Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

101 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 ri. E il nostro gruppo si configura come una famiglia di imprese che, pur operando in settori diversi, hanno la stessa visione, fondata su valori semplici ma essenziali: il legame con il territorio, l’intraprendenza che ci porta ad essere pionieri di nuove strade, la concretezza e l’ambizione di guardare sempre oltre e di fare un passo avanti rispetto ai risultati conseguiti. Abbiamo spesso constatato che questi valori appartengono a tutti i nostri collaboratori, dal primo all’ultimo, quasi fossero loro a scegliere noi e i nostri sogni, e non viceversa. Oggi tutte e tre le mie figlie sono entrate in azienda mettendo al servizio del gruppo talento e passione. Sono tutte e tre vicepresidenti della holding di famiglia, oltre a portare il loro specifico contributo in alcune aree di attività: Francesca come enologo, Valentina come architetta e Carmen come anima dei Resort. Un passaggio generazionale che stiamo facilitando a tutti i livelli anche all’interno del gruppo investendo in progetti di crescita e formazione dedicati ai giovani e al dialogo intergenerazionale. Guardando al futuro, quali sono le sfide e le opportunità che il settore vitivinicolo italiano deve saper cogliere? Certamente la capacità di intercettare i nuovi mercati e i nuovi consumatori, ma anche la capacità di fare sistema a livello territoriale e di Paese, e, in generale, la volontà di innalzare sempre la qualità dell’offerta. L’Italia è in grado di eccellere in viticoltura per varietà e tipicità territoriale, ma questo valore va rafforzato e veicolato attraverso il nostro straordinario patrimonio paesaggistico, culturale e artistico che, a sua volta, deve diventare parte integrante dell’esperienza enologica. Troppo spesso diamo per scontato ciò che il mondo ci invidia rischiando di dimenticare le nostre radici. Partire da esse è importante per dare ali al nostro futuro. Con la nostra Fondazione, ad esempio, ci siamo presi l’impegno di tutelare uno straordinario Convento del ‘400 con le sue antichissime vigne e la sua memoria storica che è ancora oggi ricca di ispirazione e insegnamento. Prendersi cura del nostro heritage e traghettarlo nel futuro senza stravolgerne l’identità è l’impegno più sfidante di oggi, ma, credo anche l’unico che ci consentirà un progresso che sappia porre in equilibrio ambiente, società ed economia. Il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro è arrivato dopo anni di impegno. Come ha accolto questa onorificenza e cosa rappresenta per lei e per la sua famiglia? Questo riconoscimento certifica una vita di lavoro, ma non solo la mia: è il risultato del lavoro di tutti coloro che in questi anni hanno camminato al mio fianco. Un imprenditore deve avere la visione, ma anche la capacità di circondarsi di persone che lo sostengono e credono nel progetto. Aggiungo che anche la mia famiglia ha avuto un ruolo fondamentale. Mia moglie Mariella, in particolare, mi è sempre stata accanto e continua a esserlo: questo è un valore grande, che dà forza e significato a tutto il resto.

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