Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

115 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 aeronautico e aerospaziale dovrà essere sempre più resiliente, integrato e tecnologicamente avanzato. Per gli imprenditori, ciò che fa davvero la differenza è la capacità di prevedere le trasformazioni, investire con coraggio e dotarsi di strutture organizzative solide. La competitività internazionale richiede un approccio sistemico: innovazione digitale, sostenibilità, supply chain globali altamente efficienti e una forte attenzione al capitale umano. Il modello che abbiamo costruito con ALA va in questa direzione. Essere pronti significa non smettere mai di evolvere. Nel 2021 ha promosso ALA for ART. Cosa restituisce questo impegno a livello umano e professionale? L’arte è un linguaggio universale capace di unire mondi solo apparentemente distanti. Con ALA for Art abbiamo voluto portare questo linguaggio dentro la vita dell’azienda. La nostra Corporate Art Collection, ospitata nella nostra sede al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, è un modo per ricordare che anche in un settore tecnico come quello aerospaziale l’innovazione nasce dal pensiero creativo. Dal punto di vista umano, sostenere la cultura significa restituire qualcosa alla comunità, contribuire a generare bellezza e profondità. Dal punto di vista professionale, invece, significa alimentare la capacità di guardare oltre, di immaginare soluzioni nuove, di costruire un’identità aziendale che non si limiti ai risultati economici ma abbracci responsabilità, radici e visione. Quanto conta per lei mantenere il cuore del Gruppo a Napoli in un settore così internazionale? Contare su Napoli come centro decisionale, operativo e simbolico del Gruppo è sempre stato essenziale. Non solo per ragioni affettive, ma perché questa città ha dimostrato, attraverso la nostra storia, di poter essere un polo di competenze di livello internazionale. Nel tempo abbiamo costruito un ecosistema fatto di professionisti qualificati, relazioni solide e una forte cultura aziendale radicata nel territorio. Anche quando abbiamo intrapreso operazioni di respiro globale, come la quotazione in Borsa o l’ingresso del fondo H.I.G. Capital, abbiamo scelto di mantenere qui l’headquarter. È una decisione strategica, che esprime un’idea precisa: si può competere nel mondo restando nel Mezzogiorno, valorizzandone il talento e contribuendo concretamente allo sviluppo industriale della città. Come ha reagito quando è stato nominato Cavaliere del Lavoro? È stato un momento di intensa emozione. Rappresenta per me un grande onore, ma anche una responsabilità. L’ho vissuto come un tributo non soltanto alla mia storia personale, ma al lavoro di un’intera comunità di persone che negli anni ha creduto nel progetto di AIP Italia e ALA. Ricevere questa onorificenza significa sentire ancora più forte il dovere di restituire valore al territorio, sostenere i giovani, favorire lo sviluppo del Mezzogiorno e continuare a costruire modelli di impresa capaci di guardare lontano senza perdere il legame con le proprie radici.

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