27 Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 PRIMO PIANO Educazione e tutela dei mestieri Per questo motivo abbiamo creato l’“Accademia dell’Eccellenza di Santoni”. Non si tratta solo di insegnare a cucire, montare o colorare, ma di trasmettere cultura del prodotto, sensibilità estetica e capacità di innovare rispettando la tradizione. L’Accademia è il luogo in cui il sapere artigianale viene preservato e rinnovato, dove i giovani apprendono competenze tecniche ma anche la responsabilità di ogni scelta sui materiali e sui processi. È qui che il patrimonio umano diventa il vero motore del made in Italy. Il futuro del made in Italy Guardando avanti, l’Italia deve trasformare questi punti di forza in vantaggi strategici. Innovazione tecnologica, design, qualità artigianale e sostenibilità possono lavorare insieme per creare prodotti e servizi in grado di competere sui mercati globali senza perdere la nostra identità. Educare, proteggere e aggiornare le competenze tradizionali sarà decisivo: solo unendo memoria e innovazione il made in Italy continuerà a essere un sistema culturale e industriale unico, non una semplice etichetta. Responsabilità e visione La responsabilità di aziende, istituzioni e associazioni è duplice: tutelare il passato e investire sul futuro. Promuovere formazione continua, adottare tecnologie intelligenti e sostenibili e valorizzare l’arte del fare italiano sono le linee guida per un modello che non è solo economico, ma anche culturale. Il made in Italy non è mai un concetto astratto: è l’incontro tra bellezza, meraviglia, innovazione e competenza, una sintesi che deve evolversi ogni giorno per garantire al nostro Paese un futuro di eccellenza. Giuseppe Santoni è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2022. È chairman e presidente esecutivo di Santoni, fondata dai genitori come tomaificio e oggi attiva nella produzione di calzature artigianali d’alta gamma. Fin dall’età di 14 anni ha affiancato il padre lavorando nella manovia per l’orlatura e il montaggio delle scarpe. L’azienda opera con uno stabilimento a Corridonia di quasi 30 mila metri quadrati in cui vengono realizzate ogni giorno 2.000 paia di calzature. È presente con 15 boutique monomarca in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente
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