Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

102 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 l suo percorso professionale l’ha portata dal lavoro in un laboratorio scientifico alla guida di un gruppo internazionale: cosa l’ha spinta a intraprendere questa transizione e quali competenze ha portato con sé? La curiosità è sempre stata il filo conduttore del mio percorso: per la scoperta, per le persone e per la possibilità di contribuire al progresso attraverso lo studio e la sperimentazione. Ho iniziato nel campo dell’endocrinologia, apprendendo il rigore scientifico, la capacità di osservazione e il valore dell’ascolto e della collaborazione. In laboratorio ho scoperto che ogni risultato nasce dall’equilibrio tra metodo e apertura mentale. La progressiva transizione verso la guida di un gruppo internazionale è avvenuta grazie a un percorso di maturazione, dettato da una motivazione personale: il desiderio di dare continuità al progetto avviato da mio padre e di portarlo avanti con una visione orientata alle persone e alla sostenibilità. Posso però dire che quel metodo scientifico non mi ha mai abbandonata: oggi lo applico a un “esperimento” differente, a un’azienda fatta di idee, competenze e responsabilità condivise. Ogni decisione nasce dai dati, ma trova significato nella visione e nell’impatto positivo che siamo capaci di generare. Guidare un’azienda come Bolton è un percorso di crescita continua: ascoltare e osservare attentamente il mondo, imparare dagli altri e adattarsi alle nuove sfide sono strumenti fondamentali per costruire un futuro sostenibile e inclusivo, in cui innovazione, responsabilità e valori procedono di pari passo. Bolton è cresciuto significativamente sotto la sua leadership, passando da 3 mila a oltre 10 mila dipendenti. Quali sono stati gli elementi chiave che hanno permesso questa espansione? La crescita non è mai frutto del caso: abbiamo creduto nella forza dei nostri marchi, investendo in innovazione e internazionalizzandoci senza perdere la nostra identità italiana. Le acquisizioni strategiche hanno ampliato il nostro portafoglio, ma a fare la differenza è stata la capacità di integrare culture diverse, mantenendo vivi i nostri valori di qualità, responsabilità e attenzione al consumatore e alle persone che stanno dietro ai nostri prodotti. Grazie all’integrazione di nuove realtà, come Repair Care, azienda olandese pioniera nelle soluzioni (bio)sostenibili per la riparazione e la manutenzione del legno, e Madel con il marchio Winni’s, abbiamo rafforzato il nostro portI L’impresa come “esperimento” SCIENZA E CAPITALE UMANO MARINA NISSIM Industria, prodotti di largo consumo

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