39 FOCUS Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 una grande impresa, in una grande multinazionale che gli permetta di viaggiare per il mondo e anche di raggiungere l’apice, che in un’impresa familiare non puoi raggiungere. E non è adeguata l’idea che diamo della nostra capacità di accettare le grandi sfide. Abbiamo fatto grandissimi investimenti nel Tecnopolo di Bologna, che è il più grosso sistema di super calcolo per l’intelligenza artificiale d’Europa. Non siamo ancora riusciti a farlo ricadere sul sistema produttivo. Concludo con tre proposte. Primo, vale la pena fare un’analisi attenta di quello che abbiamo, nelle università, nei centri di ricerca, nelle imprese. Due: il Paese viene ritenuto in giro per il mondo come chiuso, come un Paese di imprese chiuse, come un sistema universitario chiuso e soprattutto non in grado di affrontare le grandi sfide che oggi ci sono in giro per il mondo. Guardate che la situazione diventa interessante perché il presidente Trump sta facendo un attacco feroce a tutte le università e gli Stati Uniti hanno dimezzato i fondi per la cooperazione internazionale. I fondi europei oggi sono doppi rispetto a quelli americani. Dobbiamo quindi ragionare di più a livello europeo, essere più presenti nella guida dei sistemi educativi europei, che noi continuiamo a lasciare ad altri, compresa la Spagna. Terzo punto: credo che sia fondamentale fin dalla scuola superiore, comprese le scuole tecniche, generare processi di mobilità internazionale. Bisogna avere giovani più abituati a muoversi a livello internazionale per far capire ai loro genitori, a volte anche ai loro nonni, che queste sono scelte collettive che plasmano il Paese per il futuro. CARLA BISLERI: “Favorire di più la circolazione dei talenti” La Conferenza dei Collegi di Merito associa 20 fondazioni pubblico-privato, gestiamo 57 collegi in tutta Italia. Io dirigo un collegio di recente istituzione a Brescia, il Collegio Lucchini, il cui ente gestore è una fondazione tra l’università e la famiglia Lucchini. Questi 57 collegi hanno più di 5mila studenti, selezionati e motivati. Si praticano tre livelli di intervento molto significativi: l’ascensore sociale, attraverso borse di studio gli studenti meritevoli di condizioni sociali modeste (in piena applicazione della Costituzione); l’altro aspetto è di potenziare il livello comunitario. Facciamo anche molte attività innovative, visite studio, incontri con i testimoni. Gli studenti sono molto soddisfatti e il 97% entro un anno trova lavoro. Grazie ai Cavalieri del Lavoro, abbiamo collaborato allo studio del Cnel. con un campione di giovani. Secondo me è un po’ riduttivo parlare di “fuga dei cervelli”, dopo 39 anni di programma Erasmus. In questa internazionalità, il tema dell’attrattività è prevalentemente tra paesi avanzati. Del rapporto Cnel evidenzio tre punti. Primo: la quota di Expat è in continuo aumento con un saldo negativo, che vede uno studente restare e tre andare. Secondo: tra le motivazioni che portano all’estero, quelle che colpiscono sono le migliori opportunità di carriera, le retribuzioni più alte, la qualità della formazione, ma anche contesti più meritocratici. Terzo: le motivazioni di chi ritorna sono prevalentemente personali e non riguardano il sistema di lavoro. Dobbiamo superare la “fuga dei cervelli” promuovendo la circolazione dei talenti e puntando sull’attrazione dei giovani, anche migliorando le nostre università soprattutto negli Student Affairs dove facciamo pochissimo, perché abbiamo un modello molto da Pubblica amministrazione e lo studente è abbastanza solo: fa tutti i suoi corsi, può diventare anche un genio della fisica, ma non vive in una comunità. NICOLA DI SIPIO: “Investimenti nelle tecnologie di punta” Siamo un’azienda che produce pezzi di ricambio per auto con diverse fabbriche all’estero. Perché i ragazzi vanno più in Spagna che in Italia? L’Italia pochi anni fa produceva due milioni di auto, quest’anno ne ha fatte 213mila e la Spagna ne ha fatto due milioni e mezzo. I cinesi avanzano, ma non vengono in Italia, vanno in CeDobbiamo superare la “fuga dei cervelli” promuovendo la circolazione dei talenti e puntando sull’attrazione dei giovani, anche migliorando le nostre università: abbiamo un modello molto da Pubblica amministrazione e lo studente è abbastanza solo
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