23 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 PRIMO PIANO rie di proposte avallate dalla parte scientifica, segno che anche in campo scientifico non ci sia una posizione unanime. Per esempio, nell’automotive il calcolo delle emissioni lo si fa solo sull’uso del prodotto (auto), mentre negli altri settori lo si fa su tutto il processo produttivo e di smaltimento; già questo è incoerente. Quali sono i rischi dei diversi territori, a partire dalla Lombardia, se non si attuasse un approccio più pragmatico? Avremmo una mobilità sostenibile fatta di auto cinesi e milioni di disoccupati europei. Rischiamo il più grande suicidio della storia industriale. Al di là dell’industria dell’automotive, qual è la situazione della transizione ambientale per gli altri comparti dell’industria lombarda? La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa, noi vogliamo continuare ad esserlo tutelando l’ambiente; le regole europee però non ci consentono di farlo perché oggi chi ha fatto la transizione green non è competitivo a causa di regole rigide e dei costi. O la Commissione europea mette mano a regole sbagliate fatte da tecnocrati che non conoscono la realtà, oppure in Europa gli obiettivi ambientali si raggiungeranno attraverso la desertificazione industriale. Al posto di imporre strade omologate, lascino libere le aziende e le sostengano; in questo modo certamente le imprese saranno sostenibili e competitive. Noi non molleremo la presa, perché la politica in Europa deve riprendere la guida che per troppi anni è stata lasciata ai tecnici. (P.M.) Foto mikkiorso © 123RF.com La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa, noi vogliamo continuare ad esserlo tutelando l’ambiente; le regole europee però non ci consentono di farlo
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