Civiltà del Lavoro, n. 6/2025

87 Civiltà del Lavoro | novembre • dicembre 2025 inclusivo che coinvolge ogni dinamica legata al marchio. Il nostro Piano di Sostenibilità non è individualistico: raggiungeremo pienamente gli obiettivi solo se il 100% della popolazione aziendale crederà nel progetto e contribuirà attivamente. Come vede il suo futuro e quello dell’azienda? Come Amministratore Delegato, vedo il futuro dell’azienda in un percorso di crescita continua, guidato da tre pilastri fondamentali: Innovazione e Creatività, Sostenibilità e Responsabilità Sociale, Espansione Globale e Cultura del Brand. Il nostro Dna è fatto di visione e capacità di reinventarsi. Continueremo a investire in ricerca, tecnologia e nuovi linguaggi, mantenendo sempre centrale il valore dell’artigianalità e del Made in Italy. L’obiettivo è coniugare tradizione e innovazione per creare esperienze uniche e prodotti che parlino anche alle nuove generazioni. Il nostro marchio è sinonimo di italianità e lifestyle. Continueremo a rafforzare la nostra presenza internazionale, non solo attraverso il prodotto, ma anche con progetti culturali che raccontano chi siamo e cosa rappresentiamo. Vogliamo essere ambasciatori di bellezza e creatività nel mondo. Il mondo della moda è noto per i ritmi intensi, le stagioni, gli eventi, le sfilate. Come mantiene un equilibrio tra lavoro e vita privata? Riconosco che il settore impone ritmi serrati e una continua presenza, gli impegni sono tanti. Allo stesso tempo penso di essere una persona privilegiata: lavoro a un progetto in cui credo e che ho visto crescere, con successo, giorno dopo giorno. A questo aggiungo, che ho la fortuna di collaborare con persone straordinarie. Credo nella responsabilizzazione: quando il team è forte e coeso, il management può dedicare tempo anche alla sfera personale senza compromettere la qualità del lavoro. L’equilibrio non è statico: è una scelta quotidiana che richiede disciplina, ma anche la consapevolezza che prendersi cura di sé è essenziale per guidare un’azienda con lucidità e visione. Che tipo di emozione le ha generato la nomina a Cavaliere del Lavoro? È stata un’emozione profonda e complessa, che racchiude orgoglio, gratitudine e senso di responsabilità. Ricevere la nomina a Cavaliere del Lavoro non è solo un riconoscimento personale, ma rappresenta il valore di un percorso costruito insieme ai fondatori, con il team e con tutti coloro che hanno contribuito alla crescita dell’azienda. Condivido questo riconoscimento, che celebra l’eccellenza nei diversi settori e premia l’impegno nella sostenibilità, nell’innovazione e nella buona governance, con la Dolce&Gabbana tutta, perché il risultato che abbiamo raggiunto è frutto di un lavoro collettivo. Per me rappresenta la conferma che passione, dedizione e rispetto per le persone sono valori che fanno davvero la differenza. Dolce&Gabbana Woman Show Summer 2026 Foto @ BTS Harry Miller

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