37 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 PRIMO PIANO a ormai sei anni, la mia azienda, leader mondiale nel settore della diagnostica automotive, è protagonista anche nel settore delle motorizzazioni alternative. Ho infatti realizzato una nuova divisione, Texa e-powertrain, espressamente dedicata alla progettazione e produzione di propulsori, inverter e centraline controllo veicolo per vetture elettriche ed ibride. Le Lamborghini Revuelto e Temerario, ad esempio, montano la nostra componentistica, così come altre importanti vetture coperte invece da segreto contrattuale. Anticipo questo per chiarire come, da un punto di vista industriale, Texa sia perfettamente in linea con le tecnologie più avanzate del settore e per nulla preoccupata dai cambiamenti in arrivo, che anzi costituiranno ulteriori grandi opportunità. Quale Cavaliere del Lavoro profondamente innamorato del proprio Paese, sono invece, vicecersa, molto preoccupato per il paventato obbligo del “tutto elettrico”. Grazie al cielo, proprio al momento della chiusura di questo mio intervento, è stato annunciato un auspicabile ammorbidimento per l’uscita di produzione dei veicoli endotermici, anche se al momento non chiaramente definito nei contorni e non ancora approvato dal Parlamento europeo. Non c’è nessun dubbio da parte mia circa l’importanza della lotta al cambiamento climatico, ma la data del 2035 per il definitivo stop alle auto alimentate a benzina e gasolio è decisamente prematura per tutta la comunità europea, e in particolare per l’Italia. In nome della sostenibilità, si getterebbero via decine di anni di preziosissimo know how tecnologico europeo nella produzione di raffinati propulsori benzina e diesel ormai capaci, peraltro, di raggiungere livelli ridottissimi di inquinamento. In generale, la sfida del tutto elettrico significa infilarsi in una competizione dove partiamo sconfitti, non disponendo di quei materiali necessari alla produzione di batterie di cui i cinesi hanno fatto incetta in Africa con una sorta di neocolonialismo. La soluzione che personalmente sostengo, ancora più convincente del paventato 90% di riduzione delle emissioni allo scarico ora proposto, consiste nel favorire lo sviluppo di Bruno VIANELLO D LA SOLUZIONE C’È e si chiama motore ibrido Bruno Vianello
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