Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

81 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 L’attenzione alla sicurezza, all’ambiente ed alla formazione professionale sono gli ulteriori capisaldi che fin dal principio contraddistinguono il nostro modus operandi. La sua attività impegna oltre tremila dipendenti nei vari paesi: quali sono le sfide più importanti alle quali andrà incontro il gruppo nei prossimi dieci anni? Il cemento, dopo l’acqua, è la risorsa più utilizzata al mondo. Ogni anno se ne consumano 4 miliardi di tonnellate. Malauguratamente ha anche un impatto significativo sulle emissioni di CO2 , circa l’8% delle emissioni totali annue a livello mondiale. La sfida più importante per il futuro sarà ridurre sensibilmente questo parametro. Abbiamo già iniziato, nel nostro impianto più grande, ad Aalborg in Danimarca, dove dal 2030 contiamo di produrre cemento a zero emissioni (rispetto alla normativa che richiede -50%). Una sfida tecnologica e finanziaria, l’investimento totale sarà di oltre 500 milioni di euro. Come trascorre il tempo libero? Tra i miei hobbies principali ci sono la cucina, la fotografia, e la passione per la campagna e la coltivazione dei suoi prodotti. Come sport pratico il golf e lo sci. Che effetto le ha fatto essere stato nominato Cavaliere del Lavoro? Sono stato sorpreso e profondamente lusingato. È un riconoscimento che giunge inatteso, specie alla mia età, ma che dona un senso di orgoglio autentico. Tutti coloro che, anche al di fuori del mondo imprenditoriale, mi hanno espresso il loro affetto congratulandosi per questa onorificenza, mi hanno ricordato il valore e la forza simbolica che essa incarna. Sono fiero ed emozionato di entrare in quel ristretto gruppo di donne e uomini che, da oltre un secolo, onorano e sostengono il nostro grande Paese. Impianto in Trakya, in Turchia

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