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SINTESI IN PRIMO PIANO – 12 luglio 2019

– Inchiesta sulla Lega e la Russia. Savoini indagato per corruzione internazionale. Sì del M5S a commissione d’inchiesta, e Conte: i pm verifichino
– Rilancio Alitalia, Atlantia scende in campo: «Pronti a discutere piano e azionisti»
– Tensione Iran-Inghilterra, petroliera sfugge a blocco

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Piccolillo Virginia 
Titolo: Inchiesta sulla Lega e i russi – Conte: caso Russia, i pm verifichino Sì M5S a commissione d’inchiesta
Tema: Inchiesta su Lega e Russia

«Se cercate rubli a casa mia o nelle casse della Lega non li trovate. Dal mio ultimo viaggio ho portato solo Masha e Orso per mia figlia». Matteo Salvini cerca di spegnere così, in serata, le polemiche divampate sull’incontro segreto all’Hotel Metropole di Mosca, dove il leghista Gianluca Savoini discuteva con tre russi di come ricevere finanziamenti occulti attraverso una transazione di petrolio. Un colloquio (il cui audio è stato pubblicato dal sito Usa Buzzfeed) sul quale la procura di Milano indaga per corruzione internazionale. lI Pd propone una commissione d’inchiesta e accusa di «faziosità» la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, per non aver ammesso il dibattito su quelli che ha definito «pettegolezzi giornalistici». «Osservanza del regolamento», replica lei. Salvini liquida con scioltezza il suo «Russiagate». Dice che Savoini, ora indagato, «parla a nome suo». Bolla come «ridicola» la richiesta del Pd. Spiega che «i leghisti non prendono soldi. in Russia, negli Usa, in Africa, in Groenlandia: zero». E conclude: «Siamo scomodi, mi è evidente, siamo indagati, ascoltati e processati, sono e siamo minacciati». Per ora, il ministro dell’Interno può contare sulla «fiducia» dichiarata del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
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Testata:  Repubblica
Autore:  Lopapa Carmelo
Titolo: Il retroscena – Moscopoli – Quei blitz alla Camera per cancellare il reato di finanziamento estero
Tema: Inchiesta su Lega e Russia
Cancellare il divieto di finanziamento ai partiti da parte di uno Stato straniero. Emendamento 7.23, targato Lega. Sono le settimane calde di fine ottobre-inizio novembre, quelle della guerra campale tra il M5S e i leghisti sul decreto “Spazzacorrotti” del Guardasigilli Bonafede. E sono i giorni che seguono l’incontro moscovita del 18 ottobre 2018 tra Gianluca Savoini e misteriosi emissari vicini al presidente Putin, registrato dall’audio pubblicato ora da BuzzFeed. Un puro caso, dicono adesso dalla Lega, la coincidenza temporale con quell’emendamento che torna a galla. Sta di fatto che in commissione Affari costituzionali della Camera proprio in quei giorni lo scontro si accende, tra l’altro, attorno all’articolo 7 della legge crescita su soldi a partiti e fondazioni Fontana: `Basta con le sanzioni alla Russia” bandiera del Movimento che porta il titolo di “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione”.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guastella Giuseppe 
Titolo: Passo della Procura cli Milano Savoini ora è indagato per corruzione internazionale
Tema: Inchiesta Lega-Russia, indagato Savoini

«Tutto ciò che è oltre il quattro per cento, noi non ne abbiamo bisogno, perché abbiamo stabilito che con il quattro per cento noi siamo a posto». A parlare nel salone riccamente arredato del lussuoso e storico hotel Metropol di Mosca è uno dei tre italiani che il i8 ottobre scorso partecipano con altrettanti russi a quello che sembra solo un normale incontro d’affari, ma che invece la Procura di Milano sospetta essere il momento centrale di un’operazione di corruzione internazionale parallela all’importazione in Italia di un fiume di petrolio che, nelle parole di chi sta trattando, in un anno dovrebbe far affluire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega e permettere così al partito di Salvini di affrontare la campagna delle ultime elezioni europee. Sul registro degli indagati finisce Gianluca Savoini. Stretto collaboratore di Matteo Salvini e referente dell’associazione Lombardia-Russia. E’ accusato di avere quantomeno promesso (tanto è sufficiente per configurare il reato di corruzione) una corposa tangente ai tre russi i quali, evidentemente, vengono ritenuti dei pubblici ufficiali nell’inchiesta dei pm milanesi Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, coordinata dall’aggiunto Fabio De Pasquale.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Colonnello Paolo – La Mattina Amedeo 
Titolo: Fondi russi alla Lega La Procura di Milano apre un’inchiesta – Fondi russi, Savoini indagato a Milano L’accusa è corruzione internazionale
Tema: Inchiesta Lega-Russia

Può darsi che “né un rublo, né un litro di vodka” siano mai arrivati alla Lega o a Matteo Salvini, come giura da due giorni il ministro dell’Interno che anche ieri si è lamentato di come «ascoltando i tg e leggendo i giornali sembra di vivere in un altro pianeta». Ma il fatto che la Procura di Milano da tempo si muova sottotraccia con un’inchiesta che prevede il reato di corruzione internazionale proprio a partire dalla vicenda dei rapporti intrattenuti dal suo uomo di fiducia Gianluca Savoini con alcuni manager russi, forse richiede qualcosa in più di una semplice battuta di smentita. Anche perché Savoini risulta indagato e non per un semplice «atto dovuto» come sostengono gli uomini del vicepremier ma per un’indagine con un reato preciso cui potrebbe presto aggiungersi quello di finanziamento illecito. Secondo il sito americano BuzzFeed, che non spiega come ha avuto l’audio e da chi sia stato registrato, nel dialogo registrato si cerca un accordo per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rivara Lavinia 
Titolo: Intervista ad Elisabetta Alberti Casellati – Casellati: “Ma io non sono faziosa” – Casellati “Non accetto l’accusa di essere faziosa”
Tema: Intervista ad Elisabetta Alberti Casellati

Il Russiagate della Lega ha investito ieri anche il Senato con uno scontro tra il Pd e la presidente Elisabetta Alberti Casellati. Che respinge l’accusa di essere faziosa e dice di aver solo applicato il regolamento. Ma fa un appello anche sulla riforma della giustizia: «Non è più rinviabile o sarà una Caporetto». Presidente Casellati, il Pd la accusa di faziosità perché lei ha dichiarato inammissibili le tre interrogazioni, presentate a febbraio e maggio dopo l’articolo dell’Espresso, sulla trattativa tra esponenti leghisti e russi per un finanziamento alla Lega. Come replica? Ha sentito Salvini? «Non l’ho sentito e non avevo motivo di farlo. Trovo l’accusa del Pd del tutto ingiustificata e pretestuosa. Non potevo ammettere quelle interrogazioni perché l’articolo 145 del regolamento prescrive che deve esserci un oggetto determinato. Non posso investire l’Aula del Senato su supposizioni e circostanze presumibili tutte coniugate al condizionale: “Come riferirebbe l`Espresso.. “. Io non mi diverto a respingere le interrogazioni e non ne Ho sempre sostenuto quando ero al Csm il sorteggio abbinato ad unafase elettiva Per i membri laici l’esperienza politica è un valore aggiunto ho ammesse recentemente anche altre, come quelle di Forza Italia piuttosto che di Fratelli d’Italia. Ma il Pd sa bene che quando sequestrarono i fondi della Lega, si discusse la loro interrogazione con Salvini in Aula. Quindi possono dirmi tutto ma non che sono faziosa”.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Lombardo Ilario 
Titolo: Retroscena – Giorgetti cede al pressing È lui il candidato dell’Italia come commissario europeo
Tema: Giorgetti candidato a commissario europeo

La parola che meglio lo inquadra secondo i compagni della Lega? «Rassegnato». Giancarlo Giorgetti si è rassegnato all’idea di essere il candidato italiano alla commissione Ue. Lo chiede Matteo Salvini e lui, che è uomo di partito, sopravvissuto alle tante vite del Carroccio, sa che non può dire di no. «Giancarlo andrà a Bruxelles» va ripetendo il vicepremier. Giorgetti ha sciolto la riserva e ha ceduto. Si è messo il cuore in pace a tal punto che ha già cominciato a studiare, come confessava ieri a tutti presenti, durante il burrascoso vertice sulle autonomie. Si, a studiare, perché ogni candidato viene esaminato dalla commissione di riferimento. Un vero e proprio test. Il governo gialloverde, come conferma il premier Giuseppe Conte, punta in alto: alla concorrenza. Giorgetti studia i dossier antitrust, le leggi, i regolamenti, le recenti sfide dell’Unione contro il far west del mercato, dove il Ci sono da superare le ambizioni di Moavero già conosciuto nell’Ue più forte prevale sugli altri. Il numero due della Lega sa che la prova è ardua, anche perché la sua candidatura sconta l’handicap del partito di appartenenza che è inviso agli europei.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Labate Tommaso 
Titolo: Primarie aperte, coro di no a Toti E lui: così la scissione è più vicina
Tema: Vicina la scissione in Forza Italia

«Quando esco da Forza Italia? Se andiamo avanti di questo passo, presto. Questi vogliono curare la polmonite con mezza aspirina…». Stazione di Roma Termini, 18 e 20 di ieri. L’uomo che a passo svelto cammina verso il binario da cui alle 18 e 27 partirà il treno che porta a Genova è Giovanni Toti. Con una mano trascina il trolley; con l’altra tiene il telefono da cui, ad alta voce, inizia a tratteggiare una scissione che sembra sempre più imminente. Negli stessi momenti, sui terminali delle agenzie di stampa, stanno per materializzarsi le indiscrezioni col timbro dell’ufficialità che arrivano dal tavolo delle regole per il congresso di Forza Italia. Le stesse che danno conto dell’atmosfera tutto sommato conciliante, dei toni tutto sommato costruttivi, del percorso verso il congresso tutto sommato avviato. Ma al di fuori dei confini dell’ufficialità, come dimostrano le parole di Toti ascoltate da decine e decine di passeggeri in transito da Termini, la fumata che arriva dalla riunione convocata alla sede di piazza San Lorenzo in Lucina è nera che più nera non si può. Attorno al tavolo sono seduti i due neocoordinatori, Toti e Mara Carfagna.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Rossi Emanuele 
Titolo: Intervista a Giovanni Toti – “Resto il più rivoluzionario Ma non escludo di lasciare”
Tema: Intervista a Giovanni Toti

«Se son rose fioriranno», dice Giovanni Toti, al termine del confronto a cinque sul futuro di Forza Italia. Ma al momento le spine sembrano essere più numerose, al «tavolo delle regole» convocato a San Lorenzo in Lucina a cui il governatore della Liguria ha partecipato insieme agli altri membri del “board” nominato da Berlusconi (Gelmini, Tajani, Bernini e l’altra coordinatrice, Mara Carfagna) per fissare i punti del congresso del partito in autunno. Ammesso che ci si arrivi, visto che lo stesso Toti ammette che «le posizioni restano molto distanti» e non esclude la possibilità di lasciare il ruolo di coordinatore. Presidente Toti, com’è andata al “tavolo delle regole”? «Come si dice in questi casi, è stato un utile e proficuo scambio di opinioni. Ma non nascondo che le posizioni partono da molto lontano… Ci siamo dati dieci giorni per vedere se le posizioni sono conciliabili e per fare una sintesi».
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Testata:  Stampa 
Autore:  Rossi Andrea 
Titolo: Il Salone dell’auto da Torino a Milano Bufera su Appendino – Il Salone dell’auto da Torino a Milano Va in frantumi la maggioranza M5S
Tema: Il Salone dell’auto passa da Torino a Milano

Nel giorno in cui Fca getta i pilastri per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori, dove si produrrà la 500 elettrica, e alla vigilia della resa dei conti tra Luigi Di Maio e la base Cinquestelle torinese, terrorizzata da un sì del Movimento alla Tav, Torino perde il Salone dell’auto e la maggioranza che sorregge da tre anni Chiara Appendino va in frantumi. Il capo politico dei Cinquestelle arriva in una città che è una polveriera pronta a deflagrare. Non bastassero le tensioni sui destini della Torino-Lione, c’è un nuovo fronte, velenosissimo. Gli organizzatori del Salone dell’auto annunciano, dopo cinque edizioni, il trasloco a Milano. Si portano via una manifestazione visitata solo pochi giorni fa da circa 700 mila persone, che genera ricadute per oltre 4 milioni, ma che ha vissuto in eterno e costante conflitto con l’ala dura del Movimento 5 Stelle, contraria all’uso dei parchi e delle piazze auliche per le fiere e ostile in generale alle auto, mezzo di trasporto che i grillini torinesi vorrebbero progressivamente sostituire con altri meno inquinanti.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Pirone Diodato 
Titolo: Taglio dei parlamentari voti di FdI determinanti Ora il nodo referendum
Tema: Legge sul taglio dei parlamentari

La legge costituzionale che taglia i parlamentari da 945 a 600 ieri ha superato il terzo dei quattro voti previsti. Con 180 sì e 50 no e un testo blindato il Senato ha approvato la riforma. Hanno votato si 159 senatori di 5Stelle e Lega (meno dei 161 che fanno maggioranza) cui si sono uniti senatori di Fratelli d’Italia e altri a titolo personale. Contrari Pd, gruppo Misto e Autonomie. Forza Italia non ha partecipato al voto. Un voto che mette in pista il referendum confermativo, visto che la riforma non ha ottenuto i due terzi dei voti parlamentari (e sicuramente non li otterrà nell’ultima lettura alla Camera) come stabilito dalla Costituzione, per evitare la richiesta della consultazione popolare. Tant’è che nei corridoi parlamentari inizia a circolare l’idea di un referendum da affiancare alle elezioni politiche, in primavera. Un’ipotesi di election day che sarebbe accarezzata dai 5 stelle, intrigati dall’idea – si ragionava nei capannelli formatisi in giornata in Transatlantico alla Camera e al Senato – di poter sfruttare il più possibile l’effetto traino della riforma da loro voluta.
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Testata:  Il Fatto Quotidiano 
Autore:  Travaglio Marco – D’Esposito Fabrizio – De Carolis Luca 
Titolo: Intervista a Luigi Di Maio – “Sulla scuola, zero autonomia E voglio il carcere agli evasori” – “Rubli? Come Siri e Rixi: M5S rigido sulla questione morale”
Tema: Intervista a Luigi Di Maio

La Lega? “Diversi, ma con aspetti comuni. Per me la finestra elettorale di settembre non si è mai aperta”. Sul caso Buzzfeed: “Non siamo mai fmiti in storie così, ci aspettiamo massima trasparenza”. E rilancia: commissione d’inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti. “Con Autostrade niente scambi, vediamo cosa si ottiene avviando la revoca”.
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Dragoni Gianni 
Titolo: Il piano Fs-Delta: compagnia più piccola che vola di più – Una compagnia più piccola che vola di più. Utile dal 2022
Tema: Rilancio Alitalia

Una compagnia un po’ più piccola, ma che dovrebbe volare di più e con costi più / bassi. Con un aumento dei ricavi a regime di 548 milioni di euro in più rispetto al 2018. I risultati rimarrebbero in rosso fino al 2021. Verrebbe raggiunto l’utile operativo (Ebit) nel 2022 con 53,9 milioni e nel 2023 con 134 milioni, rispetto ai -340 milioni del 2018. Queste le previsioni dei conti della «Nuova Alitalia», secondo il «Piano Industriale definitivo» elaborato da Ferrovie dello Stato con il partner Delta Air Lines, il «Progetto Az». Un documento confidenziale, di cui Il Sole 24 Ore è in possesso, «soggetto a modifiche da parte di altro partner industriale», il quarto socio che non c’è ancora. Secondo fonti confidenziali Atlantia lo avrebbe considerato troppo a favore di Delta (obiezione fatta anche da German Efromovich) e di Air France. Inoltre la società dei Benetton giudicherebbe insufficienti i tagli nell’handling a Fiumicino. La Nuova Alitalia dal primo gennaio 2020 avrebbe 102 aerei, 15 in meno rispetto agli attuali 117.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Dimito Rosario 
Titolo: Alitalia, Atlantia scende in campo «Pronti a trattare su piano e soci» – Alitalia, Atlantia scende in campo: «Pronti a discutere piano e azionisti»
Tema: Atlantia in campo per Alitalia

Atlantia scende in campo su Alitalia con la manifestazione di interesse che sarà trasmessa a Mediobanca ma con intenzioni molto forti. Per effetto dell’interesse di Adr, il cda del gruppo ieri ha deliberato di dare «mandato al ceo Giovanni Castellucci di approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia – inclusa la compagine azionaria e il team manageriale – e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa», si legge in una nota in cui vengono esplicitate le tre condizioni poste nella lettera a Mediobanca. E’ evidente che lunedì 15, come va ripetendo Luigi Di Maio, Fs non potrà sciogliere la riserva e avrà bisogno di una quinta e definitiva proroga, fino a settembre, sempre che i commissari accettino. «Vogliamo una soluzione di mercato e industriale», ha detto ieri il premier Conte. Intanto in una lettera pervenuta nella notte tra mercoledì e giovedi al capo di gabinetto del Mise Vito Cozzoli, il general counsel di Delta ha ribadito l’indisponibilità formale a far parte di una compagine dove «ci sono i partner che si sono manifestati di recente».
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Larizza Antonio 
Titolo: Sviluppatori, analisti, progettisti: l’hi-tech cerca 45mila specialisti – L’Italia hi-tech senza 45mila tecnici
Tema: Nuovi posti di lavoro 

In Italia, tra il 2019 e il 2021 le sole imprese dell’Ict avranno bisogno di 45 mila tecnici. Figure professionali con forti competenze digitali: le più richieste saranno programmatori, sviluppatori di applicazioni, progettisti di impianti per tic. Una richiesta di fabbisogno che il mercato difficilmente riuscirà a soddisfare. Lo prevede uno studio dell’area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria sulla base di dad Istat e Unioncamere. «Le competenze digitali sono l’unico investimento strategico per il lavoro che cambia» spiega Laura Di Raimondo, direttore Asstel, l’associazione che riunisce le imprese della filiera delle dc. Una sfida che si può affrontare solo «ripensando gli attuali modelli educativi: oggi per molte professioni emergenti non esistono percorsi formativi adeguati». Il riferimento è al potenziale inespresso degli Istituti tecnici superiori (Its).
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cellino Maximilian 
Titolo: Spread sotto 200, ma è ancora alto – Lo spread va sotto 200 Ora testa il suo limite
Tema: Calo spread

Continua il calo dello spread. Ieri il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e il pari durata tedesco (BTp/ Bund) ha archiviato la seduta sotto quota 200 p.b., a 196,5 punti base, dai 204 punti base della vigilia. In lieve calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura viene indicato all’1,72%, dall’1,73% del closing della vigilia.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Trovati Gianni 
Titolo: Ultima lite sulle «gabbie salariali» dei Prof
Tema: Scuola e autonomie

Non è bastata l’ultima drastica revisione al capitolo scuola per far abbassare la temperatura nella maggioranza sull’autonomia differenziata. La tensione nel vertice mattutino di Palazzo Chigi è rimasta altissima: i Cinque Stelle hanno condannato la «voglia di gabbie salariali» della Lega, il leader del Carroccio Salvini ha accusato Di Maio di «voler impedire di mettere un letto in più in un ospedale o un corso in più in una scuola» alle Regioni che hanno i soldi per farlo. E i nuovi testi, figli dell’ultimo giro di riformulazioni, sono rimasti sul tavolo, oggetto di un vano tentativo di mediazione del premier Conte che è tornato a esaminarli articolo per articolo per poi stoppare ogni rischio di «allargamento del divario fra Regioni».
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Dominelli Celestina – Festa Carlo 
Titolo: Progetto Italia, ultimi ostacoli da superare per Cdp e banche – Progetto Italia, al traguardo mancano due ostacoli
Tema: Progetto Italia

Si lavora su Progetto Italia, il maxipolo delle costruzioni voluto da Salini Impregilo partendo dal salvataggio di Astaldi, ma per la quadratura del cerchio servirà ancora un supplemento di riflessione ai principali protagonisti della partita, a partire da Cassa depositi e prestiti. In via di definizione anche il fronte bancario, al momento non ancora totalmente compatto.Progetto Italia vicino al traguardo, ma per la quadratura del cerchio servirà ancora un supplemento di riflessione ai protagonisti.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Savelli Fabio 
Titolo: Intervista a Pietro Salini – «Progetto Italia, serve l’ultimo sforzo per rilanciare opere e occupazione»
Tema: Intervista a Pietro Salini

«II divario infrastrutturale tra l’Italia e gli altri Paesi europei negli ultimi 30 anni è diventato insostenibile. Non siamo stati all’altezza delle aspettative ed è ora di invertire questa tendenza costruendo un “progetto Italia” di lungo termine per preservare le nostre competenze, le nostre maestranze, la nostra capacità di ricerca, soprattutto per assumere quella dimensione competitiva che ci consente di crescere in tutto il mondo». Pietro Salini, 61 anni, sta vivendo giorni febbrili. Dice che la sua famiglia, azionista di controllo del primo costruttore d’Italia, la Salini Impregilo, «sta mettendo tutto quello che ha» per evitare che il «motore delle costruzioni finisca all’estero», con l’arrivo di gruppi internazionali con economie di scala in grado di aggiudicarsi sempre più gare nel nostro Paese restituendo alla filiera di sub-appaltatori esteri commesse a danno del nostro indotto.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mobili Marco – Parente Giovanni 
Titolo: Chiusura liti, la prima rata incassa sei volte il previsto – Pace fiscale, dalle liti incassi record Prima rata a 463 milioni, attesi 4 miliardi
Tema: Pace fiscale

La pace fiscale trova un tesoretto dalla sanatoria delle liti pendenti. Si profila un extragettito rispetto a quanto inizialmente stimato nella relazione tecnica al decreto fiscale collegato alla manovra di fine 2018. Alla fine del piano dei pagamenti spalmati in 20 rate trimestrali su tre anni si potrebbe arrivare a un incasso per l’Erario di 4 miliardi di euro, contro i 500 previsti. Questo se, come stima il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci, a fine 2019 si arrivasse a 800 milioni di incassi. Proiezioni e prospettive legittimate dai dati dei versamenti (aggiornati al 6 luglio) della prima o unica rata in scadenza lo scorso 31 maggio. Finora, infatti, sono stati incassati «463 milioni di euro rispetto ai 78 previsti», come ha sottolineato ieri il sottosegretario leghista. In pratica si tratta di un andamento sei volte superiore rispetto alle attese.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Biondi Andrea – Fotina Carmine 
Titolo: «I big del web a rischio posizione dominante»
Tema: Giganti del web

Sette anni fa non esistevano le telecomunicazioni in 5G; chi parlava di banda ultralarga era poco più di un visionario; l’intelligenza artificiale era fantaeconomia; i social network un gioco per pochi. Oggi, alla chiusura del mandato settennale, nella sua ultima relazione il presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, descrive un mercato delle comunicazioni completamente trasformato, al punto che le nuove piattaforme digitali – da Facebook a Google – rischiano di cancellare tutte le vecchie logiche costituendo nuove posizioni dominanti basate anche sull’utilizzo non regolato dei big data. «Viviamo già oggi, e vivremo sempre di più in futuro – ha detto Cardani in un passaggio della sua relazione – un’epoca di “trasformazione dei dati”. Già oggi possiamo affermare che Facebook ha trasformato in dati le relazioni sociali; Linkedin quelle lavorative; Twitter le opinioni e gli orientamenti; Amazon le propensioni al consumo, i gusti le capacità di spesa; Google, ragionevolmente, tutto questo, tutto insieme».
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Degli Innocenti Nicol 
Titolo: Tensione Iran-Inghilterra, petroliera sfugge a blocco – Stretto di Hormuz, Londra denuncia il tentato blocco di una petroliera Bp
Tema: Tensione Iran-Inghilterra

Sale la tensione tra Londra e Teheran. Una nave da guerra della Royal Navy ieri è intervenuta per minacciare tre navi iraniane che avevano tentato di bloccare British Heritage, una petroliera britannica di Bp che stava attraversando lostretto di Hormuz. Il ministerodella Difesa britannico ha annunciato la «violazione delle leggi internazionali» da parte delle tre navi iraniane, che hanno «costretto la HMS Montrose a posizionarsi tra le navi iraniane e British Heritage e a lanciare avvertimenti alle navi che poi si sono allontanate». Londra ha alzato il livello di allerta nella zona. Sia il Governo iraniano che la Guardia rivoluzionaria islamica hanno prontamente respinto la versione britannica degli eventi. «La nave britannica è passata – ha detto il ministro degli Esteri Javad Zarif -. Gli inglesi dicono cose per creare tensione e le loro parole non hanno alcun merito».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Guerrera Antonello 
Titolo: Teheran-Londra, prove di battaglia navale “Caccia nel Golfo a una petroliera inglese”
Tema: Tensione Iran-Inghilterra

La parola d’ordine a Londra è “no escalation”. Ma la tensione tra Regno Unito e Iran è altissima e così Londra ha deciso di innalzare a livello 3, quello massimo, l’allerta per decine di navi britanniche nel Golfo Persico. Perché quello che è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì è il segnale che un “incidente”, con conseguenze indecifrabili, è sempre più probabile. Due notti fa, secondo Londra, «alcune imbarcazioni iraniane hanno puntato la petroliera britannica British Heritage» (gestita dalla Bp) mentre attraversava lo stretto di Hormuz. Obiettivo: spingere la Heritage in acque iraniane inoltrate e probabilmente sequestrarla. A quel punto, è intervenuta immediatamente la vicina fregata britannica HMS Montrose, che si è frapposta tra la Heritage e le navi di Teheran, intimando a quest’ultime di allontanarsi, cosa che hanno fatto. Teheran smentisce la paternità delle navi, ma aveva fatto lo stesso con la Grace 1, la petroliera il cui sequestro la settimana scorsa ha innescato quest’ultima vendetta degli iraniani. Proprio ieri sono stati arrestati il capitano indiano e il suo vice della Grace 1, bloccata dai marines britannici su segnalazione degli americani: con tutta probabilità, la nave iraniana stava trasportando petrolio per il dittatore siriano Bashar al Assad.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: Tassa su Big Tech Trump valuta dazi contro la Francia
Tema: In Francia ok a tassa per i giganti del web

La Francia come la Cina. Donald Trump ha chiesto ai consiglieri «una reazione» all’imposta sui gruppi digitali approvata ieri dal Senato di Parigi. E il rappresentante per il Commercio, Robert Lighthizer, ha annunciato «l’apertura di un’indagine per stabilire se questa misura sia discriminatoria o irragionevole, se sovraccarichi o limiti il commercio con gli Stati Uniti». Lo strumento giuridico è l’Us Trade Act del 1974, usato già nel 2017 dall’amministrazione per denunciare «le scorrettezze» dei cinesi. Da h è partita la guerra commerciale tra Washington e Pechino. La Francia è il primo Paese a imporre un’imposta sul fatturato dei big della Silicon Valley, il cosiddetto «Gafa», cioè Google, Apple, Facebook e Amazon, più di un’altra trentina di imprese digitali che hanno ricavi globali superiori a 750 milioni di euro, di cui 25 milioni accumulati a nel territorio transalpino. L’iniziativa francese è stata letta come un tentativo per accelerare i negoziati multilaterali in corso all’Ocse, l’Organizzazione perla cooperazione e lo sviluppo economico che ha sede a Parigi.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Sorrentino Riccardo 
Titolo: Francia, via libera definitivo alla tassa sui colossi del web – La web tax francese è legge, Trump minaccia sanzioni
Tema: In Francia ok a tassa per i giganti del web

Francia, via libera definitivo alla tassa sul colossi del web che fa infuriare Washington, che ha minacciato nuovi dazi per ritorsione, si dovrebbe applicare a una trentina di colossi del web. Per lo Stato atteso un gettito di 400 milioni di euro nel 2019 e 65o nel 2020. Ma Web tax francese è legge. Incurante della decisione americana di aprire un’«inchiesta» che potrebbe portare a sanzioni commerciali, il Sénat ha approvato in via definitiva l’imposta sui Gafa (Google, Amazon, Facebook e Apple) destinata a colpire una trentinadi giganti intemet del mondo (anche Alibaba, Airbnb, Booking, Zalando, Ebay, Twitter, Axel Springer) e generare entrate per 400 milioni quest’anno e 650 milioni nel 2020. L’obiettivo della legge è tassare le imprese che «creano valore aggi unto grazie agli intemauti francesi», imponendo un prelievo pari al 3%dei ricavi. Colpirà i gruppi che generino un giro d’affari per più di 750 milioni di euro in totale e più di 25 milioni in Francia.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Vecchi Gian_Guido 
Titolo: Orlandi, riaperte le tombe: vuote – Caso Orlandi, le tombe sono vuote
Tema: Caso Orlandi

L’ultima falsa pista è l’immagine di due sepolcri vuoti, premessa dell’ennesimo «giallo» che si aggiunge a trentasei anni di depistaggi, inquinatori di pozzi e mitomani intorno al caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a quindici anni il 22 giugno 1983. Nel cimitero teutonico del Vaticano sono iniziate alle 8.15 di ieri le operazioni per aprire la «Tomba dell’Angelo» della principessa Sophie von Hohenlohe e per sicurezza, accanto, la tomba della principessa Carlotta Federica di Meclemburgo. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, aveva raccontato di aver ricevuto un messaggio anonimo, «cercate dove indica l’angelo», parlato di «segnalazioni interne al Vaticano dal 2017», e chiesto alla Santa Sede di aprire la tomba. Il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, aveva dato via libera all’istanza del legale della famiglia, l’avvocatessa Laura Sgrò. Una preghiera, silenzio teso scandito da frese e punteruoli, quindici uomini al lavoro e tre ore più tardi la sorpresa: le tombe sono vuote.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Romano Beda 
Titolo: Commissione Ue, von der Leyen verso una maggioranza scomoda
Tema: Presidenza Commissione Ue

Sarà un voto parlamentare incerto fino all’ultimo quello che dovrà affrontare martedì la candidata alla presidenza della Commissione europea. Ancora ieri deputati esprimevano scetticismo nei confronti di Ursula von der Leyen, anche se si stava delineando una maggioranza, forse anche con l’aiuto di esponenti euroscettici e nazionalisti. Non è ancora chiara la posizione di Lega e M5S, anche se un loro sostegno appariva ieri sera possibile, forse probabile. La candidatura della signora von der Leyen, nominata dai Ventotto il 2luglio scorso, si è rivelata controversa. Alcuni parlamentari non hanno apprezzato una scelta caduta dall’alto e che non ha rispettato il principio dello Spitzenkandidat. Altri non sono convinti dal programma presentato in questi giorni dalla candidata tedesca. ll voto di fiducia, che si terrà a Strasburgo dopo un dibattito in aula, avverrà a scrutinio segreto.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Emmott Bill 
Titolo: Da Johnson tante bugie Si esce dalla Ue solo con il ritorno alle urne – Sulla Brexit tante bugie e una certezza Dall’Ue si esce solo tornando alle urne
Tema: Prossime elezioni politiche britanniche

Fino al 24 luglio non sapremo se il primo ministro britannico sarà Boris Johnson o Jeremy Hunt, e forse fino alla fine delle vacanze non sapremo se e come il nuovo leader britannico sceglierà di negoziare con gli altri 27 membri dell’Unione europea. Ma una cosa è già certa, perché Theresa May l’ha dimostrata senza ombra di dubbio durante i suoi ultimi due anni al numero 10 di Downing Street: è impossibile che qualsiasi accordo di uscita dall’Unione europea passi dall’attuale Parlamento di Westminster. Solo il voto potrà cambiare la situazione. Quindi la questione cruciale in Gran Bretagna non è l’identità del nuovo primo ministro, ma piuttosto la data e le circostanze delle elezioni politiche necessarie per superare l’impasse. Questo conta per l’Italia e per gli altri Stati dell’Ue, perché significa che la gamma dei potenziali scenari è molto più ampia rispetto alla semplice alternativa su chi sarà il loro interlocutore tra i due ex ministri degli Esteri britannici di origine straniera — il biondo clown Boris Johnson, una celebrità, o l’affidabile ma noioso ex uomo d’affari, Jeremy Hunt.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Agliastro Giuseppe 
Titolo: Il reattore 4 di Chernobyl isolato con uno “scudo’
Tema: Isolato il reattore 4 di Chernobyl

Il reattore assassino di Chernobyl è stato finalmente isolato. Una gigantesca cupola d’acciaio copre adesso il famigerato reattore numero 4 che nella notte tra i125 e i126 aprile di 33 anni fa saltò in aria provocando la più grave catastrofe nucleare della storia. Il nuovo «scudo» protettivo si chiama New Safe Confinement e dovrebbe limitare le fughe radioattive per almeno un secolo. E’ un colosso di oltre 36.000 tonnellate, alto 110 metri e largo 256, ed è la struttura mobile più grande di sempre. E’ stato infatti realizzato in due parti, che sono poi state congiunte e spostate sopra il reattore. Per costruirlo ci sono voluti nove anni e 2,2 miliardi di euro: una cifra enorme, messa a disposizione da un fondo speciale della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) che ha raccolto i contributi di 45 Paesi, dell’Unione Europea e della stessa Bers.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Lerner Davide 
Titolo: L’assalto dei tifosi israeliani “Mohammed via dalla squadra”
Tema: Razzismo dei tifosi israeliani

«Muori, Mohammed!», «Morte ad Ali!». Gli ultras del Beitar di Gerusalemme, una delle principali squadre di calcio israeliane, hanno riservato un’accoglienza di fuoco al nuovo centrocampista nigeriano Ali Mohamed, tempestandolo d’insulti xenofobi e minacce durante un allenamento pre-campionato del club. Gli hooligans, noti per il loro razzismo e suprematismo ebraico, si sono opposti all’acquisto del centrocampista durante il calciomercato, desumendo dal nome che fosse musulmano. Era poi arrivata la demenziale rettifica: «Dopo innumerevoli verifiche e controlli sull’identità del calciatore Ali, possiamo confermare che si tratta di un devoto cristiano, e non ci opponiamo dunque al suo approdo nel club. Tuttavia, rimane il problema del nome: deve essere cambiato perché il nome Mohammed non può essere pronunciato nel nostro stadio». Così il comunicato di “La Familia,” il famigerato gruppo ultras del Beitar.
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