83 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 è una parte integrante della nostra identità. Sin dagli anni ’90 abbiamo compreso che solo mantenendo una visione a lungo termine avremmo potuto continuare a costruire prodotti che durassero nel tempo e che rappresentassero un reale progresso per il settore. Campagnolo opera con stabilimenti a Vicenza e in Romania, ha sei filiali commerciali estere e l’export rappresenta circa l’80% del fatturato. Come si bilancia la necessità di mantenere alta la qualità “Made in Italy” con le esigenze dei mercati internazionali? Il Made in Italy per noi é una responsabilità. Significa custodire una tradizione di inventiva, precisione e cura del dettaglio che ha radici profonde nel nostro territorio. Il nostro obiettivo è preservare questo patrimonio, facendolo evolvere e condividendolo con il mondo attraverso prodotti che esprimano la nostra identità. Operare nei mercati internazionali significa ascoltare da vicino le loro esigenze, ma senza mai rinunciare ai principi che definiscono il nostro DNA: progettazione italiana, qualità rigorosa e un approccio artigianale alla tecnologia. È un equilibrio che richiede costanza e visione, ma che rappresenta la nostra forza. La presenza globale dell’azienda ci permette di confrontarci quotidianamente con realtà molto diverse tra loro, ciascuna con bisogni specifici. Questo dialogo internazionale è prezioso, perché ci aiuta a comprendere come si evolvono il ciclismo e le aspettative dei ciclisti. Tuttavia, la nostra radice rimane profondamente legata a Vicenza: è qui che si concentra la progettazione e dove nascono le idee che poi prendono forma nei nostri stabilimenti. La produzione in Romania, così come le filiali all’estero, sono un’estensione di questo modello. Tutto viene guidato da un’unica filosofia: valorizzare la competenza italiana, portandola nel mondo senza compromessi. Ha ancora qualche sogno nel cassetto? Il mio desiderio è che il lavoro svolto in questi decenni continui a evolversi attraverso le nuove generazioni e i talenti che oggi fanno parte dell’azienda. Vorrei vedere Campagnolo crescere ancora, mantenendo intatti i valori che l’hanno resa unica: dedizione, innovazione e passione. Più che un sogno personale, è una speranza per il futuro dell’azienda e per tutti coloro che ne fanno parte. Credo profondamente nella capacità delle nuove generazioni di portare idee fresche, sensibilità moderne e un approccio più tecnologico, mantenendo però quel rispetto per la storia che ci contraddistingue. Ogni impresa familiare vive di continuità e di passaggi di testimone: il mio obiettivo è creare le condizioni perché questo percorso possa proseguire con solidità e serenità. Come ha festeggiato la nomina a Cavaliere del Lavoro? È stato un momento profondamente emozionante, che ho voluto vivere con la mia famiglia. Condividere con loro questo riconoscimento che rappresenta anche il frutto del lavoro di generazioni è stato il modo più naturale e più sincero per celebrarlo. Una giornata che porterò sempre con me. Ricevere questa onorificenza ha avuto per me un valore simbolico molto forte: l’ho percepita come un tributo al percorso compiuto dalla nostra azienda e alle persone che nel corso degli anni hanno contribuito alla sua crescita. Kit componenti SR13
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