79 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 Con oltre 1.800 dipendenti distribuiti in molti paesi e con attività che richiedono elevata specializzazione (manutenzione, valvole, automazione, HSE, etc.), come gestite la formazione continua, la cultura della sicurezza e la responsabilità sociale in contesti operativi così variegati? Ritorno alla prima risposta: “inculturazione”. Creiamo sempre unità locali, fatte di personale locale, valorizzando e facendo crescere le persone; i nostri espatriati sono volutamente pochi e hanno la missione di “rendersi inutili”, poiché avranno coltivato e fatto crescere il personale locale capace di prendere il loro posto. In ogni paese esistono strutture dedicate alla salute e alla sicurezza dei nostri lavoratori e alla loro formazione. Poi la tecnologia aiuta; le piattaforme web favoriscono in modo importante la comunicazione continua, anche se crediamo che la presenza personale resti un fattore fondamentale. Personalmente ancora oggi mi reco più Cerimonia di consegna di 3 Technical Rooms a NCOC per il progetto 1BCMA avvenuta il 12 Giugno 2024 ad Aktau volte all’anno in ogni paese e lo stesso chiedo di fare ai miei diretti collaboratori: essere sul posto dove lavorano i tuoi dipendenti ti permette di cogliere sfumature e bisogni, anche non strettamente legati all’attività aziendale, ma comunque utili al contesto sociale dove le tue aziende si muovono e dove si può portare un contributo concreto. Essere nominato Cavaliere del Lavoro è un riconoscimento che premia il merito imprenditoriale, l’innovazione e l’impatto sociale. Cosa rappresenta per lei questo titolo? È un onore che non mi aspettavo, né avevo ricercato. Ma è un riconoscimento che ho molto apprezzato e che mi ha commosso, perché dà valore alla vita che ho speso ad “arricchire” il nostro Paese, portando in Italia e nel mondo il nostro saper fare bene e il nostro essere persone con le quali è bello lavorare.
RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=