19 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 PRIMO PIANO Inoltre, occorre semplificare e accelerare il sistema delle autorizzazioni, prendendo ad esempio ciò che si è fatto nella Zes, la Zona economica speciale del Sud, dove si è arrivati a 31 giorni medi per le autorizzazioni, mentre nelle altre Regioni a volte si attendono anni. Inoltre, sarebbe utile non annunciare con troppo anticipo piani di incentivazione al ricambio di vetture, che hanno l’effetto immediato di bloccare il mercato finché non vengono varati, come accaduto con l’ultimo piano di sussidi per l’acquisto di auto elettriche da 597 milioni. E, infine, bisogna fare ogni sforzo per ridurre il costo del lavoro. Ma qui la politica sembra andare in senso opposto. Pensi che la decisione quasi unanime del Parlamento di istituire festa nazionale il 4 ottobre, commemorazione di San Francesco, avrà un costo per il settore privato di 3,8 miliardi di euro. E ci sono paesi europei in cui si lavora un mese all’anno più che da noi. Anche il settore automotive soffre per gli alti prezzi dell’energia. Che cosa si potrebbe fare di più? Anche su questo tema fondamentale dobbiamo accelerare e prendere esempio dai paesi più efficienti, come Spagna e Polonia. Per esempio, è un anno e mezzo che attendiamo una misura come l’Energy release, per ridurre il prezzo dell’energia ai grandi consumatori. A dicembre avete sollevato il tema del carico fiscale sul settore auto. Che dati sono emersi? Nel 2024 il carico fiscale complessivo sulla motorizzazione in Italia è stato di 83,04 miliardi, in crescita del 4,5% sul 2023 e pari al 13,4% del gettito fiscale nazionale complessivo. È l’incidenza più alta tra i maggiori paesi europei ed è un ulteriore fattore di difficoltà per il settore. Questi i capitoli principali: il prelievo sui carburanti è stato di 39,73 miliardi; dall’Iva su manutenzione e riparazione, ricambi, accessori e pneumatici sono arrivati 14,05 miliardi; nel complesso, le tasse sull’acquisto di autoveicoli hanno fruttato 9,78 miliardi e dal bollo sono arrivati 7,48 miliardi. Per il 2025 prevediamo che il carico fiscale sia rimasto stabile a 83 miliardi anche perché, secondo le ultime previsioni, il mercato auto chiuderà il 2025 con una contrazione intorno al 2,5%. Per invertire questa tendenza al declino anche il fisco deve fare la sua parte. Abbiamo già realizzato nel nostro Paese, senza tanta pubblicità, 1.600 punti di ricarica di Hvo, hydrogenated vegetable oil, in grado di sostituire il diesel tradizionale nei veicoli commerciali Foto vectorfusionart © 123RF.com
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