35 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 PRIMO PIANO ne o il gas con la cattura della CO2. La competizione tra queste due fonti è oggi quanto mai aperta e si deciderà sulla base dei costi. Se questo è lo scenario energetico di base, che cosa succederà nel mondo dell’automobile? L’auto elettrica ha indubbi vantaggi di costo e di performance rispetto all’auto con motore termico: ha meno componenti ed il motore elettrico costa meno, la manutenzione e il costo di esercizio sono inferiori. Ma il tallone di Achille dell’auto elettrica sono le batterie: sono costose, l’autonomia lascia a desiderare, le infrastrutture di ricarica non sono capillari. Per le batterie sta succedendo quello che in questi anni è successo per i pannelli solari: il costo si sta riducendo rapidamente con l’aumento della scala di produzione, l’autonomia aumenta e gli investimenti in colonnine si stanno sviluppando. I costi delle auto elettriche già oggi si avvicinano a quelli dell’equivalente modello a benzina ed il costo di esercizio è inferiore. Insomma, credo che alla fine a decidere sarà il mercato, non i regolamenti Ue: se l’auto elettrica costa come quella a benzina o di meno, ha un costo di esercizio inferiore e in più non inquina, è facile immaginare quale sarà l’esito finale. Proprio come è successo per le rinnovabili nel mix energetico. Personalmente ritengo che, come per il mix energetico non ha senso pensare ad una generazione totalmente da rinnovabili (gli obiettivi del Piano Italiano energia e clima indicano per le rinnovabili un target del 75% circa), così non avrebbe senso pensare ad un trasporto al 100% elettrico. Ci dev’essere spazio per i biocarburanti, i carburanti sintetici, per l’idrogeno, insomma per i combustibili a basse o nulle emissioni. Questa è la cosiddetta “parità tecnologica” di cui si sente tanto parlare. Ma questi combustibili alternativi hanno oggi un problema di costo che sembra insormontabile con le attuali tecnologie. Sarà quindi il mercato a scegliere le soluzioni più performanti, meno costose sia come acquisto che come esercizio e meno inquinanti (volutamente ho messo all’ultimo posto nelle scelte del consumatore gli aspetti ambientali). Le case automobilistiche europee dovranno valutare le tendenze del mercato e scommettere sulle tecnologie che riterranno vincenti. Ma dovranno fare delle scelte: mi sembra improbabile che riescano a sviluppare due tipi di motorizzazioni e di veicoli per tutte le gamme di trasporto. Sarà dalla loro lungimiranza che dipenderà la sopravvivenza dell’industria automobilistica europea. Altri competitor hanno già fatto le loro scelte. Umberto Quadrino è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2005. Ha ricoperto la carica di amministratore delegato di Edison dal 2001 al 2011. Sotto la sua guida Edison diventa secondo operatore italiano nei settori dell’energia elettrica e del gas e si impegna in uno dei più significativi programmi di investimento in Europa nel settore elettrico e nella realizzazione di infrastrutture strategiche per la sicurezza energetica europea. Attualmente è presidente di Tages, società di asset management che controlla Tages Capital Sgr che distribuisce e gestisce i Fondi Tages Helios dedicati ad investimenti in energie rinnovabili e nella transizione energetica. È presidente dell’Associazione Amici dell’Accademia dei Lincei Foto dralcofribas © 123RF.com
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