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SINTESI IN PRIMO PIANO – 8 novembre 2019

In evidenza sui maggiori quotidiani:
– Richiamo del Colle sull’Ilva. Il governo pronto al ricorso ma apre sulla Cig per 2.500 lavoratori
– Liliana Segre sotto scorta, trasversali i messaggi di solidarieta
– Spread, la Grecia sorpassa l’Italia. I titoli di Atene rendono meno dei BTp
– Spagna alle urne, destra cambia strategia per battere Sanchez

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Repubblica
Autore:  Carra Ilaria – Lauria Emanuele 
Titolo: La scorta siamo noi – Segre sotto scorta Ora è tentata dal no alla commissione
Tema: Liliana Segre sotto scorta

Liliana Segre è provata, addolorata, stanca. Segnata dagli insulti e dalle minacce che hanno spinto la Prefettura di Milano ad assegnarle la scorta, un’auto e due carabinieri. Una tutela contro gli odiatori per una donna che ha già conosciuto gli orrori dei campi nazisti. «Forse è troppo», ha detto la senatrice a chi le sta accanto, non nascondendo la tentazione di abbandonare la guida della neonata commissione contro l’antisemitismo, il razzismo e la violenza. Migliaia di messaggi di solidarietà. Anche Giorgia Meloni si schiera con lei: la applaudiremo in aula. Matteo Salvini, ieri, ha prima minimizzato la notizia della scorta per la Segre: «Anch’io ricevo minacce». Salvo poi correggersi nel pomeriggio: «La senatrice ha tutta la mia vicinanza: dirsi antisemiti è da ricovero». Intanto, il sindaco leghista di Pescara, Carlo Masci, dice no alla cittadinanza onoraria alla Segre: «Mancano i legami con la città».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Berizzi Paolo 
Titolo: Dagli ultrà al web la nuova caccia all’ebreo – La caccia agli ebrei
Tema: Antisemitismo 2.0

Per i gruppi neonazisti italiani, per gli odiatori (seriali o occasionali) che infestano social, blog e forum coi loro insulti razzisti e le vignette sui “nasi adunchi”, le zecche non sono più soltanto “rosse”. Sono zecche e basta. Senza aggettivi. Dai lager a oggi “Zecca” è la parola con cul i nazisti chiamavano gli ebrei mentre li smistavano nei lager. Ottantuno anni dopo le leggi razziali con cui il regime di Mussolini, alleato coi nazisti, iniziò a perseguitarli, loro, le “zecche”, sono di nuovo nel mirino. Gli addetti ai lavori lo chiamano “antisemitismo 2.0”: il suffisso numerico indica il vasto campo del web dove proliferano post antisionisti, complottisti e negazionisti. Un flusso di immondizia che degenera in odio puro. Ma la recrudescenza rimbalza anche nelle piazze fisiche, dove i gruppi dell’ultradestra rialzano la testa. Insulti, minacce, aggressioni, atti vandalici: sono 190 gli episodi di antisemitismo censiti negli ultimi nove mesi dall’Osservatorio del Centro di documentazione ebraica.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Bertini Carlo – Lombardo Ilario 
Titolo: Retroscena – Mattarella preoccupato per la tenuta dell’esecutivo sprona Conte a fare presto
Tema: Matarella preoccupato per la tenuta del governo

Arrivati a questo punto, malgrado le assicurazioni di Giuseppe Conte che il governo sia compatto e la conferma di ministri Dem come Beppe Provenzano di trovarsi in sintonia con Stefano Patuanelli, la sensazione che la questione sia una miccia accesa sotto i tavoli dell’esecutivo è alta e lambisce pure il Colle. Sergio Mattarella ne ha voluto dare indirettamente un segnale ricevendo il premier: il Presidente della Repubblica considera l’Ilva un problema davvero serio e non da sottovalutare anche ai fini della tenuta del governo. Ed ha fatto recapitare da Conte un avviso ai naviganti, già fatto trapelare nei giorni scorsi. Ovvero che non c’è altro governo dopo questo: le formule sperimentate si sono esaurite e non se ne troveranno altre con strane maggioranze. Dunque nessuno immagini scappatoie.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Meli Maria_Teresa 
Titolo: L’aut aut dei democratici non piace ai renziani Zingaretti: nessuno strappo
Tema: Zingaretti: nessuno strappo al Governo

Nicola Zingaretti non ha nessuna intenzione di aprire una crisi al buio. Non punta alle elezioni anticipate Né tanto meno pensa a un nuovo governo presieduto da un esponente del suo partito. Il pensiero del segretario del Partito democratico è un altro: «Non possiamo essere noi gli unici responsabili, quelli che si fanno carico dei problemi di tutti, mentre gli altri giocano solo a piantare le loro bandierine». «Nessuno strappo», dunque. Il leader del Pd lo ribadisce al Tg3: «No, non c’è questa idea. Una cosa però è chiara. Noi siamo al governo non per le poltrone e per occupare posti, ma per fare. E sappiamo che un governo dura finché è utile all’Italia». Una preoccupazione, quest’ultima, avvertita anche da altri esponenti dem.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Salvia Lorenzo 
Titolo: Il retroscena – Di Maio a Morra: non dividiamoci Blitz di Casaleggio in Parlamento
Tema: Crisi interna al M5S

«Non è questo il momento di dividerci, né sul governo né sul Movimento. So bene che tra noi ci sono persone scontente, ma bisogna restare uniti». n giorno dopo, nel Movimento 5 Stelle, arriva il tentativo di ricucire lo strappo che si è consumato mercoledì sera, con la riunione dei 30 parlamentari convocata da Nicola Morra. Ma in quella frase confidata ai suoi da Luigi Di Maio, oltre al richiamo all’unità, c’è anche una buona dose di fastidio da parte del capo politico del Movimento. Lo stesso Morra — uomo di peso tra i pentastellati, presidente di una commissione strategica come quella Antimafia — prova ad abbassare la temperatura dello scontro. Ripete che quella riunione «non era un atto sovversivo», che si «voleva solo discutere di identità».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Cappellini Stefano 
Titolo: Intervista a Matteo Renzi – Renzi “Il voto anticipato un suicidio di massa” – Renzi “Un suicidio tornare al voto, il Pd ci pensi bene Da separati si perde tutto”
Tema: Intervista a Matteo Renzi

L’ex premier Matteo Renzi: “La legislatura deve arrivare al 2023 e senza nuove tasse oppure sarà disfatta in Regioni e collegi. Conte? Oggi lo aiutiamo, del doman non v’è certezza”. E ancora; “Ho passato notti insonni per tenere aperta liva quando eravamo a Palazzo Chigi Abbiamo fatto dodici decreti, ci siamo presi gli insulti di avversari ed ex compagni di partito, abbiamo lottato con persone straordinarie come Andrea Guerra, Federica Guidi, Teresa Bellanova. E mi piace ringraziare il Procuratore di Milano, Francesco Greco, che è stato decisivo. Invece tanti che adesso fanno i professorini allora stavano zitti. Tutto questo non può essPre interrotto sul più bello per la ingordigia del signorMittal”.
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Testata:  Stampa 
Autore:  La Mattina Amedeo 
Titolo: Salvini l'”europeista” vuole Draghi al Colle Meloni non ci sta “Non lo voterò mai”
Tema: Salvini vuole Draghi per il Quirinale

Sembra sia passato un secolo da quando Matteo Salvini, nel febbraio dei 2017, picconava Mario Draghi, sostenendo che l’euro non è «irreversibile». L’anno successivo, nel novembre del 2018, il ministro dell’Interno elogiava il governatore della Bce per avere difeso in questi anni i risparmi degli italiani. Nel giugno del 2019 l’avrebbe visto bene alla presidenza della Commissione europea perché un italiano in quella carica «sarebbe motivo d’orgoglio». E lo stesso Draghi, alla cerimonia di addio alla Bce il 28 ottobre scorso, si era preso la soddisfazione di osservare, con un sorriso sarcastico, che «oggi in Italia tutti dicono che l’euro è irreversibile: i dubbi che c’erano in una parte della governane dell’Italia ora non ci sono più». L’altro ieri sera la metamorfosi europeista di Salvini si è completata. Rispondendo a una domanda di Mario Giordano durante la trasmissione “Fuori da coro”, ha detto di essere pronto a votare per Draghi alla presidenza della Repubblica. Un messaggio che non piace però a Giorgia Meloni. Berlusconi non avrebbe dubbi su Draghi, del resto è stato lui a battersi per la nomina dell’ex governatore di Bankitalia alla presidenza della Bce.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Bignami Silvia 
Titolo: Salvini sbarca in Emilia e Bologna prepara la protesta
Tema: Salvini in Emilia Romagna

Pianta le tende in Emilia Romagna per sfrattare il governo a Roma. «Faremo il giro d’Emilia in ottanta giorni, scriveremo un nuovo libro e compiremo una rivoluzione sorridente, pacifica e democratica» è la roboante promessa di Matteo Salvini nell’atmosfera ovattata di specchi dell’hotel Savoia Regency di Bologna. Conferenza stampa blindata dalla polizia nel cuore rosso emiliano che già cerca come può di respingere il leader leghista, programmando un flash mob da 6mila persone in Piazza Maggiore la sera del 14 novembre in cui Salvini tenterà di portarne 5mila al Paladozza con la sua candidata alle regionali Lucia Borgonzoni.
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fotina Carmine 
Titolo: Ex Ilva, il governo apre sulla Cig Mattarella: soluzioni urgenti – Ilva, governo pronto al ricorso ma apre sulla Cig per 2.500
Tema: Rilancio ex Ilva

Cassa integrazione per 2mila-2500 lavoratori e nuova norma per l’immunità penale con valenza generale e non limitata all’ex Ilva. In più lo scomputo del canone di affitto (45 milioni a trimestre) per il periodo in cui l’altoforno Afo 2 sarà fermo per adeguamento tecnologico. Oltre questo perimetro il governo al momento non sembra intenzionato a muoversi nel difficile tentativo di riaprire il dialogo con ArcelorMittal. E le prossime ore saranno decisive. Ieri i commissari hanno inviato alla multinazionale una diffida per l’atto di retrocessione dei dipendenti e il prossimo passo potrebbe essere il ricorso cautelare d’urgenza al Tribunale ex articolo 700 per chiedere che l’azienda venga obbligata all’adempimento del contratto. Azione messa in stand by ma che, senza segnale di ridimensionamento delle condizioni dettate da Mittal, potrebbe scattare a brevissimo. Incontro al Quirinale tra Conte e Mattarella. Appello del Capo dello Stato per la difesa del lavoro. In caso di disimpegno da parte di Arcelor, il primo passo sarà la gestione commissariale al Mise.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Breda Marzio 
Titolo: Il retroscena – Richiamo del Colle sull’Ilva – Per il Quirinale è in gioco tutto il sistema industriale: bisogna agire in fretta
Tema: Rilancio ex Ilva

Emergenza lavoro all’Ilva di Taranto. «Dovete sbrigarvi a risolvere la crisi dell’Ilva. Trovate il modo di uscirne in fretta, tenendo insieme il problema dell’occupazione e quello della continuità industriale. Vale per l’acciaieria di Taranto, su cui bisogna che vi concentriate subito, ma anche per Alitalia, Whirpool e le tante altre crisi aziendali aperte. Non possiamo permetterci, sull’onda dell’abbandono di ArcelorMittal, che scatti un effetto sistemico sulle nostre imprese». Ecco la raccomandazione di Sergio Mattarella al premier, che ieri mattina era salito di buon mattino al Quirinale per riferirgli i dettagli del lungo e deludente incontro con i vertici del colosso indiano. Il premier Conte alla maggioranza: l’Italia risponda con una sola voce. Ma senza Mittal, arriva il commissario.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Cuzzocrea Annalisa 
Titolo: Intervista a Stefano Patuanelli – Patuanelli “Non è un tabù nazionalizzare l’Ilva M5S non a tutte le Regionali”
Tema: Intervista a Stefano Patuanelli

Stefano Patuanelli esce dalla sala di Palazzo Chigi in cui la maggioranza cerca una soluzione sul caso Ilva, mangia una mandorla e prova a riannodare i fili spezzati. Su Taranto, prima di tutto. Sul destino che attende 15mila persone tra operai e indotto. E sul Movimento 5 stelle, che secondo il ministro dello Sviluppo economico «dovrebbe riflettere. Nel 2020 forse è meglio non candidarsi in tutte le regioni. Bisogna valutare caso per caso e aprire una nuova fase costituente». Ed esprime la sua posizione sullo scudo penale per l’Ilva: «Il tema dello scudo non c’è più. Come governo abbiamo dato subito all’azienda la disponibilità a reinserirlo, per togliere ogni alibi. Ma ArcelorMittal ha detto che anche se risolvessimo, oltre a quella, le altre questioni collaterali, la banchina e l’altoforno 2, la produzione sarebbe comunque di 4 milioni di tonnellate annue. Con 5mila esuberi. È inaccettabile».
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Lops Vito 
Titolo: Mercati – Spread, la Grecia è meglio dell’Italia – La Grecia sorpassa l’Italia I titoli di Atene rendono meno dei BTp
Tema: Spread, la Grecia meglio dell’Italia

Ieri i tassi dei titoli a 10 anni di Atene sul mercato secondario sono scesi nel corso della giornata su un livello più basso rispetto ai BTp di pari durata. Non accadeva dal 2008, da prima che la Grecia sprofondasse in una profonda crisi del debito sovrano che poi ha affrontato con tre piani di salvataggio (prestiti della Troika condizionati all’adempimento di riforme socialmente lacrime e sangue). A fine seduta l’Italia si è riportata in vantaggio di 2 punti base (1,25% contro 1,27%). Ma siamo sostanzialmente lì. Anzi, come evidenzia lo spread sulle curve del debito (su più durate) oltre al sorpasso intraday sui io anni, la Grecia ha chiuso l’ultima seduta in vantaggio sulle scadenze a 5,7 e15 anni.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cherchi Antonello – Marini Andrea – Paris Marta 
Titolo: La manovra parte con un record: 74 norme attuative – Per la manovra un carico record di 74 provvedimenti attuativi
Tema: Manovra economica

La manovra muove i primi passi in Parlamento e guarda già ai supplementari. Non solo perché molte norme non entreranno in vigore dal primo gennaio ma avranno una decorrenza differita, come il taglio al cuneo che partirà a luglio o la tassa sulla plastica con debutto ad aprile. Ma perché mentre maggioranza e opposizione si preparano alla battaglia sui possibili correttivi al testo, il Ddl di Bilancio entra al Senato, dove ha iniziato mercoledì il suo iter, con un bagaglio record di 74 provvedimenti attuativi. Senza i quali molte misure portanti non potranno essere pienamente operative. Lo stock arriva quasi a doppiare i numeri dello scorso anno quando la manovra giallo-verde entrò alle Camere appena con una quarantina di decreti attuativi. Un peso che sarà inevitabilmente destinato a crescere con l’approvazione definitiva del disegno di legge, arricchito dagli emendamenti in Parlamento.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore: Rilancio Alitalia
Nessuna offerta di Lufthansa per Alitalia. I tedeschi non vogliono investire nel capitale della compagnia. Lo potrebbero fare solo se ci fosse una nuova società «ristrutturata», cioè prima dovrebbe essere raggiunto un accordo sindacale sui tagli. Il piano originario dei tedeschi prevedeva 6mila esuberi nella compagnia in amministrazione straordinaria. «La nostra posizione non è cambiata, nonostante le voci sui giornali delle ultime settimane. Abbiamo già detto varie volte che non siamo interessati ad entrare nell’attuale Alitalia ma ha senso per noi una nuova Alitalia ristrutturata», ha detto ieri l’ad di Lufthansa, Carsten Spohr.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: Usa-Cina, prima intesa Dazi tolti per gradi E così Wall Street vola
Tema: Intesa dazi Usa-Cina

Stati Uniti e Cina sembrano aver trovato almeno una leva comune. Lo ha annunciato ieri Gao Feng, un portavoce del ministero del Commercio cinese: «Le due parti hanno concordato di cancellare i dazi per gradi a seconda degli sviluppi dell’accordo». Poche parole, ma con una qualche sostanza. L’interpretazione più quotata è che Donald Trump e Xi Jinping siano ormai prossimi alla firma della cosidetta «fase uno» dell’intesa commerciale. I negoziatori starebbero precisando i dettagli e le diplomazie sarebbero al lavoro per scegliere una sede sufficientemente scenografica per il summit tra i due leader. Trump vorrebbe un posto negli Stati Uniti, ma si starebbero studiando anche altre ipotesi in Europa.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Romano Beda 
Titolo: Gualtieri: no alla proposta tedesca sulla garanzia unica dei depositi – Gualtieri: no alla stretta su banche e titoli di Stato
Tema: Italia dice no a proposta tedesca

L’Italia è contraria alla proposta del ministro delle finanze tedesche Olaf Scholz di definire dei criteri prudenziali per la detenzione di debito sovrano da parte delle banche. Lo ha detto ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’idea di non più ritenere prive di rischio le obbligazioni pubbliche nei bilanci bancari preoccupa da sempre l’establishment italiano, tenuto conto di come tradizionalmente le banche italiane abbiano investito nel debito nazionale.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mangano Marigia 
Titolo: Mediobanca, Del Vecchio al 10% UniCredit vola in Borsa (+6%) – Del Vecchio a un soffio dal 10% È il primo socio di Mediobanca
Tema: Titoli Mediobanca

Leonardo Del Vecchio compra una parte del pacchetto collocato da UniCredit e si porta a un soffio dal 10% di Mediobanca. Tutto questo mentre proseguono i contatti con Bankitalia e Bce in vista di una autorizzazione che a questo punto potrebbe arrivare secondo alcune fonti nella primissima parte del 2020. Da Delfin, la finanziaria lussemburghese che fa capo al patron di Luxottica, non arrivano conferme ufficiali sugli acquisti di nuovi titoli Mediobanca, ma più fonti indicano l’imprenditore di Agordo tra i compratori di quella partecipazione dell’8,8% collocata sul mercato dalla banca di Jean Pierre Mustier nella serata del 6 novembre.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Nicastro Andrea 
Titolo: Spagna alle urne con il fantasma del «Caudillo» – Madrid, gli ultimi calcoli di Sánchez
Tema: Elezioni in Spagna

Mancano solo due giorni al voto spagnolo. I partiti si affannano in comizi, interviste e comparsate tv. Non hanno proposte unitarie per risolvere il problema catalano, non concordano sulle misure economiche per riattivare un motore che sta rallentando, sono d’accordo solo su una cosa: gli elettori devono andare alle urne. La voglia di astensionismo è alta perché quattro elezioni in quattro anni sono il sintomo di un esecutivo debole: in un anno e mezzo di governo socialista senza maggioranza gli spagnoli hanno visto solo decreti e l’esercizio finanziario è ancora quello del 2018. In proroga. Sanchez sperava di passare alla storia come il premier che aveva tolto le spoglie di Franco da una tomba monumentale. Rischia di entrare nelle cronache come il socialista che ha resuscitato l’estrema destra. Voleva esorcizzare il fantasma del franchismo; l’ha evocato. Alle elezioni di domenica il Psoe sarà il primo partito. Ma Santiago Abascal, capo di Vox, avrà un risultato storico. I sondaggi gli assegnano 60 Seggi su 350. Così la Spagna resterebbe senza governo.
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Autore:  Olivo Francesco 
Titolo: Tra i Popolari di Casado La destra cambia strategia per battere Sanchez
Tema: Elezioni in Spagna

Resuscitare in appena sei mesi, difficile, ma Pablo Casado ci spera. Ad aprile nessuno ci avrebbe scommesso un euro, il Partito Popolare aveva toccato il fondo: 66 deputati (su 350), 16,7%, l’abisso. La corruzione, la concorrenza a destra, il conflitto territoriale, avevano portato il partito che fu di Aznar e Rajoy sull’orlo dell’irrilevanza. Incredibile, quindi, ascoltare ieri la folla dell’acquario di Valencia che acclama il giovane leader per spingerlo verso l’impensabile: riprendersi il palazzo della Moncloa, «Presidente, presidente!». L’operazione resta complicata, nessun sondaggio lo prevede, ma la destra è tornata forte. All’interno dei due blocchi, destra e sinistra, (in Spagna ancora resistono) qualcosa si è mosso. Secondo tutti i sondaggi, i rapporti di forza all’interno dell’opposizione sono cambiati. Se ad aprile Ciudadanos era a un passo dal sorpasso sui popolari, oggi il movimento di Albert Rivera è sprofondato: quinto partito, surclassato non soltanto dal Pp, ma anche da Vox.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Sánchez Pedro 
Titolo: Europa aperta e democratica se la Catalogna resta spagnola – Europa più aperta e democratica se la Catalogna resta spagnola
Tema: Sanchez: la Catalogna resti spagnola

“L’Europa a cui aspiriamo, l’Europa di cui abbiamo bisogno, l’ Europa che stiamo costruendo, si basa sulla stabilità democratica degli Stati membri e non può accettare la violazione unilaterale della sua integrità. L’Europa che ammiriamo è stata fondatasul principio della sovrapposizione di identità e dell’uguaglianza per tutti i cittadini, e sul rifiuto delle ideologie nazionaliste e dell’estremismo. Per questo motivo, la sfida del separatismo in Catalogna, concepito contro e al di fuori del quadro costituzionale della Spagna, e che mette a tacere la maggioranza dei catalani contrari all’indipendenza, rappresenta una sfida per l’Europa e per gli europei. Preservare oggi questi valori in Catalogna significa proteggere l’Europa aperta e democratica in cui crediamo fermamente”.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Sannino Conchita 
Titolo: Il ritorno di Alvin bimbo dell’Isis – Il ritorno di Alvin Il bimbo della jihad che non sa più parlare italiano
Tema: Foreign fighter, il piccolo Alvin torna in Italia

Il padre operaio Afrim che, prima di correre dalla Brianza verso Fiumicino ad attendere quel figlio, accarezza lo schermo. «Le persone che ti stanno portando via sono amici di papa». E Alvin, 11 anni soltanto, già due vite e molto orrore alle spalle, rapito da sua madre nel 2014 per farne un piccolo soldato della jihad, gli risponde in arabo. Rassicurante: «Va bene, papà. Sto tornando». È stato portato via dal campo di Al-Hol, nord est della Siria. Tra poche ore atterrerà a Roma, potrà riabbracciare il genitore e le sorelline più grandi e tornare a Barzago. Alvin ha una frattura al calcagno e una microscopica lesione a un orecchio: forse, gli esiti dell’esplosione in cui è rimasta uccisa la madre, Valbona, 35 anni, radicalizzata in Italia via web e diventata foreign fighter.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Lorenzo 
Titolo: Intervista a Marco Minniti – «L’accordo con la Libia è più che mai necessario» – «L’accordo con la Libia è necessario Ora diamo canali legali ai migranti»
Tema: Intervista a Marco Minniti

«Ci vuole più Europa in Libia»., ripete convinto Marco Minniti. «Da soli possiamo fare ben poco. Poco contro i flussi migratori che sono strutturali, epocali. E quasi nulla per regolare le influenze straniere in Libia, compresi gli oltre 200 contractor russi che stanno intervenendo a fianco delle forze di Khalifa Haftar aprendo pericolosi scenari che ricordano molto da vicino quello siriano». ll ministro dell’Interno dell’ex governo Gentiloni si sente tutt’ora di difendere a spada tratta il suo primo memorandum, che fu firmato il 2 febbraio 24917 con il governo di Tripoli per frenare l’arrivo dei profughi. «Oggi — spiega — il nuovo governo dimostra di tenere per buono un principio fondamentale di quelle intese: non possiamo agire in modo unilaterale, ogni punto può essere migliorato, ma va fatto di concerto».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  … 
Titolo: Macron: la Nato? Morte cerebrale
Tema:  Per Macron la Nato è in stato di morte cerebrale

La Nato è in stato di «morte cerebrale». Lo ha detto in una intervista all’Economist Emmanuel Macron, lamentando la mancanza di coordinamento tra Europa e Stati Uniti e riferendosi all’azione aggressiva in Siria della Turchia, membro chiave dell’Alleanza. La cancelliera tedesca Merkel, con il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg, ha giudicato «non necessarie» le parole di Macron. Macron ha usato «parole drastiche», ha continuato Merkel aggiungendo che l’Europa deve riprendere di più il futuro nelle sue mani ma l’Alleanza atlantica è irrinunciabile.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Agliastro Giuseppe 
Titolo: Pronto lo scambio di cinque “spie” fra Norvegia, Russia e Lituania
Tema: Scambio di spie

Russia, Lituania e Norvegia starebbero preparando il terreno per uno «scambio di spie» che potrebbe far presto tomare in libertà ben cinque presunti 007 al momento dietro le sbarre. Secondo l’agenzia di stampa lituana Bns, tra coloro che potrebbero essere scarcerati c’è anche l’ex agente della Guardia di Frontiera norvegese Frode Berg, condannato in Russia a 14 anni di reclusione per spionaggio. La questione non è ancora del tutto chiara, ma il Parlamento lituano ha approvato ieri degli emendamenti al codice penale che consentono al capo dello Stato di concedere la grazia a un detenuto nel caso in cui si profili una sorta di scambio di prigionieri.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Marinetti Leonardo 
Titolo: Parigi, sgomberata la bidonville dei rifugiati Decine in fuga per evitare l’espulsione
Tema: parigi, sgomberata la bidonville

E’ ritornato il sole su Parigi ieri sera, ai margini Nord-Est della città le strade erano state ripulite a tempo record, presenziate in ogni angolo dai poliziotti: da ora in poi devono impedire che loro ritornino, i 1600 migranti (250 le donne e i bambini), soprattutto afghani, eritrei e sudanesi, che ci vivevano accampati da vari mesi. Li hanno trasferiti ieri mattina in una quindicina di palestre requisite in tutta la regione di Parigi. La sera prima, in tv, il ministro degli Interni Christophe Castaner aveva promesso che avrebbe sgomberato in poche settimane i campi illegali di migranti, in tutto il Paese. Quelli delle Ong, gli unici a fornire tende, sacchi a pelo e pasti, li hanno avvertiti: «Arriveranno».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarzanini Fiorenza 
Titolo: La truffa del palazzo venduto al Vaticano con i soldi di Enasarco
Tema: Guai in Vaticano per il palazzo londinese

Il palazzo londinese di Sloane Avenue venduto al Vaticano provoca nuovi guai al finanziere Raffaele Mincione. Oltre alle verifiche disposte dalla Santa Sede, le procedure di acquisto del lussuoso stabile realizzato con il fondo Athena Global Opteortunities, sono al centro di un’inchiesta della Procura di Roma dove Mincione è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa con alcuni funzionari di Enasarco. Gli accertamenti svolti dal carabinieri del Ros avrebbero infatti stabilito che per comprarlo furono utilizzati i soldi che l’Ente aveva destinato ad altri affari. Mincione — evidentemente con la complicità di manager interni — decise invece di investirli in quell’immobile che poi riusci a cedere alla Santa Sede triplicando il prezzo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Lombardi Anna 
Titolo: Talpe saudite dentro Twitter Così il regime spiava i dissidenti
Tema: Talpe saudite dentro Twitter

«Twitter non ha protetto la privacy del mio account. Mettendo in pericolo me, la mia famiglia, i miei amici». Omar Abdulaziz, dissidente saudita rifugiato in Canada e amico di Jamal Khashoggi, editorialista del Washington Post assassinato ad Istanbul nel consolato del suo Paese per ordine – secondo la Cia – del principe Mohammed Bin Salman, lo aveva denunciato già due settimane fa. C’è anche ilsuo account fra gli oltre seimila violati da due ex dipendenti del social, accusati dal dipartimento di Giustizia americano di essere spie al soldo di Riad. Un vero complotto internazionale, che quasi certamente vedrà finire in carcere una sola persona: Ahmad Abouammo, americano di origini saudite, fermato mercoledì a Seattle.
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PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
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