Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

43 FOCUS Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 Foto jegas © 123RF.com Foto Aod Anon © Shutterstock ha superato il 76% nel 2024, andando oltre gli obiettivi europei. Esistono poi comparti, come quello del mobile e dell’arredo, in cui l’eccellenza del design si coniuga con modelli circolari avanzati: oltre il 90% dei pannelli truciolari è prodotto con legno riciclato. Restano tuttavia ampi margini di miglioramento, ad esempio semplificando la frammentazione normativa, velocizzando iter autorizzativi spesso lenti e colmando i gap di competenze ancora presenti in molti settori industriali. Quanto la tecnologia (tracciabilità, dati, Intelligenza artificiale) sta cambiando la gestione delle filiere sostenibili? Digitale e Intelligenza artificiale stanno rendendo la tracciabilità il nuovo standard della qualità industriale. I dati satellitari permettono di monitorare ciò che accade sul campo, dallo stato di salute delle colture alla lotta alla deforestazione, mentre l’IA consente di analizzare i mercati in tempo reale e ottimizzare la gestione della domanda e dei volumi produttivi. La tecnologia diventa così un potente fattore abilitante, capace di trasformare la trasparenza in responsabilità e l’efficienza in impatto reale. Gli investimenti Esg stanno incidendo concretamente sulle scelte delle imprese lungo la supply chain? Nonostante una fase storica complessa in cui il tema Esg gli impatti ambientali e sociali. Molte Pmi dispongono di risorse limitate per investire in sistemi di tracciabilità e per rispondere agli standard di due diligence, esponendo l’intera filiera a rischi reputazionali e regolatori. La capacità di rimanere competitivi dipenderà sempre più dal ruolo delle imprese capofila nel rafforzare la governance e nel trasformare pratiche storicamente virtuose ma implicite in sistemi espliciti, misurabili e comunicabili. I modelli di business circolari sono già una realtà nelle filiere o restano ancora casi isolati? L’Italia è un Paese virtuoso per quanto riguarda la capacità di recupero e riciclo, anche in ragione della scarsità di materie prime. In filiere come acciaio, alluminio, oli esausti e vetro si raggiungono livelli di riciclo superiori all’80-90%. Nel settore degli imballaggi il tasso di riciclo La capacità di rimanere competitivi dipenderà sempre più dal ruolo delle imprese capofila nel rafforzare la governance

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=