

«Siamo sotto il fuoco dell’artiglieria pesante turca. Le milizie affiliate alla Turchia sono a quasi 20 chilometri dalla città. L’Europa si assuma la responsabilità di fermare questo massacro, stiamo combattendo anche per voi». Sono le 3 del pomeriggio a Kobane quando Nessrin Abdalla riesce a collegarsi via Skype con l’Italia. La connessione è debole, intorno alla città sono in corso combattimenti. Abdalla è la comandate dell’Unità di protezione popolare delle donne curde, la brigata femminile dell’Ypg. Conosce bene l’Italia, c’è stata più volte: con l’Intergruppo parlamentare di sostegno al popolo curdo la sua testimonianza arriva nell’aula Nassirya del Senato. «Avevamo un accordo con Damasco ma le truppe dell’esercito siriano non si sono ancora mosse nella nostra direzione, temiamo un massacro», racconta a Repubblica mostrando le foto di due fratelli colpiti da colpi di artiglieria: Sara, 7 anni, ha perso le gambe. Il suo fratellino non è sopravvissuto. Più tardi, intorno alle 19, le agenzie batteranno la notizia che i primi soldati di Assad sono entrati in città. Abdalla, quali sono gli accordi con il regime siriano? «Creare delle joint operation troops per proteggere il confine siriano con la Turchia, da Jarablus a Derek,e respingere l’attacco dei turchi. Kobane è inclusa nell’accordo. Le truppe siriane sono a Tell Tamer, Mn Issa, Qamishli e Manbij». Vi fidate di Damasco? «Temiamo che l’accordo sia un’occasione per il governo di Assad e per la Russia di indebolirci, e che ci esponga al rischio concreto di massacri. Ma noi non ci fermeremo, rimarremo qui a combattere perla libertà del nostro popolo».
Com’è la situazione sul campo a Kobane? «I soldati turchi e le milizie affiliate alla Turchia sono a quasi venti chilometri. Siamo esposti al fuoco dell’artiglieria pesante, ci sono continue incursioni aeree».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Stabile Giordano 
Titolo: Le truppe di Assad entrano a Kobane e Raqqa I curdi: interrompiamo le operazioni anti Isis
Tema: Le truppe di Assad entrano a Kobane e Raqqa

Le colonne di mezzi blindati, camion, pullman verdi carichi di militari sono arrivate alle porte di Kobane poco prima della mezzanotte. Dopo la presa fulminea di Manbij, martedì, l’esercito governativo siriano è arrivato per primo anche nella seconda città minacciata dall’invasione turca. Kobane è la più curda delle città del Rojava e soprattutto quella che ha resistito per mesi agli assalti dell’Isis, cinque anni fa. Per le Forze democratiche siriane era l’obiettivo numero uno da salvare e l’accordo con Mosca e Damasco ha colto l’obiettivo. Adesso l’offensiva di Ankara potrà concentrarsi soltanto lungo la fascia di frontiera a Est di Kobane e a Ovest di Qamishlo, che è invece il centro più popoloso del Nord-Est della Siria, ma con una importante minoranza cristiano-siriaca. Ieri le truppe di Assad sono entrate anche in un altro luogo che ha fatto la storia dell’ultimo decennio, Raqqa, l’ex capitale del Califfato, dove non mettevano piede dal 2013. Ma se queste operazioni si sono svolte senza scontri, al confine la battaglia infuria, soprattutto a Ras al-Ayn. I curdi sono stati addestrati dalle forze speciali americane alla «difesa in profondità», su più linee parallele, hanno creato una rete di tunnel che permette loro di ripiegare sotto il fuoco soverchiante e poi contrattaccare, soprattutto di notte. A otto giorni dall’inizio delle operazioni di terra i miliziani arabo-sunniti, nonostante l’appoggio devastante dell’artiglieria, non sono riusciti a conquistare il centro.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Famiglia Cristiana 
Autore:  Riccardi Andrea 
Titolo: L’ennesima sconfitta per l’Europa: divisa, confusa e impotente
Tema: Usa, Russia, Ue e Isis

Povera Siria! Si è aperto un altro capitolo di una guerra infinita che dura dal 2011. Poveri curdi siriani! La regione semiautonoma nel Nord del Siria, il Rojava, sta scomparendo sotto l’offensiva turca. Con i curdi, sono travolti parecchi cristiani, rifugiatisi qui dopo la Prima guerra mondiale e le persecuzioni nell’Impero ottomano, fuggendo dalla Turchia. Il mondo di Rojava sarà spazzato via? Sembra di sì, se guardiamo a quanto successo nell’enclave curda di Afrin, occupata dai turchi nel 2018, insieme alle milizie arabe, l’esercito libero siriano estremista e qaedista. Ad Afrin (dal 2012 unito al Rojava) l’esercito libero siriano ha condotto epurazioni etniche I curdi sono stati in parte allontanati. I cristiani della città, circa 3 mila, sono scappati e l’unica chiesa bruciata. Gli yazidi, circa 30 mila, hanno subito violenze e sono fuggiti, temendo il ripetersi delle truci storie del Sinjar, in Iraq, con l’occupazione di Daesh. Nel Rojava ora è il caos. È stata assassinata Hevrin Khalaf, leader politico curdo e attivista per i diritti delle donne. Circolano i video del brutale assassinio. Sotto i colpi degli occupanti, turchi e arabi radicali, crolla la costruzione democratica realizzata dai curdi. Crolla il sistema carcerario, che deteneva in prigioni o campi i miliziani di Daesh (tra cui i foreign fighters) e i loro familiari. Alcuni sono fuggiti e rappresentano un grave pericolo. Con il Rojava, i curdi, la più grossa minoranza in Medio Oriente senza uno Stato, avevano trovato una forma di autonomia di fatto in Siria.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Forte Bruno 
Titolo: L’intervento – L’attentato anti-semita di Halle è un attacco ai nostri valori
Tema: L’attentato anti-semita di Halle

L’attentato antisemita della settimana scorsa ad Halle mostra ancora una volta come sia sempre necessario richiamare le ragioni per cui ogni forma di antisemitismo sia intollerabile e ferisca al cuore tutti noi, debitori come siamo verso l’ebraismo di valori irrinunciabili. Ne ricordo tre: il primo è il valore della persona umana come immagine e somiglianza di Dio. Nella concezione biblica, l’uomo è creato come la più alta fra le creature, perché porta in sé l’impronta della bellezza divina. Ecco perché l’anima ebraica trasmette alla civiltà europea il principio del rispetto dovuto a ogni essere umano: «Andare incontro ad altri – afferma il filosofo ebreo Emmanuel Lévinas – significa mettere in questione la mia libertà il mio potere sulle cose, questa libertà della ‘forza che può’, questa impetuosità sfrenata alla quale tutto è permesso, perfino l’omicidio. II ‘non uccidere’ che delinea il volto in cui Altri si produce sottomette la mia libertà al giudizio» (Totalità e infinito, Milano 1980).
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Basso Francesca 
Titolo: Commento – Brexit, c’è ottimismo Ma si tratta a oltranza
Tema: Brexit

Trattativa ad oltranza ma la Brexit senza accordo è ormai allontanata, salvo colpi di scena (sono stati bocciati dal Parlamento britannico ben tre intese). II «negoziato incessante» degli ultimi giorni tra Unione europea e Regno Unito potrebbe concludersi con divorzio secondo programma, con l’uscita di Londra dall’Ue il 31 ottobre prossimo, come promesso dal premier britannico Boris Johnson. In tarda sera a Bruxelles c’era ottimismo (benché l’intesa sulla riscossione dell’Iva nell’Ulster non fosse stata ancora raggiunta), anche se da Londra fonti del governo britannico mettevano le mani avanti dicendo di non aspettarsi ulteriori passi avanti nella notte. In caso di accordo chiuso, non ci sarebbe bisogno di un ulteriore Consiglio europeo e Londra non dovrebbe chiedere una proroga «tecnica» della Brexit. Ieri pomeriggio il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk aveva detto ad alcuni giornalisti polacchi che «le fondamenta di base» di un accordo sulla Brexit «sono pronte» e «teoricamente domani (oggi, ndr) potremmo accettare questo accordo con il Regno Unito» nel summit Ue.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Avvenire 
Autore:  Liverani Luca 
Titolo: «Non sprechiamo il pane dei poveri» – «Lo spreco è il pane dei poveri»
Tema: Il papa durante la Giornata della sicurezza alimentare

Crudele. Ingiusto. Paradossale. Parole chiare e dirette, quelle che usa papa Francesco per definire lo scandalo della fame, nel suo messaggio alla Fao nella Giornata mondiale dell’alimentazione. Oggi c’è cibo per tutti, dice il Pontefice, ma non tutti possono accedervi. E con le centinaia di milioni che soffrono per la denutrizione, ce ne sono quasi altrettanti che scontano la malnutrizione, con l’obesità e il diabete. Al Pontefice fa eco il premier Giuseppe Conte, che parla di «sfida principale dei nostri tempi» e propone l’Italia come sede del prossimo summit sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite previsto per il 2021. «Porre fine alla fame è un imperativo di giustizia e di equità al quale non possiamo venir meno», concorda in un messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E per il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, «con la malnutrizione che colpisce una persona su tre nel mondo, dobbiamo investire nella nutrizione e per la nutrizione» per «costruire sistemi alimentari sani e sostenibili». Annuncia il tema biennale dell’agenzia delle Nazioni Unite per il 2020-2021, «Promuovere diete sane e prevenire tutte le forme di malnutrizione».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

CORRIERE DELLA SERA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LA REPUBBLICA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LA STAMPA
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

IL MESSAGGERO
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

IL GIORNALE
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LIBERO QUOTIDIANO
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

IL FATTO QUOTIDIANO
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

SCARICA L'APP