86 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 a capo di uno dei marchi più amati e apprezzati al mondo. Ci riassume le tappe principali del suo percorso di imprenditore? Ho avuto il privilegio di partecipare a questo progetto sin dalle sue origini, lavorando fianco a fianco con Domenico e Stefano, che nel 1984 hanno iniziato a trasformare il loro sogno in realtà. Entrare in azienda è stata una scelta naturale: la mia famiglia è sempre stata attiva nel settore e, probabilmente, questo spirito, unito all’opportunità offerta dai due fondatori, mi ha spinto a seguirne l’evoluzione. Nel 1987 mi sono trasferito a Milano per accompagnare lo sviluppo e il trasferimento delle attività produttive e organizzative; da allora ho ricoperto ruoli sempre più strategici, fino ad assumere la carica di amministratore delegato del Gruppo. Sin dall’inizio, la presenza e la guida della famiglia non hanno mai limitato l’inserimento di manager in posizioni chiave: il nostro obiettivo è sempre stato quello di costruire un team coeso e integrato – fondatori, famiglia e management – capace di crescere e maturare competenze nel rispetto dei singoli progetti e della visione globale dell’azienda. Lei ha ricevuto riconoscimenti come “changemaker” nel settore del lusso per la promozione dell’artigianalità e del Made in Italy. Come Dolce&Gabbana riesce ad integrare pratiche sostenibili, tutela dei mestieri artigianali, formazione delle nuove generazioni e rispetto ambientale nelle sue strategie? Il nostro impegno è solido e di lungo periodo: Dolce&Gabbana si propone da sempre come promotrice di un cambiamento ampio, che abbraccia non solo la tutela dell’ambiente, ma soprattutto il valore del capitale umano e ciò che esso rappresenta: impatto sociale, rispetto e salvaguardia dei distretti produttivi, culturali e territoriali. La priorità del Gruppo è rivolta innanzitutto alle risorse interne. Formiamo i giovani attraverso Botteghe di Mestiere – un percorso attivo dal 2012 che trasmette le basi e le competenze della sartoria – e auspichiamo una maggiore attenzione verso i mestieri artigianali in tutti i settori, per preservare il know-how delle maestranze, trasferirlo ai talenti del futuro e garantire continuità generazionale. Riconosciamo la sostenibilità nella sua accezione più completa: non solo nell’evoluzione del prodotto, dei servizi e dei modelli di business, ma anche nelle relazioni con fornitori, artigiani, innovatori e partner, in un approccio È Lusso, valore artigiano MODA E MESTIERI ECCELLENTI ALFONSO DOLCE Industria, moda e abbigliamento
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