69 FOCUS Civiltà del Lavoro | gennaio • febbraio • marzo 2026 Perché ha deciso di andare all’estero? La scelta di orientare la mia carriera professionale verso un mercato internazionale è stata per me una decisione quasi obbligata: lavoro in ambito web & digital da quando Internet era un luogo sconosciuto ai più e i modem emettevano grida e fischi quando si collegavano alla Rete e dunque cercare sbocchi professionali e imprenditoriali in tutto il mondo è stato qualcosa di naturale e inevitabile, data l’intrinseca assenza di confini di Internet. Ho comunque deciso di adottare sempre una modalità ibrida, coniugando contatti, clienti e opportunità in giro per il globo con un radicamento forte nei “miei” luoghi – Roma, Asti – in cui ho creato e tuttora vivo la mia famiglia e i miei legami personali. Quando ha cominciato a lavorare, la comunicazione e il marketing digitali erano agli inizi. Quali sono stati i vantaggi di vivere questa rivoluzione stando all’estero? Il mio osservatorio privilegiato da (vecchio) professionista del web (in un certo senso la comunicazione e il marketing digitale non esistevano proprio ai miei inizi…), costantemente a contatto con professionisti, esperti e clienti internazionali mi ha permesso di vedere da vicino la crescita e l’evoluzione di questo settore del mondo digitale, che per un periodo della mia carriera è diventato anche il mio lavoro e che ancora oggi rappresenta molto del mio impegno quotidiano. Quali sono stati i momenti di svolta della sua carriera e dove sono avvenuti? Sicuramente l’Università (e dunque il Collegio) sono stati per me i luoghi dello spirito e della mente in cui buona parte della mia carriera si è formata. La mia tesi di laurea è stata su un gioco online che ho scritto io nel lontano 1999 – tutto a mano, usando il Perl, un linguaggio di programmazione che ora appartiene quasi all’archeologia digitale – e dal quel momento ho capito che il mondo del web poteva diventare il mio lavoro. La mia prima esperienza professionale all’estero – il gioco su cui mi sono laureato fu acquistato poco dopo la mia laurea da una società di Londra per cui ho lavorato qualche anno – ha rappresentato poi il definitivo consolidamento di un’idea professionale che mi ha visto sempre coniugare un approccio internazionale, un impegno costante alla formazione continua e un lifestyle locale e personale. Quanto sono stati importanti per il suo lavoro la formazione accademica ricevuta in Italia e l’esperienza del Collegio “Lamaro Pozzani”? Sono stati a dir poco fondamentali. Senza la mia tesi sul mio gioco online non avrei fatto nulla di ciò che ho realizzato, senza la formazione culturale, umana e spirituale maturata negli anni al collegio sarei una persona sicuramente meno pronta ad affrontare e vivere con serenità le sfide quotidiane della mia vita imprenditoriale. Se in generale nella mia vita ho davvero pochissime cose che rifarei in maniera diversa, la scelta di studiare a Roma e far parte del Collegio le rifarei esattamente identica non cento, ma mille volte. L’ESPERIENZA AL COLLEGIO “LAMARO POZZANI”? LA RIFAREI IDENTICA MILLE VOLTE SILVIO PORCELLANA Imprenditore. Co-founder e Chief Technology Officer di Webitaly System, Boston, Stati Uniti
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