Il M5S chiude con Salvini – «Inaffidabile»
– Da Giovannini a Gabrielli, i nomi in campo per il governo di legislatura
– Salvini: Governo Pd-M5s? Pronti alla piazza
– Iva, 80 euro e pace fiscale: il rompicapo della manovra
– Brexit, sull’Europa il piccone di Boris
– La Spagna offre porti ai migranti. Open Arms: «È troppo lontano»
– Kabul, l’Isis rivendica l’attentato alle nozze
PRIMO PIANO
Politica interna
Testata: Corriere della Sera
Autore: Di Caro Paola
Titolo: Il M5S chiude con Salvini – «Inaffidabile». No M5S a Salvini
Tema: Crisi di governo
Ormai è rottura tra Movimento Cinque Stelle e Lega. «Salvini è inaffidabile» dice Grillo che apre a un contratto con il Pd. Replica il leader leghista: «Se i pentastellati vogliono Renzi lo dicano». E si appella alla piazza. Gli risponde l’altro vicepremier Di Maio: «Noi siamo forti e compatti, lui invece ha pugnalato noi e il Paese alle spalle». Domani il premier Conte va in Senato. E diventa sempre più concreta l’ipotesi di un governo giallorosso. Prodi propone un’alleanza «Ursula», con i partiti che in Europa hanno votato per la von der Leyen, ovvero Pd, M5S e Forza Italia. Ma con gli azzurri che, a differenza di Strasburgo, resterebbero all’opposizione.
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Testata: Repubblica
Autore: De Marchis Goffredo
Titolo: Da Giovannini a Gabrielli, i nomi in campo per il governo di legislatura – Prodi apre ai 5Stelle Zingaretti frena: teme la scissione renziana
Tema: Governo di legislatura
“In pista Letta, Cantone e il Professore”. Alla galoppata verso la maggioranza Pd-5 stelle si unisce un purosangue come Romano Prodi. Il Professore benedice l’ipotesi di un nuovo governo di legislatura, fatto in maniera seria. Preceduto addirittura da «due congressi e un conclave» che presuppongono tempi non compatibili con l’agenda di Sergio Mattarella. Ma quello che conta è l’impronta del padre dell’Ulivo sulla possibile curva risolutiva della crisi. Con una novità clamorosa per la recente storia politica: Prodi sdogana per la prima volta Silvio Berlusconi, l’eterno avversario. Infatti l’ex premier del centrosinistra immagina una coalizione “Ursula”. O meglio Orsola per italianizzarla. Cioè un esecutivo sostenuto dalle forze che hanno votato per la neopresidente della commissione europea Von der Leyen. Che sono: il Partito democratico, il Movimento grillino e i popolari europei di cui fanno parte Berlusconi e Forza Italia. Solo così l’esecutivo sarebbe blindato in chiave europeista.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Labate Tommaso
Titolo: Il retroscena – E ora i democratici non escludono il Conte bis – Nel negoziato cade il tabù Conte Il Pd pronto a valutare il bis
Tema: Conte bis
Domani sarà il giorno della verità. Ma ora n Pd ora è pronto a trattare sul fatto che il premier possa farlo di nuovo Conte. L’altro fronte della trattativa è il veto su Di Maio al governo. I 5 Stelle non possono accettarlo. Casaleggio avrebbe preferito le urne. Ha cambiato idea per i sondaggi sul M5S.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Caccia Fabrizio
Titolo: Zingaretti sul pressing anti-urne: sì, ma in Aula ci vogliono i numeri
Tema: Pd
Lo spartiacque è domani. E tutto il Pd è in attesa: «Mi accontento di poco. Vorrei che questo governo andasse a casa. Martedì». Così ha twittato ieri l’ex premier Paolo Gentiloni. Appunto, martedì. Cioè domani, il giorno del redde rationem del premier Conte in Senato. E anche se dopo il summit domenicale a Marina di Bibbona il M55 ha quasi sancito la fine del governo con la Lega, la linea del segretario Nicola Zingaretti non cambia di un millimetro ed è la stessa dettata tre giorni fa a Cecina, che a pensarci è a un tiro di schioppo (15 km) da Marina di Bibbona: <Pd pronto al voto, senza paura — ribadirà Zingaretti anche mercoledì in Direzione — nessun governicchio>.
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Testata: Stampa
Autore: Menduni Marco
Titolo: Capriola di Salvini: “Ascolterò Conte Ma se non mi convince si voti subito”
Tema: Crisi di governo
Matteo contro Matteo. L’ancora vicepremier Salvini approda alla Verslliana dopo le vacanze toscane a villa Verdini con corredo di fiori di zucca. L’appuntamento è per il tardo pomeriggio, ma tant’è il richiamo dei social network è troppo invitante. Così parte la stoccata su Facebook: «Non darò mai a nessuno la soddisfazione di aprire i portoni e far entrare Renzi e il Pd». Incalza: «Se non c’è un governo la strada maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora». Così si dispiega la tattica del leader leghista a ventiquattro ore dalle dichiarazioni del premier Giusppe Conte in Senato. Personalizzare lo scontro. Comunque vada, il refrain sarà lo stesso: l’omonimo del Pd è il nemico da battere. Se qualcuno aiuterà «quel Pd» a tornare in sella, sarà lui il traditore.
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Testata: Stampa
Autore: Magri Ugo
Titolo: Retroscena – Il timore di Mattarella: una crisi senza fine dominata dai tatticismi
Tema: Crisi
Domani prima che venga sera Conte chiederà udienza a Mattarella, porgerà le sue dimissioni e così pure il sessantacinquesimo governo della Repubblica verrà archiviato. Perlomeno questo è lo scenario che al Quirinale viene considerato più probabile, visto come se le cantano i Cinque stelle e la Lega. Solo probabile, però; non ancora sicuro al cento per cento perché nulla è chiaro e tanto meno definitivo nelle intenzioni dei protagonisti, che «chissà quante volte potranno cambiare idea nelle prossime ore», sussurra un frequentatore del Colle. Salvini, per citare uno a caso, non ha escluso di tornare sui suoi passi, se lo dice non è perché trema dalla paura ma in quanto ancora spera di trovare sponde dall’altra parte; allo stesso modo sbaglia chi considera Di Maio granitico nelle sue convinzioni.
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Testata: Il Fatto Quotidiano
Autore: Palombi Marco
Titolo: Ue, Conte nomina il commissario: mai pensato di farlo lui – Conte non pensa all’Ue e nominerà il commissario
Tema: Crisi
Il Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha cambiato idea: la crisi di governo dovrà essere “trasparente” e avvenire nelle aule parlamentari. Giuseppe Conte non ha cambiato idea: la crisi di governo dovrà essere “trasparente” e avvenire nelle aule parlamentari. Il presidente del Consiglio ha il sostegno pieno del Movimento 5 Stelle, che lo candidò ministro, lo volle poi a Palazzo Chigi e ora giura che dal suo nome non si muoverà neanche in caso di nuovo esecutivo: promesse – ribadite ieri durante il pranzo a casa di Beppe Grillo – come ce ne sono a migliaia durante una crisi e che certo fanno piacere all’autobattezzato “avvocato del popolo”, ma la cui tenuta, lo sa per primo lui, andrà verificata al Quirinale.
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Testata: Giornale
Autore: de Feo Fabrizio
Titolo: Forza Italia non cede: un governo giallorosso è alleanza innaturale
Tema: Forza Italia
Alla vigilia del dibattito in Senato e delle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, Forza Italia riflette su come gestire la crisi. Silvio Berlusconi dalla Francia osserva in silenzio la partita a scacchi che si consuma nella maggioranza uscente – quella tra Lega e M5s – e nella nuova maggioranza in via di formazione tra Pd e grillini. La linea ufficiale resta quella dei giorni scorsi: nessun cedimento, nessuna possibilità di prendere parte a un governo a trazione giallorossa. L’unica via percorribile resta quella di un governo di centrodestra, numeri permettendo, o al limite un governo di unità nazionale con il contributo della Lega.
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Testata: Giornale
Autore: Sallusti Alessandro
Titolo: Intervista a Matteo Salvini – Salvini chiama le piazze – «Ascolterò Conte senza pregiudizi Governo Pd-M5s? Pronti alla piazza»
Tema: Intervista a Matteo Salvini
«Fossimo una democrazia normale non avrei dubbi: demos e kratos, potere al popolo. E non dico quelli con le bandiere rosse là fuori. Siamo una Repubblica fondata sul lavoro e le istituzioni democratiche, se cade il governo la cosa migliore è chiedere agli italiani chi vogliono li governi per i prossimi 5 anni». Se fossimo un Paese normale… «Lo so bene. L’ho scoperto in questi dieci giorni e sono contento di averlo fatto venire a galla: per qualcuno la poltrona conta più della democrazia. Siamo tutti in mano a una trentina di senatori renziani. Neanche del Pd, di un pezzo del Pd. Sanno che se si va alle urne non li vota nemmeno il loro babbo. Per questo sono disponibili a votare pure il governo di Pippo, Pluto, Topolino e dei Fantastici 4».
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Testata: Giorno – Carlino – Nazione
Autore: Coppari Antonella
Titolo: Intervista a Renato Brunetta – Il lodo Brunetta «Un esecutivo di responsabili» – «Governo dei responsabili. Con la Lega»
Tema: Intervista a Renato Brunetta
Un governo del Presidente con tutti dentro, ma proprio tutti: Lega compresa. Renato Brunetta — ministro nell’ultimo governo Berlusconi — va oltre la proposta ‘Ursula’ di cui si parla in queste ore. Non solo i partiti che in Europa hanno votato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sono chiamati a partecipare all’iniziativa, ma lo stesso Salvini che sta provocando la crisi. Come mai onorevole Brunetta? «Premesso che non ho cambiato idea, e ritengo irresponsabile e masochista da parte di Salvini aver aperto la crisi nel mese di agosto con l’economia in recessione, detto questo aggiungo pure che bisogna azzerare tutto. Si azzera il governo M5s-Lega e se ne fa uno con tutti quelli che ci stanno, per salvare l’Italia da una congiuntura spaventosa dal punto di vista economico-finanziario, ma anche istituzionale e democratico».
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Testata: Repubblica
Autore: Lopapa Carmelo
Titolo: Il ritorno di Letta (Gianni) “Sganciamoci da Salvini”
Tema: Crisi di governo
L’ex sottosegretario Letta, aiutato da Tajani, spinge Berlusconi verso il sì alla coalizione Ursula. Ma in Forza Italia la fronda leghista guidata da Ghedini e Ronzulli è ancora forte.
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Testata: La Verita’
Autore: Rico Alessandro
Titolo: Intervista a Giovanni Toti – «Voglio un centrodestra dei sì per un piano di grandi opere»
Tema: Intervista a Giovanni Toti
Il leader di Cambiamo: «Fi che sostiene l’accordo Pd-5 stelle sarebbe imbarazzante. Salvini spiazzato dai poltronari. L’esecutivo di sconfitti non è sintonizzato con il Paese».
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Testata: Repubblica
Autore: Folli Stefano
Titolo: Il punto – La mossa di Prodi e un patto difficile
Tema: Crisi
Nelle ore in cui i Cinque Stelle consumano la frattura finale con Salvini e il salvinismo, Romano Prodi ruba la scena ai tanti che si sono affollati sul palco della strana crisi in cui non si dimette mai nessuno. Lo fa con il peso della sua autorità e nell’intento di dare uno sbocco all’ipotesi di “governo di legislatura” che finora è apparso solo un tentativo di rimandare il ritorno alle urne. Prodi si guarda bene dal polemizzare con Renzi, il primo ad aver proposto l’intesa Pd-5S, ma in realtà la sua prospettiva è più ambiziosa. Non un governo di breve durata la cui unica missione sia di sterilizzare l’aumento dell’Iva, senza che finora nessuno abbia specificato come (attraverso l’aumento del deficit, interpreta qualcuno). In realtà Prodi sembra preoccupato di venire incontro alle preoccupazioni di Mattarella.
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Testata: Repubblica
Autore: Mauro Ezio
Titolo: L’editoriale – La buona politica e i grandi camaleonti – I grandi camaleonti
Tema: Crisi
Dunque dopo Ferragosto Salvini «non è più credibile» per il Movimento Cinque Stelle, che ha riunito ieri il suo stato maggiore a casa di Grillo, in mancanza di sedi, organi e regole dove esercitare la democrazia interna alla luce del sole, in passaggi delicati e decisivi come una crisi di governo. E’ la risposta grillina alle avance sguaiate e affannose di Salvini, che dopo aver affondato il governo con un diktat, si è spaventato ai primi timidi segnali di flirt tra i Cinquestelle e il Pd, e sta corteggiando Di Maio per incerottare l’alleanza, in modo da tenersi stretta la poltrona del Viminale.
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Testata: La Verita’
Autore: Belpietro Maurizio
Titolo: L’editoriale – Renzi vuol fare il Commissario Ue – L’obiettivo segreto del Bullo è arrivare a Bruxelles
Tema: Crisi
Dopo aver attaccato chi, nel partito, parlava di intesa coni pentastellati, s’è intestato il dialogo e ha iniziato a dare interviste all’estero. Il motivo? Punta alla poltrona di Bruxelles. Sa che molti, Zingaretti in testa, non vedono l’ora di poterselo levare di torno. E tra 5 anni…
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Testata: La Verita’
Autore: Telese Luca
Titolo: Intervista a Marco Minniti – «Pd e M5s da soli non bastano a fare un governo» – «Per fare un governo noi e i pentastellati da soli non bastiamo»
Tema: Intervista a Marco Minniti
L’ex ministro dell’Interno: «Il Colle vuole soltanto maggioranze ampie. Ma la storia d’amore tra Lega e grillini può ricominciare».
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Testata: Repubblica
Autore: Casadio Giovanna
Titolo: Intervista a Francesco Boccia – Boccia “No al patto con M5S ma se lo facciamo davvero Boschi sia ministro”
Tema: Intervista a Francesco Boccia
Francesco Boccia (deputato Dem), alla proposta di Prodi di una “coalizione Ursula” per uscire della crisi è favorevole o contrario? «Il Professore sa quanto affetto provo nei suoi confronti, ma la “coalizione Ursula” in Italia avrebbe senso se ci fossero impegni chiari. Con la destra e la sinistra insieme in Europa sono cresciuti i nazionalismi. Se con la von der Leyen, donna del Ppe, si cambia passo, lo capiremo nei prossimi mesi. Non mi sembra abbastanza per fare nascere un governo in Italia».
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Trocino Alessandro
Titolo: Intervista ad Andrea Marcucci – Marcucci: un’intesa per l’interesse nazionale Fico? È imparziale, mi ha impressionato
Tema: Intervista ad Andrea Marcucci
<Sono spaventato da Salvini. Dai suoi modi, dai suoi toni, de come irride le istituzioni. E’ vero, abbiamo cambiato idea sui 5 Stelle, ma di fronte a emergenze vere bisogna reagire con forza, il bene della Repubblica deve venire prima degli interessi di parte>. Andrea Marcucci, capogruppo al Senato ed esponente del Pd vicino a Matteo Renzi, attende al varco il governo uscente (sempre che lo sia), alla prova del Senato.
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Economia e finanza
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Dell’Oste Cristiano – Parente Giovanni
Titolo: Iva, 80 euro e pace fiscale: il rompicapo della manovra
Tema: Scelte fiscali
Non c’è solo l’aumento dell’Iva. La prossima manovra – a prescindere da chi la scriverà – sarà un rompicapo. Tra risorse da recuperare, promesse da mantenere e rincari d’imposta da scongiurare. Ecco alcuni degli snodi più delicati. 1) Aumento dell’Iva. Anche se tutte le forze . politiche dicono di voler tagliare le tasse dal 2020, il rincaro dell’Iva è la vera ipoteca sui conti pubblici (e sulle tasche degli italiani). Un doppio aumento già previsto a legislazione vigente dal prossimo 1° gennaio: dal 10 al 13% e dal 22 al 25,2 per cento. A livello di singola famiglia, il rincaro pesa in media 541 euro all’anno. Per l’Erario, invece, significa 23,1 miliardi di entrate, che dovrebbero essere coperte con altre risorse, se si vuole tenere ferma l’Iva. Le soluzioni sono sempre le stesse tre: alzare altre imposte; ridurre la spesa pubblica (tagliando sconti fiscali e/o investimenti); aumentare il deficit (affrontando la Commissione europea e i mercati finanziari).
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Longo Morya
Titolo: Debito pubblico, in due anni «tassa» da 5 miliardi di interessi in più – L’incertezza politica ha un costo alto: 5 miliardi d’interessi extra sul debito
Tema: Debito pubblico
Mentre la politica annuncia tagli alle tasse, si arrovella su come evitare l’aumento dell’Iva e litiga sul calendario, il Governo gialloverde vive un passaggio decisivo (domani Conte riferirà al Senato) lasciando all’Italia una gabella da 2,8 miliardi nel 2019 e da altri 2,3 nel 2020. Un conto che il Paese non avrebbe dovuto pagare se, sui mercati, i BTp e i BoT si fossero comportati come i più tranquilli titoli di Stato spagnoli. E che invece deve onorare: a tanto ammontano infatti gli interessi aggiuntivi, rispetto a quelli che avremmo pagato se avessimo avuto tassi uguali a quelli di un Paese paragonabile all’Italia, come appunto la Spagna, su tutte le emissioni di titoli di Stato effettuate tra maggio 2018 e agosto 2019. Si tratta di interessi effettivi, non stimati: il calcolo è realizzato su tutti i titoli di Stato emessi durante il Governo Conte.
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Testata: Libero Quotidiano
Autore: Zulin Giuliano – Gonzato Alessandro
Titolo: Forum – Gli imprenditori vogliono votare
Tema: Imprenditori
“L’aumento Iva non ci sarà, le coperture ci sono già. Pure a Londra tifano Matteo premier”. Salvini ha elencato in Senato un po’ di imprenditori che preferiscono votare, piuttosto che tirare a campare. Non è solo una questione di vicinanza politica con la Lega. Anche. Tuttavia la speranza dei signori che mandano avanti questo Paese è poter finalmente liberarsi dei “no” grillini a grandi opere e investimenti, vitali per sviluppare qualsiasi attività economica, e soprattutto riuscire a utilizzare le scarse disponibilità economiche dello Stato allo scopo di varare uno choc fiscale, in modo da recuperare il gap concorrenziale con le aziende europee, le quali magari non pagano meno tasse tuttavia godono di servizi pubblici decenti e una burocrazia leggera.
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Testata: Repubblica Affari&Finanza
Autore: Bisin Alberto
Titolo: Il commento – L’economia è a rischio ma la sinistra è senza soluzioni
Tema: Crisi economica
La discussione riguardo alla legge di bilancio e all’aumento dell’Iva – si farà, chi la farà, cosa ne dirà l’Europa – è tristemente irrilevante. Il paese non è in una crisi congiunturale la cui soluzione sarebbe possibilmente ritardata da una crisi di governo. Il paese è in un declino economico ormai pluri-decennale e nessuna delle parti politiche ha una valida strategia di politica economica da comunicare al paese, una strategia su cui costruire il supporto politico per una serie di riforme che possano invertire questa tendenza strutturale. La sinistra in particolare continua a proporre varianti della sua offerta politica di sempre, forme più rispettabili delle politiche populiste: spesa pubblica, ma con giudizio.
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Testata: L’Economia del Corriere della Sera
Autore: Fubini Federico
Titolo: Borse in altalena, tassi sotto zero cosa ci aspetta al rientro? – Germania e crescita zero perché il pessimismo non è obbligatorio
Tema: Borse in altalena
Improvvisamente, dopo anni di distratto ottimismo, è diventato saggezza convenzionale fra gli osservatori prevedere un’imminente recessione nelle economie avanzate. Una moda intellettuale che si afferma ha sempre alla radice validi argomenti, ma questo non garantisce che riesca a sopravvivere per molto tempo. Resta dunque da capire se si confermerà fondata la psicosi ormai diffusa fra gli analisti e sui mercati finanziari di una caduta imminente dei fatturati negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, nell’area euro e persino in Cina. Non mancano le spie rosse ormai accese in molti angoli dell’economia globale: dai mercati finanziari, all’andamento della produzione industriale in vari paesi, agli indici di fiducia. Ma ci sono anche elementi che consentono di immaginare un futuro prossimo migliore: le scelte di Berlino, Pechino e (forse) di Trump potrebbero arrestare la tendenza negativa.
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Testata: Repubblica Affari&Finanza
Autore: Guerrera Antonello
Titolo: Brexit, ecco il conto di Boris – Brexit, sull’Europa il piccone di Boris il conto finale della fuga di Londra
Tema: Brexit
E ora? Che cosa accadrà con il temutissimo e imminente “No Deal”? E che impatto avrà oltremanica, in Europa e in Italia? Il neo premier britannico Boris Johnson, l’uomo che disse “fuck business” – “fanculo gli affari” – in campagna per la Brexit nel 2016, è colui che ha promesso l’uscita del Regno Unito dall’Ue il prossimo 31 ottobre, “do or die”, “vita o morte”, con o “senza accordo”, ovvero il “No Deal”. Uno scenario, quello della Brexit dura, oramai sempre più realistico, visto che un dialogo tra Johnson e le autorità Ue per un’uscita “soft” di Londra dall’Europa sembra impossibile. Il nodo del confine irlandese è stato la prima causa dello stallo Brexit. Ora vengono le conseguenze economiche, potenzialmente molto gravi.
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Testata: Giornale
Autore: Orsini Erica
Titolo: Dossier Brexit: «Londra non avrà cibo e medicine» – Brexit, Londra senza cibo e medicine
Tema: Brexit
Scaffali vuoti, benzina esaurita, porti e aeroporti nel caos, medicinali che scarseggiano, contestazioni al nuovo confine con l’Irlanda. Si chiama «Operazione Yellowhammer» il documento governativo riservato che delinea lo scenario apocalittico del Regno Unito in caso di Brexit senza accordo. Ma è stato anche varato un atto ufficiale di rottura con la Ue. Ieri Downing street ha annunciato il provvedimento che cancella l’adozione nell’ordinamento nazionale delle norme europee. In sostanza l’abolizione dell’European Communities Act del 1972 che sarà efficace dal momento dalla data della Brexit, il prossimo 31 ottobre. Il Sunday Times è venuto in possesso di una copia del documento riservato e l’ha pubblicata in esclusiva. Redatto dall’Ufficio di gabinetto, il dossier svela i piani segreti dell’esecutivo di Boris Johnson per evitare un collasso totale nelle infrastrutture nazionali.
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Testata: Repubblica Affari&Finanza
Autore: De Ceglia Vito
Titolo: Alimentare, l’etichetta della discordia l’Italia difende le sue eccellenze – Cibo, l’etichetta della discordia le multinazionali assediano l’Italia
Tema: Alimentare
“E’ caos sui valori nutrizionali indicati sui prodotti: ogni paese adotta regole diverse”. In Europa è entrata nel vivo, con toni accessi e senza esclusioni di colpi, la battaglia sulle etichette nutrizionali dei prodotti alimentari. In gioco, ci sono la salute di 500 milioni di consumatori europei e interessi economici che Eurostat quantifica in oltre 1 trilione di euro. Tanto vale il mercato comunitario del food&beverage, un macro-settore che genera un valore aggiunto di 230 miliardi di euro e dà lavoro a quasi 5 milioni di persone. Numeri che lo rendono la più grande industria manifatturiera della Ue. La disputa parte da lontano, cioè da quando è entrato in vigore l’obbligo di dichiarazione nutrizionale sui prodotti pre-confezionati alimentari in commercio nei supermercati del vecchio continente (Reg. Ue n.1169/2011, art. 35).
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Bruno Eugenio
Titolo: Il fondo per gli atenei torna ai livelli del 2010 Premiato chi migliora – Fondo università ai massimi dal 2010
Tema: Fondo università
Cresce il Fondo di finanziamento ordinario delle università: dal 7,34 miliardi del 2018 passa ai 7,45 del 2019 e raggiunge di nuovo – dopo anni altalenanti ma comunque di “magra”- i livelli pre-crisi del 2010. Per trovare un budget maggiore bisogna infatti risalire al 2009. I fondi premieranno la capacità di miglioramento delle singole accademie cattività come il trasferimento tecnologico o l’apertura di sedi all’estero.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Casadei Marta – Finizio Michela
Titolo: Rimini, Firenze e Venezia le regine del tempo libero – Rimini incoronata da turisti ed eventi In coda Enna e il Sud
Tema: Indice del tempo libero
Una componente chiave dell'”italian lifestyle” che piace così tanto all’estero è senza dubbio la capacità di vivere appieno il proprio tempo libero, sfruttando una serie di possibilità legate sia al territorio sia all’offerta culturale. Proprio quest’ultima, unita al fascino esercitato sui turisti, mette Rimini e provincia in testa alla classifica generale dell’Indice del tempo libero, terza tappa di avvicinamento alla Qualità della vita 2019, edizione che celebra i 30 anni dell’indagine del Sole 24 Ore sul buon vivere. Per mantenere un’offerta ampia e competitiva sono necessari investimenti costanti. Lo dimostra il caso di Rimini, protagonista di uno «sviluppo sostenibile, orientato sempre più sul versante della cultura, dell’ambiente», racconta il sindaco Gnassi.
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Testata: Stampa
Autore: Barbera Alessandro
Titolo: Retroscena – Commercio, Argentina, India e Cina Ecco i focolai della recessione globale
Tema: Recessione globale
Gli amanti della cabala dicono che siamo già in ritardo, visto che la storia ci ha imposto una grande crisi ogni dieci anni. Ma c’è chi invita alla prudenza, e a tenere distinti i segnali che arrivano dalle sale operative dei trader da quelli dell’economia reale. «Una recessione, seppur a bassa intensità, in Europa c’è già dalla fine dell’anno scorso», dice Gianluca Codagnone di Fidentiis. «Se guardo gli ultimi dati sulla fiducia del consumatore americano non la vedo negli Stati Uniti». Nel timore del peggio sia la Federal Reserve che la Banca centrale europea hanno invertito la rotta dei tassi, alimentando un enorme mercato di titoli obbligazionari con rendimenti zero o negativi, un quarto dell’intero stock in circolazione.
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Testata: L’Economia del Corriere della Sera
Autore: de Bortoli Ferruccio
Titolo: Fisco: la crisi rinvia l’atteso taglio Rischiamo tasse ancora più alte (tra aumenti Iva e mercati) – La cambiale nascosta L’Iva funesta la vera storia del «pagherò» più rimandato d’Italia
Tema: Fisco
L’Iva funesta. Ora il problema è quello di disinnescare le clausole di salvaguardia, inserite ancora una volta nella legge di Bilancio del 2019, per scongiurare l’aumento dell’Iva dal primo gennaio del prossimo anno. Dal 22 al 25 per cento per l’aliquota massima. E dal 10 al 13 per cento per quella intermedia. Occorrono 23,1 miliardi. Solo per il 2020. Non sono spiccioli. Un aggravio calcolato nella media di 541 euro annuali per ogni famiglia. Ma per una coppia con due figli a carico si potrebbe arrivare a 756 euro all’anno. Disinnescarlo è la nuova priorità. Peccato che la clausola esista dal 2011 e che nessun governo negli ultimi otto anni abbia trovato la forza per attaccare seriamente l’evasione o per puntare sugli investimenti produttivi che l’avrebbero resa inutile.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Bruno Riccardo
Titolo: Se la classe media non va in vacanza – Turismo, cala la spesa degli italiani «La classe media non va in vacanza»
Tema: Turismo
Siamo ancora nel periodo delle vacanze e i conti definitivi si dovranno fare alla fine. Ma per ora arrivano segnali di flessioni per presenze e incassi. Dal Veneto alla Versilia, dalla Sardegna al Lazio. La stagione turistica non sta andando benissimo, anche se non ovunque. Ed è soprattutto la classe media che ha ridotto o rinunciato alle vacanze. Fa eccezione Milano, dove sono aumentate le presenze.
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Testata: Libero Quotidiano
Autore: Rubini Fabio
Titolo: Intervista a Claudio Durigon – «Pur di attaccarci M5S mente sulle pensioni»
Tema: Intervista a Claudio Durigon
«Quota 100 è un flop: ogni dieci uscite solo tre assunzioni». Titolava così ieri, con grande risalto in prima pagina, Il Messaggero. In quello che è parso un affondo deciso ad uno dei due (l’altro, ovviamente, è la Flat Tax non ancora realizzata) provvedimenti economici bandiera di Matteo Salvini. A difendere il provvedimento, così, ci si è messo uno dei suoi padri: Claudio Durigon, onorevole della Lega, sottosegretario al Lavoro e politiche sociali del governo Conte ed ex vice segretario dell’Ugl (Unione generale del lavoro). Onorevole Durigon, il suo risveglio non deve essere stato dei migliori. I numeri su quota 100 non sembrano essere quelli sperati. Che ne pensa? «Che con quota 100 la disoccupazione è in calo e chi lo nega mente».
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Testata: Repubblica
Autore: Occorsio Eugenio
Titolo: Intervista a Jean-Claude Trichet – Jean-Claude Trichet “Riforme o la crisi vi colpirà duro”
Tema: Intervista a Jean-Claude Trichet
«L’area euro è due volte più dipendente dal commercio internazionale dell’America. La Germania è colpita duramente ma la situazione è altrettanto pericolosa per l’Italia cheè un forte Paese manifatturiero. E per il vostro Paese c’è anche la sfida di dover convincere ogni giorno gli investitori della propria affidabilità. È una sfida non priva di rischi, ma l’Italia ci ha abituati a tenerci col fiato sospeso». Jean-Claude Trichet, già presidente della Bce dal 2003 al 2011, si dimostra preoccupato per le tensioni internazionali e anche per gli equilibri interni dei diversi Paesi: «Vedete— ci dice senza ironia dal suo buen retiro in Bretagna — l’Italia, ottava potenza mondiale, per tutte le altre economie industriali è una sorta di esperimento da laboratorio».
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Societa’, istituzioni, esteri
Testata: Corriere della Sera
Autore: Sciacca Alfio
Titolo: La Spagna offre porti ai migranti Open Arms: «È troppo lontano»
Tema: Migranti
Ringraziano ma non hanno alcuna intenzione di lasciare il mare di Lampedusa. Anzi ora chiedono di sbarcare urgentemente. L’Open Arms rifiuta l’offerta della Spagna di un porto sicuro che ieri sembrava la via d’uscita alla situazione di stallo che blocca sulla nave ancora 107 migranti. «Dopo 26 giorni di missione, 17 di attesa (oggi sarà il 18° giono ndr), l’intervento del Tar, 6 Paesi disposti a ospitare i migranti ora volete che navighiamo per 950 miglia, circa 5 giorni, verso Algeciras, il porto più lontano del Mediterraneo?», chiede il fondatore di Open Arms Oscar Camps che in un tweet allega la foto del tragitto che dovrebbe fare. Dunque la nave resta ancorata a 300 metri da Lampedusa dove si trova ormai da quattro giorni. E dove ieri sono arrivati 16 migranti intercettati su un barchino dalla Guardia di finanza. Non si intravedono vie d’uscita perché ora anche la magistratura si ferma.
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Testata: Stampa
Autore: Grignetti Francesco
Titolo: La Spagna ora apre “il porto più vicino” Ma l’equipaggio rifiuta
Tema: Migranti
E’ la giornata delle sorprese, ma anche del gioco di nervi per la Open Arms. Si comincia al mattino, quando viene fuori che l’ispezione medica a bordo non ha trovato condizioni tali da dichiarare una emergenza igienico-sanitaria. Certo, 107 persone più l’equipaggio che si ritrovano ristrette su un ponte di nave da 17 giorni significa uno stress psico-fisico eccezionale. L’umore è pessimo. Ma i risultati dell’ispezione non giustificano un intervento eccezionale da parte della procura di Agrigento. Ed è arrivato il via libera da parte del governo spagnolo. L’esecutivo del socialista Pedro Sanchez ha indicato il porto di Algeciras, vicino a Gibilterra, come «luogo sicuro» dove i naufraghi avrebbero potuto sbarcare. Una scelta in polemica con Salvini. Ma l’equipaggio rifiuta.
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Testata: Libero Quotidiano
Autore: Veneziani Gianluca
Titolo: L’Ong ha barato I migranti non erano né malati né minori – La Open Arms ha mentito I clandestini non erano né minorenni né malati
Tema: Migranti
Una nuova ispezione medica ordinata dalla Procura certifica che sulla nave ferma al largo delle nostre coste non esiste alcun allarme sanitario. Vogliono solo farci spalancare i porti.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Venturini Franco
Titolo: Il corsivo del giorno – Il rompicapo afghano tra stragi Isis, Talebani e i rischi del ritiro Usa
Tema: Il rompicapo afghano
Per chi vuole compiere una strage (e a Kabul questa genia non è poi tanto rara) i matrimoni in stile afghano sono occasioni da non perdere. Se i genitori degli sposi possono permetterselo gli invitati sono centinaia, uomini e donne sono separati nelle loro «zone» e formano così bersagli indipendenti, la confusione provocata dal kamikaze di turno facilita la fuga di eventuali complici. Purtroppo non stupisce, allora, che le vittime dell’attacco di sabato siano state 63, e i feriti 180. Con due particolarità: il massacro non è stato rivendicato dai Talebani bensì dai locali adepti dell’Isis; e ad essere colpiti dai terroristi sunniti, non per la prima volta, sono stati membri della minoranza Hazara di fede sciita.
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Testata: Repubblica
Autore: Cadalanu Giampaolo
Titolo: La firma dell’Isis sulla nuova strage 63 morti alla festa di nozze a Kabul
Tema: Strage a Kabul
L’uomo con il giubbotto esplosivo si è fatto largo fra gli invitati al matrimonio, nel salone delle feste Dubai City Hall di Darul Aman road, a Kabul, mentre questi ballavano e applaudivano. Poi, raccontano i testimoni fra le lacrime, c’è stato un lampo, e la gioia è diventata tragedia. Sessantatré vite stroncate, almeno 180 feriti, e l’illusione di una vita normale dissipata ancora una volta. Poche ore dopo l’attentato, l’Isis-Khorasan ha rivendicato con un messaggio via Telegram quello che ha definito «un attacco contro infedeli». Ma a indicare i responsabili sarebbe bastata la scelta dell’obiettivo, in pieno quartiere hazara. Gli invitati erano membri della minoranza sciita, che gli integralisti sunniti considerano “eretici”. Attraverso il portavoce Zabihullah Mujahid, i talebani hanno preso le distanze da ogni attacco che coinvolga donne e bambini. Ma secondo il presidente Ashraf Ghani, gli “studenti coranici” hanno la responsabilità di aver creato le condizioni adatte al terrorismo.
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Testata: Stampa
Autore: Stabile Giordano
Titolo: Kamikaze Isis alla festa “Puniti gli afghani traditori” – Kabul, l’Isis rivendica l’attentato alle nozze “Abbiamo punito i soldati afghani traditori”
Tema: Attentato a Kabul
“Dopo il massacro nel centro commerciale con 63 vittime. II governo tratta con gli Usa il ritiro delle truppe”. In un comunicato su Telegram i jihadisti hanno spiegato che prima un attentatore suicida, «Abu Asem al-Pakistani», si è fatto saltare in aria e poi è esplosa un’autobomba parcheggiata all’ingresso, «causando 400 tra morti e feriti tra i rinnegati e i membri apostati delle truppe afghane». È possibile che alla festa partecipassero alcuni militari, ma la rivendicazione suona delirante. L’obiettivo non era certo militare, lo scopo soltanto quello di terrorizzare. L’Isis si è impiantato con duemila jihadisti nelle province orientali di Nangarhar e Kunar, combatte contro tutti, compresi i Taleban, e cerca di far breccia anche nel confinante Pakistan. Non a caso ha pubblicizzato il kamikaze di origine pachistane. Alla strategia di destabilizzazione si unisce ora la necessità di far deragliare le trattative fra gli eredi del mullah Omar e gli Stati Uniti.
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Testata: Giornale
Autore: Micalessin Gian
Titolo: Matrimonio di sangue
Tema: Attentato a Kabul
Attentato Isis a Kabul, 63 morti a una festa di nozze. Mentre l’accordo tra Casa Bianca e talebani è vicino: gli Usa lasceranno l’Afghanistan, gli studenti coranici avranno il potere. E il Paese tornerà nel caos.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Rosaspina Elisabetta
Titolo: Macron riceve l’ospite Putin, «indispensabile» su Iran e Siria
Tema: Macron riceve Putin
Rimettere assieme i cocci prima che Donald Trump finisca per mandare tutta la cristalleria in frantumi: più o meno è questo l’obiettivo del presidente francese Emmanuel Macron, che oggi apre le porte del forte di Brégançon, nel Var, dove sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, al suo omologo russo Vladimir Putin. Non sono mai state così «indispensabili» le relazioni tra Parigi e Mosca; e la definizione scelta dall’Eliseo non è casuale. Come non lo è data dell’incontro, alla vigilia del vertice del G7 da cui il capo del Cremlino è escluso dal 2015, dopo che si era militarmente annesso la Crimea. Con la Gran Bretagna di Boris Johnson alle prese con la Brexit e la Germania di Angela Merkel in affanno con la propria economia, è la Francia a incaricarsi di dialogare con Putin, in rappresentanza dell’Europa, sulle questioni più delicate: rinfluenza che Putin potrebbe esercitare su Teheran per disinnescare la crisi aperta con Washington dalla ripresa del programma nucleare iraniano.
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Testata: Stampa
Autore: Stefanini Stefano
Titolo: Fra Macron e Putin un summit per farsi da sponda
Tema: Macron e Putin
Ferie finite, sulla scena internazionale tira aria di novità. La sveglia la dà oggi il vertice franco-russo di Bregancon. La Russia vuole rompere l’isolamento in Europa (no, Roma e Salvini non bastano), la Francia cerca spazio nazionale accanto alla Germania, a maggior ragione con una nuova Commissione Ue (a presidenza tedesca) dietro l’angolo. Per Parigi e Mosca farsi sponda sarebbe reciprocamente vantaggioso. Perché non provarci? Le personalità dei protagonisti si sovrappongono alle agende nazionali. Bregancon mette di fronte due leader che non hanno mai nascosto le divergenze, ad esempio su Ucraina, Siria e diritti umani – tema quest’ultimo su cui il presidente francese non è mai stato timido, e il suo interlocutore quasi sempre insofferente. Si rendono tuttavia conto che adesso avrebbero molto da guadagnare mettendo da parte le incompatibilità (che restano) per concentrare il dialogo bilaterale su possibili convergenze e aree d’interesse comune.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Santevecchi Guido
Titolo: La marcia vincente di Hong Kong
Tema: Hong Kong
Una domenica vittoriosa per il fronte della protesta antigovernativa a Hong Kong. Vittoriosa per due ragioni. Anzitutto perché nell’undicesimo finesettimana di manifestazioni sono stati ancora centinaia di migliaia (un milione e 700 mila secondo gli organizzatori,128 mila per la polizia) i cittadini di ogni età che si sono radunati, nonostante il pericolo di prendere manganellate e respirare i lacrimogeni della polizia; nonostante le minacce che arrivano da Pechino; nonostante i blindati delle forze cinesi concentrati nello stadio di Shenzhen, a pochi chilometri dalla City in rivolta. E vittoriosa soprattutto perché ieri i centomila hanno ripreso a marciare fin sotto i palazzi del potere di Admiralty senza disordini, in modo civile e pacifico.
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Testata: Repubblica
Autore: Santelli Filippo
Titolo: Nella Hong Kong che non si arrende – “Non ci arrendiamo” Hong Kong sfida le minacce di Pechino
Tema: Hong Kong
A un certo punto inizia a piovere, secchiate tropicali, non smetterà per ore. Ma nessuno scappa. La folla apre gli ombrelli, trasforma Victoria Park in una distesa compatta e impermeabile. Così è ancora più evidente: all’interno del polmone verde di Hong Kong, punto di partenza delle sue proteste, non c’è un centimetro di spazio. Era quello che speravano gli organizzatori. Il governo non ha autorizzato marce, solo una manifestazione dentro il parco. Ma l’unico modo per farci entrare chi sta ancora arrivando, sono in migliaia, è far sfogare i presenti nelle strade attorno. Una marea pacifica per denunciare le violenze della polizia.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Cotroneo Rocco
Titolo: Via il ministro liberista e pacchetto anti-crisi Macri prova a risalire
Tema: Argentina
È l’ora di tranquillizzare il Paese e i mercati finanziari, che hanno gettato l’Argentina ancora una volta sull’orlo dell’abisso. Lo pensano sia il presidente Mauricio Macri, «anatra zoppa» con remote speranze di rielezione a fine ottobre, sia il suo avversario peronista Alberto Fernández, trionfatore a sorpresa delle primarie di domenica scorsa. Macri (del partito di destra Proposta Repubblicana) ha deciso di sacrificare il suo ministro dell’Economia per dare credibilità a un pacchetto anticrisi di emergenza: esce di scena Nicolás Dujovne, in carica dell’inizio del 2017, ed entra Hernán Lacunza, che ha già svolto una funzione analoga nella provincia di Buenos Aires.
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Testata: Stampa
Autore: GIO.STA.
Titolo: Hamas, razzi e commando per colpire Israele Netanyahu: “Stop a guerra”
Tema: Israele
Razzi contro le città del Sud di Israele per la seconda notte di fila, raid aerei sempre più pesanti, e un altro commando palestinese intercettato al confine con la Striscia di Gaza, con tre palestinesi uccisi dal fuoco israeliano. Le tensioni tornano a salire come non si vedeva dal marzo scorso, quando a ridosso del voto anticipato i Territori sembravano sul punto di esplodere. Questa volta coinvolgono anche la Cisgiordania e Gerusalemme, mentre un Benjamin Netanyahu indebolito non è più tanto convinto che evitare una guerra aperta servirà a fargli vincere le nuove elezioni previste per il 17 settembre. La notte fra sabato e domenica è stata scandita dal bollettino militare. L’esercito ha individuato un commando che stava per oltrepassare la recinzione e l’ha eliminato con il fuoco da un elicottero e un carro armato. L’azione palestinese era forse un tentativo di rappresaglia dopo i raid su «due centri logistici sotterranei» e un posto di osservazione di Hamas, a loro volta colpiti in seguito al lancio di razzi verso il territorio israeliano.
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Testata: Libero Quotidiano
Autore: Maniaci Caterina
Titolo: Intervista a Bernardo Cervellera – «La Cina è pronta a tutto contro Hong Kong»
Tema: Intervista a Bernardo Cervellera
«La Cina non può permettersi di lasciare che Hong Kong si trasformi in forza catalizzatrice di pressione e di rivolta, in nome di una vera democrazia». Padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), direttore dell’agenzia specializzata Asia-News, profondo conoscitore del mondo cinese – il sito di Asia News ha una edizione in mandarino che rappresenta un punto di riferimento per i cristiani del gigante asiatico – analizza la situazione, sempre più difficile, della ex colonia britannica e le prospettive, inquietanti, di quello che potrebbe accadere, soprattutto se la Cina decidesse di intervenire ufficialmente.
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LA REPUBBLICA
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LA STAMPA
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IL MESSAGGERO
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IL GIORNALE
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LIBERO QUOTIDIANO
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IL FATTO QUOTIDIANO
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