36 FOCUS Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 uesto workshop su ‘Expat e valore del capitale umano’ tocca un punto veramente critico nell’economia nazionale, secondo alcuni è probabilmente la più grande emergenza del nostro Paese. In effetti, la perdita dei giovani che emigrano e il non ingresso di giovani da altri paesi, ci ruba il futuro, ci ruba la possibilità di avere una nazione efficiente, in crescita, positiva per tutti. Ce lo sottolinea continuamente anche il Presidente Mattarella, che tocca anche un altro punto legato a questa tematica, quello della denatalità. Non dimentichiamo che nel 2025 i nuovi nati sono stati circa 350mila e che per mantenere l’equilibrio dovrebbero nascerne quasi il doppio”. Così il presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro Ugo Salerno ha introdotto il secondo seminario in preparazione del Convegno nazionale di Firenze del 21 marzo prossimo “Il lavoro, la passione del fare”, che ha affrontato il tema della cosiddetta “fuga dei cervelli”. L’incontro si è tenuto in modalità online il 3 febbraio con relazioni del professor Patrizio Bianchi, titolare della Cattedra Unesco in Educazione, crescita ed eguaglianza dell’Università di Ferrara; della professoressa Carla Bisleri, presidente della Conferenza dei Collegi universitari di Merito; e con gli interventi del Cavalieri del Lavoro Nicola Di Sipio, presidente del Gruppo Raicam, Giovanni Laviosa, presidente e Ad del Gruppo Laviosa, e Aurelio Regina, presidente di Sisal e Fondimpresa. “Un recente studio molto approfondito del Cnel dal titolo “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei paesi avanzati” contiene dati particolarmente preoccupanti – ha spiegato Salerno –. Intanto i giovani andati all’estero nel 20112024 corrispondono al 7% dei giovani residenti in Italia nel 2024. Questo espatrio è avvenuto per circa il 49% dal Nord e per il 35% dal Sud. Si è valutato che la perdita che abbiamo avuto nell’intervallo 2011-2024 è stata di circa 160 miliardi di euro. Ma questa perdita è solo una parte del danno che abbiamo subìto – ha sottolineato Salerno – perché l’uscita di questi giovani ci ruba il futuro e il valore del futuro non lo possiamo calcolare semplicemente sommando i costi per formare i ragazzi andati che emigrano essenzialmente nelle altre nazioni europee: Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna. E la cosa estremamente negativa, invece, è che da noi ne arrivano pochissimi dall’estero, sia dagli Stati Uniti che dall’Europa. Il 20% dei giovani europei e statunitensi sceglie la Germania, il 16,9% il Regno Unito, il 15,4% la Spagna, il 15,1% la Francia, 14,7% la Svizzera. L’Italia? Solo l’1,9%. La prima motivazione che ci viene in mente è che all’estero trovano stipendi molto migliori, ma non è questa la prima motivazione che hanno dato i ragazzi: la prima motivazione è una grandissima sfiducia nel fatto che l’Italia possa offrire loro opportunità di crescita. È una grossa sfiducia nelle potenzialità della nostra nazione”. “Q Expat e mobilità dei talenti DIVENTARE ATTRATTIVI IL SECONDO WORKSHOP PREPARATORIO DEL CONVEGNO NAZIONALE Il workshop preparatorio del 3 febbraio
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