Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

72 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 ei è entrato negli anni 80 nell’azienda di famiglia, fondata negli anni 50 da suo padre come impresa di prefabbricati in cemento; oggi ha creato un gruppo integrato con Basicem, Adicem e Messider. Quali sono i passaggi fondamentali della sua storia imprenditoriale? La mia storia imprenditoriale è stata segnata da circostanze e scelte che hanno contribuito a definire il percorso delle mie attività. Se volessimo seguirne una scansione temporale, partirei dal 1997, anno in cui ho aperto la mia prima società, Basicem Srl, dedicata alla lavorazione e trasformazione del tondino per carpenteria. Un secondo passaggio decisivo è stato il 2001, con la nascita di Adicem Srl, creata per completare la gamma dei materiali nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Infine, un momento che considero cruciale è il periodo che ha inizio con il 2010, quando sono iniziate le acquisizioni di marchi storici come Messider, Gipsos Raddusa e Hauner Carlo Azienda Agricola. Si trattava di realtà importanti con grande valore storico e commerciale, che ho riorganizzato e rilanciato sul mercato, restituendo loro visibilità e competitività. Il Gruppo Basicem ha fornito materiali per opere come il porto, la metropolitana e l’interporto di Catania, l’autostrada Olbia–Sassari e i nuovi uffici della ex-Ilva di Taranto. Essere un imprenditore del Sud Italia cosa significa oggi? Essere imprenditore oggi nel Sud Italia, specialmente in Sicilia, comporta vivere quotidianamente la tensione tra sfida e possibilità. La burocrazia spesso non ti aiuta, le infrastrutture e la logistica talvolta diventano ostacoli per chi oggi vuole fare impresa nel nostro territorio. Credo che la vera differenza la faccia chi non perde fiducia nel potenziale della propria terra, che ritengo enorme, e riesca a trasformare con coraggio queste difficoltà in opportunità, mettendo creatività e determinazione al servizio del proprio lavoro. Nella sua presidenza della sezione Metalmeccanici di Confindustria Catania ha puntato molto sulla necessità di “fare rete” e sulla formazione. Cosa consiglierebbe ad un giovane che si accinge ad entrare nel mondo del lavoro? Un consiglio che darei ai giovani oggi, soprattutto a quelli che vogliono fare impresa, è quello di puntare sulla preparazione, sulla curiosità e sulla capacità di trasformare ogni esperienza in crescita. Non bisogna avere paura di sperimentare o di fare scelte fuori dal coro; il coraggio di innovare, di aprirsi alla collaboraL Dal tondo di acciaio ai marchi storici IL VALORE DI RESTITUIRE GIUSEPPE BASILE Industria, siderurgica

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