85 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 Lei ha dichiarato che dopo il 2035 gli utili operativi delle attività di “transizione” di Eni e di quelle tradizionali saranno equiparati, e che poi le prime supereranno le seconde. Alla luce dei mutamenti internazionali in corso, ritiene che sia un obiettivo ancora realizzabile? Assolutamente si, i nostri piani sul futuro non sono cambiati e non cambieranno, nonostante lo scenario internazionale sia in continua evoluzione e caratterizzato da forte volatilità. La transizione energetica è una scelta irreversibile e strategica per Eni, e stiamo investendo con determinazione per raggiungere gli obiettivi fissati. Abbiamo un piano di crescita molto ambizioso per le nostre società, Enilive e Plenitude, il cuore della trasformazione. Enilive punta a superare 5 milioni di tonnellate di capacità di produzione di biocarburanti entro il 2030, con un margine operativo lordo di circa 3 miliardi di euro, triplo rispetto a oggi. Plenitude triplicherà la capacità installata da rinnovabili - passando a 15 GW nel 2030 – continuando ad aumentare i punti di ricarica per veicoli elettrici, con un margine operativo lordo più che raddoppiato al 2030. Questi numeri non sono solo obiettivi: abbiamo investimenti, collaborazioni strategiche e un modello industriale che integra sostenibilità e redditività nel lungo termine. Tra viaggi, decisioni importanti, progetti tecnici e strategici, come riesce a mantenere un equilibrio personale? Ha hobby, passioni, o interessi che le permettono di “staccare” e rigenerarsi? Ho una famiglia numerosa, con figli e nipoti sparsi per il mondo, e un ruolo che mi porta spesso a viaggiare. La mia vita è dinamica e, sebbene talvolta stancante, contribuisce ogni giorno a stimolarmi e mantenermi attivo. Sono curioso per natura e leggere è il mio modo per approfondire e restare aggiornato. Poi, ho due grandi passioni: le moto e lo sport. Sono un motociclista appassionato e ho viaggiato molto su due ruote. Ho praticato a lungo il rugby ed ora seguo con piacere lo sport: calcio, da buon milanista, tennis e pallavolo. Cosa ha provato quando ha ricevuto la nomina di Cavaliere del Lavoro? È stato un momento di grande emozione, che ho vissuto come un riconoscimento per l’impegno e la passione che metto nel mio lavoro, ma anche per tutte le persone di Eni che fanno altrettanto in tutto il mondo. Essere Cavaliere del Lavoro significa anche diventare un punto di riferimento, un modello per le nuove generazioni, trasmettendo valori come rispetto, dedizione e integrità. Vorrei che questo riconoscimento fosse un ponte tra chi, come me, ha assunto posizioni di grandi responsabilità e chi ha davanti a sé la sfida di costruire la propria identità e carriera. Se riuscirò a lasciare un segno positivo in chi muove i primi passi, allora questo titolo avrà davvero espresso tutto il suo valore. La Coral Sul FLNG è il primo impianto flottante di produzione, liquefazione ed export di LNG di nuova costruzione ad operare nel deep offshore africano
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