59 FOCUS Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 Anche i territori hanno risposto con grande entusiasmo: più di 800 Comuni delle Radici sono oggi coinvolti attivamente e le iniziative realizzate nel 2024 hanno raggiunto un pubblico stimato di oltre un milione e mezzo di persone. Dal punto di vista qualitativo, questo tipo di turismo ha un valore ancora maggiore: i viaggiatori delle radici generalmente soggiornano più a lungo, hanno una forte propensione alla spesa e cercano un contatto autentico con le comunità locali. Si tratta di un turismo lento, rispettoso e sostenibile, capace di generare nuove economie proprio in quelle aree interne e in quei piccoli borghi che più di altri soffrono lo spopolamento e la marginalità rispetto alle rotte più battute. Come promuovete il turismo delle radici presso i discendenti di italiani all’estero? La promozione del turismo delle radici si basa su una strategia integrata che combina comunicazione globale, eventi internazionali e una forte presenza nei territori. Sul piano digitale è in corso una grande campagna internazionale che ha già raggiunto oltre 269 milioni di impression e quasi due milioni di click, accompagnata da contenuti editoriali e newsletter in quattro lingue e da una crescita costante dei canali social di Italea. Parallelamente, abbiamo portato il progetto direttamente nelle comunità italiane nel mondo, con eventi e presentazioni nelle città che ospitano il maggior numero di italo-discendenti: da Toronto a San Paolo, da Buenos Aires a Melbourne, fino a New York, dove la partecipazione a manifestazioni identitarie come il Columbus Day ha garantito una visibilità straordinaria. Una parte fondamentale del lavoro è svolta anche dalla rete delle Italee regionali, che dialogano quotidianamente con gli italo-discendenti, raccolgono richieste e costruiscono percorsi personalizzati. A questo si aggiunge il ruolo della rete diplomatica – ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura – che contribuisce a coinvolgere media, associazioni, scuole e operatori turistici nei diversi paesi. Che tipo di assistenza fornite ai discendenti di italiani che vogliano ricostruire le loro origini e genealogie? L’assistenza offerta è molto approfondita e copre tutte le fasi del viaggio delle radici. Grazie alla presenza di venti gruppi regionali formati da genealogisti, travel designer, guide e professionisti della cultura locale, i discendenti vengono accompagnati nella ricostruzione della loro storia familiare attraverso ricerche genealogiche specializzate svolte negli archivi comunali, parrocchiali e di Stato. A questo si affiancano percorsi completamente personalizzati che includono visite ai luoghi della famiglia, incontri con le comunità locali, laboratori dedicati a tradizioni regionali, antichi mestieri, cucina e dialetti. Attraverso la collana “Guida alle Radici Italiane” abbiamo sviluppato itinerari tematici che permettono ai viaggiatori di scoprire il territorio seguendo un filo culturale legato alla storia dell’emigrazione. Le Italee regionali forniscono anche supporto logistico nell’organizzazione del viaggio, mentre Italea Card garantisce agevolazioni su trasporti, ospitalità, musei ed esperienze culturali. Un ruolo essenziale lo svolgono infine i Comuni delle Radici, che assicurano un’accoglienza dedicata e facilitano l’accesso agli archivi locali. L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare la ricerca delle origini in un’esperienza autentica, emozionante e su misura. Che iniziative avete organizzato nei mesi scorsi e avete in previsione per il prossimo anno? Nel 2024 e nell’anno appena trascorso Italea ha dato vita a un programma estremamente ricco. Le Italee regionali hanno organizzato oltre 260 eventi tra laboratori, seminari, festival, mostre e spettacoli, mentre i Comuni delle Radici hanno realizzato circa 700 iniziative che hanno coinvolto comunità locali e visitatori. A livello internazionale, Italea è stato protagonista di 27 grandi eventi tra Nord America, Sud America, Oceania ed Europa, contribuendo in modo decisivo alla diffusione del progetto oltreconfine. Abbiamo inoltre creato la Rete dei Musei dell’Emigrazione, rafforzato la comunicazione digitale e avviato una serie di viaggi delle radici con testimonial molto seguiti nei loro Paesi. Oggi la rete territoriale è ormai solida e pienamente operativa, mentre il ministero degli Esteri continuerà a guidare le attività di promozione e valorizzazione del turismo delle radici a livello nazionale e internazionale. Le iniziative future sono già in preparazione: preferiamo non anticiparle, ma invitiamo tutti a seguirci sul sito www.italea.com e sui nostri canali social per scoprire le novità in arrivo. I viaggiatori delle radici generalmente soggiornano più a lungo, hanno una forte propensione alla spesa e cercano un contatto autentico con le comunità locali
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