10 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 tico impongono un approccio realistico e responsabile, capace di coniugare transizione energetica, sviluppo industriale e competitività del sistema produttivo. I numeri dimostrano che il percorso intrapreso finora è ancora insufficiente e che servono scelte più efficaci, fondate su competenza, investimenti e visione di lungo periodo. Infine, nessuna di queste sfide può essere affrontata in modo efficace in una dimensione esclusivamente nazionale. Il rafforzamento dell’integrazione europea rappresenta una condizione necessaria per sostenere la competitività, garantire stabilità economica e sociale e preservare il ruolo dell’Europa in un contesto globale sempre più frammentato e competitivo. In un tempo di cambiamenti rapidi, il lavoro resta il fondamento della nostra democrazia economica. Custodirne il valore, governare l’innovazione e contribuire al dibattito pubblico con competenza e spirito costruttivo è parte integrante della responsabilità che deriva dall’essere Cavalieri del Lavoro. La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro è una realtà unica nel panorama italiano. Riunisce mondi produttivi diversi – industria, agricoltura, commercio, artigianato, servizi, credito, assicurazioni – e proprio per questo rappresenta il sistema economico del Paese nella sua interezza, nelle sue eccellenze e nelle sue responsabilità. L’onorificenza conferita dal Capo dello Stato riconosce risultati imprenditoriali e meriti personali, ma non si esaurisce in un premio. Al contrario, è un affidamento. Essere Cavalieri del Lavoro significa assumere una responsabilità pubblica: continuare a contribuire allo sviluppo economico e civile dell’Italia, mettendo competenze, esperienza e visione al servizio del bene comune. È da questa responsabilità che prende forma il nostro impegno ed è in questa direzione – nel solco tracciato dal mio compianto predecessore Maurizio Sella – che intendo orientare il mio incarico di Presidenza e l’azione della Federazione: favorire e governare l’impatto dell’Intelligenza artificiale sul lavoro, investire sul futuro dei giovani e delle competenze, affrontare con realismo la transizione energetica e rafforzare il ruolo dell’Europa come spazio di competitività, stabilità e coesione. È su questo terreno che si misurano oggi la nostra credibilità e il nostro contributo al futuro del Paese. EDITORIALE
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