16 PRIMO PIANO Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 industria dell’auto in grave crisi sta combattendo per il rilancio. Le sfide sono molte. La prima è quella di conciliare la decarbonizzazione del Green Deal europeo con la tenuta del mercato, che assorbe poche auto elettriche. Il 16 dicembre la Commissione europea ha presentato alcune proposte che modificano le regole precedenti. Si prevede che al 2035 i produttori dovranno rispettare un obiettivo di riduzione di emissioni non più del 100% ma del 90%, mentre il restante 10% dovrà essere compensato con l’uso di acciaio “verde” prodotto nell’Ue e da combustibili rinnovabili di origine non biologica, biocarburanti e biogas. Inoltre, i costruttori potranno beneficiare di super crediti per le piccole auto elettriche a prezzi accessibili prodotte nell’Ue. Si prevede un’ulteriore flessibilità per il segmento dei veicoli commerciali leggeri con una riduzione dell’obiettivo di CO2 per il 2030 dal 50% al 40%. Previsti obiettivi di emissioni zero e incentivi per le flotte aziendali. Si punta, infine, ad aumentare la competitività dell’industria europea delle batterie, con prestiti a tasso zero per 1,8 miliardi. Del rilancio dell’industria dell’auto parliamo con Roberto Vavassori, presidente di Anfia, l’associazione italiana delle imprese dell’automotive. Presidente Vavassori, quali sono le richieste dell’industria dell’automotive per affrontare la decarbonizzazione e come giudica le proposte della Commissione sulla revisione del Green Deal? Dalla Commissione sono giunti timidi segnali positivi. Ma la politica europea deve dimostrare più coraggio, perché c’è ancora molta strada da fare. Nel complesso, non possiamo che ritenere il pacchetto poco risolutivo dei problemi di mercato e poco incisivo rispetto alle tanto annunciate intenzioni di rafforzare la competitività dell’industria europea. Le nostre richieste minime sono tre. Primo: attuare una vera neutralità tecnologica per consentire la produzione e la vendita di auto con motori endotermici anche dopo il 2035 utilizzando carburanti a basse emissioni come i biofuel. Secondo: valorizzare il Made in Europe nei componenti, per evitare che, come accaduto sinora, gli incentivi per l’acquisto di vetture a basse emissioni vadano a vetture non europee. Terzo: varare un piano decennale di sostituzione di autoveicoli per svecchiare il parco auto europeo. Oggi in Europa circolano 250 milioni di veicoli con età media di 12,5 anni, il che significa che abbiamo auto e camion con più di 20 anni. Se riuscissimo a sostituire tre milioni di veicoli aggiuntivi all’anno per dieci anni, per un totale di 30 milioni di veicoli, ridurremmo l’emissione in atmosfera di 600 milioni di tonnellate di CO2. Roberto Vavassori, Presidente Anfia L’ Intervista a Roberto VAVASSORI di Paolo Mazzanti Valorizzare IL MADE IN EUROPE
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