Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

105 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 che seguono un percorso formativo triennale. Il diploma non ha valore legale, ma nel mondo della sartoria è diventato un marchio di qualità riconosciuto e apprezzato. È uno dei risultati di cui sono più fiera. Guardando al futuro, come immagina la sua vita e il suo lavoro? Il futuro del brand è sempre più orientato allo sviluppo del retail, con l’ampliamento della rete di boutique monomarca, e a una crescita significativa della linea donna, che puntiamo a portare fino al 50% del fatturato. Personalmente, sento che il mio ruolo si muove in una direzione ben precisa: accompagnare le nuove generazioni della famiglia nel trovare il proprio posto in azienda. Desidero che si sentano realizzate, che portino avanti le nostre radici, ma anche che sviluppino nuove idee e nuovi progetti. Il mio compito è costruire, insieme a loro, la Kiton del domani. Come ha vissuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro? È stata un’emozione immensa. Dopo quarant’anni di lavoro non ci si aspetta che un riconoscimento così importante arrivi a toccarti tanto profondamente, e invece accade. Riceverlo dalle mani del Presidente della Repubblica ha aggiunto un valore simbolico straordinario. Per me rappresenta un percorso iniziato con mio padre, insignito Cavaliere del Lavoro nel 1999. Nel momento in cui ho ricevuto l’onorificenza ho ripercorso tutta la strada fatta insieme a lui e alla mia famiglia. È una grande soddisfazione, ma allo stesso tempo un nuovo punto di partenza: un esempio che desidero trasmettere alle generazioni future, dentro e fuori l’azienda.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=