Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

53 FOCUS Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 umeri in crescita, domanda internazionale solida e un posizionamento che continua a fare dell’Italia una delle destinazioni più ambite al mondo. Ma per Alessandra Priante, presidente di Enit, il successo del turismo non può essere misurato solo in termini di flussi. La vera sfida è trasformare l’attrattività in sviluppo sostenibile, diffuso e duraturo, capace di generare valore per imprese, territori e comunità. Priante analizza lo stato di salute del settore e delinea le leve strategiche per governarne l’evoluzione – dalla destagionalizzazione alla gestione dei flussi – e il ruolo chiave degli imprenditori nel costruire un modello turistico più competitivo, responsabile e orientato al futuro. Presidente, che momento vive oggi il turismo italiano? Il turismo italiano gode di ottima salute, ma non possiamo limitarci a leggere i dati quantitativi. I flussi sono tornati solidi e l’Italia continua a essere tra le destinazioni più desiderate al mondo, ma la vera sfida è trasformare questa attrattività in valore duraturo per i territori, le imprese e le comunità. Solo tra dicembre e gennaio si stimano quattro milioni di arrivi aeroportuali internazionali per una spesa pari a 3,5 miliardi di euro, a testimonianza di quanto siamo attrattivi. Quali sono i fattori strutturali dell’attrattività italiana? L’Italia è un unicum: patrimonio culturale diffuso, paesaggi straordinari, identità territoriali fortissime, stile di vita, enogastronomia. A questi si affiancano nuovi elementi di appeal: l’autenticità delle esperienze, la qualità delle relazioni, il turismo legato al lusso, al benessere, alla natura e alla cultura del saper fare. Per fare un solo esempio, la cucina italiana, divenuta tra l’altro patrimonio Unesco, traina il turismo enogastronomico: +176% nei soggiorni, 2,4 milioni di presenze e 395,5 milioni di euro di spesa internazionale, in aumento del +9%. Da esperienze di nicchia a inizio anni Duemila, le motivazioni di viaggio dei visitatori stranieri per l’enogastronomia, oggi, rappresentano una tendenza consolidata. Turismo esperienziale e sostenibile: come evolve l’offerta? L’offerta italiana sta maturando. Sempre più imprese e destinazioni comprendono che sostenibilità non significa rinuncia, ma qualità: esperienze più lente, più consapevoli, più rispettose dei luoghi e delle persone. L’enoturismo, i cammini, il turismo rurale e quello culturale ne sono esempi concreti. Overtourism: quali strategie funzionano davvero? La prima strategia è provare a smettere di dare un’etichetta a una forma di inefficienza, quasi sia un fenomeno “esogeno” e non governabile. In generale, non esistono soluzioni semplici. Servono politiche integrate: gestione dei flussi, uso intelligente dei dati, prenotazioCOSTRUIRE VALORE per i territori e le persone N Intervista ad Alessandra PRIANTE di Brunella Giugliano Alessandra Priante, presidente Enit

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