107 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 ai sistemi di isolamento elettrico, dai dispositivi medici e sanitari ai componenti per la mobilità e l’edilizia. In molti di questi settori la plastica non ha ancora un sostituto efficace in termini di prestazioni, sicurezza e costi. La sfida quindi non è eliminare la plastica, ma renderla più sostenibile ripensando l’intero ciclo di vita del materiale, dalla scelta delle materie prime alla progettazione, dalla produzione al fine vita. La nostra gamma presenta diverse soluzioni ad alto contenuto di sostenibilità: Sirmax New Life, fornitore di polimeri circolari, produce compound ad alte prestazioni contenenti materie prime da riciclo meccanico post-consumo e pre-consumo. La divisione Biocomp propone i biopolimeri compostabili, ma ci sono anche i tecnopolimeri ad alte prestazioni, specifici per il settore elettrico ed elettronico. Oggi il 90% dei nostri nuovi progetti integra come requisito tecnico la riduzione delle emissioni di Co2 del materiale, il che ci fa continuare sulla nostra strada, con un piano industriale che continua ad investire in digitalizzazione, sostenibilità e capitale umano. La sua azienda occupa più di 850 dipendenti: come definirebbe il suo modello di leadership? Costruttivo, perché un leader deve avere la capacità di guardare oltre l’immediato, intuire le direzioni possibili e trasformarle in obiettivi concreti. Inclusivo, perché chi lavora ogni giorno per costruire valore va coinvolto. Appassionato, perché la passione alimenta la curiosità, la voglia di mettersi in gioco, la capacità di affrontare le difficoltà con lucidità e determinazione. Concreto, perché solo il pragmatismo consente di consolidare la struttura, migliorare i processi, garantire flessibilità produttiva e mantenere un rapporto di fiducia con i clienti. Se potesse incontrare sé stesso giovane e alle prime armi, che consiglio si darebbe? Mi direi che non devo avere paura di crescere, perché è questa la strada giusta da percorrere. Che devo avere il coraggio di affrontare sfide e iniziative inedite, di assecondare la mia curiosità verso nuove forme di business e di uscire dal perimetro della comfort zone, come mi è capitato di fare quando ho scelto un’altra strada rispetto alle attività portate avanti dalla famiglia, che erano concentrate nell’edilizia e nella carta. Mi direi che limitarsi a gestire l’esistente non basta, ma bisogna immaginare le potenzialità di un progetto ed elaborare le strategie per concretizzarlo. E poi che bisogna valorizzare e supportare i dipendenti e il territorio, la vera forza che rende possibile e realmente sostenibile ogni impresa. Cosa ha pensato quando è stato nominato Cavaliere del Lavoro? È stata una grande emozione, il coronamento di tanti anni di lavoro, impegno e passione. Ma poi ho subito pensato che questo riconoscimento appartiene a tutta Sirmax, a tutti coloro che ogni giorno portano avanti un progetto comune e rendono possibile la nostra crescita. Inoltre ho provato un senso di gratitudine verso la mia famiglia, mio padre, mia madre e i miei fratelli e oggi anche la nuova generazione, i nostri figli, che si preparano a guidare il futuro dell’azienda.
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