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SINTESI IN PRIMO PIANO – 22 agosto 2019

In evidenza sui maggiori quotidiani:
– Parte la trattativa Pd-M5S. No del Quirinale al governo istituzionale: tempi rapidi, un esecutivo politico o il voto;
– Da Zingaretti no al Conte bis. Mattarella vuole il premier entro lunedì;
– Boccia: non importa il colore politico, il governo dia risposte all’economia;
– Borse e spread, rally estivo in attesa delle banche centrali;
– Ue, nomina commissario congelata ma la Lega rivendica il candidato;
– Macron: “Di Maio il vero perdente”;
– Trump, freno ai migranti: «Stop allo ius soli».

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Martirano Dino 
Titolo: Lo stop del Quirinale ai governo istituzionale Le condizioni del Pd
Tema: Parte la trattativa Pd-M5S 

Partenza sprint per le consultazioni al Quirinale. Con un programma serrato che ha visto salire al Colle i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, e i rappresentanti dei partiti minori. Oggi, a partire dalle 10, sarà la volta dei partiti più grandi – Fratelli d’Italia, Partito democratico, Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle – e già stasera il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà un primo quadro delle disponibilità per formare un governo sostenuto da M5S, Pd, Leu e altri ancora capace di tenere in vita la XVIII legislatura. In caso contrario, ma potrebbe servire un altro giro di consultazioni per certificare l’impossibilità di insediare un governo giallorosso, al capo dello Stato non resterebbe che sciogliere le Camere e mandare gli italiani al voto. Mattarella, infatti, non prevede altre soluzioni non avendo in testa alcun governo del presidente o governo istituzionale sponsorizzato dal Quirinale che metta una toppa alla mancanza di intesa tra i partiti. Il Pd ha già fatto un passo in avanti mettendo nero su bianco (con la relazione del segretario Nicola Zingaretti approvata all’unanimità in direzione) la «disponibilità a verificare se esiste la possibilità di dare vita a una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese». Disponibilità accompagnata da alcuni paletti. Ma non si esclude la necessità del ricorso alle urne anche perché i dem non vogliono un Conte bis. Con una nota, il Movimento ha ribadito di essere il partito con il peso specifico e numerico più consistente in Parlamento. In altre parole, saranno i pentastellati a dare le carte. Oggi Fdl, FI e Lega chiederanno a Mattarella di andare al voto.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Magri Ugo 
Titolo: “Un nome entro lunedì o il voto” Mattarella preme su grililni e Pd – La stretta di Mattarella su 5 Stelle e Pd “Entro lunedì un nome o si va a votare”
Tema: La stretta di Mattarella: “Un nome entro lunedì o il voto”

Alle cinque della sera, Sergio Mattarella guarderà negli occhi Luigi Di Maio, e quello che vi leggerà sarà forse più importante delle parole. Perché se il capo politico dei Cinque stelle gli sembrerà titubante o poco convinto, a quel punto il presidente della Repubblica prenderà atto che con le incertezze non si va da nessuna parte. Chiuderà l’ultimo colloquio della giornata senza neppure consentire un breve supplemento di negoziati con il Pd; chiamerà a stretto giro una personalità al momento ignota per mettere in piedi un governo super partes, e questo governo porterà l’Italia al voto forse il 27 ottobre, salvo levare subito dopo il disturbo. Insomma, qualora in Di Maio il presidente non riscontrasse la giusta convinzione, andremmo di corsa alle urne. Corollario: se il leader grillino vorrà farsi dare un altro paio di giorni, per tentare sul serio l’accordo con il Pd, dovrà mostrarsi lì, seduta stante, intenzionato a stipulare non un accordo qualsiasi ma un patto solido, di respiro e destinato (dicono dalle parti del Colle) a durare per tutto il resto della legislatura. Di soluzioni abborracciate l’Italia non ha bisogno. Per giunta, Di Maio dovrà impegnarsi a indicare entro lunedì prossimo – come termine ultimo – il nome del possibile premier, che però non potrà essere Giuseppe Conte. Già, perché alle 11 di stamane la delegazione Pd renderà ufficiale il suo no all’Avvocato del popolo, dunque sarebbe inutile riproporlo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  De Marchis Goffredo 
Titolo: Il retroscena – Zingaretti: una telefonata con Casaleggio apre i giochi – Zingaretti e Casaleggio, la telefonata che ha aperto la trattativa: proviamoci
Tema: Trattativa PD-M5S

Il contatto tra Zingaretti e Casaleggio. Cosa si sono detti Zingaretti lo ha raccontato a pochissimi e non è entrato nei dettagli. Si è capito comunque che la chiamata può rappresentare un momento di svolta perché è un pezzo del dialogo tra le anime più prudenti nella trattativa. Zingaretti, nella telefonata, ha spiegato che avrebbe stilato un programma di pochi punti fondamentali. «Io rimango contrario ad accordicchi, a cose di corto respiro». Casaleggio ha risposto chiedendo una sola garanzia: «Il nuovo esecutivo, se nasce, non deve umiliare Luigi Di Maio». Come dire, l’ex vicepremier deve far parte di nuovo della squadra di ministri. Una possibilità che non si concilia con la richiesta di discontinuità promossa dal Pd.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Canettieri Simone 
Titolo: Zingaretti: «Nessun veto su Di Maio Renzi? È passata la mia proposta» – «Nessun veto su Di Maio Renzi? Passa la mia linea»
Tema: Intervista a Nicola Zingaretti 

Nicola Zingaretti incassa l’unanimità in direzione sui suoi 5 punti: «Non si tratta di togliere alibi a nessuno. Il M5S accetta questi punti o fa saltare il banco e se ne prende la responsabilità. Ma almeno così è chiaro che da parte nostra, come Pd, non c’è alcun tipo di subalternità». Sul Conte-bis: «Zero. Conte non va bene: non si può dire che gli altri, ovvero Salvini, hanno sbagliato, e riprendere a governare come se nulla fosse cambiando solo alleato». Quale figura immagina? «Sta dicendo un uomo di Stato, un alto servitore delle istituzioni?». «Questa può essere una soluzione, una di quelle sul tavolo, ma bisogna fare un passo per volta e ascoltare, soprattutto, il Capo dello Stato».
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Testata:  Stampa 
Autore:  Bertini Carlo – Lombardo Ilario 
Titolo: Retroscena – Di Maio insiste su Conte e mette il veto su Fico: in cambio Gentiloni all’Ue
Tema: I nomi

Luigi Di Maio rimane spiazzato. Le prime tre mosse le fa Nicola Zingaretti: veto su Giuseppe Conte, agenda programmatica in cinque punti e «ok a un posto di ministro» per il capo politico del M5S. Non se l’aspettava Di Maio. Né si attendeva un menù così invitante per il M5S. Ma per tutta la giornata tace. Un silenzio che inquieta e insospettisce il segretario Pd. Anche perché i vertici del M5S avevano ricevuto in copia, prima del voto della direzione Dem, il documento come primo approccio al dialogo. Nella Lega sono ormai certi che il governo giallorosso sia nato. Il nodo, però, resta il premier. Di Maio fa capire chiaramente che tocca al M5S, in quanto primo partito in Parlamento, indicare il nome. Tutto ruota attorno a Conte, che i 5 Stelle sognano di lasciare a Palazzo Chigi, bersaglio dei veti di Zingaretti. L’ipotesi Fico: per il Pd avrebbe il vantaggio di liberare la presidenza della Camera per Dario Franceschini o, come sperano i renziani, per Maria Elena Boschi. Da giorni poi si cita Enrico Letta come pedina di scambio per strappare l’ok al Conte bis. Mentre l’ultima indiscrezione ieri riferiva di un’offerta aggiornata di “do ut des” al Pd: l’altro ex premier Paolo Gentiloni per l’Ue.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Lopapa Carmelo 
Titolo: Salvini non s’arrende “Governo con M5S” E avvisa Berlusconi
Tema: La Lega

Tutto, pur di tornare al voto prima possibile. Quando Matteo Salvini e i due capigruppo Molinari e Romeo varcheranno oggi pomeriggio la porta della Studio alla Vetrata del Quirinale, stavolta soli, senza i forzisti, rassegneranno nelle mani del capo dello Stato una disponibilità che fino a ieri era tutt’altro che scontata. Si dichiareranno cioè «pronti a sostenere anche un governo di transizione, un esecutivo elettorale, per approvare la manovra in autunno e poco altro, pur di tornare al voto a febbraio, mal che vada in primavera». È una via d’uscita dalla crisi della quale la Presidenza della Repubblica potrebbe tenere conto, se i tempi dovessero dilungarsi e le prove d’intesa M5S-Pd infine fallire. La Lega, che ha discusso di questa ipotesi solo nella cerchia ristretta del segretario e non nell’assemblea dei gruppi di ieri mattina alla Camera, non specifica se l’opzione porterebbe addirittura a un ingresso diretto nel governo a termine o, più probabilmente, a un sostegno esterno.
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Testata:  Giornale 
Autore:  Signore Adalberto 
Titolo: E Giorgetti gelò Salvini: «Basta fare tutto da solo» – Lo sfogo di Giorgetti: «Salvini non può più fare tutto da solo»
Tema: La Lega

Da ieri Matteo Salvini non è più Re Mida. Almeno nella percezione dei suoi deputati e senatori, sempre devoti al culto del leader al punto di celebrarne lodi e gesta in ogni dove. Anche Giorgetti è convinto che «Matteo non può più fare tutto da solo». Non è più il tempo, insomma, del «one man show» ma c’è bisogno di consiglieri seri che lo aiutino in certe scelte. Magari si sarebbe potuto evitare di aprire una crisi suicida che, è la convinzione del sottosegretario già da giorni, non porterà alle urne.
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Testata:  Giorno – Carlino – Nazione 
Autore:  Gianni Andrea 
Titolo: Per Fontana la crisi era inevitabile «E ora nessuno tocchi il Capitano»
Tema: Intervista ad Attilio Fontana 

“La leadership di Salvini non è in discussione. Se qualche giorno fa qualcuno poteva avere dei dubbi sulle sue scelte, il discorso di Conte li ha fugati mettendo a nudo la vera natura del Movimento 5 Stelle”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non aveva risparmiato critiche al governo Lega-M5s sul tema dell’autonomia. Adesso guarda con preoccupazione alla crisi, serrando i ranghi del partito. L’intervista:
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Testata:  Repubblica 

Autore:  … 
Titolo: Morisi “Sì, con la crisi abbiamo perso like e Conte ne ha presi tanti”
Tema: Intervista a Luca Morisi 

La battaglia in Senato ha chiuso una parabola infernale lunga dodici giorni. Per la prima volta da anni, Salvini ha perso contatti sui social, like, follower. Ed è come se gli avessero tolto l’aria. «E’ vero – non si sottrae Morisi – nei giorni della crisi siamo calati. Però da ieri siamo tornati a crescere, abbiamo questi dati. Sì, Conte cresce da giorni. Perché prende i like di quelli di sinistra, tantissimi like». Parla il genietto che gestisce le piattaforme Facebook, Twitter e Instagram di Salvini. Che lo condiziona più di Giancarlo Giorgetti:
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Labate Tommaso 
Titolo: Il retroscena – Mediazione possibile sulla prima donna a Palazzo Chigi E tramonta il Conte bis
Tema: Il retroscena

II «nome» più atteso d’Italia potrebbe essere «terzo» rispetto ai due partiti. Da Francoforte, nel pomeriggio, fonti autorevoli della Bce hanno già fatto sapere che, seppure onorato dell’interessamento espresso da esponenti politici di più parti, Mario Draghi è indisponibile. Tolto l’asso di cuori, dal mazzo viene fuori una carta coperta, già oggetto del dialogo incrociato tra gli ambasciatori. «Il vero elemento di discontinuità, in grado di arrestare sul nascere la smania dei furbetti che potrebbero far nascere il governo per poi togliergli la fiducia a piacimento, sarebbe accordarsi su una donna presidente del Consiglio», riassume uno degli autorevoli «mister X» che fa la spola per tutto il giorno tra la Camera, il Senato e gli uffici in uso ai gruppi di Pd e M5S. La suggestione, prima che sia notte, avrebbe raggiunto sia Di Maio che Zingaretti. Una donna, insomma. La prima donna a Palazzo Chigi della storia d’Italia. Fuori dalle casacche di partito e senza una storia politica di parte, un identikit che quindi non assomiglia ai profili di Emma Bonino o di Laura Boldrini, tanto per capirci. Un identikit che assomiglia e molto a quello di Marta Cartabia, classe 1963, giudice costituzionale.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Polito Antonio 
Titolo: Un esame di serietà (per tutti) – Un esame di serietà che deve riguardare tutti
Per fare un governo è assolutamente necessario un accordo politico. Non basta una convergenza casuale di interessi in competizione tra loro. La ricreazione è finita. Antonio Polito:
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cazzullo Aldo 
Titolo: I volti della crisi
Tema: Le pagelle dei leader 

Le pagelle di Cazzullo sui leader: il mito dell’invincibilità del Capitano vacilla. Ha sbagliato tutto, tempi e modi, a conferma che non padroneggia tecnica e tattica parlamentare; in Parlamento del resto non è quasi mai stato. Ma guai a darlo per finito: il suo consenso nel Paese è lì, intatto. Giuseppe Conte: premier per caso, finalmente è arrivato il suo giorno di gloria. Ha usato un linguaggio meno involuto del solito per ergersi ad avversario di Salvini. Più che andare a perdere le elezioni con i 5 Stelle, punterà a fare il leader di un nuovo movimento, magari innervato dai cattolici antileghisti. Nicola Zingaretti: è ancora in tempo, ma per ora stenta a decollare. Troppo prudente, troppo silente, dà l’impressione di giocare sempre di rimessa. Patisce Renzi, più spregiudicato, il più sfacciato, il più incostante, il più aggressivo. Nonostante questo, o forse proprio per questo, è palesemente l’unico leader di cui disponga il centrosinistra.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Folli Stefano 
Titolo: Il punto – Zingaretti-M5S due punti chiave
Zingaretti ieri si è procurato un successo da non sottovalutare. Era ovvio che avrebbe ottenuto dalla direzione il mandato a trattare; meno ovvio che ricavasse dalla riunione un ventaglio di buone carte da mettere sul tavolo al momento opportuno. Stefano Folli:
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Si segnala anche Cerasa dal Foglio:
L’anno bellissimo dell’opposizione
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Breda Marzio 
Titolo: Il retroscena – Le scelte di Mattarella per un esecutivo che non sia (soltanto) anti elezioni
In bilico tra speranza e scetticismo, e per forza di cose molto prudente, l’approccio del capo dello Stato ai primi scambi negoziali tra Pd, Leu e 5 Stelle:
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Ginori Anais 
Titolo: Macron e l’Italia “Stare con l’estrema destra non funziona mai”
Tema: Macron: “Di Maio il vero perdente” 

«La lezione che ci viene dall’Italia è una sola: quando ci si allea con l’estrema destra alla fine è l’estrema destra che vince». Emmanuel Macron commenta per la prima volta la crisi politica italiana. Durante un lungo incontro con l’Association Presse Présidentielle, il leader francese parla a braccio con i giornalisti accreditati all’Eliseo per un’ora e mezza dell’attualità internazionale in vista del G7 che la Francia organizza a Biarritz nel weekend. Rispondendo a una domanda di Repubblica, Macron si mostra compiaciuto dal fatto che Matteo Salvini potrebbe essere fuori da un futuro governo di coalizione. «Me lo auguro», dice senza mezzi termini il capo di Stato che però non rinuncia a una stoccata al leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio. «Faccio una semplice constatazione – argomenta Macron – chi era in testa nelle ultime elezioni politiche? Il Movimento 5 Stelle che poi ha deciso di governare con Salvini. E ora chi è il grande perdente dell’ultima sequenza? Di Maio». Il leader della Lega non è indebolito dall’attuale crisi politica? «Forse, me lo auguro», ribatte il presidente francese. «Ma pensare che allearsi con l’estrema destra sia un modo di reinventare la politica non funziona. Lo vediamo altrove, non funziona mai». Il breve flirt di Di Maio con il movimento dei gilet gialli ha lasciato tracce all’Eliseo. E ora Macron appoggia convinto l’ipotesi di un nuovo governo di coalizione per isolare la Lega.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Casadio Giovanna 
Titolo: “Felice di essere un bersaglio” – Boschi “Il governo con i 5S durerà fino al 2023”
Tema: Intervista a Maria Elena Boschi 

«Anche chi odia Matteo Renzi dovrebbe riconoscere che la sua mossa ha rovinato i piani a Salvini». Maria Elena Boschi, deputata dem ed ex ministra delle riforme, pensa che il Pd dovrebbe apprezzare l’iniziativa dell’ex premier nei confronti dei 5Stelle. Ed esclude di entrare in un possibile governo rossogiallo: «No, grazie. Non farò il ministro ostaggio. Chi lo farebbe?». «Salvini ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Ha aperto una crisi di governo nella settimana di ferragosto per poi ritirare addirittura la mozione di sfiducia a Conte una settimana dopo. Voleva andare al voto e ora fa di tutto per non mollare la poltrona. Sicuramente non ha più l’aura di invincibilità che aveva fino a qualche giorno fa e anche dentro il suo partito cominciano a dubitare della sua lucidità politica. Certo la sua spregiudicatezza politica lo porta a fare e dire tutto e il contrario di tutto senza vergogna. Ma ora è in un angolo grazie a Matteo Renzi». D.: Ma un governo di responsabili con i 5Stelle non rischia invece di fare crescere i consensi per il leader leghista?, è la domanda. R.: «No, se il governo farà cose buone per gli italiani a cominciare dall’evitare l’aumento dell’Iva al 25%. E comunque non penso che andare al voto subito sia una garanzia di successo per il Pd». D.: Lei è uno dei bersagli preferiti di Salvini. R.: «Lo considero un punto di merito, sicuramente non ha gradito la mia proposta di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti per lo scandalo dei rubli russi».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Berizzi Paolo 
Titolo: Savoini al mare “Io, massacrato” – La vacanza di Savoini “Non parlo, per ora”
Tema: Moscopoli

«Il governo? Non so niente, non mi chiama nessuno. Leggo i giornali come voi. Ma per ora non voglio parlare: né di questo né di altro. Sono stato massacrato, trattato peggio di un delinquente. Anche da colleghi giornalisti che conoscevo bene e che pensavo fossero corretti». Rieccolo, Gianluca Savoini. L’uomo dei rubli, lo sherpa leghista – indagato per corruzione internazionale – al centro di Moscopoli. Quarantatrè giorni sono passati da quando è deflagrato il caso della trattativa condotta dal faccendiere di Salvini e altri uomini della Lega per fare arrivare da Mosca nelle casse del partito 65 milioni di dollari. Scaricato (apparentemente) da Salvini, assiste così da lontano alla complicata partita di quell’ormai defunto governo sovranista che lo faceva sognare.
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Testata:  Giornale 
Autore:  Greco Anna_Maria 
Titolo: «Spero che non prevalga l’interesse del Palazzo»
Tema: Intervista ad Antonio Tajani 

«Siamo contro un governo Pd-M5s-Leu come eravamo contro il governo Lega-M5s, perché maggioranze di questo tipo non hanno la possibilità di ridurre la pressione fiscale, di realizzare le infrastrutture e di combattere la disoccupazione. Pd e M5s sono i nostri tradizionali avversari politici. Sarebbe il governo di sinistra che metterebbe la patrimoniale e farebbe ritornare l’Italia indietro di decenni. Noi saremmo all’opposizione». Così Antonio Tajani.
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Testata:  Mattino 
Autore:  Di Giacomo Valentina 
Titolo: «Con i 5Stelle il dialogo è ancora aperto» – «Con i grillini la partita è aperta ogni opzione ma senza Conte»
Tema: Intervista a Gian Marco Centinaio 

Disponibili a trattare con i 5 Stelle. Gian Marco Centinaio, ministro leghista, lascia ancora una porta aperta a Luigi Di Maio.
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Testata:  Avvenire 
Autore:  Fatigante Eugenio 
Titolo: «Non è intesa che si fa in due giorni. Dl sicurezza da abrogare»
Tema: Intervista a Matteo Orfini 

“Non ho cambiato idea sui 5 stelle: penso che siano altemativi al Pd, non sono una costola della sinistra. Sono opposti a noi per visione della politica e anche per concezione democratica”. D.: Però un’intesa con M5s non sarebbe più «la fine del Pd», come lei diceva un anno fa? R.: “Premesso che le condizioni politiche sono mutate, in una democrazia parlamentare e con una legge proporzionale un discorso diverso oggi ci sta. Del resto, abbiamo fatto pure le “larghe intese” con Berlusconi in una fase cruciale per la vita del Paese. E “ci sta”, sottolineo, per opporsi al capriccio di un uomo, al gesto autoritario e arrogante di un leader politico che per interesse personale – quello di offuscare la vicenda non chiarita dei fondi russi – e di partito, vuol far precipitare il Paese in una nuova campagna elettorale”. “Il pensiero di consegnare il Paese all’incertezza, in una fase già di stagnazione, è uno stimolo a dar vita a qualcosa”.
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Testata:  Tempo 
Autore:  Gae.Min. 
Titolo: «Il timone è di Zingaretti ma il merito è di Renzi»
Tema: Intervista a Andrea Marcucci 

«Il timone è di Zingaretti ma il merito è di Renzi». Cercheremo di fare un governo con i nostri storici avversari per fare una legge di bilancio che eviti il disastro. Parla Andrea Marcucci, Presidente dei senatori del Partito democratico:
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Testata:  Foglio 
Autore:  Allegranti David 
Titolo: “Il governo si può fare” – Smeriglio ci spiega come si fa un governo Pd-Cinque stelle
Tema: Intervista a Massimiliano Smeriglio 

Parla Smeriglio, braccio destro di Zingaretti e teorico del modello Lazio: dove Pd e grillini sono quasi fratelli a Roma.
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Testata:  Tempo 
Autore:  Mineo Gaetano 
Titolo: «I gruppi parlamentari rispondano al segretario»
Tema: Intervista a Francesco Boccia 

«Sono stati prodotti cinque punti programmatici (Europa, politiche redistributive, sicurezza, ambiente, democrazia rappresentativa, n.d.r.) che danno un profilo progressista a un possibile governo di legislatura nascente. E sottolineo di legislatura. Punti che alzano la sfida del confronto con il M5s, partendo da due paletti imprescindibili: discontinuità e governo politico di legislatura. Di contro c’è solo il voto. Non c’è una via di mezzo. Quindi coloro che avevano proposto governicchi, governi istituzionali o per il bilancio, non troveranno la disponibilità del Pd». Così Boccia.
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Testata:  Il Fatto Quotidiano 
Autore:  De Carolis Luca 
Titolo: “Meglio le urne, ma tentiamo un governo: votino gli iscritti” – “I 5 punti del Pd? Vaghi, non dicono nulla: ora parola a Colle e iscritti”
Tema: Intervista a Paola Taverna 

Per la cinquestelle, l’accordo col Pd è in salita. “Non è centrale il chi, ma il per fare cosa”. Salvini “da contraente a competitor a traditore: l’abbiamo sottovalutato”.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Marro Enrico 
Titolo: «C’è voglia di proseguire Luigi si concentri sul ruolo di capo politico»
Tema: Intervista a Elena Fattori 

Finito il governo gialloverde nascerà quello giallorosso (M5s-Pd)? «Al momento penso che questa possibilità sia fifty-fifty», risponde Elena Fattori, senatrice 5 Stelle, dissidente da sinistra. «Nei gruppi parlamentari c’è grande voglia di andare avanti con la legislatura e portare a termine tanti provvedimenti avviati. E non c’è affatto paura, come qualcuno dice, né della legge di Bilancio né di andare al voto. Ma su come proseguire si discute». «La stragrande maggioranza non vuole più sentir parlare di Salvini. Poi, come fare un nuovo governo è tutto da vedere». 
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Testata:  Foglio 
Autore:  Caruso Carmelo 
Titolo: M5s? Preferirei di no – “Non vorrei aver lottato contro Salvini per ritrovarmi con Rousseau”
Tema: Intervista a Emma Bonino 

“Si sono spurgati dal verde leghista, ma rimane il loro colore giallo, il giallo di matrice antiparlamentare, il giallo che li ha portati a solidarizzare, in Francia, con i gilet. Purtroppo non sono nata ieri e non dimentico la natura del M5s e per questo non posso smettere di denunciarlo”. La ascolteranno? “Non lo so, ma questo non è buon motivo per non ricordarlo”. Intervista a Emma Bonino:
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Testata:  Stampa 
Autore:  Grignetti Francesco 
Titolo: Parisi: il rischio che gli elettori non capiscano – “I tempi del confronto dem-grillini sono importanti quanto i contenuti”
Tema: Intervista ad Arturo Parisi 

Le previsioni dell’ex ministro del governo Prodi: “Per adesso l’accordo è difficilissimo. C’è il pericolo che gli elettori dei due partiti si sentano traditi dalla politica e si rifugino nell’astensionismo”.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Cecchi De’ Rossi Martina 
Titolo: “Sfiducia ma senza dimettersi Da Salvini scene mai viste come patate e banane insieme”
Tema: Intervista a Clemente Mastella 

L’ex ministro critica il leader del Carroccio: “Ha agito malissimo ed è stato castigato per la sua disinvoltura”.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Marroni Carlo 
Titolo: «Possibile un governo anche tra forze diverse»
Tema: Intervista a Antonio Spadaro 

Antonio Spadaro. Il direttore di Civiltà Cattolica: no a soluzioni pasticcio, ribadire l’appartenenza leale all’Ue. “Stiamo vivendo un tempo davvero complesso e pure inedito per la forma che ha preso questa crisi e i suoi ritmi da tango fatto di corteggiamenti, cascate, piroette e coup de théâtre. Un elemento di questa complessità, a mio avviso, è dato dal fatto che i partiti in campo hanno subito un processo di mutazione. La Lega sovranista di oggi non è più quella di una volta, e il ruolo del suo leader, in costante campagna elettorale, ha accelerato la mutazione vorticosa che l’ha portata al capitombolo. Ma anche il Movimento 5 Stelle non è più lo stesso di inizio legislatura, e non solo perché c’è stata una forte erosione del consenso, ma perché l’esigente esperienza di governo ha inciso sulle sue dinamiche. Nel Pd il costante appello all’unità rivela sempre di più la presenza di due anime. Vedremo se troveranno davvero un punto di sintesi”.
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Testata:  Osservatore Romano 
Autore:  Monda Andrea 
Titolo: Un’occasione per ripartire
“Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici i simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa, che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo di oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello Stato moderno”. Questo passaggio dell’intervento di ieri al Senato del presidente del consiglio Giuseppe Conte tocca un punto cruciale non solo dell’attuale momento politico ma della storia politica italiana. Vale la pena quindi di fermarsi e riflettere. Si potrebbe anche liquidare la questione citando il passo del Vangelo di Matteo (6,5-9) in cui il credente è invitato a pregare «nel segreto» e non «agli angoli delle piazze». Ma il tema è molto grande e complesso. Un’analisi:
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Testata:  Oggi 
Autore:  Sansonetti Vincenzo 
Titolo: Salvini e la Chiesa I cattolici si fidino di me anche se vado a messa solo per battesimi e funerali
Tema: Intervista a Matteo Salvini 

I cattolici sono divisi: parte della gerarchia lo bolla come «non cristiano» e invita alla «resistenza» ma molti fedeli pregano per lui. In questa intervista esclusiva il leader leghista commenta la crisi, ma ci parla anche della sua fede, della sua formazione umana e cristiana, dei suoi maestri e del suo rapporto non facile con la Chiesa. L’intervista:
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore
Autore:  Barlaam Riccardo
Titolo: Borse e spread, rally estivo in attesa delle banche centrali – Sale l’attesa per nuovi stimoli Le Borse tentano il rally d’agosto
Tema: Mercati
Borse europee e Wall Street in rialzo in attesa del meeting di Jackson Hole (che apre oggi) dove i presidenti di Fed e Bce potrebbero annunciare le prossime mosse di politica monetaria. Anche ieri il presidente Usa Trump ha attaccato pesantemente Powell, sollecitando un taglio dei tassi Tra le Borse, Milano è la migliore (+1,7%), anche sulle attese di una conclusione rapida della crisi di governo. Bene anche lo spread BTp-Bund, in calo a 201 punti dopo essere sceso sotto quota 200. La politica ultra-accomodante delle banche centrali ha comunque risvolti negativi: in sei mesi i rendimenti sottozero sono costati alle principali banche italiane 467 milioni sul piano dei margini.
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Testata:  Sole 24 Ore
Autore:  Rogari Marco
Titolo: Tagli, obiettivo minimo 2 miliardi
Tema: Spending review
Sarà uno dei passaggi obbligati della prossima manovra, soprattutto per la necessità di recuperare risorse da destinare allo stop degli aumenti di Iva e accise da oltre 23,1 miliardi. La spending review, magari in forma soft con una dote di 2 miliardi, non potrà essere evitata anche da un eventuale governo “giallorosso” che si troverebbe a fare i conti con una manovra minima da non meno di 30 miliardi: 27,6 miliardi, come indicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, per sterilizzare le clausole di salvaguardia 2020 e far fronte alle spese indifferibili; altri 3-5 miliardi, al netto della correzione per rispettare i parametri Ue sui conti pubblici, da utilizzare per una possibile prima sforbiciata al cuneo. Ma anche un esecutivo di garanzia, chiamato a gestire la fase preelettorale in caso di elezioni anticipate, potrebbe essere costretto a far ricorso ai tagli di spesa per puntellare un decreto legge da varare per far slittare di quattro mesi (fino ad aprile) l’aumento dell’Iva. L’obiettivo minimo resta quello indicato dall’ultimo Def presentato in primavera dal Governo dimissionario: 2 miliardi nel 2020.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Picchio Nicoletta 
Titolo: Boccia: non importa il colore politico il governo dia risposte all’economia – Boccia: priorità all’economia, non conta il colore del governo
Tema: Confindustria

Allarme del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: per l’Italia «c’è un rischio stagnazione e possibile recessione, soprattutto per il rallentamento della Germania». Per Boccia «serve una manovra economica che ponga attenzione al lavoro e alla crescita». Il nuovo Governo? «Non conta il colore politico ma le risposte all’economia».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Di Vico Dario 
Titolo: L’analisi – Voto subito? Il partito del Pil ora ha dei dubbi
“Il partito del Pil, almeno per ora, non vuole esporsi su voto sì/voto no. In una primissima fase Matteo Salvini, in virtù dei legami e dell’ampio consenso di cui gode presso i ceti produttivi del Nord, pensava di trovare negli industriali uno sponsor incondizionato dei propri progetti elettorali. Ma dopo le prime dichiarazioni pro-voto (corrette il giorno dopo) del veneto Matteo Zoppas e del lombardo Marco Bonometti, ora tutti sono attenti a non sbilanciarsi. La Confcommercio tiene ovviamente il punto sul tema consumi all’insegna di «fate tutto quello che volete ma guai se aumentate l’Iva» e ieri è uscito allo scoperto il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi che ha chiesto provocatoriamente ai partiti «qual è la vostra agenda? Quando iniziamo a parlare di cose importanti anziché di tematiche da spiagge?». La sortita più pesante della giornata è stata però quella, in abbinata, di Vincenzo Boccia (Confindustria) e Annamaria Furlan (Cisl). A Rimini i due sono apparsi d’accordo su tutto e hanno chiesto ai politici litiganti di mettere al primo posto i contenuti (e il taglio del cuneo fiscale). Boccia ha insistito sui rischi di recessione, Furlan ha parlato di «necessaria discontinuità» rispetto alle scelte economiche del governo Conte. Insomma le parti sociali lamentano (giustamente) di essere state prese per il naso dal premier, da Di Maio e da Salvini che hanno istruito tavoli di consultazione in concorrenza tra loro ma alla fine con lo stesso obiettivo: produrre selfie piuttosto che soluzioni. «Non posso dimenticare che il governo uscente ha portato il Paese alla crescita zero» ha scandito Furlan.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Conte Valentina 
Titolo: I conti Messi in sicurezza a luglio per l’Iva ora servono 15 miliardi
Tema: Conti

Come stanno i conti del Paese? In sicurezza, per ora. Ma il quadro può deteriorare rapidamente. Ecco perché il Quirinale corre con le consultazioni. E punta a chiudere in fretta la crisi politica. Il messaggio ai partiti è chiaro: non disperdere i sacrifici fatti sin qui. Grazie alla correzione del bilancio dello Stato dei primi di luglio – un assestamento da 7,6 miliardi – il deficit è stato abbassato dal 2,4 all’1,9% (il tetto da non superare è il 3%). L’Italia ha cosl evitato una procedura di infrazione europea per violazione della regola del debito, potenzialmente devastante. E abbassato la febbre da spread, tornato attorno ai 200 punti. Grazie a questo duplice effetto – assestamento e minore spread – il 2020 può contare su quasi 8 miliardi già messi in cascina, lo si deduce dall’audizione di metà luglio dell’Ufficio parlamentare di bilancio. È come se per cancellare l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti servissero non 23 miliardi ma 15. Un risultato ottenuto nonostante le bizze dei due ex partiti di governo – Lega e Cinque Stelle – inclini alla spesa facile e alle pulsioni no euro. La moral suasion del Colle, la gestione iper prudente del ministro Tria e la dovuta collaborazione del premier uscente Conte, hanno insomma evitato il peggio.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Barbera Alessandro 
Titolo: Il retroscena – L’Ue disponibile a una proroga per frenare l’Iva – Tesoro e Colle Accordo con l’Ue per far slittare gli aumenti Iva
Tema: UE

Sarà il grande ostacolo alla trattativa fra Pd e Cinque Stelle, ed è una delle ragioni che ha spinto Matteo Salvini a lasciare il governo in pieno agosto. Fra Quirinale, Tesoro e Commissione europea negli ultimi giorni non si parla d’altro: come evitare di far scattare il primo gennaio ventritré miliardi di aumenti dell’Iva nel caso in cui non ci fosse soluzione alla crisi? Un decreto per il governo appena insediato o un’intesa in Parlamento in caso di voto anticipato. I funzionari di Bruxelles hanno già fatto sapere di non avere obiezioni.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rho Roberto 
Titolo: Prove di intesa e lo spread va giù – Lo spread – C’è la crisi ma scende a 200 I mercati non vedono il voto
Tema: Mercati, scenario

Si raffredda il rischio-Italia con l’uscita dall’esecutivo della Lega che avrebbe potuto portare il Paese a un nuovo scontro con l’Ue e anche fuori dall’euro. Determinanti comunque le mosse di Draghi.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sensini Mario 
Titolo: Ue, cresce il reddito delle famiglie Ma quelle italiane restano in coda
Tema: Dati Ocse

II reddito reale delle famiglie ha ripreso a crescere in modo consistente nei primi mesi dell’anno, in tutto il mondo industrializzato aumenta più del Prodotto interno lordo pro capite, segno che le disponibilità delle famiglie sono maggiori di quanto non dicano i numeri del Pil, ma in Italia le cose vanno peggio che negli altri Paesi. Nel primo trimestre, secondo i dati diffusi ieri dall’Ocse, il reddito delle famiglie italiane è cresciuto dello 0,5%, dopo la brutta flessione dell’ultimo trimestre dell’anno scorso (-0,4%), a fronte di una crescita del Pil dello 0,1% (a fine 2018 era -0,1%). Ma ancora una volta l’Italia è il fanalino di coda tra tutti i maggiori Paesi industrializzati del mondo. Nella media del G7, i redditi reali delle famiglie sono cresciuti nel primo trimestre dello 0,8%, quasi il doppio.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fotina Carmine 
Titolo: Industria 4.0 e bonus Sud: ora a rischio 2 miliardi – Industria 4.0 e bonus Sud: investimenti a rischio, servono 2 miliardi
Tema: Innovazione

Lo chiamano «effetto attesa»: le misure di politica industriale sono incerte, le aziende aspettano e rinviano gli investimenti, gli ordini si bloccano e la produzione industriale va giù. Da una ricognizione del Sole 24 Ore, emergono almeno 1,9 miliardi di misure per l’industria (a livello nazionale o per il Mezzogiorno) da prorogare o rifinanziare entro dicembre. Del resto le scelte politiche sul Piano 4.0 sono per molte imprese il suono del gong che fa iniziare un nuovo round di investimenti.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fotina Carmine 
Titolo: Riassetto Mise, rebus crisi sulle nomine – Riassetto al Mise, rebus crisi sulle nomine del ministro Di Maio
Tema: Mise

Caduto il governo, scatta il riassetto del ministero dello Sviluppo economico. Sembra paradossale, ma è l’effetto della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (n. 195 del 21 agosto) del Dpcm sul regolamento di organizzazione del Mise. Le direzioni generali, sotto lo stretto coordinamento del segretario generale Salvatore Barca, scenderanno da 15 a 12, con relativo tourbillon di nomine. Ma per i nuovi titolari molto dipenderà dai tempi di risoluzione della crisi nelle mani ora del presidente della Repubblica.
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Testata:  Stampa 
Autore:  A.B. 
Titolo: La crisi gialloverde fa saltare le nomine a Sace ed Ansaldo
Tema: Nomine

Per chi se ne va un’occasione perduta, per chi resta o torna un enorme incentivo a trovare l’accordo e a far durare il governo per il resto della legislatura. Da questa settimana e per tutto il 2020 vanno in scadenza centinaia di posti nelle aziende pubbliche. Da Eni ad Enel, da Leonardo a Poste. E poi Terna, Sogei, Enav, per citare le più importanti. Ma il nuovo governo nascerà davvero? E quando? Per il momento il problema più urgente è fare i conti con la sua assenza. Ne sa qualcosa il numero uno di Cassa depositi e prestiti Fabrizio Palermo, che martedì riunisce il consiglio di amministrazione che dovrebbe rinnovare i vertici di tre importantissime controllate: Sace – la società pubblica per il sostegno delle imprese all’estero – Ansaldo energia e Cdp immobiliare, i custodi di un pezzo importante dell’enorme patrimonio edilizio dello Stato.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Barlaam Riccardo 
Titolo: Caio (Saipem): Italia laboratorio dopo l’appello su etica e profitti – Caio: «Su svolta etica e profitti l’Italia è già un laboratorio»
Tema: Energia

“Noi italiani, per storia e ambiente, abbiamo una marcia in più nel valore sociale di impresa. Possiamo giocarcela alla pari con tutti. Se solo riusciamo a usare il nostro capitale umano e gli asset che hanno fatto grande il nostro Paese”. Francesco Caio commenta così la dichiarazione di princìpi appena firmata dai 181 ceo delle principali aziende americane associate raggruppate nella Business Roundtable. Le sue parole:
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Marroni Carlo 
Titolo: Passera: il futuro dei giovani dipende dalla scuola – «La disoccupazione giovanile va battuta con la formazione»
Tema: Intervista a Corrado Passera 

In 10 anni persi 2 milioni di posti under 35. La politica non dà risposte. Serve un grande investimento nella scuola tecnica secondaria. Così Corrado Passera. L’intervista:
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Tucci Claudio 
Titolo: «Più investimenti e giù le tasse a lavoratori e pensionati»
Tema: Intervista a Carmelo Barbagallo 

“Abbiamo più di 150 tavoli di crisi aperti al Mise che interessano 210mila lavoratori di grandi aziende, che, per ora, si stanno salvando grazie agli ammortizzatori sociali. Il 75% del nostro tessuto produttivo opera nel mercato interno; ma se le imprese fanno fatica, e le famiglie non hanno redditi sufficienti, come faranno a ripartire i consumi?”. Intervista a Carmelo Barbagallo:
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Avvenire
Autore:  Picariello Angelo
Titolo: Moavero: basta sovranismo L’Italia è solida – «Il sovranismo è ricetta divisiva»
Tema: Intervista ad Enzo Moavero Milanesi
«Abbiamo dimostrato che i conti sono in ordine». Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi boccia l’antieuropeismo, non rinnega il lavoro svolto e pensa positivo: «L’Italia è solida, al di là di chi comanda». L’intervista:
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Ziniti Alessandra 
Titolo: Migranti, lite Salvini-Trenta sull’uso delle navi militari
Tema: Migranti

Dopo aver neutralizzato le navi umanitarie, Matteo Salvini voleva svuotare il Mediterraneo anche della Marina italiana facendo terra bruciata di ogni tipo di sistema di soccorso. L’ultimo attacco alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, accusata di aver «unilateralmente modificato le regole di ingaggio dell’operazione Mare Sicuro facendo segnare un chirurgico ma significativo arretramento nel contrasto all’immigrazione clandestina» si rivela un boomerang per Salvini perché, tra gli stracci che volano tra i due ministeri, Lega e M5S, viene fuori una lettera inviata a metà luglio dal capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi al suo omologo della Difesa in cui si invita a «non incrementare il pattugliamento aeromarittimo in acque internazionali nel timore che possa fungere da fattore di attrazione piuttosto che di deterrenza per le partenze dalla coste libiche».
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Testata:  Stampa 
Autore:  Berlinguer Maria 
Titolo: Aarif e gli sbarcati dalla Open Arms “Siamo scappati da bombe e torture”
Tema: Migranti

I migranti che hanno raggiunto Lampedusa dopo 19 giorni di attesa in mare: “Non vogliamo rinunciare ai nostri sogni”. Il sogno di Aarif e degli sbarcati dalla Open Arms scappati da bombe e torture. Il reportage:
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Testata:  Avvenire 
Autore:  Ambrosini Maurizio 
Titolo: Editoriale – Ritorniamo al buon diritto
Finalmente, dopo venti giorni, i naufraghi della Open Arms sono potuti sbarcare, grazie a un provvidenziale intervento della magistratura. Il sospiro di sollievo è legittimo e anche doveroso, ma c’è un aspetto della questione che merita un approfondimento. Per giorni si è discusso su quanti e quali profughi stessero abbastanza male da convincere le autorità a lasciarli scendere a terra. Il punto è che le questioni dei salvataggi in mare e dell’asilo sono state dislocate dal piano dei diritti a quello della compassione. Non si tratta più di diritti umani incoercibili. Un’analisi:
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Bufacchi Isabella 
Titolo: Riunificazione, la Germania abolisce la tassa di solidarietà – Il governo tedesco abolisce la tassa sulla riunificazione
Tema: Germania

Fine della tassa sulla riunificazione, ma il processo della riunificazione non è finito. La Germania, a trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, resta divisa tra un Ovest ricco e un Est povero, con i Länder della ex Repubblica democratica tedesca (Ddr) che continuano a registrare tassi di disoccupazione più alti e salari più bassi rispetto alla media, che diventano terreno fertile per Md (il partito di estrema destra Alternative für Deutschland) e assistono a una fuga dei più giovani. La sovrattassa che dal luglio del 1991 copre i costi della riunificazione delle due Germanie ha comunque da oggi i giorni contati. E salvo ripensamenti e ritocchi dell’ultim’ora, sparirà quasi del tutto nel 2021.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: La Fed nel mirino di Trump “Il nostro problema è Powell”
Tema: Banche centrali

L’unica certezza? La Federal Reserve sbaglia. Donald Trump torna alla carica contro il banchiere centrale che lui stesso ha nominato. «Abbiamo un solo problema, Jerome Powell e la Fed» twitta il presidente. Non gli va giù che l’autorità monetaria proceda lentamente nella riduzione dei tassi d’interesse, mentre altre banche centrali (Cina, Eurozona) starebbero spingendo le rispettive svalutazioni. Ma su tutto il resto Trump vacilla, lancia segnali contraddittori. Martedì aveva promesso di offrire con la politica fiscale quel che non fa la politica monetaria: nuove riduzioni d’imposte per sostenere la crescita. Ieri si è rimangiato tutto, sostenendo che «non ne abbiamo bisogno, abbiamo un’economia forte». In realtà il presidente è preoccupato per il tam tam sulla recessione. Accusa i media di fare del catastrofismo, però la questione lo preoccupa. Lo scenario:
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Offeddu Luigi 
Titolo: La vendetta di Trump: niente visita in Danimarca – Trump offeso non va in Danimarca
Tema: Il caso Groenlandia

Donald Trump cancella la visita in Danimarca, prevista per il 2 settembre, dopo il secco no di Copenaghen a discutere della vendita della Groenlandia. «La Danimarca è un Paese molto speciale con persone incredibili ma dal momento che, nei suoi commenti, la prima ministra Mette Frederiksen ha chiarito che non c’è alcun Interesse a discutere l’acquisto della Groenlandia, rimanderò il nostro incontro previsto tra due settimane a un altro momento», ha twittato il presidente Usa. Sconcerto della premier danese: «Assurdo». Arriverà invece Obama.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: L’ultima tentazione di Trump: abolire un pezzo di storia, lo ius soli -Stretta americana sui migranti Trump: aboliamo lo ius soli
Tema: Il caso americano

Tempestoso ritorno dalle vacanze di Donald Trump. Mentre si appresta a partire per il G7 di Biarritz (ma auspica un G8 allargato a Putin) e cancella per ripicca la visita in Danimarca, lo preoccupano i rischi di recessione. Per ricompattare la sua base torna a proporre l’abolizione dello ius soli. E vara un nuovo giro di vite sull’immigrazione: stop ai limiti temporali sulla detenzione di famiglie migranti. Lo fa attribuendosi un merito umanitario: «Le gabbie per bambini al confine le costruì Obama nel 2014. Io riunifico le famiglie». Lo ius soli esiste dall’Ottocento. È un vecchio bersaglio di Trump che ha fatto propria la campagna contro gli anchor-baby o bébé-ancora. L’idea è che delle donne straniere vengano apposta negli Stati Uniti a partorire, perché i figli acquisiscono automaticamente la cittadinanza e in seguito possono regolarizzare i genitori con le procedure sul ricongiungimento. È dubbio che il fenomeno sia determinante nell’immigrazione clandestina perché ha tempi lunghi: il diritto a chiedere il ricongiungimento scatta al 18esimo anno del figlio. Abolire lo ius soli — stabilito in origine in favore dei neri dopo l’abolizione dello schiavismo — richiederebbe una revisione costituzionale. Invece dovrebbe entrare in vigore la nuova normativa sui migranti: detenzione a tempo indefinito per le famiglie di stranieri che attraversano la frontiera senza un visto valido.
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Testata:  Avvenire 
Autore:  Capuzzi Lucia 
Titolo: L’America prima e l’America che viene ultima – L’america prima e l’america ultima
Gli Stati Uniti sono tornati a passeggiare nell’ex “cortile di casa”. Dopo averla ignorata nel primo anno e mezzo di mandato, dalla fine del 2018, l’Amministrazione guidata da Donald Trump ha moltiplicato le sortite nell’altra America, a sud del Rio Bravo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Mastrobuoni Tonia 
Titolo: Brexit, trenta giorni per trattare Merkel tende la mano a Londra
Tema: Brexit

Merkel tende la mano a Londra. Incontro a Berlino con il premier Boris Johnson. Una soluzione sul confine irlandese “è possibile”. Nella breve conferenza stampa che ha preceduto i colloqui, i due non hanno fatto nulla per nascondere le difficoltà del momento sul “backstop”, il meccanismo che dovrebbe scongiurare una frontiera “dura” in Ulster e il rischio fatale di un riaccendersi dei conflitti che hanno dilaniato per decenni l’Irlanda del Nord. La novità emersa ieri è il nuovo termine di 30 giorni entro il quale Merkel pensa che «sia possibile» trovare una soluzione sul backstop.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  … 
Titolo: Resta in carcere il cardinale Pell confermata la condanna per pedofilia
Il caso
Resta in carcere il cardinale australiano George Pell, il prelato più alto in grado mai condannato per atti di pedofilia. E’ stata infatti confermata la sentenza a sei anni per gli abusi commessi su due tredicenni. La Corte Suprema di Victoria, a maggioranza, ha infatti respinto l’appello del porporato confermando la sentenza di febbraio sulle violenze subite dai due minorenni che cantavano nel coro della Cattedrale di San Patrizio, quando Pell era arcivescovo di Melbourne, tra il 1996 e il 1997. L’ex ministro vaticano dell’Economia ed ex componente del “consiglio di cardinali” per la riforma di Curia, potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e otto mesi di cella. Non prima.
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Si segnala dal Foglio 
Editoriali – Lo scalpo del cardinale Pell
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Testata:  Stampa 
Autore:  Loewenthal Elena 
Titolo: Astuzia e tenada: così Daniel Bomberg stampò il Talmud, aggirando la censura
Tema: Religioni

Astuzia e tenacia: così Daniel Romberg stampò il Talmud, aggirando la censura. Il Papa gli impose di allegare all’opera un libello antigiudaico: che però non si vide mai.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  … 
Titolo: Processo unificato per i tre accusati del sequestro di Silvia
Tema: Kenya

Sono stati accorpati i processi ai tre presunti sequestratori di Silvia Romano, in Kenya. Lo ha deciso il giudice Julie Oseko, della Corte di Malindi, accogliendo la richiesta della procuratrice Alice Mathangani e rinviando le parti al 30 agosto.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Agliastro Giuseppe 
Titolo: La Russia manda un robot nello spazio. Destinazione Luna – Mosca invia Fyodor sulla Stazione spaziale L’astronauta-robot che dialoga con l’uomo
Tema: Russia

La Russia manda un robot nello spazio. Destinazione Luna. L’automa può avvitare bulloni e scambiare informazioni nel nostro linguaggio. Sarà agli ordini di un russo e si interfaccerà con Parmitano.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Ottolenghi Emanuele 
Titolo: Retroscena – Gli hacker iraniani rubano i dati di milioni di turisti – L’Iran schiera un esercito di hacker “Rubati i dati di milioni di turisti”
Tema: Cyber attacchi

Gli hacker iraniani rubano i dati di milioni di turisti. Documenti d’intelligence svelano le operazioni delle nuove cybertruppe: colpiti ministeri e hotel in Turchia, Serbia e Austria. L’iran schiera così un esercito di hacker.
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PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
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Testata:  Sole 24 Ore 
Titolo: Panorama
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CORRIERE DELLA SERA
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LA REPUBBLICA
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LA STAMPA
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IL MESSAGGERO
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IL GIORNALE
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LIBERO QUOTIDIANO
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IL FATTO QUOTIDIANO
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