– “Fondo salva stati”: polemica Conte – Salvini e tensioni nella maggiornaza
– Manovra, via libera da Bruxelles
– Alitalia, si blocca il salvataggio
– Gm fa causa a Fca per corruzione
– Ucrainagate: la deposizione dell’ambasciatore Sondland
PRIMO PIANO
Politica interna
Testata: Corriere della Sera
Autore: Marco Galluzzo
Titolo: «Sovranisti da operetta». «Bugiardo» Scintille sulla Ue tra Conte e Salvini
Tema: “Fondo salva stati”: polemica Conte – Salvini e tensioni nelle maggiornaza
Venerdì mattina una riunione di maggioranza a Palazzo Chigi servirà non solo per serrare le fila in vista della manovra, ma anche per discutere dello scontro in atto sul Mes, l’evoluzione del Fondo Salva Stati europeo, sul quale la Lega ha attaccato il capo del governo, Giuseppe Conte, e il Movimento 5stelle ha chiesto chiarimenti. Il premier, sul negoziato in corso in Europa, risponde dicendo che sulla materia «si sta creando un delirio collettivo per nulla», e ha attaccato direttamente Salvini: «Il delirio è stato suscitato dal leader dell’opposizione, lo stesso che qualche mese fa partecipava ai tavoli discutendo del fondo […] Ora scopre che era al tavolo a sua insaputa. Io pretendo dall’opposizione un atteggiamento responsabile, altrimenti è un sovranismo da operetta». Subito é arrivata la replica di Salvini. «Il signor Conte è bugiardo o smemorato. Abbiamo tanti difetti ma noi abbiamo sempre detto non toccate il Mes, abbiamo sempre detto a Conte e a Tria non avete mandato, se lo hanno fatto lo hanno fatto fuori dal mandato parlamentare, se qualcuno lo ha fatto, lo ha fatto tradendo il mandato».
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Testata: Repubblica
Autore: Carmelo Lopapa
Titolo: Di Maio non firma il salva-Stati e Conte pensa di chiedere il rinvio
Tema: “Fondo salva stati”: polemica Conte – Salvini e tensioni nelle maggiornaza
Il congelamento e il rinvio della firma del Trattato sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (il Mes), è dietro l’angolo. ll Movimento 5 stelle si defila, così ha deciso il capo Luigi Di Maio in rotta col premier Giuseppe Conte. La sigla a quel documento spetta anche a lui in qualità di ministro degli Esteri, come ha spiegato ai suoi ieri pomeriggio, e la decisione per quanto lo riguarda è già presa: «Rinvio, occorre un supplemento di riflessione». Il presidente del Consiglio – che nei giorni scorsi era finito nel mirino della Lega e di Fdi, ma anche di un’ala insofferente dei 5stelle per le modifiche che avrebbe apportato all’accordo – sarà costretto a prenderne atto. E a comunicarlo al Parlamento, quando martedì 10 dicembre andrà a riferire sul Consiglio europeo del 13 in cui sulla carta i capi di governo dovranno varare la riforma. E dovrà essere lui, al Consiglio europeo di metà dicembre, a portare ai colleghi degli altri paesi la notizia del passo indietro italiano.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Massimo Franco
Titolo: La Nota – Il movimento tentato dal voltafaccia su Bruxelles
Tema: “Fondo salva stati”: polemica Conte – Salvini e tensioni nelle maggiornaza
L’aspetto “sconcertante” delle polemiche sul Pato Salvastati, scrive Massimo Franco, “non sono i toni della Lega: da sempre è un partito euroscettico, come tutta la destra sovranista. La novità è l’euroscetticismo di ritorno del M5S. È il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che dice al Corriere di non volere altri «colpi bassi» da Bruxelles contro l’Italia, smentendo di fatto Conte”. Le parole del leader pentastellato fanno temere che, “per sfuggire alle tensioni interne al M5S, Di Maio insegua Salvini anche contro l’Ue”. Emerge – continia Franco nella sua analisi – “una tattica del distinguo tra M5S e resto della maggioranza, che finisce per mettere il difficoltà Conte e a schiacciarlo sul Pd. Il partito di Nicola Zingaretti sembra infatti l’unico rimasto a difendere la linea europeista. Ieri il ministro Gualtieri ha avvertito che seminare allarmi per un accordo non ancora definito «non ha senso». Parlava a Salvini, ma forse soprattutto al proprio alleato di governo”.
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Testata: Repubblica
Autore: Stefano Folli
Titolo: Il punto – Lo psicodramma detto salva-Stati
Tema: “Fondo salva stati”: polemica Conte – Salvini e tensioni nelle maggiornaza
Anche Stefano Folli avverte come nella polemica che divide le forze poltiche sulla riìforma del cosiddetto “salva Stati”. la ” sconnessione della classe politica” stia raggiungendo “vertici inquietanti”. Come spesso accade – continua – “siamo precipitati nello psicodramma. Tutti recitano la loro parte sul palcoscenico romano, ma pochi lo fanno con lealtà. La riforma del Mes non è un romanzo giallo con tanti innocenti e un solo colpevole: è il prodotto di un itinerario di cui dovrebbero essere al corrente tutti coloro che hanno avuto responsabilità di governo negli ultimi anni. Invece Salvini ne parla – per inasprire le fratture nell’attuale maggioranza – come se non fosse lui il vicepremier del precedente esecutivo. Che sia stato ordito un complotto alle sue spalle, è poco credibile. Allo stesso modo, l’altro vicepremier di allora, Di Maio, si affretta ad alzare la voce e a reclamare un vertice di maggioranza perché si sente incalzato dal suo vecchio partner leghista e teme di lasciargli spazio di manovra. Si innesca il consueto piccolo cabotaggio demagogico in cui non è chiaro quale sia la posizione del Pd e se intende assumerne una per non trovarsi alla mercé di un M5S più che mai squassato dalle lacerazioni interne”.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Virginia Piccolillo
Titolo: Lega nel Ppe, il tentativo di Berlusconi
Tema: Centrodestra, Berlusconi spinge par la Lega nel Ppe
Vola a Zagabria e vota per Donald Tusk, eletto presidente del Ppe. Incassa promesse di vicepresidenza per Antonio Tajani. Omaggia a distanza Ursula von der Leyen («è brava già da sola, non ha bisogno di consigli», «speriamo di poter andare avanti in questa totale arrnonia») prima di cenare con lei, Angela Merkel e gli altri big del Partito popolare europeo. Poi, con I cronisti, Silvio Berlusconi, affronta la questione più incandescente: il rapporto con Matteo Salvini. Riferendosi all’icontro con il leader della Lega avvenuto martedì a Palazzo Grazioli, Berlisconi ha lasciato inendere che nell’incontro si sia discusso anche della strategia per avvicinare Salvini al Ppe.Nel suo discorso di oggi a Zagabria, Berlusconi parlerà di una politica comune che faccia sì «che tutti gli Stati accolgano con una percentuale uguale rispetto alla loro popolazione gli immigrati che hanno diritto a chiedere il diritto di asilo perché fuggono da situazioni di morte e di prigionia». E anche del «ruolo del Ppe nell’Ue, delle nuove alleanze con i liberali, i moderati, i conservatori in Europa rispetto all’attuale unica alleanza con i socialdemocratici, per una politica non di austerità, ma di sviluppo». Tutti temi cari anche a Salvini.
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Testata: Messaggero
Autore: Mario Ajello
Titolo: Intervista a Carlo Calenda – Calenda: «Ecco il mio partito-scossa per un Paese che non cresce più» – «Ecco il mio partito-scossa per un Paese che non cresce»
Tema: Azione, il nuovo movimento di Carlo Calenda
Carlo Calenda annuncia il lancio del suo nuovo movimento oggi alla sala della Stampa estera e sabato 30 al teatro Eliseo.
Si chiamerà Azione e punterà a creare una forza politica in grado di opporsi ai riformisti, dice, «che si sono rammolliti. E che si aggregano ai populisti e ai sovranisti. Questo vale sia per Pd e Italia Viva, che si sono messi al seguito dei 5 stelle, sia per Forza Italia ormai al rimorchio di Salvini». Il movimento si rivolgerà, aggiunge, all’Italia «che lavora, che fatica, che studia. E non ne può più degli scontri inconcludenti tra tifoserie e degli slogan vuoti di contenuto. Un’Italia stanca di scegliere il male minore. Una logica che ci sta portando nel baratro». L’obiettivo «è quello di dare una scossa generale, di tipo costruttivo e non distruttivo. E cominceremo con la questione della sanità che è la prima emergenza: stiamo perdendo il sistema sanitario nazionale».
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Economia e finanza
Testata: Sole 24 Ore
Autore: Gianni Dragoni
Titolo: Le spine del governo: Alitalia tutto da rifare e Ilva nel vicolo cieco – Svaniti i salvatori di Alitalia: caccia a una nuova proroga
Tema: Alitalia, si blocca il salvataggio
Dopo il no di Atlantia alla partecipazione al salvataggio di Alitalia, per la vicenda ci sono solo due possibilità: o una nuova proroga delle trattative con Ferrovie dello Stato o l’avvio della procedura di liquidazione. Il termine scade oggi. Di certo non sarà presentata un’offerta, perché le Fs solo con il Mef e Delta Airlines non hanno la possibilità di fare un’offerta, essendo venuto meno il potenziale quarto socio che avrebbe dovuto iniettare tra i 350 e i 375 milioni di euro capitale nella Nuova Alitalia. Il cda di Ferrovie, riunito ieri, conferma «l’impegno e la disponibilità dell’azienda a proseguire le negoziazioni per il costituendo consorzio, per cui a oggi non sono ancora maturate le condizioni necessarie» e «attende le valutazioni dei commissari straordinari in merito alle iniziative da intraprendere». Se Alitalia venisse messa in liquidazione, Lufthansa potrebbe piombare sulle sue spoglie per rilevarle a prezzo stracciato, come fece con Swissair, poi risanata. Domani intanto è previsto il vertice Conte-Mittal sulla ex Ilva di Taranto. Il ministro dello Sviluppo Patuanelli chiude a ogni ipotesi di esuberi e chiede ad ArcelorMittal di rispettare gli impegni. Se e soltanto se si raggiungesse un’intesa sugli esuberi, Conte sarebbe pronto a giocare la carta della reintroduzione dello scudo legale.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Fabio Tamburini
Titolo: Miracolo improbabile, disastro alle porte
Tema: Alitalia, si blocca il salvataggio
Il direttore del Sole 24 Ore lancia un severo monito al Governo sulle vicende Alitalia ed ex Ilva, giunte entrambe a una fase cruciale,. Scade oggi il termine del 21 novembre assegnato ai commissari straordinari dell’Alitalia incaricati di gestire la transizione. Domani il presidente del consiglio Giuseppe Conte incontrerà ArcelorMittal per verificare la praticabilità di un compromesso in zona Cesarini. ” In queste due partite – scrive – il Governo sta giocandosi non solo il futuro ma anche il presente. La necessità è trovare, in fretta, soluzioni adeguate. Conte e compagnia devono dimostrare la capacità di governare il Paese”. Sulla compagnia di bandiera ricorda che “gli italiani che pagano le tasse hanno già dato molto, troppo. È inaccettabile che, ancora una volta, denaro dei contribuenti venga versato nel pozzo senza fondo delle perdite Alitalia”. E anche per l’ex Ilva “il tempo è scaduto” Lo Governo deve ripristinare lo scudo penale, e rininunciare a ipotesi “sorprendenti” come la richiesta ai vertici di società pubbliche di farsi carico del rilancio della ex Ilva. “Immaginare che Enel, Terna, Fincantieri o Leonardo entrino nel capitale del gruppo fa rabbrividire. – scrive – Sia perché sarebbe una scelta non coerente con le loro strategie, sia perché sono società quotate, con una presenza importante d’investitori internazionali”
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Ferruccio De Bortoli
Titolo: Salvataggi costosi (e inutili) – Quei privilegi costosi riservati ad Alitalia
Tema: Alitalia, si blocca il salvataggio
Ferruccio De Bortoli interviene sullo stallo del dossier Alitalia. “L’ennesimo prestito ponte alla compagnia aerea – scrive –
è destinato a essere inghiottito da un bilancio da troppi anni in rosso. C’è un problema di liquidità, innegabile, ma l’Alitalia perde circa mezzo miliardo l’anno”, In assenza di un credibile piano di rilancio della compagnia, aggiunge, “Si tira a campare, dando un calcio alla lattina, nella speranza che si trovi, tra rinvii, proroghe, misure ad hoc, un azionista stabile”.
Si chiede poi se sia strategico “tenere una compagnia di bandiera che ha ormai una quota di mercato interno di oltre il 30 per cento”, e conclude invitando a “fare i conti con la realtà. Salvare il salvabile. Accettare e gestire al meglio una cura dimagrante. Più si rinvia – avverte – più si paga”
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Testata: Repubblica
Autore: Massimo Giannini
Titolo: Il commento – Il Paese dei fallimenti
Tema: Alitalia, si blocca il salvataggio
Massimo Giannini riflette sulla crisi del sistema Italia alla luce delle vicende che attraversano la cronaca di questi giorni.
Scrive. “Non bastava l’Uva, non bastava il Mose. Adesso negli abissi del lassismo di Stato e del parassitismo di mercato sprofonda l’Alitalia. i chiude cosl il triangolo della crisi: tre giganteschi fallimenti che certificano il collasso del Sistema-Paese. L’irresponsabilità delle sue classi dirigenti, la paralisi dei suoi meccanismi decisionali. Un quadro desolante”. E più avanti. “Solo questo trittico fatale noi contribuenti l’abbiamo pagato 40 miliardi. Quasi 4 punti di Pil buttati via, tra assurdi spargimenti di carta bollata, totale latitanza di politiche industriali e sistematica alternanza di ammortizzatori e macellerie sociali. A suo modo – comclude – una ‘biografia della nazione'”.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Beda Romano
Titolo: Manovra, via libera da Bruxelles Faro sul debito – La Ue promuove la manovra ma lascia faro acceso sul debito
Tema: Manovra, via libera da Bruxelles
La Commissione europea ha pubblicato ieri la sua attesa opinione sulla Finanziaria italiana del 2020, ritenuta «a rischio di non rispetto del Patto di Stabilità». La presa di posizione era attesa, tanto più che il bilancio, attualmente in discussione in Parlamento a Roma, potrebbe essere snaturato da una miriade di emendamenti. Bruxelles chiede quindi «le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2020 sia rispettoso del Patto». Nei fatti la promozione è a tempo o con riserva. Sono otto i paesi della zona euro che la Commissione europea considera a rischio di violazione del Patto. Oltre all’Italia, anche la Francia, il Portogallo, la Spagna, il Belgio, la Finlandia, la Slovenia e la Slovacchia. «L’adozione delle Finanziarie in questi paesi – si legge nella comunicazione dell’esecutivo comunitario – potrebbe risultare in una deviazione significativa dal cammino di aggiustamento verso l’obiettivo di medio-termine». In una dichiarazione alla stampa, il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskisha ha precisato che l’Italia non è chiamata a «misure immediate». Bensì, si tratta per il Parlamento durante l’iter di approvazione del bilancio, e per il governo nel corso del 2020, di fare in modo che non vi sia una deriva dei conti pubblici e che l’applicazione del bilancio permetta al paese di ritornare nei ranghi. Nel caso contrario, la Commissione tornerà all’attacco in primavera. Il rischio è che opti per richieste assai più drastiche.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Mario Sensini
Titolo: Imu, stretta su chi non paga – Imu e Tasi, pignoramento dei conti Le nuove regole per chi non paga
Tema: Manovra di Bilancio, la stretta sull’Imu
«I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta». Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, risponde così a chi gli chiede notizie della possibilità per i Comuni di bloccare i conti correnti dei contribuenti che non pagano i tributi locali. Ma nella legge di bilancio in discussione al Senato, la norma c’è, e prevede che il pignoramento da parte dei comuni dei conti correnti per chi non paga tasse come Imu e Tasi.Intanto il disegno di legge di Bilancio entra da oggi nel vivo della discussione parlamentare. Tutti i gruppi politici dovranno indicare entro le 15 di oggi alla commissione Bilancio del Senato gli emendamenti “segnalati”, ovvero le proposte considerate prioritarie fra quelle presentate. L’obiettivo è scendere da un totale di 4.550 emendamenti a non più di 700, la metà firmati dai partiti della maggioranza e l’altra metà dalle opposizioni. Questa operazione di scrematura dovrebbe concludersi entro domani mentre la prossima settimana l’ufficio di presidenza della commissione procederà alla valutazione di ammissibilità degli emendamenti e quindi comincerà la fase delle votazioni. La manovra è attesa in Aula al Senato i13 dicembre.
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Laura Serafini
Titolo: Nuovo salva Stati, banche in allarme Visco: non c’è intervento sul debito – Altolà dell’Abi sulla riforma del Mes
Tema: Mes, i timori delle banche italiane
Patuelli ieri è intervenuto da Bruxelles sul tema del nuovo fondo salva Stati, e ha messo in guardia su una inevitabile reazione delle banche qualora il contesto regolamentare relativo ai titoli di Stato dovesse mutare, anche in virtù di una ventilata ristrutturazione del debito pubblico connessa a una potenziale richiesta di aiuto dell’Italia. Anche la Banca d’Italia è tornata sull’argomento. Fonti di via Nazionale hanno ribadito che il governatore Ignazio Visco non ha espresso un giudizio sfavorevole sulla riforma. «Ha invece messo in guardia sui rischi inerenti all’assunzione di eventuali ulteriori iniziative future relative all’operatività dell’Esm in assenza di una riforma complessiva della governance economica dell’area dell’euro – hanno spiegato le fonti -. La riforma del Trattato dell’Esm non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani. Come nel Trattato già oggi in vigore non c’è scambio tra assistenza finanziaria e ristrutturazione del debito. Anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal trattato vigente»
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Francesca Basso- Federico Fubini
Titolo: Intervista a Pierre Moscovici – Moscovici: l’accordo Mes non va bloccato – «Il fondo Salva-Stati è decisivo Altrimenti banche a rischio»
Tema: Mes, l’intervista a Pierre Moscovici
Pierre Moscovici, giunto ormai alla scadenza del suo mandato. lancia due messaggi all l’Italia. Il primo riguarda la manovra di bilancio e le politiche del debito. Riconosce che vi è stato un positivo mutamento di approccio del Governo Conte bis nei rapporti con la Commissione, apprezzato dai mercati, rispetto al precedente governo gialloverde, ma ammonisce che la priorità del paese debba continuare ad essere la riduzione del debito pubblico. Il livello di debito pubblico, dice «è troppo alto e, alla lunga, preoccupante. Nei prossimi anni la sua riduzione dovrà essere la priorità dell’Italia. È una situazione che non può durare senza conseguenze, per il vostro Paese e l’area euro. Gli euro consacrati a pagare gli interessi sul debito sono euro tolti al welfare, alle infrastrutture, alla giustizia La spesa per il debito – aggiunge – è la più stupida». E sulle polemiche in Italia sulla riforma del Mes, con la minaccia di veto del governo alle misure che impongono perdite agli obbligazionisti come condizione per fornire l’aiuto finanziario, ricorda che «iI coinvolgimento del settore privato […] può avvenire solo in casi eccezionali», e che non si tratta di «una questione di fiducia o sfiducia verso l’Italia». Nel negoziato, ricorda, «alcuni volevano condizionare l’aiuto del Mes alla ristrutturazione del debito pubblico. Questo è stato evitato grazie alla resistenza della Commissione e di numerosi Paesi, fra cui l’Italia».
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Testata: Sole 24 Ore
Autore: Marco Valsania
Titolo: Gm fa causa a Fca per corruzione – Gm fa causa a Fiat Chrysler: accuse di corruzione – Gm fa causa per corruzione a Fca La replica: vuole turbare l’intesa con Psa
Tema: Gm fa causa a Fca per corruzione
Esplode una dura battaglia legale tra General Motors e Fca. Gm ha denunciato la rivale e suoi ex dirigenti per condotta illegale e corruzione nei rapporti con il sindacato americano, pratiche che avrebbero assicurato a Fiat Chrysler vantaggi nel costo del lavoro. La principale casa automobilistica degli Stati Uniti ha fatto sapere che chiederà «significativi danni», potenzialmente miliardi di dollari, pur senza stimarli. Ma Fca ha risposto seccamente, accusando da parte sua Gm di puntare a far deragliare le sue attuali strategie, a cominciare da un’ambiziosa fusione con la francese Psa.
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Societa’, istituzioni, esteri
Testata: Corriere della Sera
Autore: Giuseppe Sarcina
Titolo: L’ambasciatore che incastra Donald Trump sul caso Ucraina – Trump e l’Ucraina, «tutti sapevano»
Tema: Ucrainagate: la deposizione dell’ambasciatore
«Volete sapere se ci fu uno scambio, un quid pro quo? Bene, la risposta è sì». Gordon Sondland risolve subito la questione chiave in diretta televisiva, in modo netto e chiaro. Poi aggiunge un altro elemento di importanza capitale: «Tutti erano informati, nessuno era fuori dal giro». Sondland ieri ha spiegato ai deputati della Commissione Intelligence che la campagna di pressioni sull’Ucraina fu gestita sul campo da Rudy Giuliani, avvocato personale di Trump. Ma tutte le figure di primo piano dell’amministrazione sapevano quale fosse l’obiettivo indicato dal presidente: il leader ucraino Volodymyr Zelensky doveva annunciare pubblicamente, meglio se alla Cnn, che la magistratura di Kiev avrebbe indagato «sulle sospette interferenze ucraine nelle elezioni Usa del 2016 e sulla società del gas Burisma». E «tutti sapevano» che la consegna degli aiuti militari per 400 milioni di dollari già promessi a Kiev, sarebbe stata bloccata fino a quando Zelensky non avesse soddisfatto la richiesta di Trump.
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Testata: Repubblica
Autore: Federico Rampini
Titolo: L ambasciatore del Kievgate inchioda Trump “Suoi gli ordini”
Tema: Ucrainagate: la deposizione dell’ambasciatore
Impeachment, è il giorno della svolta. L’ambasciatore degli Stati Uniti all’Ue, affarista e fidato consigliere di Donald Trump, consegna ai democratici quella che potrebbe diventare la “pistola fumante” nel procedimento per incriminare e poi destituire il presidente degli Stati Uniti. È la prova che fu tentato uno scambio politico con una potenza straniera, su ordine della Casa Bianca, per aiutare Trump a rivincere le elezioni nel 2020. All’Ucraina, che attendeva aiuti strategici per difendersi dalla Russia, venne chiesta in cambio un’indagine sugli affari a Kiev del figlio di Joe Biden, ex vice di Barack Obama e ora candidato alla nomination democratica.Nella deposizione di ieri, l’ambasciatore Sondland ha detto che lui, Perry e Volcker hanno lavorato con Rudolph Giuliani «sotto l’esplicita direzione del presidente Usa, sulle questioni ucraine». Sondland ha confermato che c’era un «chiaro quid pro quo», quello che noi definiremmo un «do ut des». Da una parte, 391 milioni di dollari di «aiuti per la sicurezza dell’Ucraina», e la prospettiva di un summit alla Casa Bianca tra il presidente Volodimir Zelenskij e Trump. Dall’altra la richiesta che Zelenskij annunciasse un’inchiesta giudiziaria sul business privato in Ucraina di Hunter Biden, figlio del candidato democratico.
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Testata: Stampa
Autore: Francesco Grignetti – Francesco Semprini
Titolo: Mistero sulla caduta del drone italiano in missione in Libia
Tema: Drone italiano
È giallo attorno alla vicenda del drone italiano precipitato ieri in territorio libico. Le forze di Khalifa Haftar ne rivendicano l’abbattimento, l’Italia afferma invece che il velivolo è stato affetto da un problema tecnico. Il veivolo, fanno sapere dallo
Stato maggiore Difesa svolgeva una missione a supporto dell’operazione Mare Sicuro e seguiva un piano di volo preventivamente comunicato alle autorità libiche. è caduto nell’area di Suq al Ahad, ai margini di Tarhuna, l’enclave della Tripolitana sotto il controllo delle forze che combattono al fianco dell’uomo forte della Cirenaica.
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Testata: Corriere della Sera
Autore: Lorenzo Cremonesi
Titolo: Un drone italiano precipita in Libia Haftar: colpito da noi
Tema: Drone italiano cade in Libia
Potrebbe essere stato abbattuto dalle forze di Khalifa Haftar il drone italiano caduto ieri mattina nella zona di Tarhuna, un’ottantina di chilometri da Tripoli. I portavoce di Haftar parlano di «velivolo italiano colpito mentre svolgeva operazioni ostili». Lo Stato maggiore italiano conferma solo che un «velivolo a pilotaggio remoto è precipitato». E fonti militari italiane in Libia dicono: «Non sappiamo ancora se sia stato abbattuto o sia caduto per un guasto tecnico. Certamente non era armato». Tuttavia il caso riaccende le tensioni tra Roma e l’uomo forte della Cirenaica, che accusa l’Italia di essere schierata contro di lui assieme alle milizie di Tripoli e Misurata. E tutto ciò avviene mentre le brigate di Haftar intensificano gli attacchi e guadagnano terreno verso il cuore di Tripoli sostenute anche dalla presenza di un numero imprecisato di contractor russi (tra 200 e il migliaio). Elemento questo che cambia gli equilibri strategici, mentre gli Stati Uniti criticano la politica russa, senza peraltro intervenire.
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Testata: Stampa
Autore: Monica Perosino
Titolo: Omicidio Caruana Arrestata la mente dell’attentato È l’uomo dei casinò
Tema: Drone italiano cade in Libia
E’ stato arrestato mentre cercava di lasciare le acque maltesi a bordo del suo yacht di lusso salpato in tutta fretta alle 5.31 di mattina da Portomaso, a Nord di Valletta.Yorgen Fenech, uno dei più potenti uomini d’affari di Malta,con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa fatta saltare in aria mentre era alla guida della sua auto, il 16 ottobre 2017. Fenech è propietario dei più importanti casinò dell’isola, ed è direttore e coproprietario di Electrogas, che ha ottenuto un contratto multimilionario dallo Stato maltese nel 2013 per costruire la nuova centrale a gas sull’isola, sulle cui tangenti Daphne aveva cominciato a lavorare. Il suo tentativo di fuga arriva meno di 24 dopo la lettera firmata dal premier Joseph Muscat che assicurava la grazia a un uomo che afferma di conoscere il mandante dell’omicidio di Caruana Galizia. Il «testimone», sarebbe stato l’intermediario tra la mente e gli esecutori materiali dell’assassinio. Arrestato giovedì scorso è stato ascoltato nei giorni scorsi dagli inquirenti.
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Testata: Stampa
Autore: Giordano Stabile
Titolo: Raid aereo contro le basi dei pasdaran in Siria: 23 morti
Tema: Raid aereo israeliano in Siria
Israele toma a mostrare i muscoli in Siria, con l’attacco più massiccio da un anno a questa parte, che ha coinvolto anche i cacciabombardieri «invisibili» F-35 e inflitto perdite pesanti alle Forze Al-Quds, i reparti speciali dei pasdaran. I raid sono stati lanciati alle 4 e 30 di ieri marina dallo spazio aereo sopra il Golan israeliano. Pochi minuti per accendere di fiammate rosse la periferia occidentale della capitale siriana. Alla fine il bilancio è stato di 23 morti, due civili, 16 «stranieri» e cinque soldati dell’esercito governativo. Distrutti depositi di armi e missili.
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IL SOLE 24 ORE
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LA REPUBBLICA
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LA STAMPA
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IL MESSAGGERO
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IL GIORNALE
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LIBERO QUOTIDIANO
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IL FATTO QUOTIDIANO
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