In evidenza sui maggiori quotidiani:
– Manovra, tensioni in maggioranza su quota 100 e cuneo fiscale.
– Pd-M5S verso l’asse elettorale, Salvini prepara la manifestazione di sabato a Roma.
– Turchia: anche l’Italia ferma l’export di armi, mentre Erdogan punta su Kobane.
– Catalogna: proteste a Barcellona dopo le condanne ai leader indipendentisti.
PRIMO PIANO
Politica interna
Testata: Corriere della Sera
Autore: Meli Maria_Teresa
Titolo: Pd, l’asse elettorale con il Movimento allarma gli ex renziani
Tema: Maggioranza
La volontà da parte di Nicola Zingaretti di creare un asse strategico con il M5S spiazza parte del Pd. Orfini è stato il più esplicito nella critica alla mossa (“Io non voglio costruire un’alleanza con questo M5S che sguazza nell’antipolitica, ritiene che il garantismo sia una bestemmia e che vuole smantellare la democrazia rappresentativa. Io, superata l’emergenza, voglio provare a batterlo”), ma non è il solo ad assumere questa posizione: gli ex renziani rimasti nel partito in queste ore si sono riuniti informalmente per fare il punto della situazione e per fissare alcuni paletti, convinti che questa alleanza possa contribuire a dare nuove armi ad Italia Viva di Renzi. Regalare altri voti all’ex premier, secondo i dirigenti di «Base riformista», sarebbe dunque un errore. Perciò Guerini ha spiegato ai suoi: “Il tema va affrontato con intelligenza e prudenza, intanto lavoriamo insieme al governo e vediamo come gli esiti di questo lavoro mettono radici nel Paese”. Dunque, un certo disagio per le ultime mosse del segretario c’è. Ma Zingaretti non indietreggia e ieri non ha nascosto di aver apprezzato le parole di Beppe Grillo, favorevole all’intesa. “È giusto ricercare i punti di incontro”.
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Testata: Giornale
Autore: Cesaretti Laura
Titolo: L’analisi – Il superinciucio tra Pd e M5s tenuto nascosto – Il superinciucio tra 5 stelle e democratici che tengono nascosto fino all’ultimo
Tema: Maggioranza
“Non faremo alleanze ma patti civici”, dice Luigi di Maio, mentre Nicola Zingaretti evoca la necessità di “aprire un processo, di non far scontrare le differenze, ma ricercare nel merito delle cose dei punti di incontro”. Sembra sempre più chiara quindi la direzione di Pd e M5S verso una intesa che vada oltre le ragioni contingenti del governo Conte bis. L’obiettivo è un rapporto “strategico”, che porti ad un fronte comune alle prossime politiche. Il più entusiasta è Beppe Grillo: bisogna “vincere vecchie inimicizie creando altrettante imprevedibili nuove consapevolezze”, dice l’ex comico, forse puntando ad una egemonia grillina su un Pd indebolito dall’uscita di Renzi. L’accordo permetterebbe inoltre al M5S di uscire dalla storica irrilevanza nelle elezioni locali, appoggiandosi alla base consolidata del Pd. Ma “abbiamo bisogno di tempo per far digerire l’alleanza i nostri”, ha spiegato Di Maio a Zingaretti nella cena di qualche sera fa.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Imarisio Marco
Titolo: I 5 Stelle e la realtà – Da Movimento a partito I Cinque Stelle e la realtà
Tema: Maggioranza
In dieci anni il M5S è passato dal teatro Smeraldo di Milano, dove Beppe Grillo nel 2009 inaugurò le cinque stelle, ai ristoranti di Eataly, simbolo dell’avvicinamento al Pd. L’abituale raduno appena concluso a Napoli era molto temuto dai vertici pentastellati, perché era il primo appuntamento pubblico dopo l’ennesima metamorfosi seguita all’alleanza con il Partito democratico. La previsione generale era che in questo matrimonio di convenienza il Pd avrebbe perso la sua anima, mentre invece pare che sia soprattutto il M5S ad essere mutato, normalizzandosi nella forma di un vero e proprio partito. Non mancano neppure le correnti, sinistra e destra contrapposte, al punto che ieri a Luigi Di Maio nella sua prolusione finale è uscita di bocca la parola «sintesi», tanto amata dai vecchi leader democristiani nonché panacea di ogni dissenso interno. Gli effetti della cura Salvini hanno anche rappresentato un notevole bagno di realtà per M5S e i suoi massimi dirigenti. Non è possibile stare dentro le istituzioni e al tempo stesso scimmiottare il decisionismo e la carica destabilizzante dell’alleato leghista.
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Testata: Repubblica
Autore: Ciriaco Tommaso
Titolo: A Conte la laurea di democristiano ad honorem
Tema: Conte ad Avellino
La visita del premier Giuseppe Conte ad Avellino, patria della vecchia Dc. “Non mi prendo troppo sul serio – confida il presidente del Consiglio – Ma sì, certo, farò la mia parte per federare il nuovo centrosinistra”. A rendergli omaggio, tutte le figure storiche della Democrazia Cristiana campana, Bianco e De Mita, Peppino Gargani, Nicola Mancino, Gianfranco Rotondi e Clemente Mastella, in trasferta dal feudo di Benevento. E Conte sembra calarsi perfettamente nel ruolo. “Serve una rinnovata presenza dei cattolici, un potente risveglio dal torpore. Rimane attuale l’invito di Sturzo a essere “liberi e forti” e a impegnarsi in politica. Più che di una rinnovata Democrazia cristiana, parlerei di una rinnovata democrazia dei cristiani”, dice dal palco. Non è importante che il premier si senta davvero un “nuovo Prodi”. Conta solo smacchiare il passato gialloverde e spruzzarlo con un po’ di bianco dicci.
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Testata: Messaggero
Autore: Pucci Emilio
Titolo: Renzi-Salvini, duello tv senza regole né claque (e Conte nel mirino)
Tema: Confronto Renzi – Salvini
Questa sera a Porta a Porta su Rai Uno l’atteso faccia a faccia tra Matteo Salvini e Matteo Renzi. I due leader si sono accordati per una mezz’ora di domande incrociate, senza pubblico in studio o limiti di tempo nelle risposte. L’ex ministro ieri ha preparato il duello con la sua “Bestia”, la macchina della comunicazione guidata da Morisi. L’ex premier, invece, ha sentito Presta, l’impresario tv che gli sta organizzando la Leopolda. Di sicuro Sal vini rinfaccerà al suo avversario la giravolta dell’accordo con M5S: «Lui ha la capacità, di cui io sono sprovvisto, di cambiare idea ogni quarto d’ora». Mentre l’ex segretario dem lo attaccherà proprio sull’esecutivo “giallo-nero” (così lo definisce) che a suo dire rischiava di portare il Paese direttamente nell’abisso. Curioso che la battaglia in tv si terrà quando il Cdm sulla legge di bilancio sarà in corso. Renzi continua a prendere le distanze su alcune scelte dell’esecutivo e Salvini aspetta solo di capire se e come aumenterà l’imposizione fiscale per punzecchiarlo.
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Testata: Stampa
Autore: La Mattina Amedeo
Titolo: Retroscena – Salvini prova a dare la spallata al governo Silvio teme i fischi
Tema: Opposizione
Sabato Matteo Salvini vuole riempire San Giovanni a Roma, per la prima manifestazione del nuovo centrodestra unito, sicuro di vincere le regionali in Umbria. Parte quindi l’operazione spallata al governo Conte bis, con l’obiettivo di uccidere in culla l’alleanza Pd-M5S anche nella prospettiva delle elezioni politiche. E se poi Matteo Renzi nel 2020 darà una mano a Matteo Salvini, potrebbe aprirsi una crisi politica con il disarcionamento di Giuseppe Conte. E non è detto che si vada subito al voto, visto che il taglio del numero dei parlamentari non consiglia più la corsa alle urne. Si potrebbe verificare uno smottamento, di cui si sentono i rumori, nei gruppi parlamentari di maggioranza, soprattutto in quello grillino. Insomma, dietro quella piazza c’è un disegno che potrebbe però rivelarsi velleitario, anche perché il centrodestra è un campo di battaglia e le intenzioni finali di Silvio Berlusconi sono sempre imperscrutabili. Inizialmente l’ex Cavaliere aveva rinunciato a prendere parte alla manifestazione, per non dare la sensazione di accodarsi ad una iniziativa altrui; poi però ha cambiato idea: “Il 19 sarò in piazza contro questo governo di sinistra che oltre a tassare e spendere vuole mettere le manette agli evasori”. La verità è che l’ex premier vuole prendersi la scena, marcare il terreno.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Sarzanini Fiorenza
Titolo: Copasir, via all’indagine sul Russiagate
Tema: Russiagate
L’indagine che sarà avviata oggi al Copasir sul caso Russiagate ruoterà intorno a due interrogativi: perchè il premier Conte non informò il Comitato parlamentare di controllo sui servizi di aver autorizzato l’incontro tra il ministro della Giustizia americano William Barr con i capi degli 007? E perchè non ha avvisato i ministri competenti? Le verifiche che saranno compiute saranno allargate anche a quanto accaduto negli ultimi giorni con la guerra all’interno delle strutture di intelligence e i tentativi di coinvolgere altre istituzioni nella vicenda. L’appuntamento è fissato alle 14, quando l’ufficio di presidenza stilerà il calendario delle audizioni. L’altra, delicatissima questione, la solleva Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir per Forza Italia: “Il capo del governo ci dovrà dire come mai non abbia ritenuto di dover smentire ufficialmente la falsa notizia, gravissima, diffusa da “fonti” di Palazzo Chigi, che il Quirinale era stato informato degli incontri costringendo la presidenza della Repubblica a diramare un comunicato”.
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Testata: Repubblica
Autore: Folli Stefano
Titolo: Il punto – Mattarella in Usa un viaggio delicato
Tema: Mattarella negli USA
Il viaggio del Capo dello Stato Mattarella a Washington si annuncia cruciale, sia per le delicate questioni di politica estera in corso, dalla Libia alla Turchia, sia per comprendere la direzione che l’Italia intende intraprendere nei rapporti con i partner internazionali, dopo la stagione salviniana, ma anche per le implicazioni del cosiddetto Russiagate. Se la politica estera deve esprimere un punto di vista nazionale, al di là delle divisioni tra maggioranza e opposizione, Mattarella in Usa potrà adesso esporre un quadro più chiaro. In attesa che le scelte del governo Conte in relazione alla crisi curda si rivelino più efficaci di quel che sembrano. Su un altro piano Salvini ha l’opportunità di metter fine al suo auto-isolamento all’estrema destra, ritrovando un rapporto con forze conservatrici ma non marginali: da Orban alla destra del Partito Popolare.
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Economia e finanza
Testata: Corriere della Sera
Autore: D. Mart.
Titolo: L’ultimo giorno per trovare l’intesa Si tratta su quota 100 e cuneo fiscale
Tema: Manovra
Il Consiglio dei Ministri è stato spostato alle 21 di oggi, termine ultimo per approvare il Documento programmatico di bilancio, che entro il 15 ottobre deve essere inviato alla Commissione Ue e all’Eurogruppo. Il rinvio è sintomatico della crescente tensione all’interno della maggioranza, soprattutto su quota 100, cuneo fiscale, manette agli evasori e limite all’uso del contante. Ieri sera M5S e Pd si sono affrontati a colpi di “veline” girate a giornali e Tg: il M5S insiste nella volontà di tagliare il cuneo fiscale a favore delle imprese e non toccare quota 100, mentre il Pd la priorità rimane l’aumento degli stipendi. Dura poi la posizione di Italia Viva di Renzi contro quota 100, che “è una ipoteca sulla nuova generazione”, come detto dalla Boschi. “Non si inneschi una guerra tra poveri mettendo pensionati contro lavoratori”, replica Di Maio.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Sensini Mario – Marro Enrico – Voltattorni Claudia
Titolo: Tetto ai contanti – Contanti, tetto a mille euro Detrazioni in base al reddito
Tema: Manovra
A poche ore dalla consegna a Bruxelles del Documento con tutti i numeri della manovra, i veti incrociati ancora impediscono un’intesa nella maggioranza, mentre il ministro dell’Economia ha trovato altri 3 miliardi di entrate per il 2020, grazie al gettito delle tasse pagate dagli autonomi e da chi ha un regime forfettario più alto del previsto per un miliardo e mezzo. Così si è deciso di far slittare la seconda rata delle loro imposte 2019 al 2020, col risultato di accrescere le entrate del prossimo anno di 3 miliardi. Il che semplifica molto, ma non risolve tutti i nodi “politici” della manovra: non è ancora chiaro infatti il destino di quota 100, ma anche sul tema della stretta sul contante c’è poca chiarezza: il premier e il ministro dell’Economia spingono per un tetto abbassato dagli attuali 3mila euro a mille euro: questa misura aiuterebbe lo sviluppo dei pagamenti elettronici su cui si basa il piano anti-evasione per recuperare 7 miliardi, ma che rischia di non produrre risultati senza i disincentivi prima previsti, poi cassati. Ma resta aperta anche la discussione sul cuneo fiscale: l’idea è quella di una riduzione progressiva delle aliquote di detrazione a partire dai 100-120 mila euro di reddito annuo, fino al loro esaurimento per chi dichiara oltre 300 mila euro annui. Dall’anno prossimo potrebbero esordire le prime detrazioni in “conflitto di interesse”, per le spese in settori dove si sospetta un’ampia evasione. Rispunta anche la «plastic tax» su contenitori ed imballaggi, così come l’idea di commisurare una parte delle imposte delle imprese alle loro emissioni inquinanti.
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Testata: Stampa
Autore: Bertini Carlo
Titolo: Manovra, non c’è accordo Scontro Di Maio – Renzi – Manovra in confusione, scontro Pd-M5S
Tema: Manovra
Giuseppe Conte ha rinviato il Consiglio dei Ministri che dovrà approvare il Documento programmatico di bilancio a questa sera: “Per me la manovra è del governo ed è di tutti. Invece mi sembra che tutti stiano pensando ai propri orticelli”, dice il premier, al termine di una giornata di braccio di ferro tra le forze di maggioranza. Al centro della discussione soprattutto cuneo fiscale e pensioni. “Quota 100 è pensato solo per chi ha già diritti”, attacca Matteo Renzi che vuole “togliere quella misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori”. Ma Di Maio non ci sta e teme di creare nuovi esodati. Sul cuneo fiscale invece il Pd difende a spada tratta il taglio delle tasse sul lavoro e per trovare le risorse è disponibile anche a ritoccare le finestre di quota 100. “Se non c’è accordo, meglio prendersi un giorno in più, basta fare le cose per bene”, dice il premier, che vuole definire i dettagli per quota cento e mettere in campo “uno sforzo enorme anti-evasione”: che richiede in questa prima fase altri miliardi da trovare. Conte media su tutto, ma punta a intestarsi soprattutto una cosa: il superbonus antievasione, concesso a chi usa carte di credito, con premi della Befana per i pagamenti a ristoranti, idraulici, elettricisti e quant’altro.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Mobili Marco – Trovati Gianni
Titolo: Fisco, rinvio rate per 4 milioni d’imprese – Il governo rinvia le rate fiscali e trova 3 miliardi per il 2020
Tema: Manovra
Il ministro dell’Economia ieri ha annunciato la proroga al 16 marzo per le rate fiscali previste al 18 novembre, grazie ad una trovata contabile da 3 miliardi. Una grossa boccata d’ossigeno per quell’ampia parte dei 4 milioni di imprese e professionisti forfettari o soggetti agli «indici di affidabilità fiscale» che ha deciso di rateizzare o versare in ritardo con la maggiorazione dello 0,4% il conto di quest’anno. In tal modo il governo va anche incontro alle richieste avanzate in più occasioni dal Consiglio nazionale dei commercialisti, dai sindacati dei professionisti e dalle associazioni di categoria che più volte avevano chiesto la «proroga degli Isa». Questi tre miliardi di incassi attesi dalle due rate di fine ottobre e metà novembre non servono ai saldi di quest’anno, ormai agganciati a un deficit dei 2,2% certificato dalla Nadef. Ma sono preziosissimi peri saldi del prossimo anno. Perché mantenere la rotta del disavanzo al 2,2% fra le mille opposizioni che arrivano dai partner di maggioranza sulle ipotesi di copertura non è semplice.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Picchio Nicoletta
Titolo: Intervista ad Alessio Rossi – Giovani imprenditori. Rossi: made in Italy leader, ma la crescita resta debole – «Manovra insufficiente per spingere la crescita»
Tema: Crescita
Alessio Rossi, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha scelto la parola “Campioni” come slogan del prossimo convegno di Capri, in programma tra venerdì e sabato: “Vogliamo raccontare una storia che inizia non con “c’era una volta”, ma facendo domande e dandoci risposte da imprenditori”, spiega Rossi; “Vogliamo raccontare non solo come inizia il futuro, ma il futuro che vorremmo, con una visione dell’Italia a medio termine, con il senso di responsabilità che ci contraddistingue e non sempre contraddistingue chi ci governa”. Continua Rossi: “Siamo il secondo paese manifatturiero d’Europa, nonostante i divari che abbiamo, dal costo del lavoro al costo dell’energia al peso del fisco. Siamo campioni e spesso non ci rendiamo conto della nostra forza. Il nostro export nei primi sei mesi dell’anno ha avuto un andamento migliore rispetto alla domanda mondiale. Campioni ne abbiamo, e molti. Ma potrebbero essere assai di più se avessimo condizioni di contesto adeguate. È di questo che abbiamo bisogno: di un sistema paese che funzioni e che non renda fare impresa un percorso ad ostacoli”. Poi un commento sulle misure della prossima manovra: “Non ci sono contenuti adeguati per spingere la crescita. Si è voluto scongiurare l’aumento dell’Iva, ma questo non è l’unico problema del paese. Abbiamo chiesto un taglio al cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, e non delle imprese, per sostenere i consumi: l’intervento che si delinea da poco più di 2 miliardi non è sufficiente”.
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Testata: Messaggero
Autore: Dimito Rosario
Titolo: Salvataggio Alitalia sbloccato dal vertice tra Conte e Atlantia – Alitalia, il vertice Conte-Atlantia sblocca il salvataggio con Ferrovie
Tema: Alitalia
Il governo sblocca il salvataggio di Alitalia mettendo Fs e Atlantia nella condizione di presentare in serata al Mise e ai commissari una proposta vincolante, sia pure condizionata e che necessita di alcune settimane di tempo per rifinirla in termini di prezzo e piano industriale. Dal colloquio di domenica tra Conte e i vertici di Atlantia, trapelano segnali positivi che potrebbero diradare le incertezze sul futuro del gruppo autostradale anche in relazione alle concessioni. Intanto ieri pomeriggio, presso la sede di Atlantia, ci sarebbero stati gli incontri, separati, dei manager del gruppo autostradale e di Fs con il capo della direzione commerciale di Lufthansa, Harry Hohmeister. Il manager tedesco avrebbe rilanciato la proposta di un’alleanza commerciale, giudicata però troppo light per mettere i due partner italiani nelle condizioni di scaricare Delta che verserà 100 milioni. Ieri sera sarebbe iniziato il cda di Fs per avviare il lavoro finale. Il board potrebbe restare aperto fino a stasera in attesa che il consiglio di Atlantia, convocato per il pomeriggio, si esprima sulla partecipazione alla cordata.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Berberi Leonard – Savelli Fabio
Titolo: Alitalia, verso la miniproroga Fs e Atlantia: avanti con Delta
Tema: Alitalia
Verso una schiarita il dossier Alitalia. II doppio incontro di Lufthansa ieri a Roma prima con Ferrovie dello Stato poi con Atlantia si conclude con i tedeschi che si dicono disposti a un impegno più concreto, ma nella realtà tornano a Francoforte senza alcuna promessa — a partire da quella sull’equity — condizione minima per poter avviare un tavolo. Delta Air Lines quindi resta in vantaggio, se non altro perché gli unici finora disposti a sborsare 100 milioni di euro, oltre ad aver messo nero su bianco un piano industriale. Oggi pomeriggio è previsto il decisivo doppio consiglio di amministrazione di Fs ed Atlantia. Nella lettera al ministero dello Sviluppo economico Ferrovie — il condizionale è d’obbligo — dovrebbe formalizzare la costituzione di un consorzio per la stesura dell’offerta vincolante nel giro di qualche settimana.
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Testata: Repubblica
Autore: Rampini Federico
Titolo: Il Nobel a chi combatte la povertà in strada – Nobel contro la povertà
Tema: Nobel
I vincitori del premio Nobel per l’economia quest’anno sono tre. Una coppia, marito e moglie: l’indiano Abhijit Banerjee e la francese Esther Duflo, entrambi docenti al Massachusetts Institute of Technology. Il terzo è l’americano Michael Kremer, che insegna ad Harvard. Tutti e tre sono studiosi dello sviluppo, distinti per aver “introdotto un nuovo approccio per ottenere risposte affidabili sui modi migliori per combattere la povertà globale. In due decenni, il loro nuovo approccio sperimentale ha trasformato l’economia dello sviluppo, che ora è un fiorente campo di ricerca”, come si legge nelle motivazioni del premio. Niente proclami ideologici quindi, bensì la ricerca delle soluzioni che funzionano, sperimentandole sul campo per sottoporle alla prova dell’efficacia. Uscire dalle stanze dell’accademia, andare tra la gente a vedere cosa funziona e cosa no. L’approccio sperimentale, giustamente premiato dal Nobel, richiede allo studioso serio di consumare la suola delle scarpe: andare sul terreno, studiare caso per caso, distinguere, entrare nel vivo delle cose che interessano o preoccupano o spaventano i cittadini.
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Testata: Repubblica
Autore: Rifkin Jeremy
Titolo: Energia verde Così l’Italia può rinascere – Green New Deal
Tema: Energia green
Il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) stima che l’attività umana abbia causato l’innalzamento della temperatura di 1° rispetto ai livelli preindustriali e prevede che se superasse 1,5° si scatenerebbero accelerazioni che decimerebbero gli ecosistemi terrestri. Per evitare questa catastrofe, dovremmo ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 45% rispetto ai livelli del 2010, e ci restano solo dodici anni per farlo. Ciò richiederà una trasformazione senza precedenti dell’economia, della società e del nostro stesso modo di vivere. Di fronte a questa situazione, le nuove generazioni stanno guidando una mobilitazione planetaria inedita a sostegno di un Green New Deal globale per salvare la vita sulla Terra e lanciare un audace movimento politico che rivoluzionerà la società. Paesi dipendenti dai fossili come l’Italia saranno presi fra due fuochi: il crollo del prezzo delle rinnovabili da una parte e gli stranded asset fossili dall’altra. L’Italia e il mondo hanno bisogno di una nuova visione economica per passare da una civiltà fossile agonizzante alla nascente civiltà verde. Costruire una nuova civiltà ecologica dalle ceneri della civiltà dei fossili richiederà uno sforzo collettivo che deve riunire governo, economia e societä civile con un mix di capitali pubblici, di mercato e sociali, per realizzare rapidamente l’infrastruttura della terza rivoluzione industriale a zero emissioni e portare l’umanitä in un’era sostenibile.
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Societa’, istituzioni, esteri
Testata: Corriere della Sera
Testata: Corriere della Sera
Autore: Sarcina Giuseppe
Titolo: Trump: sanzioni contro Erdogan L’Italia blocca le armi alla Turchia
Tema: Turchia
Il presidente USA Trump annuncia sanzioni contro la Turchia, chiedendo ad Erdogan di fermare le operazioni in Siria. Al tempo stesso però, difende la scelta di smantellare i presidi statunitensi lungo il confine turco-siriano: “Ma veramente c’è qualcuno che pensa che dovremmo andare in guerra contro un membro della Nato, come la Turchia?”. E’ quindi evidente come sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea siano in difficoltà sulla vicenda: le truppe di Bashar al Assad sono già arrivate nella cittadina di Manbij, al confine con la Turchia, muovendosi nel vuoto lasciato dai soldati americani, mentre da Ankara, lo stesso Erdogan fa sapere che i piani non cambiano. Il leader turco si mantiene in stretto contatto con Vladimir Putin, in attesa di ricevere la visita, annunciata ieri, del vice presidente americano Mike Pence. E ancora difficile capire se Siria e Turchia riusciranno a evitare la guerra aperta e a trovare un nuovo equilibrio, coinvolgendo anche l’Iran. Intanto ieri il Consiglio dei ministri degli esteri Ue, riunito in Lussemburgo, ha deciso di bloccare la vendita delle armi alla Turchia. Il bando sarà attuato secondo tempi e modalità stabilite Paese per Paese. Anche l’Italia fermerà le consegne “per i futuri contratti e ordinativi”, ha precisato il ministro Luigi Di Maio. II governo di Roma si aggiunge, dunque, a quelli di Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svezia e Finlandia.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Romano Beda
Titolo: Turchia, anche l’Italia ferma l’export di armamenti – Turchia, anche l’Italia blocca l’export di armi
Tema: Turchia
I 28 Paesi dell’Unione Europea ieri hanno raggiunto un accordo per condannare le operazioni turchie in Siria: i ministri degli Esteri hanno stabilito l’inizio di un embargo europeo sulla vendita delle armi alla Turchia. L’Alto Rappresentante per la Politica estera Federica Mogherini ha sottolineato l’accordo all’unanimità sul comunicato finale: “Tutti i Paesi si sono impegnati al blocco dell’export degli armamenti alla Turchia”. L’Italia ha promesso un congelamento dell’export in tempi brevissimi, che permetta di superare anche le “complicazioni legali” che riguardano la partecipazione di alcuni Paesi europei alla Nato, di cui fa parte anche la Turchia. La questione quindi ha finito per riguardare la potenziale incompatibilità politica tra l’appartenenza all’Unione e l’appartenenza alla Nato. D’altro canto, quando si parla di embargo sulle armi, la paura di alcuni Paesi membri – in primis l’Ungheria e la Bulgaria – è di scatenare la reazione della Turchia che ha già minacciato di lasciare scappare verso l’Europa migliaia di rifugiati attualmente sul proprio territorio. Anche il Regno Unito ha rumoreggiato ieri contro un embargo comunitario e contro una condanna della Turchia, Paese alleato nella Nato. È probabile che Londra voglia evitare scossoni con Ankara.
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Testata: Repubblica
Autore: D’Argenio Alberto – De Marchis Goffredo
Titolo: Ue, basta armi ai turchi Ma solo in futuro
Tema: Turchia
La presa di pozisione dell’Europa sull’invasione turca del Rovaja arriva flebile dopo una giornata di trattative: i ministri degli esteri condannano Ankara, impegnandosi a “prendere posizioni nazionali forti rispetto alla politica di export di armi”, ma di fronte alla sostituzione etnica programmata nel Kurdistan siriano e alla drammaticità della situazione, l’iniziativa è troppo debole per provare a mettere fine al blitz militare del terzo esercito più potente della Nato. Quello deciso ieri in Lussemburgo non è infatti un embargo, che avrebbe richiesto uno specifico regime sanzionatorio, ma una dichiarazione firmata da tutti e ventotto i governi dell’Unione con l’impegno allo stop nazionale. Diversi paesi, infatti, hanno preferito restare cauti. A partire dal Regno Unito. C’è anche una ragione pratica, spiegava Federica Mogherini: «In questo modo la misura ha un’applicazione più veloce» ed evita «complicazioni legali» ai paesi Ue partner della Turchia nella Nato. La misura però non ferma la Turchia, come ricordava all’A dnkronos Emced Osman, portavoce del Consiglio democratico siriano: “È una decisione importante, ma Ankara ha già abbastanza armi per uccidere il nostro popolo”.
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Testata: Repubblica
Autore: Ansaldo Marco
Titolo: Erdogan punta su Kobane Verso lo scontro frontale con l’esercito di Damasco
Tema: Turchia
Recep Tayyip Erdogan annuncia che l’operazione turca procede verso la città di Ayn al-Arab, ovvero Kobane, in lingua curda. E dunque, nella notte, via alla sfilata di blindati, carri armati e unità militari che dai dintorni di Suruc, la città gemella che le sta di fronte in territorio turco. Kobane ormai è sotto tiro. Ieri è stata la volta di Manbij, altra città chiave, sgombrata infine dai marines americani, tuttora in mano curda, ma ora destinata a capitolare. Intanto Damasco ha risposto affermativamente alla richiesta curda di unire le forze. I nemici di ieri diventano gli alleati di oggi. E l’esercito di Bashar al-Assad è subito entrato a Tell Tamer, a soli 35 km dalla frontiera turca. Stando ai media siriani è già a Manbij e raggiungerà Kobane nelle prossime ore. Il pericolo, adesso, è quello di uno scontro frontale tra Turchia e Siria.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: L.V.
Titolo: Per i leader catalani indipendentisti pene tra 9 e 13 anni – Cent’anni di solitudine (in carcere) ai nove ribelli della Catalogna
Tema: Proteste in Catalogna
Ieri la Corte suprema di Madrid ha condannato i leader indipendentisti catalani, colpevoli di aver tentato di sovvertire l’ordine pubblico in Spagna con il referendum sulla secessione dell’ottobre 2017: 13 anni al leader Oriol Junqueras, per gli altri tra i 12 e i 9 anni, mentre per Carles Puigdemont scatta il mandato di cattura internazionale. “Torneremo più forti. Non c’è altra soluzione che la costruzione di un nuovo Stato indipendente”, ha commentanto dal carcere Junqueras, mentre in Catalogna la sentenza ha scatenato le proteste di piazza dei cittadini: a Barcellona i manifestanti hanno bloccato alcune stazioni della metropolitana arrivando a scontrarsi con la polizia all’aeroporto. Il premier socialista Pedro Sanchez ieri ha evidenziato la “necessità di aprire un nuovo capitolo basato sulla coesistenza pacifica in Catalogna attraverso il dialogo nei limiti della Costituzione spagnola”.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Montefiori Stefano
Titolo: Al match con la Francia tornano i saluti militari E diventa un caso la finale di Champions
Tema: Turchia
I giocatori turchi sono tornati a fare il saluto militare andando a festeggiare davanti ai tifosi la qualificazione quasi certa agli europei del 2020 dopo la partita di ieri contro la Francia, replicando il gesto che ha scatenato molte polemiche nel mondo del calcio. Discussioni che si allargano anche all’opportunità di far disputare la prossima finale di Champions League a Istanbul, sede scelta dalla Uefa. In molti, tra cui il ministro italiano dello sport Vincenzo Spadafora, chiedono uno spostamento. Mentre ieri il club tedesco St.Pauli ha licenziato Cenk Sahin, che nei giorni scorsi aveva a sua volta pubblicato un post di sostegno all’esercito di Erdogan.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Nicastro Andrea
Titolo: I giudici riaccendono Barcellona – Condanne severe ai leader catalani A Barcellona toma la rivolta
Tema: Proteste in Catalogna
Condannati con pene severe i leader catalani per il tentativo di secessione andato in scena nel 2017: dai 9 ai 13 anni di carcere e mandato di cattura internazionale per chi si è riparato all’estero, come l’ex presidente catalano Puigdemont, attualmente in Belgio. La sentenza del Tribunale Supremo spagnolo ha riacceso le proteste di piazza, soprattutto per le strade di Barcellona: cortei, sit-in, cariche di polizia e fino a tarda notte un’imponente manifestazione, con decine di voli e treni bloccati, oltre all’autostrada paralizzata. “La brutalità giudiziaria di un regime repressivo ha punito dei cittadini che hanno cercato la via democratica per far valere la propria opinione. E un’atrocità. Condannando loro si condannano gli oltre due milioni di persone che hanno partecipato al referendum”, commenta l’ex presidente Puigdemont. Sul fronte opposto, il premier spagnolo Pedro Sánchez, ha sottolineato la solennità del momento con una dichiarazione tv alla nazione. “La decisione dei giudici conferma la sconfitta di un movimento che non ha trovato alcun riconoscimento internazionale — ha detto —. È tempo di aprire un nuovo capitolo sulla questione catalana”. Al di là delle reazioni bellicose, però, la sentenza apre anche uno spiraglio di riconciliazione. La Procura aveva chiesto la condanna a 30 anni per il reato di ribellione. Non è stata invece riconosciuta dai giudici una “violenza finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo” e quindi il reato più grave è caduto.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: …
Titolo: Elisabetta, la Brexit e la corona più leggera
Tema: Brexit
Nel corso del tradizionale Queen’s Speech a Westminster, la Regina Elisabetta, che non ha indossato la corona imperiale, ha ribadito: “Assicurare una Brexit il 31 ottobre è sempre stata una priorità del mio governo”. Ma una nuova legge sull’immigrazione “getterà le basi per un sistema giusto, moderno e globale. Il mio governo rimane impegnato nell’assicurare che i cittadini Ue residenti, che si sono integrati e hanno dato un contribuito al Regno Unito, abbiano il diritto di rimanere”.
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Testata: Repubblica
Autore: Rodari Paolo
Titolo: Il gendarme del Papa costretto a lasciare I cardinali temevano il suo esercito
Tema: Vaticano
Dopo la pubbllicazione sui giornati del documento di servizio interno con cui l’allora capo della Gendarmeria vaticana Domenico Giani sostendeva dai rispettivi incarichi di cinque persone dopo una segnalazione dello Ior su “operazioni finanziarie apparentemente irregolari”, lo stesso Giani è stato costretto alle dimissioni. Alcuni ritengono che, oltre all’uscita sui giornali del documento interno, abbia pesato sull’immediata accoglienza delle dimissioni del comandante da parte del Papa la perquisizione che la Gendarmeria ha svolto (con il sequestro di documenti e computer) in segreteria di Stato due settimane fa. I metodi in particolare, secondo una vulgata, sarebbero stati troppo irruenti.
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Testata: Stampa
Autore: Perosino Monica
Autore: Perosino Monica
Titolo: Il Senato tradisce Kaczysnki: niente maggioranza assoluta per il PiS
Tema: Polonia
Jaroslaw Kaczynski potrebbe aver perso per soli tre seggi la maggioranza assoluta nel Senato polacco. Questo significa che il governo rischia la paralisi su quelli che sono i suoi cavalli di battaglia, dalla riforma della giustizia al cambiamento della Costituzione. Il PiS, il partito di Kaczynski, avrebbe ottenuto 48 senatori, tredici in meno rispetto alle scorse elezioni, su 100 seggi totali. All’opposizione, nel suo complesso, andrebbero almeno 51 senatori: 43 alla filo-europea Coalizione civica, 3 al Psl, 2 alla Sinistra e 3 a candidati indipendenti oppositori del PiS. Se venisse eletto il senatore della Konfederacia, Kaczynski avrebbe un potenziale alleato, ma non basterebbe comunque.
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