127 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 LIBRI Andrea Illy LA SOCIETÀ RIGENERATIVA. Un nuovo modello di progresso impresa non è un’entità isolata: è parte di un ecosistema complesso, dal quale trae valore e al quale deve restituire valore”. Ne “La società rigenerativa. Un nuovo modello di progresso” (Egea, 2025), il Cavaliere del Lavoro Andrea Illy propone una rilettura del ruolo dell’impresa nella società contemporanea. Non una riflessione astratta sulla sostenibilità, ma un invito a ripensare il capitalismo alla luce delle trasformazioni ambientali, sociali e produttive che segnano il nostro tempo. Secondo Illy, le crisi climatiche, la perdita di biodiversità e le crescenti disuguaglianze non sono anomalie, ma l’esito di un sistema che ha progressivamente separato la creazione di valore economico dal benessere collettivo. Un modello che ha già “bruciato” quasi il 40% delle risorse naturali e che, se non corretto, è destinato a esaurire le basi materiali della nostra stessa sopravvivenza. Nel 2015 Illy scopre che circa il 50% delle terre oggi coltivabili a caffè potrebbe non esserlo più entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici. È l’inizio di un percorso che lo porta a ripensare profondamente il rapporto tra business e natura, tra crescita e benessere. La società rigenerativa diventa così un vero e proprio libro-mappa, che accompagna il lettore nel passaggio dal paradigma estrattivo – affermatosi nella modernità da Cartesio e Bacone in poi – a un modello rigenerativo che rimette al centro la persona come custode del capitale naturale. Un capitolo chiave di questa visione riguarda l’agricoltura rigenerativa, letta come esempio concreto di un approccio circolare capace di coniugare produttività e tutela degli ecosistemi. L’agricoltura rigenerativa mira a ripristinare la salute del suolo e la biodiversità, invertendo il degrado causato dall’agricoltura industriale. Anziché esaurire risorse, le rimette in circolo attraverso pratiche sostenibili, migliorando la fertilità dei terreni e la resilienza climatica. In un mondo che si avvia verso i dieci miliardi di abitanti, Illy sostiene che questo modello non solo è necessario, ma anche scalabile: meno dipendente dall’agrochimica, capace di nutrire il suolo con carbonio organico e di migliorarne il microbiota, l’approccio rigenerativo può garantire produttività inalterata o persino superiore, con un minore consumo di suolo e acqua. Da qui la proposta di un’evoluzione più ampia: passare dalla sostenibilità, intesa come riduzione del danno, alla rigenerazione, intesa come capacità dell’impresa di produrre valore positivo e duraturo per l’intero ecosistema in cui opera. L’impresa rigenerativa non si limita a “fare meno male”, ma contribuisce attivamente alla qualità del lavoro, alla crescita delle competenze, alla coesione sociale. In questo senso, creare valore economico oggi non può prescindere dalla capacità di generare benefici sociali e ambientali nel lungo periodo. Ne emerge una concezione dell’impresa come soggetto generativo, chiamato a tenere insieme competitività, innovazione e bene comune. La società rigenerativa non è un manifesto ideologico, ma una proposta pragmatica rivolta a imprenditori, manager e decisori pubblici. “L’
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