Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

125 VITA ASSOCIATIVA Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 al 33,8% dell’intero periodo 2011-24. Così come ad essere cambiate sono anche le aree geografiche di provenienza: nel 2011-2024 il 48,7% dei giovani 18-34enni emigrati sono partiti dal Nord (il 50,8% nel biennio 2023-24) e il 35% dal Sud (il 32,8% nel 2023-24). Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna sono i paesi di destinazione preferiti dai giovani italiani. Viceversa, l’Italia non sembra appetibile e – a fronte dell’emigrazione di 486mila italiani nell’intervallo 2011-24 verso i principali paesi avanzati – soltanto 55mila giovani provenienti da quelle stesse economie hanno scelto il nostro Paese. IL CONTRIBUTO DELLA FEDERAZIONE DEI CAVALIERI DEL LAVORO Tra i vari aspetti esaminati dalla ricerca, il Rapporto del Cnel ospita un capitolo curato dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e realizzato in collaborazione con la Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (Ccum). L’analisi prende in esame un segmento specifico, quello dei laureati ed ex studenti dei Collegi Universitari di Merito, ovvero giovani che accedono a percorsi altamente selettivi e si formano in contesti che promuovono eccellenza accademica, responsabilità sociale e apertura internazionale. All’interno di questo spaccato emerge, ad esempio, che il 35% dei laureati dei Collegi lavora attualmente all’estero, una quota significativamente più alta rispetto alla media nazionale che le destinazioni più frequenti sono Svizzera, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. I motivi che spingono questi giovani a trasferirsi fuori dal nostro Paese risiedono in prospettive di carriera più ampie e rapide, retribuzioni più elevate, sistemi percepiti come più meritocratici e insoddisfazione per l’esperienza lavorativa in Italia. Di fatto, per il nostro Paese si tratta di una perdita di capitale umano molto qualificato, persone che trovano altrove la possibilità di mettere a frutto il proprio percorso di studi e che poi difficilmente tornano in Italia e, quando accade, sono spinte soprattutto da motivazione di natura personale e familiare. Il fenomeno del brain drain, che, come si è visto sopra, è stato compensato negli anni solo in minima parte dall’ingresso di giovani laureati provenienti dall’estero, ha assunto dunque dimensioni preoccupanti e richiede una riflessione urgente sulle politiche da attuare per invertire la rotta e attrarre capitale umano. Il tema dei giovani è particolarmente caro ai Cavalieri del Lavoro e il capitolo presente nel Rapporto del Cnel rappresenta una parte dell’indagine che la Federazione ha promosso in collaborazione con la Conferenza Nazionale dei Collegi Universitari di Merito. La ricerca completa – con ulteriori dati scientifici e con una galleria di interviste a un campione di laureati dei Collegi – sarà presentata a Firenze il 21 marzo, in occasione del Convegno nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Un saldo in rosso Differenza tra iscrizioni e cancellazioni. Italiani 18-34enni*. Dati in migliaia (*) Segno negativo = emigrazione netta. Fonte: elaborazione Ref Ricerche su dati Istat –20 –40 –60 0 2024 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 –10,9 –17,5 –25,4 –27,3 –32,2 –37,6 –37,1 –37,1 –36,4 –36,7 –18,1 –25,7 –38 –61,1

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