– Manovra: auto aziendali e plastic tax, battaglia nel governo.
– Istat: rallenta l’occupazione, Pil a +0,1%.
– Commissione Segre, Forza Italia si spacca.
– USA: la Camera dà il via libera all’impeachment contro Trump.
PRIMO PIANO
Politica interna
Testata: Corriere della Sera
Autore: Pagnoncelli Nando
Titolo: La tenuta del premier Il gradimento è al 48% – Effetto Umbria: giù Pd e M5S La Lega vola al 34,3%. FdI al 9,8
Tema: Sondaggi
Analisi di Nando Pagnoncelli sull’effetto del voto in Umbria sul gradimento del governo e sul consenso delle opposizioni. Innanzitutto gli elettori si dividono riguardo all’interpretazione dell’esito elettorale: il 38% lo attribuisce alle dinamiche nazionali, in particolare alla sfiducia nella nuova alleanza di governo PdM5S e alla forza del centrodestra unito; ad essi si contrappone il 38% che considera il voto umbro una conseguenza della crisi economica che ha colpito la regione. Le opinioni degli italiani sono più nette riguardo alle prospettive future dell’esecutivo: il 56% prevede che dopo la sconfitta dell’alleanza Pd-M5S in Umbria, il governo affronterà qualche difficoltà ma non entrerà in crisi, mentre il 17% si aspetta la conclusione dell’esperienza giallorossa. Al contrario le valutazioni su Conte, che pure nei giorni precedenti il voto umbro ha partecipato alla campagna elettorale a favore di Bianconi, si mantengono sostanzialmente stabili rispetto a tre settimane fa: il 48% esprime apprezzamento per il premier contro il 43% di giudizi negativi. Quanto agli altri leader, Salvini e Meloni fanno segnare una crescita significativa, rispettivamente di 5 e 7 punti, attestandosi il primo al 40% e la seconda al 36%.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Trocino Alessandro
Titolo: Retroscena – Di Maio affronta i senatori: il governo deve andare avanti per il bene del Paese e nostro
Tema: Maggioranza
Luigi Di Maio prova a rilanciare la propria leadership all’interno del M5S, placando le rimostranze sempre più vivaci dopo lo scivolone nelle elezioni umbre. Il leader pentastellato ha deciso che il movimento non si appiattirà sul Pd, atteggiamento che però provoca l’ennesima frizione con l’alleato di governo: questa volta oggetto del contendere è la Rai, dove i democratici si sentono tagliati fuori: “Inaccettabile — dicono al Nazareno — Il cda è in mano a 5 Stelle e Lega e noi non possiamo restare fuori dal servizio pubblico”. Il tutto con una serie di nuove nomine alle direzioni in arrivo. Intanto sul fronte interno Di Maio ribadisce: “Questo governo deve andare avanti, non solo per la salute del Paese ma anche per il bene del Movimento che deve realizzare un programma ambizioso”. Maio segue con attenzione l’andamento dell’assurdo stallo che paralizza la nomina del nuovo capogruppo alla Camera. Quel che non gli sfugge è che nessuno osa richiamarsi a lui, perché rischierebbe di trovarsi il gruppo contro. Un segnale chiaro del fatto che Di Maio non controlla più i gruppi.
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Testata: Messaggero
Autore: Pucci Emilio
Titolo: Senato, 6 grillini “contiani” pronti a uscire E Luigi: il premier garantisca la stabilità
Tema: Maggioranza
Si prevedono cambi di scenario in Senato nelle prossime ore. Nel M5S lo scontro interno sta raggiungendo l’apice, con sei pentastellati che sarebbero pronti ad uscire dal gruppo. “Chi vuole uscire lo faccia. Tentare di indebolire me equivale ad indebolire il Movimento e il governo”, dice Di Maio. In uscita, oltre alla Fattori, ci sarebbero anche Grassi e altri quattro, che avrebbero l’obiettivo di coinvolgere anche alcuni esponenti della Camera per creare un gruppo autonomo. Fino a metà novembre si proverà questa strada, altrimenti – spiega chi si sta muovendo in questa direzione – si tenterà l’effetto catena, il primo che esce potrebbe fare da apripista per altri.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Guerzoni Monica
Titolo: Intervista a Pier Luigi Bersani – «L’Emilia vale più di un governo I 5 Stelle da soli? Un’idea balzana»
Tema: Maggioranza
L’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, critica Di Maio per la scelta di correre da solo alle prossime elezioni in Emilia Romagna: “C’è chi, come di Maio, coltiva questa balzana idea che si possa fare da soli, restando ciascuno a casa sua. Invece bisogna creare una novità che faccia dire: non sono il Pd, la sinistra e il M5S di prima”. Bersani illustra poi la propria proposta di “una fase costituente che consenta, senza abiure, di aggregare forze e costruire una piattaforma nuova, che dica dei sì su lavoro, ambiente, fisco. Su quella base incrociare il M5S, che a sua volta deve creare un meccanismo di partecipazione vero. Dalle mie parti si sarebbe chiamato congresso, loro lo chiamino come vogliono. Sempre che non preferiscano restare attaccati alle decisioni verticalizzate di un capo che ha un peso sulle spalle sproporzionato”.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Palmerini Lina
Titolo: Politica 2.0 – I dubbi del Pd su come fare la campagna in Emilia
Tema: Maggioranza
Nessuno nel Pd, nella maggioranza e nel Governo, dice che le regionali in Emilia non potranno essere liquidate come un “test locale”; e nemmeno si potrà dire – come è accaduto per l’Umbria – che il Conte II sarà comunque al riparo. Le implicazioni di quel voto coinvolgono in modo talmente diretto il Pd e Zingaretti stesso che, in caso di sconfitta, ci finirebbero sotto. E da qui le incertezze dei democratici, combattuti su come impostare la campagna elettorale. Sarà difficile sfuggire a una competizione da ultima sfida anche perché lo sta già facendo Salvini, peraltro con qualche rischio. Il rischio è appunto quello di tornare a motivare un elettorato “dem” molto deluso che alle scorse regionali ha toccato il record dell’astensionismo ma che potrebbe essere sensibile se coinvolto in una battaglia destra/sinistra. Questo è quello che aspetta entrambi i leader: Salvini da una parte e Zingaretti dall’altra.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Franco Massimo
Titolo: La Nota – Un triangolo nel Movimento per puntellare l’esecutivo
Tema: Maggioranza
Fino a qualche settimana fa il fronte governativo del Movimento Cinque Stelle aveva un interprete per definizione: Luigi Di Maio. Ma ora che la sua linea di smarcamento a intermittenza da Giuseppe Conte e dall’alleanza col Pd sta emergendo sempre più, spunta un difensore di solito defilato: il presidente della Camera, Roberto Fico. L’aspetto interessante è che Fico conferma la faglia nel Movimento tra i seguaci del titolare della Farnesina e gli altri. E lascia trasparire uno scontro sordo sul futuro dell’esecutivo di Conte e della legislatura. Così, mentre Di Maio punta i piedi su alcuni provvedimenti, sminuisce l’intesa col partito di Nicola Zingaretti e si dice scettico sull’alleanza, Fico ne diventa un sostenitore. Se non è una vera e propria contronarrativa, suona come una correzione delle posizioni assunte ultimamente da Di Maio. E rivela un raccordo istituzionale con Conte e uno politico con Beppe Grillo.
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Testata: Repubblica
Autore: Casadio Giovanna
Titolo: Commissione Segre tutti contro la destra Mattarella: la Storia
Tema: Opposizione
Il giorno dopo l’astensione in Senato delle destre di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi sulla commissione straordinaria parlamentare contro l’antisemitismo, il razzismo, l’odio e l’hate speech voluta da Liliana Segre, lo scontro di infiamma. “Sconcerta l’astensione di alcune forze politiche sulla mozione Segre e che riteniamo una scelta sbagliata e pericolosa”, attacca il presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Anche il Vaticano biasima quanto è accaduto. Il segretario di Stato Pietro Parolin ha commentato: “Mi preoccupa l’astensione nel senso che sui valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti. Ci vogliono basi comuni”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che ha nominato Segre senatrice a vita – ammonisce: “Non abbassare mai la guardia e non sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio”. Ma la Meloni non ci sta, e ribatte: “Si è utilizzata questa preziosa occasione per dare vita a uno strumento di censura arbitraria delle idee non condivise dalle forze di maggioranza”. Parecchi malumori si registrano soprattutto in Forza Italia, con Berlusconi che tenta di limitare i danni: “Noi ci siamo astenuti perché liberali. Alla senatrice Segre la mia stima e solidarietà”.
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Testata: Stampa
Autore: Di Matteo Alessandro
Titolo: Retroscena – Carfagna conta i ribelli per l’addio a Forza Italia Il Cavaliere: ci danneggi
Tema: Opposizione
Tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna i rapporti sono arrivati al punto di rottura. Ultimo episodio, l’astensione di Fi sulla mozione contro l’antisemitismo di Liliana Segre. La Carfagna, molto critica verso la posizione assunta dal partito, ieri ha incontrato alla Camera Giovanni Toti, l’uomo che il Cavaliere ha inserito nella lista nera dopo la scelta di lasciare FI. “Mi aspetto che nel movimento che ho fondato nessuno si permetta di avanzare dubbi sul nostro impegno a fianco di Israele e del popolo ebraico, contro l’antisemitismo e ogni forma di razzismo. Se qualcuno vuole seguire strade già percorse da altri, ne ha naturalmente la libertà, ma senza danneggiare ulteriormente Forza Italia”, replica duro Berlusconi.
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Testata: Giornale
Autore: Minzolini Augusto
Titolo: Il retroscena – Quegli azzurri irrequieti pronti a trattare con Salvini
Tema: Opposizione
Si allarga il fronte dei parlamentari di Forza Italia pronti a creare un nuovo gruppo parlamentare in Senato. “La nostra iniziativa nasce nell’ambito del centrodestra, per dialogare con il centrodestra; se poi non ci vogliono, guarderemo altrove. Sapendo che quest’area moderata a cui ci riferiamo, potrà avere un futuro solo se riusciremo a strappare una legge elettorale proporzionale. Con il proporzionale sarà Salvini a doverci pregare se vuol fare il Premier”, si sussurra a Palazzo Madama. Ma non finisce qui: a sentire i bene informati, alla Camera è già pronta un’iniziativa uguale: stessi scopi, stessa ragione sociale, magari diverso nome. Dietro ci sarebbero personaggi di grido che hanno posizioni agli antipodi: l’anti-sovranista Mara Carfagna e il «diversamente sovranista» Giovanni Toti.
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Testata: Stampa
Autore: Martini Fabio
Titolo: Salvini cambia strategia e punta sull’orgoglio emiliano
Tema: Lega
Matteo Salvini inizia la campagna elettorale in Emilia Romagna. Ieri sera era a Parma per il suo primo comizio e tra due settimane “sconsacrerà” il rosso Paladozza di Bologna. Obiettivo, bissare il modello Umbria. “Dimostreremo che l’Emilia non è la terra delle inchieste sulla ‘Ndrangheta che ha portato agli arresti a Reggio Emilia”, ha detto ieri, spingendo sul pedale dell’orgoglio regionale: “L’Emilia è una terra di lavoro, di fatica, di agricoltura, di commercio, arte, musica e cultura. L’Emilia non è il sistema Bibbiano!”. E ancora: “Ci dicono fascisti, razzisti, nazisti… qua ci sono solo italiani orgogliosi di essere italiani. Voglio una regione dove se ho una casa popolare quella casa popolare va prima a un cittadino italiano e poi al resto del mondo”. Traduzione: cari emiliani moderati ed anche ex comunisti: io non sono un fascista, ma semmai un italiano che vuole far rispettare i diritti elementari degli italiani. Ma la campagna elettorale leghista punterà anche su altri concetti: in una regione che pullula di piccole imprese e di coop, Salvini urla: “Da questa manovra economica è chiaro che questi odiano l’impresa, le partite Iva, gli artigiani, i commercianti”. Un Salvini “programmato” sugli elettori emiliani e dunque attento a non apparire troppo spostato a destra.
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Economia e finanza
Testata: Corriere della Sera
Autore: Marro Enrico
Titolo: Tasse, battaglia nel governo – Auto aziendali, alta tensione I renziani: no alla plastic tax
Tema: Manovra
Continua il dibattito interno alla maggioranza sulla Legge di Bilancio: a 24 ore dall’annuncio di stangare le auto aziendali, ieri prima parziale marcia indietro dell’esecutivo, che ha comunicato un ammorbidimento della misura. Mentre sale la tensione del confronto anche in tema previdenza, con i sindacati sul piede di guerra per l’ipotesi di rivalutazione delle pensioni che frutterebbe appena 3 euro nel 2020. Al Senato intanto, dove il disegno di legge di Bilancio dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana, si preparano montagne di emendamenti, non solo da parte delle opposizioni, ma anche dal fronte renziano, che ieri sono passati all’attacco anche per smontare sugar tax, tassa sulla plastica e quota 100. “È una manovra che non aumenta affatto la pressione fiscale complessiva. E’ inutile affidarsi a delle efficaci narrazioni comunicative. Le bugie hanno le gambe corte”, dice il premier Conte, mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti è irritato per la posizione di Italia Viva di Renzi: “La destra, e non solo, parlano di tasse agitando paure senza alcun fondamento”.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Sensini Mario
Titolo: Tasse e bonus, che cosa cambia
Tema: Manovra
La legge di Bilancio non è ancora arrivata in Parlamento e il governo continua a limare le misure previste nel provvedimento. Nell’ultima bozza del testo, è prevista una mini rivalutazione per le pensioni tra 1.522 e 2.029 euro al mese, più fondi per sanità e scuola, una riduzione della tassa su cartine e filtri per le sigarette, che scende da 5 a 3,6 millesimi di euro al pezzo, ma anche una nuova imposta sui premi fino a 500 euro del Gratta e vinci e del Superenalotto. Crescono anche i fondi per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Ma è probabile che in Parlamento arriveranno altre importanti modifiche, soprattutto sulla plastic tax o sull’inasprimento delle imposte sulle auto aziendali.
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Testata: Repubblica
Autore: Petrini Roberto
Titolo: Supercassa sulle auto aziendali Gualtieri corregge Castelli e fa retromarcia
Tema: Manovra
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri frena l’aumento delle tasse sulle auto aziendali, norma proposta dalla viceministra Laura Castelli e che aveva scatenato la polemica politica delle ultime ore. Il ministro ha imposto la propria linea sulla norma: la quota di imponibile sulle auto aziendali ibride resta al 30% del valore convenzionale, per le altre salirà al 60% (come da media Ocse) mentre per le super inquinanti sarà al 100%. Esclusi dagli aumenti i veicoli usati a fini commerciali. Ma intanto l’associazione dei camionisti ha decretato il blocco del traffico delle merci per la cancellazione degli sgravi sul gasolio da autotrasporto. Sul piede di guerra anche i produttori di plastica (1 euro al kg), per nulla rassicurati dal fatto che le siringhe monouso sono fuori dal balzello, e le bevande zuccherate (10 euro per ettolitro).
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Picchio Nicoletta
Titolo: Boccia: «Nella manovra criticità e troppe tasse per le imprese»
Tema: Manovra
Le parole del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a proposito del dibattito in corso sulla manovra: “Avevamo sempre detto di non avere grandi aspettative sulla manovra, perché non ci sono risorse elevate dato il livello del debito pubblico. Ma non ci saremmo aspettati che alcune categorie venissero penalizzate”, ha detto, definendo la legge di bilancio “timida”. “Il nostro auspicio è che prevalga il buonsenso – ha continuato Boccia parlando ieri a margine del Forum economico tra Confindustria e Bdi (industriali tedeschi) che si è tenuto a Bolzano – e che quindi, prevalendo il buonsenso, non si faccia nel paese ciò che accade di solito: si afferma di fare una politica economica espansiva e poi si tassano le imprese perché non votano”. Confindustria, ha concluso Boccia, ha apprezzato il non aumento dell’iva e il fatto che sia stato mantenuto l’impianto di industria 4.0. Ma non vanno bene la plastic tax, la sugar tax, l’aumento delle tasse sulle auto aziendali.
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Testata: Repubblica
Autore: Occorsio Eugenio
Titolo: Intervista a Carlo Cottarelli – Cottarelli “La vera evasione fiscale è arrivata a 130 miliardi Basta con i condoni”
Tema: Evasione fiscale
Intervista a Carlo Cottarelli, che con i tecnici dell’Osservatorio sui conti pubblici da lui diretto presso la Cattolica, ha rifatto i calcoli sull’evasione fiscale italiana, arrivata a 130 miliardi, il 7,7% del Pil: “Noi abbiamo considerato l’alta evasione che caratterizza l’Irpef da lavoro autonomo, che la commissione stima intorno al 68% delle tasse che teoricamente dovrebbero essere pagate (contro circa il 3,6% dei dipendenti). È verosimile che l’evasione degli oneri sociali corrispondenti sia altrettanto elevata. Inoltre, sempre per motivi di incertezza delle stime, non viene calcolata l’evasione per altri tributi minori come le imposte ipotecarie e altre tasse sugli immobili, le imposte su tabacchi, quelle su bollo e assicurazioni. Mettendo tutto insieme si arriva facilmente a una evasione di almeno 130 miliardi”. Aggiunge Cottarelli: “Metterei una pietra sopra alla stagionedei condoni. Siamo rimasti l’unico Paese occidentale, insieme alla Grecia, con questa malsana abitudine. La certezza che prima o poi arriverà un condono totale o parziale, è un sicuro viatico all’evasione di massa”.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Colombo Davide
Titolo: Pil, continua la stagnazione E il lavoro frena ancora – Ancora stagnazione Il Pil si ferma a +0,1% nel terzo trimestre
Tema: Dati Istat
Secondo la nuova stima diffusa ieri dall’Istat, la crescita acquisita per l’anno sale di appena un decimale rispetto alla primavera, dallo 0,1 allo 0,2%. Confermata quindi la stagnazione, e il ritmo più lento di circa un punto percenuale rispetto alla crescita che Eurostat stima per la zona Europa. Dietro il +0,1% congiunturale del terzo trimestre stimato da Istat, c’è un lieve aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e un calo del comparto agricolo. La domanda interna avrebbe a sua volta dato un contributo positivo, mentre la domanda estera netta avrebbe pesato in negativo. La lunga marcia di uscita dagli effetti della doppia crisi non è dunque finita, visto che il Pil resta del 4,9% al di sotto del picco pre-crisi 2008. E la stagnazione nazionale senza fine si accompagna con tassi di inflazione ai minimi dal 2016. Per l’Istat nel complesso ottobre conferma “il quadro debole dell’inflazione in Italia”.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Ducci Andrea
Titolo: Pil, è stagnazione Rallenta l’occupazione Visco: rispettare i saldi
Tema: Dati Istat
Analizzando l’andamento del mercato del lavoro, l’Istat ha certificato un rallentamento dell’occupazione, dopo un primo semestre in crescita: a settembre occupati in lieve calo dello 0,1%, mentre il Pil segna un moderato aumento (+0,1%) nel terzo trimestre. Ma dallo scorso mese di luglio i livelli occupazionali hanno cominciato a segnare un “costante calo”, tanto che le statistiche registrano la perdita di 60 mila posti di lavoro tra luglio e settembre. Sul versante della ricchezza prodotta in Italia l’Istat segnala “la persistenza di un quadro di sostanziale stagnazione dell’economia italiana dall’inizio del 2018”. La periodica comunicazione dell’Istat ieri ha coinciso con la Giornata del risparmio, durante la quale è intervenuto anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco che ha ricordato come “le condizioni finanziarie accomodanti attenuano gli effetti restrittivi provenienti dal contesto globale, per la nostra economia si tratta di un’opportunità da non disperdere”. Resta centrale “dare certezze sulle condizioni e sulle prospettive delle finanze pubbliche”, aggiunge.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Di Vico Dario
Titolo: Il corsivo del giorno – Pil e occupazione, il ritorno alla realtà dopo la manovra
Tema: Dati Istat
Dopo mesi in cui il discorso pubblico italiano è stato monopolizzato dalla dialettica provvedimenti finanziari-consenso politico, i dati Istat diffusi ieri riportano alla realtà, dicendoci due cose: siamo ancora dentro la stagnazione ma forse il peggio del peggio potrebbe essere finito, con un timidissimo +0,1% nel terzo trimestre del 2019. L’occupazione, invece, peggiora. I contratti a termine che dovevano essere debellati dai provvedimenti Dignità hanno toccato il record storico (3,1 milioni) e i lavoratori autonomi che dovevano aumentare per effetto della mini flat tax sono diminuiti in un anno di 115 mila unità. La morale che ne se può trarre è lineare: le dinamiche che muovono davvero i comportamenti di famiglie e imprese non si possono teleguidare, seguono sentieri lunghi e in diversi casi tortuosi.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Olivieri Antonella
Titolo: Fusione alla pari tra Fca e Peugeot Nuovi modelli in vista – La partita di Parigi: brucia 2 miliardi sul listino, ne vince 7,5 con le sinergie
Tema: Fca-Peugeot
Dopo l’annuncio della fusione Fca-Peugeot, reazioni diverse dei mercati in Italia e in Francia: mentre a Piazza Affari Fca guadagna quasi il 9%, a Parigi il titolo dell’azienda francese crolla di 13 punti percentuali. Ma c’è soddisfazione per l’operazione da entrambe le parti: per i transalpini il gioco vale infatti la candela. La media delle capitalizzazioni di Borsa dell’ultimo mese è di 20,7 miliardi per Peugeot e di 18,4 miliardi per Fca. Se si allarga la retrospettiva a tre mesi, i valori si riavvicinano: 19,6 miliardi la casa francese, 18,6 l’italo-americana. Psa, in altre parole, “sacrifica” su questo lato poco più di un miliardo, con una fusione al 50%. Ma c’è da considerare che Psa probabilmente staccherà la partecipazione nella componentistica di Faurecia, abbassando il valore di 3 miliardi, e che Fca pagherà un dividendo straordinario da 5,5 miliardi. La differenza fa 2,5 miliardi, sempre da dividere in due, cioè 1,25 miliardi che si sommano al miliardo di cui sopra per un premio complessivo riconosciuto a Fiat-Chrysler dalla parte francesedi 2,3 miliardi. Questo in cambio del 50% delle sinergie sprigionabili dall’aggregazione, stimate complessivamente in almeno 15 miliardi in quattro-cinque anni, vale a dire 7,5 miliardi per la metà transalpina.
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Testata: Stampa
Autore: Elkann John
Titolo: “L’occasione di creare qualcosa di speciale”
Tema: Fca-Peugeot
La lettera inviata dal presidente di Fca John Elkann a tutti i dipendenti, dopo l’annuncio dell’operazione con Psa. Si legge: “C’è ancora molto da fare per formalizzare il progetto, ma sono già positivamente colpito dallo spirito e dall’energia che ho visto nei team di entrambe le aziende mentre lavoravano per raggiungere quella che diventerebbe un’unione di trasformazione profonda”. E ancora: “Il nostro obiettivo comune è quello di creare un gruppo leader nella mobilità sostenibile, in grado di cogliere le tante opportunità di una nuova era. Abbiamo lavorato molto per garantire un reale equilibrio nella governance e nella gestione del gruppo che stiamo progettando, cercando di identificare e riconoscere in maniera adeguata i punti di forza di entrambi i partner”.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Bricco Paolo
Titolo: L’analisi – Il vuoto della politica e l’interesse degli azionisti
Tema: Fca-Peugeot
L’operazione Fca-Peugeot sta rendendo nitidi tre fenomeni logicamente e materialmente connessi. In primis, ha risvegliato l’istinto di un Paese che idolatra la mano pubblica e che la vorrebbe presente in qualunque settore. Ma al contempo ha evidenziato come il rapporto tra economia e politica sia gracile e astratto, del tutto privo di contenuti in grado di costruire interlocuzioni simmetriche fra policymakers e imprenditori storicamente egemoni; infine ha mostrato come si possa fare una ottima operazione di mercato perseguendo legittimamente i propri interessi di azionisti di controllo quale ultimo passaggio di una catena di eventi segnata dalla subalternità della élite di governo. E quindi il vuoto sostanziale della politica emerge: chiedere che lo Stato stia lontano dalla proprietà e dalla gestione delle imprese private non significa chiedere che non se ne occupi per nulla. In questo caso, di fronte alla presenza nell’azionariato di Psa dello Stato francese, il governo italiano non può scolasticamente osservare senza intromettersi. Non è dunque possibile chela sorte di quel che resta del primo produttore nazionale italiano venga trattata coni guanti bianchi dalla maggioranza attuale, mentre dall’altra parte – sempre – indossano i guantoni da boxe.
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Testata: Repubblica
Autore: Mauro Ezio
Titolo: L’editoriale – Ora comincia il dopo Marchionne – L’auto del dopo Marchionne
Tema: Fca-Peugeot
Per capire il significato della fissione tra Fca e Psa, che porta alla nascita del quarto gigante mondiale del settore, con 8,7 milioni di auto prodotte, 400 mila dipendenti, 50 miliardi di dollari in valore di mercato, bisogna guardare oltre i numeri, allargando lo sguardo alla profonda trasformazione in atto nel mondo dell’auto, in cui effetti vanno ben oltre la fabbrica, e sono sociali e culturali. La soglia di sopravvivenza nel nuovo mercato globale, che è mitologicamente fissata sopra i 6 milioni di auto prodotte all’anno, è lontana per entrambe. La partita ecologica, la conversione nel motore elettrico, la sofisticazione informatica richiedono investimenti massicci, finanziamenti robusti per l’innovazione, economie di scala, capacità di reggere agli up and down di un mercato ciclico. Fca fa dunque di necessità virtù, come il nuovo socio francese, sapendo che nel consolidamento mondiale dell’industria automobilistica sopravviveranno quattro o cinque grandi gruppi.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Taino Danilo
Titolo: La nuova Bce di Lagarde in cerca di alleanze
Tema: Bce
Inizia oggi l’era Lagarde alla Banca centrale europea. A Francoforte si assicura che la continuità sarà la caratteristica prevalente della nuova presidenza: in realtà, cambieranno il tipo di leadership, la gestione delle analisi finanziarie, i rapporti con i governi, le dinamiche interne al Consiglio dei governatori, i modi di condurre le importantissime conferenze stampa con le quali Christine Lagarde parlerà ai mercati, la figura pubblica della nuova presidente. La continuità ci sarà nel senso che la politica monetaria resterà quella in essere, almeno nei primi tempi, perchè Draghi ha già impostato le scelte per i prossimi mesi e le scelte espansive dell’economia andranno avanti così. La continuità si fermerà però qui e potrebbe anche non durare per molto tempo. Ma fatta salva la responsabilità politica dei governatori dell’Eurozona, per affermare la sua linea, la Lagarde dovrà mostrare grande abilità di gestione nel costruire alleanze al vertice. Un’enorme abilità politica dovrà anche metterla in campo fuori dalla banca, per sostenere quella che sembra essere la strada che ha scelto di percorrere.
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Societa’, istituzioni, esteri
Testata: Corriere della Sera
Autore: Sarcina Giuseppe
Titolo: Impeachment, procedura al via contro Trump – Comincia il «processo» a Trump
Tema: USA
Ieri la Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato la risoluzione che avvia l’impeachment del presidente Donald Trump con 232 voti a favore e 196 contrari. Il numero uno della Casa Bianca è quindi ora ufficialmente sotto inchiesta per il caso Ucraina-Biden. Dopo la fine del primo step, quello della fase istruttoria, la House sarà chiamata a decidere a maggioranza se rinviare a giudizio il presidente. Il verdetto toccherà al Senato: per la condanna e la rimozione di Trump dalla presidenza servirà il consenso di 66 parlamentari, 20 in più di quanti ne conti il fronte democratico. Trump è accusato di aver fatto pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky perchè Kiev aprisse una inchiesta per corruzione su Hunter Biden, figlio dell’ex vicepresidente democratico e possibile avversario nelle elezioni del 2020. C’è anche il sospetto che il presidente americano abbia bloccato gli aiuti militari promessi all’Ucraina per fare leva su Zelensky.
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Testata: Repubblica
Autore: Rampini Federico
Titolo: Nancy e Donald, la battaglia finale – Impeachment, si parte Trump sulla graticola
Tema: USA
La macchina dell’impeachment contro Donald Trump si è messa ufficialmente in moto ieri, con il voto della Camera di Washington che ha avviato la fase istruttoria del procedimento. Il più probabile capo d’imputazione riguarda la richiesta di appoggio ad un governo straniero contro un rivale politico, in merito alle presunte pressioni che Trump avrebbe esercitato su Kiev per aprire un’inchiesta su Hunter Biden, figlio dell’ex vicepresidente democratico Joe. Tra gli indagati eccellenti i più attesi sono Rudolph Giuliani — ormai avvocato personale del presidente — e l’ex consigliere perla sicurezza nazionale John Bolton. Trump obietta che i democratici stanno conducendo una “caccia alle streghe”, un “processo politico”, scommettendo che il caso finirà per sgonfiarsi, come il primo Russiagate. L’opinione pubblica al momento è spaccata in base alle demarcazioni elettorali: una leggera maggioranza è favorevole all’impeachment, e grosso modo coincide con la maggioranza democratica nel paese.
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Testata: Stampa
Autore: Mastrolilli Paolo
Titolo: Trump, la Camera inizia la procedura per l’impeachment – I democratici lanciano la sfida a Trump Via libera alla procedura d’impeachment
Tema: USA
La Camera dei deputati americana, per la quarta volta nella sua storia, ha votato ieri a favore dell’inchiesta per l’impeachment del presidente. Trump ha subito liquidato il procedimento come una “caccia alle streghe”, ma adesso l’indagine è formalmente autorizzata dal Congresso, e per la Casa Bianca sarà difficile ostacolarla. Il presidente è accusato di aver ricattato il collega ucraino Zelensky, chiedendogli il favore di aprire un’inchiesta sugli affari del figlio di Joe Biden a Kiev, in cambio di forniture militari e buoni rapporti con gli Usa. Gli interrogatori di diversi funzionari dell’amministrazione, come l’ex incaricato d’affari a Kiev Taylor, o il responsabile della politica della Casa Bianca sull’Ucraina Vin dam, hanno confermato il sospetto che il presidente abbia chiesto un aiuto di natura politica a un leader straniero per favorirlo alle elezioni del 2020. Tutti i democratici hanno votato a favore, tranne Collin Peterson del Minnesota e Jeff Van Drew del New Jersey, perché rappresentano due distretti in cui Trump è popolare e temono di perdere la rielezione nel 2020. Tutti i repubblicani hanno votato contro, a parte tre che non hanno partecipato.
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Testata: Messaggero
Autore: Pompetti Flavio
Titolo: Il retroscena – Entro Natale il voto ma i dem rischiano l’effetto boomerang
Tema: USA
Dopo il via libera della Camera arrivato ieri, la procedura di impeachment di Donald Trump esce dalla fase pre-istruttoria, parzialmente segreta e spesso a porte chiuse, ed entra in una di massima visibilità, sotto le telecamere e agli occhi del pubblico. La risoluzione approvata dai democratici assegna al loro presidente della commissione Intelligence Adam Schiff l’incarico di condurre le udienze.Al fianco di Schiff ci sarà il repubblicano Devin Nunes a garantire l’imparzialità della procedura e degli interrogatori. Alla fine la commissione Intelligence redigerà un rapporto che consegnerà a quella per la Giustizia, sempre della Camera. Alla fine la commissione Intelligence redigerà un rapporto che consegnerà a quella per la Giustizia, sempre della camera.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Olimpio Guido
Titolo: Un nome misterioso è la nuova guida dell’Isis – L’Isis annuncia il nuovo califfo: seminerà morte più di Al Baghdadi
Tema: Isis
L’Isis ha comunicato sul web il nome del successore di Al Baghdadi: il nuovo Califfo è Abu Ibrahim alHashimi al-Qurayshi, come comunicato da un audio di 8 minuti del portavoce Abu Hamza al Qurayshi. La guida, con l’identità protetta dal nome di battaglia, risponde a tre criteri chiave: conoscenza religiosa, partecipazione attiva alla Jihad contro gli americani e discendente della tribù Qurayshi. Toccherà adesso all’intelligence scoprire chi sia la nuova coppia al vertice dell’organizzazione e stabilire l’autenticità della «proclamazione». “Non celebrate (la morte di Baghdadi, ndr), non siate arroganti. Il nuovo scelto vi farà dimenticare l’orrore che avete visto e farà sembrare dolci i giorni di al-Baghdadi”, dice il messaggio audio diffuso ieri, nel tentativo di ravvivare la macchina della propaganda anti-occidentale. Infatti il Pentagono ha messo in guardia sul rischio di rappresaglie sanguinose.
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Testata: Repubblica
Autore: Ansaldo Marco – Colarusso Gabriella
Titolo: L’annuncio dell’Isis “Ecco il nuovo capo gli Usa soffriranno”
Tema: Isis
Cinque giorni dopo il blitz americano in Siria, anche l’Isis conferma l’uccisione di Abu Bakr al Baghdadi e lo fa con un messaggio audio in cui si annuncia il nome del suo successore: si tratta di Ibrahim al Hashimi al Quraishi, nome pressochè sconosciuto, forse però attribuito ad un comandante più esperto. Secondo uno dei massimi esperti internazionali di Stato islamico, Aymenn al Tamimi, ricercatore dell’Università di Swansea, l’indicazione potrebbe riferirsi a una figura di spicco dell’Isis, Haji Abdullah, uno dei leader dell’organizzazione che il Dipartimento di Stato americano aveva già identificato ad agosto come un possibile successore di Al Baghdadi. “Nessuno — spiega Paul Cruickshank, direttore del Combating Terrorism Center Sentinel, citato dal New York Times — e quando dico nessuno, intendo nessuno fuori da un circolo molto ristretto all’interno dell’Isis, ha un’idea su chi sia Abu Ibrahim al Hashimi al Quraishi”. Di certo c’è che il nuovo Califfo e il nuovo portavoce di Isis rivendicano la discendenza dai Quraishi, la tribù della Mecca da cui proveniva anche Maometto, e che nell’audio dell’annuncio l’Isis torna a minacciare l’Occidente: “II destino degli Stati Uniti è in mano a un vecchio goffo, che la sera ha un’opinione e il mattino ne ha un’altra; il nuovo leader vi farà soffrire più di Al Baghdadi”.
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Testata: Stampa
Autore: Stabile Giordano
Titolo: La minaccia dell’Isis “Pronti a colpire con il nuovo Califfo”
Tema: Isis
L’Isis conferma la morte di Abu Bakr J al-Baghdadi, nomina un successore e torna a minacciare l’America e l’Europa. L’annuncio è arrivato dalla branca mediatica jihadista, Al-Burqan, per bocca del nuovo portavoce. Il successore di al-Baghdadi è Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, nome che rivela poco della sua reale identià. L’annuncio ha visto anche il debutto del nuovo portavoce dell’Isis, Abu Hamza al-Qurayshi, molto cauto nel fornire indicazioni sulla persona del califfo, descritto come un «guerriero che ha combattuto contro l’America» e uno studioso di materie islamiche. Il portavoce ha chiesto a tutti i mujaheddin di giurare fedeltà al nuovo califfo e ha poi attaccato l’America, “guidata da un vecchio pazzo”, promesso la liberazione dei jihadisti prigionieri nei campi della Siria, vantato la potenza del califfato, che si espande “in Africa” ed è “alle porte dell’Europa”, e minacciato nuovi attacchi: “Il nuovo scelto vi farà dimenticare l’orrore che avete visto e farà sembrare dolci i giorni di Al-Baghdadi”. Adesso l’Intelligence occidentale è concentrata sull’identificazione del nuovo leader. L’indiziato numero uno resta Al-Haj j Abdullah Qardash, ex ufficiale nell’Iraq di Saddam Hussein.
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Testata: Repubblica
Autore: Santelli Filippo
Titolo: Hong Kong, la sfida di Halloween In maschera contro il governo
Tema: Hong Kong
Halloween di protesta a Hong Kong: a migliaia ieri hanno sfilato con le maschiere di Guy Fawkes, simbolo globale di disobbedienza, o di Carrie Lam, l’odiata leader della città, al grido “Liberare Hong Kong”. La polizia aveva avvertito che sarebbe intervenuta e dopo aver circondato l’area ha iniziato a sgomberarla usando lacrimogeni e spray al peperoncino. Molti dei locali hanno abbassato le saracinesche, alcune stazioni della metro chiuse nel pomeriggio. Intanto ieri il ministro della Giustizia ha ottenuto dal tribunale un’ordinanza che vieta di pubblicare online messaggi che invitano a attaccare persone o danneggiare cose, mentre le 21 settimane di protesta producono anche i primi effetti sull’economia: nel terzo trimestre dell’anno il Pil ha segnato un nuovo calo:-3,2%; colpa della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ma anche di questi mesi di caos che hanno bloccato per giorni la città e prosciugato il flusso dei turisti.
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Testata: Repubblica
Autore: Ziniti Alessandra
Titolo: Conte apre alle modifiche del patto con la Libia “Ma non buttiamolo via”
Tema: Immigrazione
Il premier Giuseppe Conte ha ieri confermato la linea del governo a proposito del rinnovo del memorandum of understanding con la Libia in tema di immigrazione: “Un memorandum che ha posto le basi per una cooperazione, per contrastare l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani, quindi di gestire meglio i flussi migratori, non può essere gettato a mare. Ma un altro elemento che ci induce a sollecitare una rinegoziazione è il fatto che in Libia c’è un conflitto armato”. Nella maggioranza è forte il pressing del fronte che chiede al governo di azzerare quei patti. Ma la direzione sembra tracciata verso la continuità nell’affidarsi alla guardia costiera libica per frenare i flussi migratori.
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Testata: Stampa
Autore: Stabile Giordano
Titolo: Hezbollah prova con un missile ad abbattere drone israeliano
Tema: Libano
Benjamin Netanyahu torna ad attaccare l’Iran, nel giorno in cui l’Hezbollah libanese, stretto alleato della Repubblica islamica, cercare di abbattere un drone israeliano con missile anti-aereo, una novità anche sulla frontiera arroventata con il Libano. L’arsenale delle milizie sciite continua a crescere e a migliorare, come ha dimostrato il raid condotto dagli Houthi yemeniti sulle principali installazioni petrolifere saudite, lo scorso 14 settembre. E in questo scenario che Netanyahu ha spiegato come «la sfacciataggine dell’Iran aumenta perché non trova risposta, ma Israele non porgerà l’altra guancia, non esiterà ad assestare un colpo pesante a chiunque provi a danneggiarsi».
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