55 FOCUS Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 ne dei servizi, diversificazione dell’offerta e soprattutto cooperazione tra livelli istituzionali. L’obiettivo non è respingere i visitatori, ma distribuire meglio i benefici del turismo. Se pensiamo che il 75% dei turisti si concentra solamente sul 4% del territorio italiano, abbiamo modo di fronteggiare questo fenomeno. Diversificazione e destagionalizzazione sono decisive? Assolutamente sì. Borghi, aree interne, itinerari lenti e turismo outdoor rappresentano una grande opportunità per riequilibrare i flussi e creare sviluppo diffuso. La destagionalizzazione è una leva strategica per migliorare la sostenibilità economica e sociale del settore. Già da prima dell’estate avevamo notato come i trend stessero cambiando: montagna e lago crescono in termini di arrivi internazionali. Cosa chiedono oggi gli imprenditori del turismo? Chiedono competenze, strumenti e visione. La formazione è centrale, così come la digitalizzazione e l’accesso agli investimenti. Ma soprattutto chiedono stabilità e una strategia chiara che valorizzi chi lavora bene. Come si è chiuso il 2025? Il 2025 conferma una crescita solida, con segnali positivi sulla spesa media e sulla qualità della domanda. Indicatori chiave restano la permanenza media, la distribuzione territoriale dei flussi e l’impatto economico sulle filiere locali. Quello turistico rappresenta un settore che, si stima, entro la fine di quest’anno genererà 3,2 milioni di posti di lavoro e raggiungerà 237,4 miliardi di Pil. Quali scenari per il 2026? Il contesto internazionale resta complesso, ma il turismo dimostra ancora una volta una grande capacità di resilienza. L’Italia è super ben posizionata, a patto di continuare a investire in qualità, sostenibilità e cooperazione pubblico-privato. Un messaggio agli imprenditori del turismo. Il turismo non è solo un settore economico: è un patto con i territori e con le persone. Chi investe in qualità, rispetto e innovazione sta costruendo il futuro del Paese. L’obiettivo non è respingere i visitatori, ma distribuire meglio i benefici del turismo. Se pensiamo che il 75% dei turisti si concentra solamente sul 4% del territorio italiano, abbiamo modo di fronteggiare questo fenomeno Foto loft39studio © 123RF.com
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