30 FOCUS Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 estetica come cifra culturale e, al tempo stesso, come modello economico diventa realtà concreta solo laddove è forte l’idea che ciò che si produce debba essere non soltanto utile ed efficiente, ma anche armonico, curato, capace di esprimere un’idea di qualità che diventa riconoscibile nel mondo. È questa la convinzione che ha attraversato il primo workshop preparatorio al Convegno Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, dedicato a “Etica ed estetica del lavoro”, tenuto lo scorso 13 gennaio. Il workshop riprende il titolo della prima tavola rotonda del Convegno organizzato dal Gruppo Toscano e in programma a Firenze il prossimo 21 marzo, dal titolo “Il lavoro, la passione del fare. Dalla Bottega del Rinascimento all’Intelligenza artificiale”. La discussione ha messo in luce l’intreccio tra bellezza e capacità produttiva attraverso gli interventi della storica dell’arte Cristina Acidini e dei Cavalieri del Lavoro Michele Alessi Anghini, presidente della Fondazione Buon Lavoro, Gabriele Clementi, presidente e amministratore delegato di El.En., Andrea Illy, presidente illycaffè e Marco Nocivelli, amministratore delegato di Epta. A introdurre i lavori è stato il presidente della Federazione, Ugo Salerno: “Dove meglio potremmo discutere di estetica del lavoro se non a Firenze?”. La città del Rinascimento non è solo un luogo evocativo, ha spiegato Salerno, ma il paradigma storico di quella sintesi tra produzione e bellezza che ha reso l’Italia riconoscibile nel mondo. Salerno ha ricordato che il Convegno nazionale si articolerà su tre direttrici: etica ed estetica del lavoro, formazione e capitale umano, impatto dell’Intelligenza artificiale sulla creatività e i processi produttivi. Tre assi che raccontano una trasformazione profonda del concetto stesso di lavoro. Se l’estetica rinvia alla qualità del fare, l’etica richiama la responsabilità verso le persone e verso il Paese. E oggi questa responsabilità si misura anche nella capacità di trattenere e valorizzare i giovani talenti. Il presidente ha citato il recente Rapporto del Cnel “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, che quantifica in circa 40 miliardi di euro il costo della formazione dei giovani che lasciano l’Italia per lavorare all’estero. “Molto raramente tornano indietro”, ha osservato, indicando non solo un danno economico, ma una questione di fiducia nel sistema Paese. A questo si aggiunge la sfida dell’intelligenza artificiale, evocata attraverso l’esempio del fondatore di Nvidia e la prospettiva di un’economia in cui il rapporto tra lavoratori e “agenti” digitali potrebbe cambiare radicalmente. “Una cosa è potenziare la nostra capacità di lavoro, un’altra è sostituirla”, ha sottolineato, invitando a riflettere sull’impatto concreto delle tecnologie sul futuro dell’occupazione. Il richiamo alla rapida trasformazione del lavoro e al rinnovato legame con la dimensione estetica è stato ripreso da Cesare Puccioni, presidente del Gruppo Toscano. “Indubbiamente la bellezza è uno dei cardini dell’identità italiana. Noi abbiamo la fortuna di vivere nel bello: sono belle le nostre città, è bello il paesagL’ Etica ed estetica del lavoro LA DOPPIA ANIMA DEL FARE IL PRIMO WORKSHOP PREPARATORIO DEL CONVEGNO NAZIONALE Il workshop preparatorio del 13 gennaio
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