13 Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 PRIMO PIANO Ci sono stati anche paesi in controtendenza? Due in particolare: la Turchia, dove l’export si è ridotto del 23,1%, ma dove però nel 2024 avevamo avuto un boom; e la Cina con un calo del 6,6% per la situazione particolare del paese, che deve fronteggiare una serie di problemi, tra cui la sovracapacità produttiva e la necessità di stimolare la domanda interna. Ma restano entrambi paesi fondamentali per il futuro. Come possono le istituzioni sostenere la diversificazione dell’export delle nostre imprese? Abbiamo selezionato 16 nuovi mercati – in base anche a dati Confindustria – che hanno ancora un potenziale inespresso e che potrebbero crescere ancora nel 202627. I 16 paesi sono: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Marocco, Singapore, Vietnam, Brasile, Turchia, Corea del Sud, Messico, Cina, Filippine, Egitto, Malesia, Thailandia, Kazakistan. Suggeriamo alle imprese di concentrarsi su questi mercati ad alto potenziale, che oggi contribuiscono per 83 miliardi al nostro export complessivo di 643 miliardi, ma nel prossimo biennio potrebbero registrare tassi di crescita ben superiori alla media. In 13 di questi 16 mercati abbiamo aperto nostri uffici, che insieme alla rete di ambasciate, Ice, Simest e Cassa Depositi e Prestiti sono pronti a sostenere le nostre aziende con informazioni sui diversi mercati, segnalazioni di opportunità di business e anche incontri mirati con potenziali aziende partner locali. E in sintonia col Piano d’azione del ministero degli Affari esteri della Cooperazione internazionale siamo pronti a sostenere anche gli investimenti diretti delle imprese nei nuovi mercati. Quali sono i settori merceologici più interessanti? Abbiamo già citato la farmaceutica e la cantieristica naLe imprese hanno capito che la diversificazione paga sempre. E hanno accelerato su mercati diversi da quelli tradizionali EXPORT MADE IN ITALY: I 16 PAESI OBIETTIVO
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