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SINTESI IN PRIMO PIANO – 19 novembre 2019

In evidenza sui maggiori quotidiani:

– Ilva: l’altoforno resta acceso
– Pioggia di emendamenti alla Legge di bilancio
– Il caso Trenta
– Scontri durissimi a Hong Kong

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Marco 
Titolo: Salvini, Modena e la piazza delle sardine – Salvini da Zuppi, le mosse con la Chiesa
Tema: Il voto in Emilia Romagna

Matteo Salvini mai avrebbe pensato, e mai ammetterà, di doversi preoccupare delle «sardine». Eppure, il secondo successo del movimento dei senza bandiera anti Lega, ieri a Modena, esige una revisione della comunicazione. Anche se certamente l’Emilia negli ultimi giorni ha dato una grande soddisfazione al leader leghista: è stato infatti ricevuto dall’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi. Un buon risultato per il segretario della Lega: Zuppi, nominato cardinale da Papa Francesco lo scorso settembre, è infatti una delle figure di riferimento della Comunità di San’Egidio, la cui vocazione umanitaria si è sempre concretizzata anche nel sostegno ai profughi. Non per nulla, Salvini, all’incontro con l’arcivescovo di Bologna, come sempre tenuto riservatissimo dalla Lega, ha tenuto a sottolineare il fatto che il suo governo ha sempre sostenuto i corridoi umanitari, una delle iniziative più note della Comunità.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Capelli Eleonora 
Titolo: Piazza piena a Modena Il bis di 7000 sardine – La carica delle sardine Il bis a Modena contro la Lega
Tema: Il voto in Emilia Romagna

Le sardine non si fermano più. Ieri sera erano 7 mila in piazza a Modena, sotto la pioggia e nel freddo, con gli ombrelli e i piumini tutti a cantare: “Bella Ciao”. Hanno dedicato la serata a Liliana Segre, «perché le hanno dato la scorta, ma siamo noi a dover fermare l’odio». Ma è solo l’inizio: «Saremo a Genova, a Firenze, a Sorrento – dicono i ragazzi che hanno mobilitato le piazze contro la Lega di Matteo Salvini – ci chiamano anche dalla Sicilia, sardine ovunque». Dopo l’esordio di Bologna, giovedì sera, che ha visto 12 mila persone in piazza Maggiore, sono bastati 4 giorni per ripetere lo stesso exploit a Modena. Il flash mob della contestazione pacifica alla Lega ha retto alla prova “esportazione”.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Battistini Francesco 
Titolo: Salvini, Modena e la piazza delle sardine – Bis delle «sardine» con 7 mila ombrelli «Andiamo avanti, fino a Palermo»
Tema: Il voto in Emilia Romagna

E adesso Matteo Salvini deve farei conti con le «sardine», il movimento senza bandiera anti-Lega che ieri era a Modena, in concomitanza con l’arrivo del leader del Carroccio. Che però in Emilia-Romagna ha avuto un incontro con l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, da sempre schierato a fianco dei profughi.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Canettieri Simone 
Titolo: Emilia, i timori di Di Maio: col Pd ko governo a rischio
Tema: Il voto in Emilia Romagna

La tensione corre sul filo della via Emilia, e non solo. Quando al Nazareno arrivano le notizie del vertice a vuoto di Luigi Di Maio con gli eletti in Emilia Romagna (pronti a correre da soli alle regionali) la reazione è piena di rabbia: «Se il M5S si presenta rischiamo di perdere. Se quest’estate abbiamo formato un governo anche per fermare Salvini, in questo modo gli spianiamo la strada, gli facciamo un favore. È un errore, un autogol», riflettono gli uomini più vicini a Nicola Zingaretti. A dire il vero, a metà mattina, davanti ai consiglieri regionali e parlamentari grillini era stato proprio Di Maio a prendere tempo: «Occorre valutare le ripercussioni di queste elezioni regionali sul governo». Un modo per dire: attenzione, ragazzi, se poi vince Salvini, il governo nazionale rischia.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Trocino Alessandro 
Titolo: Di Maio: sull’Emilia rischiamo tutti
Tema: Il voto in Emilia Romagna
«Ragazzi, pensateci bene. Se ci presentiamo da soli e il Pd perde, il governo vacilla. E il Movimento rischia di spaccarsi. Ci sarà chi vorrà restare aggrappato alla poltrona e non vorrà andare alle elezioni». Luigi Di Maio, davanti agli 11 parlamentari dell’Emilia-Romagna e a 4 consiglieri regionali, mette nero su bianco le sue preoccupazioni. Ed evoca il casus belli, quell’incidente, temuto ed evocato, che potrebbe mettere in crisi la stabilità del governo. Il voto in Emilia-Romagna costituisce un simbolo della resistenza del Pd contro la Lega. I sondaggi danno in risalita il centrosinistra, con qualche possibilità di vittoria. I 5 Stelle si trovano in mezzo e Luigi Di Maio ha in mano il boccino. Perché ha escluso alleanze con il Pd e ha chiesto ai rappresentanti delle regioni se e come ci si deve presentare.
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Testata:  Il Fatto Quotidiano 
Autore:  Buono Sarah 
Titolo: Piovono sardine e pm – Sardine, gran bis a Modena: “Sfida a Salvini in tutta Italia”
Tema: Il voto in Emilia Romagna

Non sempre il pesce grande mangia quello piccolo. Almeno in Emilia-Romagna dove il “movimento” spontaneo delle sardine rischia seriamente di intralciare la campagna elettorale del “capitone” Matteo Salvini. Dopo Bologna, un altro pienone anche a Modena. Nonostante una pioggia fitta e intensa, in 7mila (almeno) si sono radunati sotto la Ghirlandina al grido di “Modena non si lega”. Un successo capace di “sconfiggere ilpopulismo e il sovranismo, loro queste cose non le sanno fare” gridano gli organizzatori.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarzanini Fiorenza 
Titolo: Trenta, inchiesta sulla casa – Su Trenta indaga la Procura militare L’iter per la casa deciso in due giorni
Tema: Il caso Trenta

È accaduto tutto in poche ore nel settembre scorso. Mentre Elisabetta Trenta lasciava l’incarico di ministra della Difesa, suo marito Claudio Passarelli veniva trasferito a nuovo incarico e chiedeva l’assegnazione dell’alloggio «di servizio» dove la coppia già abitava da cinque mesi. Una pratica «perfezionata» appena un mese dopo con l’attribuzione definitiva. E su questa procedura che la procura militare ha deciso adesso di svolgere accertamenti. Ma Il vero rischio potrebbe arrivare dai magistrati penali. Da circa un mese — su denuncia dello Stato Maggiore — è stata infatti aperta un’inchiesta su tutti i militari che rimangono negli appartamenti della Difesa senza avere i requisiti. E dunque anche i vari passaggi che segnano questa vicenda dovranno essere verificati proprio per stabilire se siano stati compiuti abusi. In attesa dell’esito delle indagini il Movimento 5 Stelle ha inviato un messaggio esplicito in linea con quanto già dichiarato da Luigi Di Maio: «Trenta lasci la casa e faccia presentare una nuova domanda a suo marito. Se ha diritto la otterrà».
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Testata:  Giornale 
Autore:  ChG 
Titolo: La Procura militare indaga Ed esplode l’ira dei soldati
Tema: Il caso Trenta

Sulla questione dell’alloggio mantenuto dall’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, la Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati né ipotesi di reato. Un atto dovuto, per la Procura militare, che parla di «un’indagine meramente conoscitiva per compiere gli accertamenti sul caso». Il tutto mentre sulla vicenda scoppia la polemica. «Parlano di onestà – dicono i militari – e poi loro sono i primi a mantenere i privilegi». E non importa se il capo politico dei Cinque stelle, Luigi Di Maio, le abbia chiesto di lasciare l’alloggio, perché il caso è ormai scoppiato.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Giovara Brunella 
Titolo: E la querela di Ilaria Cucchi gli rovina il tour emiliano “Paura? No, sono tranquillo”
Tema: Querela Cucchi a Salvini

Piovono sardine, in questo posto ricco e mediamente felice che è l’Emilia Romagna, e sono pesci molto pericolosi perché «l’unica preoccupazione che ho è che qualcuno sorrida e si travesta da sardina e poi in realtà è un pescecane» che ti azzanna a tradimento, mentre nuoti in quel mare tranquillo e rodato della campagna elettorale, con un sacco di amici che amano solo Matteo Salvini. Ma poi piovono pure le denunce, tipo quella presentata da Ilaria Cucchi, per una frase pronunciata da lui a Bologna dopo la condanna dei due carabinieri: «La droga fa male, sempre e comunque». Ma la Cucchi aveva subito ribattuto che «Stefano non è morto di droga, cosa c’entra la droga?». E lui, lievemente sprezzante e spazientito, ieri le ha risposto così: «Dopo Carola Rackete mi querela la signora Cucchi? Nessun problema, sono tranquillissimo», citando «le minacce dei Casamonica e i proiettili in busta», quindi «non è certo una querela a mettermi paura.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Ciriaco Tommaso 
Titolo: Ius soli, la freddezza del premier e dei dem di fede giallo-rossa
Tema: Rilanciata la proposta per lo ius soli

Non è mai il giorno giusto per la riforma della cittadinanza. La proposta di introdurre lo ius soli – o lo ius culturae – rilanciata da Nicola Zingaretti dopo il patto bolognese con Paolo Gentiloni – anche a costo di spingere i grillini alla crisi di governo – raccoglie l’opposizione di Matteo Salvini, ma spacca anche il fronte interno ai dem. Molti big, con Dario Franceschini in testa, non condividono la strategia del segretario. Sono i ministri “governisti” che tifano per la legislatura. Ma chi si espone è soprattutto il governatore uscente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Preoccupato dalle ricadute elettorali della riforma della cittadinanza, contesta la tempistica dell’annuncio.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Tamburrino Michela 
Titolo: Sul canone della Rai prove d’intesa fra Renzi e Di Maio – Canone Rai, Di Maio rilancia “Riduciamolo”. E IV lo sfida
Tema: Canone Rai

All’indomani della proposta della deputata pentastellata Maria Laura Paxia sull’abolizione del canone televisivo la polemica esplode. Luigi Di Maio insiste ma non sull’abolizione bensì sulla riduzione del canone a patto che «sia mantenuta il più possibile. l’indipendenza della Rai. Per questo non spariamo cifre. Stiamo parlando di circa due miliardi di euro. I cittadini vogliono pagare qualcosa se si garantisce loro una legge che tenga fuori i partiti dalla nomina della dirigenza Rai. Ora cominciamo a ridurre poi si vedrà». Gli fa eco il consigliere della Vigilanza Michele Anzaldi Italia Viva: «Allora se non sono solo chiacchiere i Cinquestelle chiedano alla maggioranza di presentare un emendamento alla legge di
bilancio e si voti subito. Con Italia Viva e Cinquestelle d’accordo i voti ci sono».
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cherchi Antonello 
Titolo: Ok al Dl ministeri: il turismo torna ai Beni culturali – Export alla Farnesina, sicurezza stradale, musei: sì finale alla legge
Tema: Beni culturali
Ales in campo per coprire i buchi di personale dei Beni culturali. Il decreto legge di riordino dei ministeri, che ieri con il via libera della Camera ha tagliato il traguardo della conversione, chiede alla società in house di via del Collegio Romano di far fronte all’emergenza. Lo stesso provvedimento riporta il turismo sotto l’ala del ministero dei Beni culturali, togliendolo alle Politiche agricole, così come fa con il commercio estero, che migra dallo Sviluppo economico agli Esteri. Inoltre, istituisce la struttura tecnica per il controllo del ministero delle Infrastrutture, rafforzando anche il ruolo di Ansfisa, e aumenta il fondo per il riordino dei ruoli di Polizia e Forze armate.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Ferrarella Luigi 
Titolo: «Comi convinta di non avere commesso nessun reato»
Tema: Lara Comi si difende

Accusata falsamente dall’amica avvocato Maria Teresa Bergamaschi, tradita dall’ex portavoce Andrea Aliverti, inguaiata dal compagno di partito Nino Caianiello: così, alla gip Raffaella Mascarino che l’ha posta ai domiciliari, si rappresenta l’ex europarlamentare forzista Lara Comi, che — spiega il legale Giampiero Biancolella — «non ha commesso alcun reato» e «non si riconosce nella immagine data di lei come persona che non rispetta regole». Nessuna truffa al Parlamento Europeo sullo stipendio del portavoce; niente corruzione nei rapporti con l’amica esperta di fondi europei; e consulenze vere, non finanziamenti illeciti mascherati.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guerzoni Monica 
Titolo: La maledizione del conclave Segnò la fine di tanti governi e Conte potrebbe ripensarci
Tema: Scenario politico

E se il tranquillo weekend di lavoro immaginato da Giuseppe Conte diventasse, per citare il titolo di un celebre film americano, un tranquillo weekend di paura? A Palazzo Chigi il timore serpeggia, ragion per cui il premier non ha ancora segnato in agenda la data dell’annunciato conclave governativo. E si chiede se non sia il caso di derubricarlo a vertice informale di un giorno, o ancora, giacché la prudenza non è mai troppa, a una cenetta «in pieno relax». D’altronde, visto il clima di questo autunno di alluvioni, metereologiche e politiche, una domanda s’impone. Può un allenatore «fare spogliatoio» (copyright Enrico Letta), se non ha una squadra degna di questo nome? L’entusiasmo con cui Conte annunciava giorni fa la decisione di invitare fuori porta ministri e leader dei partiti pare già essersi affievolito.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Meli Maria Teresa 
Titolo: Intervista a Matteo Renzi – «No al voto o regaliamo il Paese e il Quirinale» – «Al Pd dico: niente elezioni. O regaliamo il Colle alla Lega»
Tema: Scenario politico

In un’intervista al Corriere Matteo Renzi chiede a Giuseppe Conte di sostenere il suo piano sblocca-cantieri, ricorda quando i grillini urlavano «slogan di morte» contro di lui e accusa il Pd di aver presentato più emendamenti della Lega alla manovra e dice no alle elezioni anticipate: se una parte del Pd le vuole significa che è «autolesionista».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  De Marchis Goffredo 
Titolo: Intervista a Nicola Zingaretti – “Il governo trovi l’anima” – Zingaretti “Il governo trovi l’anima o noi e Di Maio affonderemo insieme”
Tema: Scenario politico

«La manovra finanziaria ha un’anima. Il governo ancora no. E se non la trova rischia. Tra tweet, post e rivendicazioni può finire come nel film Wargames, giochi di guerra. Alla fine non ci sono vincitori. In questo caso ce ne sarebbe uno ma non dentro la maggioranza: Salvini», avverte Nicola Zingaretti. Che continua a credere nel patto tra Pd-5stelle•Italia Viva e Leu.
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fotina Carmine – Perrone Manuela 
Titolo: Ex Ilva, si tratta Procure all’attacco e Arcelor blocca lo spegnimento – Conte-Mittal, diplomazie al lavoro Venerdì l’incontro
Tema: Ilva

L’appuntamento è fissato: venerdì alle 18.30. Il premier Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri incontreranno di nuovo Laskhmi Mittal, fondatore di Arcelor Mittal, ed il figlio Aditja. Quest’ultimo è arrivato a Roma già ieri con gli avvocati della multinazionale e ha avuto un primo confronto tecnico, insieme all’ad. Lucia Morselli, con Patuanelli. Tutto questo proprio mentre le procure sono partite all’assalto del gruppo e mentre il giudice civile Claudio Marangoni chiede di non spegnere gli altifomi dell’impianto. In serata, dopo l’incontro al Mise, è arrivato il segnale distensivo che il govemo si attendeva per ritenere riaperto il dialogo: sospensione della procedura di spegnimento e riapetura del commerciale.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Palmerini Lina 
Titolo: Il pressing del Colle sul Governo: ora più determinazione e impegno
Tema: Ilva

Il solo fatto che Sergio Mattarella li abbia ricevuti è stato già un segnale. E nemmeno banale visto che è piuttosto inedito che i sindacati vadano al Colle per incontrare il capo dello Stato e riferirgli della crisi di una grande impresa, in questo caso di Ilva. È vero che, come spiegano i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, sono andati a dare conto su quali siano complessivamente le situazioni di emergenza sul fronte industriale e occupazionale, ma è innegabile che vicenda Arcelor Mittal sia in primo piano date le conseguenze che avrebbe la chiusura della prima acciaieria europea, il punto e mezzo di Pil che lo smantellamento comporterebbe sull’economia nazionale, il contraccolpo su più di iomila lavoratori e i riflessi sulla manifattura italiana, a cominciare dalla meccanica. Dunque, senza parole ma con il solo “gesto” di ascoltarli, Mattarella ha esercitato una forma di pressione sul Governo affinché ci sia un chiarimento nella maggioranza sui nodi politici più stretti – innanzitutto la questione dello scudo penale – e si trovi il modo di sbloccare l’impasse nella vertenza con gli indiani.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Galimberti Alessandro 
Titolo: ArcelorMittal, i pm di Milano indagano per false comunicazioni
Tema: Ilva

False comunicazioni sociali e al mercato, oltre a reati fallimentari ancora da qualificare. La Procura della repubblica di Milano stringe i tempi sull’indagine Arcelor-Mittal, aperta solo venerdì scorso in «atti relativi» (modello 45, senza reati né indagati) e ne disegna il corso con estrema chiarezza. Il pressing dell’organo inquirente milanese – non l’unico al lavoro sul polo siderurgico, anche l’ufficio di Taranto ipotizza reati di appropriazione indebita e di attentato all’economia nazionale – che ha già iniziato le audizioni testimoniali (il commissario Alessandro Danovi), si affianca così a quello istituzionale e politico per dissuadere il gruppo franco-indiano dall’addio repentino all’Italia, che provocherebbe l’uscita dal mercato di 10mila lavoratori e del Paese dal novero di produttori di acciaio.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Bricco Paolo 
Titolo: La multinazionale cede al pressing legale: «Chiusura sospesa»
Tema: Ilva

Giornata di lavoro romana per i vertici del gruppo ArcelorMittal. Sul doppio registro della politica e della giustizia. Ieri Aditya Mittal, il figlio del fondatore del gruppo Lakhsmi, ha incontrato al Ministero dello Sviluppo Economico il titolare del dicastero Stefano Patuanelli. L’incontro, in cui il giovane Mittal è stato accompagnato dall’amministratrice delegata Lucia Morselli, è stato uno degli atti di una giornata che ha visto un lavoro doppio: sia all’interno della équipe italiana che prova a dirimere il caso, sia nel rapporto con la politica.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Galluzzo Marco – Salvia Lorenzo 
Titolo: Retroscena – Conte vedrà Mittal venerdì Cassa integrazione e incentivi per evitare la lite giudiziaria
Tema: Ilva

La trattativa fra Giuseppe Conte e i Mittal non si era mai interrotta. Negli ultimi giorni diversi contatti telefonici hanno comunque tenuto in piedi un filo di negoziato che poi ha portato all’annuncio del nuovo incontro tra il premier e l’azienda, previsto per venerdì prossimo. Del resto Mittal produce in tutto II mondo oltre 90 milioni di tonnellate di acciaio. Di fronte alle cause giudiziarie che si stanno moltiplicando, di fronte gli «sconti» che sarebbe pronto a concedere il governo con un ingresso finanziario in una nuova società, cambiare decisione, per uno o due milioni di tonnellate di acciaio, potrebbe anche essere realistico. Di sicuro si è creata anche una frattura fra i Mittal e la stessa ad del gruppo in Italia, Lucia Morselli, che secondo gli indiani non avrebbe gestito nel migliore dei modi le comunicazioni con governo, sindacati ed enti locali e questo è certamente un segnale non indifferente.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Patucchi Marco 
Titolo: Ilva, Arcelor frena Stop spegnimento e vertice da Conte
Tema: Ilva

Ad un passo dalla guerra totale sulla ex Ilva, con gli eserciti ormai schierati, soffia improvvisamente aria di disgelo tra governo e ArcelorMittal. Venerdì pomeriggio il premier Giuseppe Conte si siederà di nuovo al tavolo con la famiglia Mittal, riallacciando il dialogo con la multinazionale indoeuropea che minaccia l’addio alla più grande acciaieria d’Europa, cuore dell’intera manifattura italiana. La notizia del vertice arriva insieme ad un altro segnale conciliante: accogliendo l’invito del Tribunale di Milano, l’azienda sospende le procedure di spegnimento dell’impianto in attesa dell’udienza del 27 novembre sul ricorso dei commissari contro il recesso dal contratto da parte di ArcelorMittal.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guastella Giuseppe 
Titolo: Ilva, l’altoforno resta acceso – I giudici: «Non fermate l’Ilva» L’azienda sospende il blocco
Tema: Ilva

Retromarcia all’Ilva: l’altoforno resta acceso. La decisione dopo un ordine del giudice di Milano. «SI rischia una bomba sociale» l’allarme del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. II capo del governo Giuseppe Conte venerdì vedrà Mittal. Cassa integrazione e incentivi per evitare la lite giudiziaria. Il gruppo irritato verso Morselli.
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Testata:  Repubblica
Autore:  Tito Claudio
Titolo: Ilva, aria di disgelo. Intanto Conte chiede a Cdp un impegno diretto – Ma il premier non molla E fa pressing su Cdp
Tema: Ilva

La carta di riserva del governo per IIva è Cassa depositi e prestiti. Il passo dell’esecutivo nei confronti dell’azienda controllata dallo Stato è ormai ufficiale. E nonostante le ritrosie manifestate nei giorni scorsi dal gruppo guidato dall’Ad Fabrizio Palermo e dal neo presidente Giovanni Corno Tempini, Cdp dovrà occuparsi delle acciaierie tarantine. Magari non direttamente, attraverso alcune delle sue controllate. Ma nel caso in cui la trattativa con Arcelor-Mittal naufragasse del tutto e definitivamente, il salvataggio di fatto spetterebbe alla Cassa.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Franco Massimo 
Titolo: La Nota – Una mediazione in extremis che ridà spazio alla politica
Tema: Ilva

Giorno dopo giorno, la vicenda dell’acciaieria ex Ilva si stava trasformando in uno scontro tra il colosso franco-indiano Arcelor Mittal e la magistratura italiana; con il governo e in generale la classe politica nel ruolo di spettatori interessati, magari polemici ma impotenti. La decisione della Procura di Milano di aprire un’inchiesta sul comportamento della multinaiionale siderurgica ha mosso le acque, impedendo la chiusura dello stabilimento. E ha permesso al premier Giuseppe Conte di riaprire uno spiraglio di mediazione: quello che forse andava abbozzato da tempo.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Sorgi Marcello 
Titolo: Il richiamo del Colle al premier
Tema: Ilva: intervento di Mattarella

Anche se siamo abituati a non stupirci più di nulla, la visita al Colle dei tre segretari dei sindacati, è una novità che non passa inosservata. Landini, Furlan e Barbagallo hanno chiesto udienza al Presidente della Repubblica, che gliel’ha concessa di buon grado, per illustrargli la gravità della situazione dell’Ilva, e perché non sanno più a chi rivolgersi dato che nessuno li ascolta. O pur ascoltandoli, come ha fatto Conte nei giorni scorsi, poi non fa nulla per affrontare una delle più gravi crisi industriali degli ultimi decenni. Solo per stare alle cifre che sono state presentate a Mattarella, l’Ilva vale fino a un punto e mezzo di Pil, qualcosa come 17 miliardi di euro.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Breda Marzio 
Titolo: Spinta del Colle su Taranto: trovare una soluzione
Tema: Ilva: intervento di Mattarella

II dossier sull’ex llva il presidente della Repubblica lo conosce bene. Dunque ha già valutato il pericolo che, se non si sbloccherà presto l’impasse creata dall’addio di ArcelorMittal a Taranto, l’emergenza occupazione si allarghi e dilaghi non solo al Sud. «Una bomba sociale» che rischierebbe di sovrapporsi alla crisi dell’intero sistema industriale italiano, aggravandola. Tutto questo lo sa, Mattarella. Eppure è rimasto scosso, ieri, nel sentire il concitato sfogo di Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, saliti al Quirinale per chiedergli sostegno, dopo avergli raccontato la disperazione che si respira tra gli operai della fabbrica pugliese come tra quelli dell’indotto. Sostegno che lui ha assicurato.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Magri Ugo 
Titolo: Retroscena – Il pungolo di Mattarella a Conte “Più impegno e determinazione”
Tema: Ilva: intervento di Mattarella

L’ultima cosa di cui sul Colle si vanterebbero è: «Siamo stati noi a smuovere Conte, noi che l’abbiamo spinto a chiarirsi finalmente con Mittal». Lassù non lo direbbero mai, anzitutto per rispetto nei confronti del premier e, secondo, per tenere fede al cliché “notarle” che Sergio Mattarella si è auto-imposto. In base al galateo istituzionale, non è compito del presidente additare la strada al capo del governo. Rappresenterebbe un’invasione di campo, e già l’incontro di ieri con i segretari di Cgil-Cisl-Uil è stato per certi versi una mossa politicamente impegnativa che, agli occhi di certi puristi, potrebbe significare uno strappo alle care vecchie consuetudini: mai una crisi aziendale aveva fatto irruzione con tale forza ai piani alti della Repubblica.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Bertini Carlo 
Titolo: Senato, pioggia di emendamenti Il governo riscrive la finanziaria
Tema: Legge di bilancio

Potere dei numeri. Di fronte a 4.550 richieste di modifica della manovra, (ben 1700 della maggioranza) il governo può mettere sul piatto, per soddisfare gli appetiti parlamentari, qualche centinaio di milioni: forse 200, dicono i ben informati. Quindi, a meno che i partiti non si mettano d’accordo con la ragioneria dello Stato sulle «coperture», ci sarà poco da scialare. Tanto che ad una prima scrematura della commissione Bilancio, domani resteranno sul tavolo 5 o 600 emendamenti sulle richieste «qualificanti» dei partiti. E a dispetto dell’appello di Giuseppe Conte e del ministro Gualtieri a limitare i danni, è cominciata la guerra. Che sarà la prova del nove della tenuta della maggioranza.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Cifoni Luca 
Titolo: Manovra, una valanga di emendamenti lite su Quota 100 e Imu della Chiesa – Meno tasse e nuove spese assalto della maggioranza Lo scontro su Quota 100
Tema: Legge di bilancio

Una carica di emendamenti in parte attesa che però a sorpresa viene, per una quota non piccola, dalla stessa maggioranza di governo. Le proposte di modifica al disegno di legge di Bilancio presentate ieri in Senato sono in tutto 4.550. Forza Italia ne ha presentate 1.105, il Partito democratico 921, la Lega 905, Fratelli d’Italia 523, il Movimento Cinque Stelle 235, Italia Viva 240, Leu (che fa parte del gruppo misto) 147. Quelle provenienti dalla maggioranza sono dunque oltre i due terzi del totale. Insomma le indicazioni del ministro dell’Economia Gualtieri e dello stesso premier Conte, che vogliono evitare uno stravolgimento della manovra, non sembrano aver avuto finora troppo successo. Naturalmente solo un parte dei correttivi messi nero su bianco è destinato ad essere messo in votazione ed eventualmente approvato: le stesse forze politiche dovranno indicare quali sono quelli prioritari, in un numero più ristretto (i cosiddetti “segnalati”).
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mobili Marco – Rogari Marco 
Titolo: Manovra, fuoco amico sul Governo – Fuoco amico sulla manovra Plastic tax giù a 80 centesimi
Tema: Legge di bilancio

Pioggia di emendamenti in commissione al Senato: il 40% dalla maggioranza Sotto tiro auto aziendali e bibite. Pd: plastic tax a 80 centesimi. Iv: via quota 100. Pioggia di emendamenti sulla manovra: in commissione Bilancio al Senato sono state depositate 4.550 proposte di modifica. Oltre il 40% arriva dalla maggioranza, ben 1746 che salgono a circa 2mila con gli emendamenti in arrivo dai ministeri. Nel mirino della stessa maggioranza soprattutto le tasse ambientali: plastic tax, auto aziendali e bevande; focus anche sulla flat tax. Iv: stop a quota 100. M5S: non si tocca. A gennaio, intanto, le pensioni saranno rivalutate dell’1,1%.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Voltattorni Claudia 
Titolo: Tasse, sì all’appello del premier Ma gli emendamenti sono 4.500
Tema: Legge di bilancio

Riduciamo ancora di più le imposte, impegniamoci tutti per raggiungere questo obiettivo» ha chiesto dalle colonne del Corriere della Sera il premier Giuseppe Conte. La risposta all’appello arriva da Luigi Di Maio, ministro degli Esteri ma soprattutto leader del partito che conta più parlamentari e che a Conte dice: «La sua è una richiesta ambiziosa, ma io ci sto, riuniremo i ministri del Movimento Cinque Stelle e faremo proposte sull’abbassamento delle tasse puntando ai tagli degli sprechi, c’è piena sintonia». Ma ieri c’è stato un nuovo scontro tra Matteo Salvini e il premier, accusato dal leader leghista di «alto tradimento» per aver «firmato di nascosto, magari di notte, un accordo in Europa per cambiare il Mes, il meccanismo europeo di stabilità, e trasformare il fondo salva Stati in fondo ammazza Stati».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  D’Argenio Alberto 
Titolo: La Ue promuove la legge di Bilancio “Ma resta il rischio sul debito”
Tema: Legge di bilancio

Cinque pagine di Opinione e un documento tecnico più articolato per dare il via libera definitivo alla manovra 2020 attualmente in discussione in Parlamento. La decisione è attesa per domani, quando il commissario europeo agli Affari economici, l’uscente Pierre Moscovici, scenderà per l’ultima volta nella sala stampa del Berlaymont prima di passare il testimone a Paolo Gentiloni.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Fubini Federico 
Titolo: Il retroscena – Per l’Europa la manovra è «a rischio violazione»
Tema: Legge di bilancio

Domani la Commissione Ue si pronuncia sulla legge di Bilancio dell’Italia e non sarà una promozione completa. Con ogni probabilità — salvo sterzate in queste ore — a Bruxelles si dichiarerà che la manovra del governo giallo-rosso è a «rischio di mancata ottemperanza» («non-compliance») del patto di Stabilità. Andrà in questo senso il parere formale che la Commissione manderà ai ministri finanziari dell’Unione europea: a Roma gli sherpa del Tesoro ne sono già consapevoli. Una decisione del genere non comporta l’innesco di una procedura per deficit eccessivo, tantomeno «basata sul debito» come quella che l’Italia ha rischiato due volte nell’ultimo anno. È l’atto più clemente possibile, visto lo stato dei conti.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Dragoni Gianni 
Titolo: Alitalia, ancora nulla: possibile una proroga
Tema: Salvataggio Alitalia

Sprint finale per il piano di salvataggioAlitalia A tre giorni dalla scadenza del termine per la presentazione dell’off erta «finale e vincolante» per l’acquisto delle attività della compagnia non è ancora stata individuata una soluzione. La partita è aperta tante soluzioni,compresoilflop. Èprobabile che venga richiesta una nuova proroga per l’offerta, perché nella migliore delle ipotesi entro la scadenza del 21 novembre, riferisce una fonte autorevole, potrà essere indicata la costituzione della Newco. In quel caso, l’offerta potrebbe essere successiva, forse entro un paio di settimane. Manca la scelta più importante, il futuro partner industriale, tra Delta Airlines e Lufthansa.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Cillis Lucio 
Titolo: Alitalia, si pensa a un piano B Nazionalizzazione a tempo
Tema: Salvataggio Alitalia

Per Alitalia c’è un piano B: se nessun partner industriale dovesse concretizzare l’offerta potrebbe farsi strada l’ipotesi di una nazionalizzazione temporanea. I tempi sono ormai strettissimi: íl consiglio di amministrazione fiume di Lufthansa, dopo il primo passo di ieri sera, prosegue stamattina con l’analisi del piano industriale della Nuova Alitalia. Oggi toccherà anche ad Atlantia affrontare il tema. Mercoledì o giovedì mattina, infine, sarà il cda di Ferrovie dello Stato a pronunciarsi sul dossier. Ma se tutto dovesse andare storto – nessuna offerta dalla Germania e niente semaforo verde per Delta dai partner italiani – allora al ministero dello Sviluppo si passerà ad un possibile piano B. Ovvero una nazionalizzazione a tempo prima di cedere il pacchetto ripulito ai tedeschi. Lufthansa in queste ore sta scegliendo quale strada imboccare.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Serafini Laura 
Titolo: Abi: non sono i costi ma l’evasione a frenare le card
Tema: Pagamenti digitali

«L’Italia è il paese europeo con il minor numero di pagamenti con carte, ma ha il maggiore numero di Pos: sono 3,2 milioni, oltre un terzo dell’intera area euro. Inoltre, tra il 2013 e il 2018 i pagamenti con carte sono aumentati del 71 per cento». Antonio Patuelli, presidente di Abi, esce allo scoperto sulla questione del taglio ai costi delle commissioni per i pagamenti con le carte sul quale è al lavoro il governo. «La minore diffusione di questi sistemi di pagamento rispetto al resto d’Europa non è dovuta ai costi delle commissioni, ma all’evasione fiscale – ha proseguito -. In Italia esistono due prezzi: uno con l’Iva e l’altro senza l’Iva».
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Testata:  Stampa 
Autore:  Spini Francesco 
Titolo: Pagamenti digitali, Italia ultima nell’Ue Patuelli: “Colpa dell’evasione fiscale”
Tema: Pagamenti digitali

Con appena 111 pagamenti l’anno a testa, contro una media europea di 265, l’Italia, dati del 2018, è fanalino di coda nell’utilizzo di sistemi alternatvi al contante (in cui ci sono bure strumenti come bonifici e domiciliazioni), dietro Cipro, Malta e la Grecia, in una classifica dove svettano Finlandia e Olanda con oltre 500 operazioni pro capite. Le carte, in particolare, nel nostro Paese sono usate per 65 operazioni l’anno contro le 133 del consumatore medio dell’Area euro. Per contro l’Italia, segnala l’Abi nel corso di un seminario a Ravenna, è il paese europeo dal più elevato ammontare medio per ciascun pagamento elettronico: 59 euro, contro i 42 in Ue.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Di Branco Michele 
Titolo: Imu della Chiesa, nel mirino i cinque miliardi di arretrati
Tema: Tasse alla Chiesa

Il Movimento 5 Stelle riapre il fronte tasse con il Vaticano. La Chiesa cattolica, si legge in un emendamento depositato in Senato da Elio Lannutti, deve pagare l’Imu su tutti i suoi immobili adibiti a ristoranti, bar, alberghi, o anche all’erogazione di servizi ospedalieri o sanitari. E, secondo la proposta dell’esponente pentastellato, lo Stato dovrebbe trattenere almeno il 30% rispetto al fatturato complessivo dell’azienda.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Colombo Davide 
Titolo: Pensioni, nel 2020 rivalutazione all’1,1% poi discesa allo 0,4%
Tema: Perequazione

A gennaio le pensioni degli italiani saranno rivalutate dell’1,1%, sulla base del tasso di inflazione del 2019 (variazione dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi; il Foi) comunicato dall’Istat, mentre per l’anno venturo la prima stima è dello 0,4%. Lo prevede il decreto predisposto dal ministero del Lavoro insieme con il ministero dell’Economia che dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 20 novembre (il termine è nella legge 41/1986).
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Carrer Stefano 
Titolo: Hong Kong, i giorni dell’assedio Decine di arresti al Politecnico
Tema: Scontri a Hong Kong

Sono le giornate più drammatiche dall’inizio di sei mesi fa delle proteste a Hong Kong: gli ultimi due giorni passeranno alla storia come quelle della battaglia d’assedio della polizia agli studenti asserragliati nel Politecnico, tra lacrimogeni, incendi e veicoli in fiamme. Ma ieri sera decine di migliaia di manifestanti hanno marciato proprio sul Politecnico per cercare di allegerire la situazione per centinaia di studenti circondati all’interno del campus, dando quasi l’impressione di un controassedio. Solo tra venerdì e domenica, gli arresti sono stati 154 e si sono estesi a personale medico,paramedico e giornalisti: il totale dei fermi, dal 9 giugno, ha superato ieri quota 4.500 con altre decine di persone prese in custodia.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Santevecchi Guido 
Titolo: Assalto agli studenti di Hong Kong «Arrendetevi senza combattere» – Hong Kong, gli studenti in trappola Centinaia di fermi (e una piccola fuga)
Tema: Scontri a Hong Kong

Hanno quasi consumato l’arsenale di frecce, bottiglie incendiarie, sassi e anche uova riempite di vernice gli irriducibili chiusi nel campus del Politecnico di Hong Kong. Lunedì all’alba hanno resistito a un’incursione improvvisa dei Raptors, unità speciale della polizia, incendiando un ingresso. Ma dopo una settimana di occupazione e due giorni e due notti di guerriglia in stile medioevale, con uso di archi, catapulte e ponti pedonali bruciati, i giovani universitari sono esausti e spaventati all’idea di essere arrestati e condannati a 10 anni di carcere per «sommossa». Molti vorrebbero andarsene, scivolare nella notte e scomparire per riposarsi e tornare a sfidare gli agenti in un’altra occasione.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Cocco Michelangelo 
Titolo: La battaglia di Hong Kong università sotto assedio
Tema: Scontri a Hong Kong

Quando ieri su Hon; Kong sono calate le tenebre, centi naia di studenti che nel fine setti mana avevano occupato il Politec nico si sono resi conto di esser senza via di scampo: tutti gli in gressi al campus erano ormai cir condati dalla polizia. Gli agent hanno lanciato un ultimatum co megafoni: arrendetevi senza corn battere e sarete trattati con clemenza. Poco prima qualcuno dei giovanissimi (tutti degli ultimi anni delle superiori e dei primi anni di università) era riuscito a scappare calandosi con delle funi su una strada sottostante. Chi è rimasto in trappola – come gli oltre 4.500 arrestati dall’inizio delle manifestazioni nel giugno scorso – rischia l’imputazione di “rivolta”, che gli può costare fino a dieci anni di carcere. In nottata, migliaia di manifestanti sono scesi in strada per provare ad alleviare l’assedio al Politecnico.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Santelli Filippo 
Titolo: Hong Kong, assedio finale all’Università – Le marce diventate guerriglia Hong Kong ora resiste così
Tema: Scontri a Hong Kong

«Al Politecnico! Liberiamoli!». I ragazzi in nero avanzano piegati dietro a tavolacce di legno e ombrelli. La polizia li ricaccia indietro con proiettili di gomma e lacrimogeni. Loro rinculano, ma assorbito il colpo ripartono in avanti, un passetto dopo l’altro, lanciando molotov per tentare di aprirsi la strada verso l’università. I compagni di battaglia, tra 600 e 800 secondo le testimonianze, sono ancora imprigionati dentro al campus di PolyU, sfiancati dall’assedio della polizia che dura ormai da un giorno e mezzo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: L’analisi – Ma Xi non teme Hong Kong
Tema: Scontri a Hong Kong

Da sei mesi il mondo segue con ansia la rivolta libertaria di Hong Kong. C’è il timore che da un giorno all’altro possa essere spenta da un bagno di sangue, se Xi Jinping dovesse decidere di mandare in piazza l’esercito cinese. Ma perché finora Hong Kong non è stata un’altra Tienanmen? Cosa la distingue dalla protesta che trent’anni fa venne schiacciata con i carriarmati nel cuore di Pechino? I protagonisti sono simili: oggi come allora sono soprattutto gli studenti, l’anima della protesta democratica.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Molinari Maurizio 
Titolo: Hong Kong e lo spettro Tiananmen
Tema: Scontri a Hong Kong

L’assalto della polizia di Hong Kong al campus del Politecnico, roccaforte della protesta anti-cinese, segna un’escalation nell’uso della forza da parte di Pechino che mette a rischio l’immagine internazionale della Cina e dunque i suoi interessi su scala globale. La scelta delle autorità cinesi dell’ex colonia di circondare il Politecnico e impedire a centinaia di studenti di uscire ha trasformato il campus culla dell’hi-tech orientale in una roccaforte della protesta giovanile iniziata contro la legge sull’estradizione in Cina e poi continuata come rivolta frutto del timore che Hong Kong perda la propria autonomia.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Romano Beda 
Titolo: La Commissione von der Leyen ai blocchi di partenza
Tema: Istituzioni europee

Si avvicina l’agognata entrata in carica della Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen. Ieri il candidato-commissario ungherese Oliver Varhelyi ha ottenuto il via libera dal Parlamento, dopo che la settimana scorsa l’audizione parlamentare aveva indotto i deputati a porgli nuove domande, questa volta per iscritto. In attesa di una soluzione alla questione del commissario britannico, un voto di fiducia al nuovo esecutivo comunitario dovrebbe tenersi il 27 novembre. Il candidato ungherese ha suscitato preoccupazione in molti deputati europei, per paura che possa essere troppo vicino al premier nazionalista Viktor Orban.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Bresolin Marco 
Titolo: Sì all’ungherese La Commissione di Von der Leyen ora può partire
Tema: Istituzioni europee

Tanto rumore per nulla. Dopo le barricate della scorsa settimana, socialisti e liberali all’Europarlamento hanno sotterrato l’ascia di guerra e hanno dato il loro via libera al candidato commissario proposto da Viktor Orban, l’ungherese Oliver Varhelyi. Per ottenere il semaforo verde, al diretto interessato è bastata una lettera in cui ha promesso: «Non sarò vincolato né influenzato da alcuna dichiarazione o posizione di alcun primo ministro di qualsivoglia Paese o rappresentante di alcun governo».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sacchettoni Ilaria 
Titolo: «Silvia è viva: è in mano ai jihadisti»
Tema: Il caso Silvia Romano

Silvia Romano è viva. Si trova in Somalia ed è nelle mani di un gruppo islamista legato agli jihadisti di Al- Shabaab. A un anno (era il 20 novembre 2018) dal rapimento della volontaria della Ong «Africa Milele» i carabinieri del Ros, coordinati dal pm Sergio Colaiocco, trovano una prima importante conferma. La Romano, 24 anni, avrebbe compiuto un lungo tragitto dal villaggio dove era stata sequestrata inizialmente — Chacama a ottanta chilometri da Nairobi — per essere poi ceduta ad un gruppo fondamentalista. Le novità sono state acquisite attraverso l’attività di intelligence e diplomazia, ma sono anche frutto dell’analisi di documenti messi a disposizione dalle autorità keniote nell’agosto scorso. In particolare verbali e tabulati telefonici.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Scuderi Raffaella 
Titolo: Un anno senza Silvia La sorella non si arrende “Crediamo nello Stato”
Tema: Il caso Silvia Romano

Domani è un anno che Silvia Romano è scomparsa. Quando l’hanno trascinata via dal villaggio di Chakama a colpi di kalashnikov, aveva 23 anni. 1113 settembre ne ha compiuti 24. Il padre Enzo l’ha ricordata cosi su Facebook: «E’ il secondo compleanno che vivi laggiù in Africa. L’anno scorso festeggiavi con i tuoi amati bambini. Questo compleanno è diverso. Ma posso regalarti dolci pensieri, trasmetterti forza ed energia dal profondo di un cuore che soffre, ma che non ha mai smesso di credere che tornerai tra le nostre braccia». Istruttrice di aerobica in una palestra di Milano, laureata in mediazione linguistica, Silvia si è innamorata dell’Africa la prima volta che ci ha messo piede, nel 2018. Un anno dopo è volata in Kenya, vicino a Malindi, per collaborare come cooperante con la onlus marchigiana Africa Milele.
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Testata:  Avvenire 
Autore:  Cardinale Gianni 
Titolo: Pace, vita, dialogo nel viaggio del Papa a Bangkok e Tokyo – Pace, dialogo, vita, ambiente nel viaggio del Papa in Oriente
Tema: Vaticano

Pace e disarmo atomico, promozione del dialogo interreligioso, protezione della vita e dell’ambiente. E conforto delle piccole minoranze cattoliche presenti. Sono questi i tend principali del viaggio di papa Francesco in Thailandia e Giappone che inizia questa sera quando il Pontefice si imbarcherà sul volo Alitalia che lo porterà a Bangkok, dove l’atterraggio è previsto per le 12,30 locali di domani (le 6.30 in Italia). Motto del viaggio in Thailandia è “Discepoli di Cristo, discepoli missionari”, con un richiamo a un anniversario importante: nel 2019, infatti, ricorrono i 350 anni dell’istituzione del Vicariato Apostolico di Siam, eretto nel 1669. “Proteggere ogni vita”, con la “t” nella parola “vita” a forma di croce, è invece il motto scelto per la visita in Giappone.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Foschini Paolo 
Titolo: L’urlo per Haiti, terra di nessuno «Violenza costante, manca tutto»
Tema: Haiti

Gli spari si sentono anche dal cellulare. E la normalità di Port-Au-Prince 2019. Macchine in fiamme. Barricate ovunque. In gennaio saranno passati dieci anni dal terremoto di un Paese terremotato già da prima. E il paradosso è che, se possibile, ora è quasi peggio di allora: Haiti che 1112 gennaio 2010 fu sbriciolata dalla scossa dei 2oomila morti più quelli del colera l’anno dopo, la mezza isola che nell’altra metà si chiama Santo Domingo e per la quale il mondo commosso raccolse 2 miliardi e mezzo di dollari in poche settimane, oggi brucia nell’indifferenza globale.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Sorrentino Riccardo 
Titolo: Gilet Gialli un anno dopo, Macron e la rivolta domata – Gilet Gialli, un anno e tanto rumore per (quasi) nulla
Tema: Francia

Il 17 novembre 2018 iniziava in Francia la protesta dei Gilet Gialli: dopo un anno, il bilancio politico è gramo, mentre Macron ha sfruttato l’occasione per venire incontro alla calsse media e alla provincia, rilanciando la domanda interna.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Pompetti Flavio 
Titolo: Impeachment, Trump sfida i dem: «Testimonio» Strappo sulla Cisgiordania
Tema: Usa

Donald Trump è tentato dall’idea di rispondere per iscritto alle domande che i deputati della camera vorrebbero rivolgergli, nel quadro dell’inchiesta per l’impeachment. Lo ha scritto lui stesso in un messaggio con il quale raccoglie l’invito che gli era stato fatto domenica scorsa dalla leader democratica Nancy Pelosi: «Anche se non ho fatto niente di male, e anche se non mi piace dare credibilità a questa falsa pretesa di legittimità del processo, considererò l’opportunità di rispondere».
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