Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

57 FOCUS Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 empre più stranieri di origine italiana sono attratti dal cosiddetto “turismo delle radici”, che si sta rivelando un importante motore di sviluppo turistico. Parliamo infatti di circa 80 milioni di italo-discendenti che vogliono scoprire le proprie origini. È proprio pensando a loro che è nato “Italea”, il programma del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale: fornisce consulenza e assistenza, annovera oltre 800 Comuni aderenti al progetto e può contare sulla Rete dei Musei dell’Immigrazione. Ne parliamo con il responsabile del programma, il Consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita. Come è nata l’idea del “turismo delle radici”? L’idea del turismo delle radici nasce dalla consapevolezza che circa 80 milioni di italo-discendenti nel mondo conservano un legame profondo con i luoghi delle loro origini. Questo interesse, sempre più evidente negli ultimi anni, è stato riconosciuto dal ministero degli Affari esteri già nel 2018, quando venne istituito il primo tavolo tecnico dedicato al tema. Attorno a quel tavolo, soggetti pubblici e privati hanno iniziato a dialogare per definire una strategia capace di trasformare il desiderio di ritrovare le proprie radici in un vero prodotto turistico, con ricadute positive sia culturali sia economiche. Dal 2022 questo lavoro si è concretizzato nel progetto Pnrr “Il Turismo delle Radici”, finanziato dal NextGenerationUe, che ha dato avvio a un’azione coordinata su tutto il territorio nazionale. Il programma “Italea”, lanciato nel 2024 in occasione dell’Anno delle Radici Italiane nel Mondo, nasce proprio con l’obiettivo di offrire agli italo-discendenti un percorso strutturato attraverso cui riscoprire la propria storia familiare, valorizzando allo stesso tempo borghi, aree interne e luoghi spesso esclusi dai circuiti del turismo di massa. Il nome “Italea”, evocando la talea botanica da cui si generano nuove radici, simboleggia perfettamente il viaggio di ritorno verso la “pianta madre”. Qual è il contributo del turismo delle radici al flusso turistico complessivo nel nostro Paese? Il turismo delle radici sta già contribuendo in modo molto significativo al sistema turistico italiano. L’interesse per l’Italia come Paese d’origine è in forte crescita e i dati raccolti nell’ambito del programma Italea ne sono una conferma concreta. Il portale ha superato i due milioni di visualizzazioni e raggiunto 166mila utenti unici; quasi diecimila persone hanno richiesto una ricerca genealogica o supporto per organizzare il proprio viaggio. Italea Card – la nostra carta fedeltà che consente di ottenere agevolazioni su alcuni servizi turistici – conta oltre tredicimila iscritti e più di settecento aziende hanno scelto di aderire al progetto, dai grandi player nazionali come ITA Airways e Trenitalia, fino a tante strutture ricettive, ristoranti e operatori locali. S A colloquio con Giovanni Maria DE VITA di Paolo Mazzanti Giovanni Maria De Vita, Consigliere d'Ambasciata “TURISMO DELLE RADICI” tra genealogia e viaggi

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