Menu

SINTESI IN PRIMO PIANO – 31 luglio 2019

Autonomie, nuova lite Lega – 5 Stelle
– Riforma della giustizia, gelo della Lega
– Lombardia, rallenta la produzione industriale
– Presidenziali Usa, si accende la sfida tra i dem

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Emanuele Buzzi
Titolo: Il retroscena – Lite Lega-5 Stelle sull’autonomia Mossa di Conte – Autonomia, l’ira dei governatori Conte: la porterò a termine
Tema: Autonomie, nuova lite Lega – 5 Stelle
Nuovo round sull’autonomia tra Lega e Cinque Stelle. Con tanto di coda serale e vertice a Palazzo Chigi. All’incontro partecipano il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i ministri per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, e gli Affari regionali, Erika Stefani. C’è stato, secondo quanto trapela, un passo avanti da parte del ministero dei Beni culturali per la cessione alle Regioni la funzione della tutela del paesaggio, con relativo personale (mentre la tutela dei monumenti e delle aree archeologiche rimane di competenza statale). In seguito alla riunione si sono aggiunti i vertici del Mef (Giovanni Tria, Laura Catelli e Massimo Garavaglia) e Riccardo Fraccaro per approfondire meccanismi di trasferimento delle risorse finanziarie. Ma su questo aspetto non vi sono stati progressi: si continuano ad approfondire tutti gli aspetti e le varie implicazioni. ll premier Conte, da quanto si apprende, è molto determinato nel coordinare questi tavoli: ha preso un impegno e intende portarlo a termine ma è anche vigile affinché la soluzione sia sostenibile e compatibile con i principi di coesione nazionale. A far scattare la miccia la presenza del capo politico M5S alla nascita dell’Osservatorio sull’autonomia a Napoli. E l’ipotesi (smentita dal M5S) di un testo-proposta pentastellata. «Dispiace vedere che organizzi un gruppo di lavoro con l’Università di Napoli per dimostrare che è una farsa», attacca Luca Zaia mentre Attilio Fontana punta l’indice sul testo in lavorazione e sui tempi lunghi per il via libera alla riforma. «Ho letto degli stralci di quelle che devono essere le proposte del governo, mi hanno fatto rabbrividire», commenta il governatore lombardo. Risponde Di Maio: «Non comprendo certi toni da parte dei governatori visto che il testo lo stiamo scrivendo insieme con la Lega e tutto il governo. Se c’è qualcosa che non va si appellino al loro partito». Ma il leader del Movimento allontana anche gli spettri di una crisi prima di settembre: «Lo escludo totalmente». E pone l’accento su quello che il M5S indica come l’ago della bilancia della legislatura: il taglio dei parlamentari. «Spero che a settembre la maggioranza dica il sì definitivo. Io garantisco per M5s».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Barbara Fiammeri  – Gianni Trovati
Titolo: Autonomie, ancora una fumata nera M5S e Lega vanno alla resa dei conti – Fumata nera sull’autonomia, l’ira della Lega
Tema:  Autonomie, nuova lite Lega – 5 Stelle

L’ennesimo vertice sull’Autonomia tenutosi ieri sera non ha prodotto significativi passi avanti, né sui beni culturali (resta il sì al trasferimento delle funzioni paesaggistiche e il no su monumenti e aree archeologiche) e sul capitolo più spinoso delle risorse. Al centro la sorte dell’eventuale extragettito che la crescita economica (anch’essa eventuale) potrebbe produrre a favore delle Regioni ad autonomia differenziata. Il tema è diventato incendiario. I Cinque Stelle chiedono che queste entrate extra vadano a finanziare le altre Regioni per le stesse funzioni trasferite a Lombardia e Veneto (per l’Emilia Romagna, visti i contenuti delle richieste di Bologna, il problema non c’è). Nelle bozze del governo ci sono ipotesi che fanno «rabbrividire», ha detto il presidente di Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana. Dal canto suo, il ministro dell’Economia Tria, presente all’incontro, cerca una soluzione di compromesso in grado di non far saltare il tavolo. Ma l’appuntamento con il consiglio dei ministri è saltato un’altra volta. Luigi Di Maio, tuttavia, che non più tardi di lunedì mattina aveva spiegato da Napoli l’intenzione M5s di «riscrivere l’autonomia», esclude la crisi. «Non vedo rischi per il Governo», sentenzia il leader M5s
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Liana Milella
Titolo: Giustizia, la Lega boccia Bonafede “Poco coraggio, riveda la sua riforma”
Tema: Riforma della giustizia, il gelo di Salvini

Venti di guerra leghisti sulla riforma della giustizia targata Bonafede. Che oggi potrebbe anche essere del tutto bloccata, o al massimo licenziata con la formula “salvo intese”, che di fatto equivale a una quasi sfiducia e a un invito esplicito alla riscrittura, al suo approdo a palazzo Chigi. «Non è la nostra riforma» ha ripetuto più volte negli ultimi giorni il ministro Giulia Bongiorno, alter ego di Matteo Salvini sulla giustizia. Che addirittura è giunto a negare l’esistenza stessa di un testo. Pronto invece ormai da venti giorni. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede sembra non raccogliere l’allarme del Carroccio (i cui ministri oggi si riuniranno prima del Cdm per decidere come se votare il testo oppure no), fa mostra di ottimismo e si augura per oggi «un’approvazione definitiva» per far si che la riforma «sia legge entro dicembre». In una frase la definisce come «una legge che taglia i tempi dei processi e che cittadini e imprenditori aspettano». Ma il suo invito al dialogo con i leghisti trova un muro. Loro rinviano qualsiasi decisione a oggi, al momento del faccia a faccia Salvini-Bonafede durante il consiglio dei ministri. Ma basta una frase per capire l’umore: «Il Guardasigilli continua a ripetere che al tavolo delle trattative sulla riforma c’era anche la collega Bongiorno. Lasciando intendere che anche lei quindi è d’accordo sul testo. Ma non è cosi, perché nessuna osservazione fatta da Bongiorno è stata accolta. Quindi non si pub affatto dire che il testo di Bonafede sia condiviso dalla Lega».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Marco Cremonesi
Titolo: Il retroscena – «Matteo romperà» La certezza dei leghisti Ma il leader aspetta
Tema: La Lega e le ipotesi di elezioni anticipate

Marco Cremonesi torna sul progetto della Lega di andare a elezioni anticipate. Scrive. “Per molti leghisti, non ci sono dubbi: «Matteo romperà. Nel governo non ci sono più le condizioni di fiducia necessarie ad andare avanti». Il punto è sempre lo stesso, ormai sintetizzato in una parola chiave, quasi un hashtag: «Motivazione spendibile». Quella necessaria a rompere una volta per tutte con il Movimento 5 Stelle senza «ritrovarsene in collo la responsabilità. Il governo deve arrivare a fine corsa ma non ci devono essere dubbi che la responsabilità non sia di Matteo ma di tutti i no grillini». Ma riferisce anhche delle perplessità e dei dubbi di Salvini. Con ogni probabilità, lo snodo centrale sarà la manovra per il 2020. «Matteo – dicono i leghisti – non darà mai il suo via libera a una manovra senza crescita come la vorrebbero in Europa». Nè il leader leghista – osserva Cremonesi – potrebbe evitare di esporsi “alle inevitabili accuse di irresponsabilità per non aver preso atto della situazione a tempo debito”.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone
 
Testata:  Repubblica 
Autore: Carmelo Lopapa
Titolo: Scacco ai 5stelle Salvini punta al Sud – Il leader prepara il voto La campagna d’agosto nelle regioni del Sud
Tema: La Lega e le ipotesi di elezioni anticipate

Si legge: “I suol lo chiamano il «giretto estivo al Sud». Ma il tour d’agosto pianificato in gran segreto da Matteo Salvini somiglia tanto al prequel della campagna elettorale. Quella vera, per le nuove elezioni politiche. Nei giorni in cui tutto sembra precipitare, in cui con Luigi Di Maio si consuma una lacerazione senza fine su tutto, dall’autonomia alla Tav alla giustizia, il leader della Lega mette a punto con i fedelissimi un giro a tappe di almeno tre regioni strategiche in cui il partito alle Europee è cresciuto, ma non come si aspettava. Proprio quelle tre regioni – Campania, Calabria e soprattutto Sicilia – fondamentali per realizzare il colpaccio che il vicepremier ha nel mirino: l’autosufficienza elettorale, in vista di un ritorno alle urne che immagina ormai piuttosto vicino. Non più in autunno (chiusa la finestra elettorale) ma al più tardi nei primi mesi del 2020. Un’autosufficienza che deve necessariamente passare attraverso la vittoria nei collegi uninominali del Mezzogiorno, […] Per puntare infine sul raggiungimento di quel 38-40 per cento nazionale che, a legge elettorale vigente, potrebbe regalargli addirittura la maggioranza senza alleanze”.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore:  Ezio Mauro
Titolo: L’editoriale – Il punto zero dei grillini
Tema: Il Pd e le ipotesi di alleanza con i 5 Stelle

Scrive Ezio Mauro: “Dunque è bastato che affiorasse la parola crisi nel duello di potere tra Salvini e Di Maio, perché nel Pd spuntasse il miraggio del ritorno al governo (nascosto dietro confisse formule dorotee di avvicinamento) come l’oasi nel deserto per l’assetato”. Ma la linea politica che il Pd sembra perseguire, aggiunge, ignora la grave crisi che i 5 stelle sta attraversando e la reale natura del Movimento: “I grillini – osserva – non sono il sole, ma una stella spenta che, soprattutto, non abita nella parte di sinistra del cielo, ma in quella di destra, come hanno dimostrato ogni giorno nel corso di quest’avventura di governo, criticando ma controfirmando tutte le scelte di Salvini, comprese quelle razziste e xenofobe”. E più avanti: “Le velleità e la soggettività dei Cinque Stelle si sono ridotte ormai alla politica della decrescita, col partito del non-fare. Sopravvive l’anima ideologica che ha scelto fin dall’inizio questa alleanza anti-istituzionale, condividendo con la Lega, in particolare, una visione contraria ai principi della democrazia liberale: nella convinzione esorcistica che la storia della democrazia italiana e delle sue istituzioni sia tutta da buttare, con l’avvento dell’Anno Zero che ridisegnerà da capo la vicenda della nazione, spostando anch’essa in un Punto Zero fuori dall’Occidente, nella grande incognita del populismo sovranista e antieuropeo”. Cosa c’entra – si chiede – “la sinistra con questo pasticcio pericoloso? Cosa c’entrano la sua storia, la sua tradizione, i suoi valori di riferimento, gli interessi legittimi che dovrebbe rappresentare?”.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Evaristo Sparvieri  
Titolo: Intervista a Luigi Di Maio – Di Maio: dopo Bibbiano basta soldi a coop e onlus – “Su Bibbiano lo Stato ha sbagliato Troppi poteri a cooperative e onlus”
Tema: Affidi illeciti di Bibbiano, l’intervista a Di Maio

Nellintervista nella quale commenta l’inchiesta “Angeli e Demoni” sui presunti affidi illeciti di Bibbiano, Luigi Di Maio denuncia. «Questi scandali sempre più spesso accadono quando lo Stato si ritira dando spazio a imprese, cooperative, Onlus magari “politicamente” o “ideologicamente” vicine, con una esternalizzazione o peggio privatizzazione dei servizi pubblici »; e non esita ad affermare che il sindaco di Bibbiano, appartenente al Pd, «ha responsabilità politche che prescindono dagli esiti giudiziari»,
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Luca Orlando
Titolo: Lombardia, la locomotiva rallenta – La Lombardia arretra, primo calo produttivo
Tema: Lombardia, rallenta la produzione industriale

Nel secondo trimestre 2019 la produzione industriale in Lombardia ha accusato un calo dello 0,9% su base annua. È il primo segno negativo dopo 24 trimestri consecutivi di crescita. Il dato, rilevato da Unioncamere Lombardia, riporta al 2013 le lancette della regione più ricca del Paese e una delle più dinamiche a livello europeo. A pesare sull’attività della “locomotiva” d’Italia è la contrazione del commercio globale, aggravata dalle difficoltà del settore auto in Germania, e la debolezza della domanda interna. «La preoccupazione principale è che la stagnazione diventi un elemento che accettiamo in chiave passiva anziché reagire», ha commentato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia intervistato dal Tg3, «siamo un Paese ad alta vocazione all’export: significa che il rallentamento dell’economia comincia ad arrivare anche a casa e che dobbiamo reagire come Paese e come Europa». In questo contesto la priorità per Confindustria è «il cuneo fiscale: ridurre le tasse sul lavoro e quindi elevare i salari dei lavoratori italiani».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Giorgio Pogliotti  
Titolo: No al salario minimo, sì al taglio del cuneo: asse imprese-sindacati
Tema: Taglio del cuneo fiscale: intesa tra imprese e sindacati

Sintonia sulla rapida attuazione delle regole sulla rappresentanza e nell’opposizione al salario minimo, non compensabile dal taglio del cuneo fiscale che rappresenta una priorità anche in chiave di rilancio dei consumi. Dall’incontro di ieri pomeriggio tra i vertici di Confindustria e i leader di Cgil, Cisl e Uil sono emerse convergenze sui temi di più stretta attualità, ed è stato redatto un calendario di incontri che partiranno da settembre fino a dicembre, per completare il Patto della fabbrica sui capitoli welfare, mercato del lavoro e politiche attive, partecipazione, formazione e Mezzogiorno. «Sul salario minimo e il taglio del cuneo non esistono posizioni diverse – ha sottolineato Stirpe -.Il 1° agosto, quando ci sarà il kickoff attuativo dei principi del Patto della fabbrica sulla misurazione della rappresentanza dei sindacati, contiamo di chiudere definitivamente questa pagina. Questo è lo strumento più importante per rafforzare i contratti collettivi, rendendo inutile il salario minimo. Occorre dare rilevanza e prevalenza ai Ccnl firmati dalle organizzazioni più rappresentative contro il dumping contrattuale».
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Marco Mobili  – Giovanni Parente  
Titolo: La Lega studia l’ipotesi dell’Irap come addizionale – Irap come addizionale all’Ires Stop a 4 milioni di dichiarazioni
Tema: Irap, il progetto della Lega

Nel cantiere della manovra rispunta anche un’ipotesi di semplificazione per professionisti e imprese. Allo studio della Lega c’è lo stop all’Irap come imposta «autonoma» per trasformarla in un’addizionale all’Ires e all’Irpef. Il Carroccio punta a ridurre
gli adempimenti e le complicazioni. «Bisogna eliminare il doppio binario che oggi obbliga imprese e intermediari abilitati a calcolare due diverse basi imponibili», spiega il sottosegretario leghista al Mef Massimo Bitonci. Questo comporterebbe anche l’addio alla presentazione della dichiarazione Irap che, secondo le ultime statistiche fiscali disponibili, viene trasmessa ogni anno da circa 4 milioni di attività economiche, professionisti, Enti non commerciali e pubbliche amministrazioni. Nella nuova veste di addizionale all’Ires se si tratta di società o all’Irpef per ditte individuali e professionisti, basterebbe infatti soltanto la dichiarazione dei redditi. II tutto va gestito «all’interno delle aliquote Irap regionali già esistenti per evitare che si traduca in un aggravio della pressione fiscale» mette in chiaro sempre Bitonci.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Repubblica 
Autore: Roberto Petrini
Titolo: Tasse casa, taglio nella manovra ma Lega e M5S sono lontani
Tema: Tasse sulla casa, verso l’abolizione della Tasi

La Lega apre il fronte della tassa sulla casa e dice di voler abolire la Tasi, la tassa sui servizi comunali, che attualmente dà un gettito di 1,1 miliardi. L’annuncio è giunto ieri dal viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, e successivamente il relatore del progetto di legge parlamentare su Imu-Tasi, Alberto Gusmeroli (Lega), ha spiegato i dettagli dell’operazione che dovrebbe fmanziarsi, ha detto il vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, «attraverso l’emersione di parte dei 5 miliardi di evasione che oggi investono le tasse sugli immobili».  Anche i Cinque Stelle sembrano intenzionati a cavalcare il tema delle tasse sulla casa: «Dobbiamo creare un’unica tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare», ha detto Di Maio. La Lega tuttavia sembra più determinata nel taglio netto di 1,1 miliardi, mentre i Cinque Stelle appaiono più prudenti. In ogni caso il tema entra nell’agenda di governo in vista, come hanno affermato entrambi i contendenti, della legge di Bilancio dell’autunno.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Salvatore Rossi 
Titolo: Il cambio di passo per tornare alla crescita – La sfida del nostro paese far crescere l’economia
Tema: Crescita, il “che fare” di Salvatore Rossi

Salvatore Rossi sembra quasi auspicare un chiarimento politico che, anche attraverso una crisi di governo e il ricorso all’esercizio provvisorio, conduca alla formazione di un esecutivo in grado di affrontare i problemi che impediscono al Paese di crescere. Osserva che gli “spauracchi” dell’esercizio provvisorio, l’aumento dello spread e quello dell’Iva, “sono come minimo discutibili. Il primo è certamente possibile ma dipende dal ragionamento degli investitori: se l’esercizio provvisorio servisse – potrebbero pensare – a favorire un chiarimento politico e a far nascere un governo più coeso e pro-mercato di quello attuale potrebbe essere il male minore, tra l’altro vincolando molto le spese e quindi migliorando l’equilibrio di bilancio. Il secondo spauracchio è anch’esso dai contorni indefiniti. Se l’Iva aumenta si produce certamente un effetto ceteris paribus restrittivo sull’economia ma i «moltiplicatori» sono normalmente molto più piccoli di quelli di altre tasse”. Peraltro, aggiunge,
se lo squilibrio del bilancio pubblico è un tema assai importante, “quello veramente decisivo, su cui si giocano i destini del Paese, è la capacità dell’Italia di far tornare a crescere l’efficienza con cui si producono tutti i beni e i servizi scambiati, e in ultima analisi la sua economia, dopo un quarto di secolo di quasi stagnazione”  E questa, precisa, ” è più una faccenda di regole che di soldi pubblici […] II ruolo delle politiche economiche e sociali per raddrizzare la baracca non è tanto quello di sovvenire chi consuma a colpi di debito pubblico, ma di correggere l’ecosistema normativo e, sì, anche fiscale in cui sono immersi i soggetti da cui efficienza produttiva e produzione dipendono, cioè le imprese”. Le cose fa fare, conclude, “sono note da tempo (ordinamento giuridico, istruzione, amministrazione pubblica e così via), il problema è come farle in modo politicamente realistico. Su questo dovrebbe concentrarsi la discussione pubblica”.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore
Autore: Andrea Franceschi
Titolo: Lo spread torna sopra quota 200 Piazza Affari in caduta (-1,9%) – BTp, ok i titoli in asta Spread oltre quota 200 Piazza Affari cede il 2%
Tema: Lo spread torna a salire

Dopo un rally durato due mesi che ha visto lo spread mettere a segno un calo di oltre 100 punti, i mercati tornano a mettere nel mirino i titoli di Stato italiani. Lo spread, che settimana scorsa era sceso fino a quota 183 punti base (livello più basso da maggio 2018), ieri è tornato ad alzare la testa risalendo oltre quota 206 punti come non accadeva dallo scorso 10 luglio, per poi chiudere a 198 punti. Un’impennata frutto soprattutto delle vendite sui BTp il cui rendimento, sulla scadenza decennale, è tornato oltre la soglia di 1,62% (la settimana scorsa era sceso sotto l’1,40%). La risalita di tassi e spread non ha comunque pregiudicato l’esito dell’asta di titoli a medio-lunga scadenza programmata ieri dal Tesoro. In asta sono stati collocati tutti i sei miliardi di euro di Btp a 5 e10 anni con rendimenti in calo rispetto all’analogo collocamento di giugno. Per il titolo a 5 anni si è passati dall’1,34 allo 0,8% mentre per il decennale si è scesi dal 2,09 all’1,56 per cento (nuovo minimo da ottobre 2016). Sono stati piazzati anche 1,25 miliardi di Ccteu con scadenza gennaio e aprile 2025 con rendimenti all’1,06% (da 1,60%) e all’1,11% rispettivamente. In valori assoluti i rendimenti dei titoli italiani sono contenuti rispetto alla media dell’ultimo anno (2,75% per il titolo a 10 anni) ma il costo di rifinanziamento del nostro debito pubblico resta più alto di quello di altri Paesi periferici come la Spagna o il Portogallo i cui titoli hanno rendimenti sotto zero fino alla scadenza dei 5 anni. Non c’è confronto poi con Francia e Germania che si rifinanziano a tassi negativi su titoli a 1015 anni rispettivamente.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Marco Valsania  
Titolo: Cina e Usa riaprono il dialogo, la posta in gioco è molto alta
Tema: Dazi, ripreso il dialogo Usa – Cina

Le delegazioni americane e cinesi hanno ripreso ieri, dopo una lunga pausa, gli incontri per cercare di superare la grande guerra commerciale che tiene con il fiato sospeso l’economia globale. Una riunione ad alto livello: a Shanghai è arrivata da Washington una squadra guidata dal segretario al Tesoro Steven Mnuchin e dal rappresentate commerciale Robert Lighthizer, cioè da una colomba e da un falco delle offensive statunitensi. La pattuglia cinese è capitanata dall’esperto vicepremier Liu He. Ma i due giorni di trattative, a detta degli stessi protagonisti, hanno in realtà ridotte aspirazioni: in agenda niente accordi risolutivi, piuttosto il tentativo di ricostruire una fiducia reciproca, dando seguito alla tregua bilaterale decretata al G20 in Giappone. Il presidente Donald Trump ha alimentato le incognite alzando il tiro delle critiche nel suo messaggio “augurale” alle delegazioni. In tweet mattutini ha minacciato Pechino che se un’intesa slitterà verso un suo secondo mandato presidenziale, avrà solo «termini ben più duri degli attuali». «Faremo un grande accordo o non ci sarà accordo», ha aggiunto..
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Messaggero 
Autore: Anna Guaita
Titolo: Usa, si scalda la sfida fra i dem Warren attacca Sanders in tv
Tema: Presidenziali Usa, si accende la sfida tra i dem

I candidati democratici in corsa per le presidenziali dell’anno prossimo hanno inaugurato ieri sera il secondo round di dibattiti televisivi a Detroit. In due serate, ierisera e stasera, i 20 del drappello in corsa si giocano i loro destini. Se infatti l’accesso al primo round di giugno e a questo secondo round di dibattiti è stato molto aperto, con requisiti di ammissione eccezionalmente indulgenti, lo stesso non avverrà a settembre, quando i requisiti diventeranno uno sbarramento molto più severo e si prevede che almeno una metà di candidati verrà lasciata indietro. L’ attesa su duella tra le due star del pensiero liberal-socialista, Bernie Sanders e Elizabeth Warren. Negli ultimi giorni, Elizabeth ha conquistato posizioni nei sondaggi, piazzandosi a ridosso di Sanders. I loro programmi sono molto simili, ed è possibile che il pubblico stia reagendo con meno trasporto per Sanders perché appare ripetitivo, una copia di se stesso nel 2016, mentre Warren presenta gli stessi concetti con una nuova freschezza e passione. Stasera a dominare l’attenzione saranno invece Joe Biden e Kamala Harris, senatrice californiana che in giugno era riuscita a emergere dalla folla dei colleghi con il suo attacco frontale contro Joe Biden, il favorito, l’ex vicepresidente di Barack Obama..Secondo Real Clear Politics, la media dei sondaggi pone Biden nettamente in testa, con il 32, Sanders secondo con il 16, Warren al 14, Harris al 10 e Buttigieg al 6.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:   Andrea Marinelli
Titolo: Yang, l’outsider che sfida Biden con il reddito di cittadinanza
Tema: Presidenziali Usa, si accende la sfida tra i dem

Nella notte è cominciato il secondo dibattito fra i candidati democratici: a Detroit sono saliti sul palco Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Pete Buttigieg. Questa notte toccherà al favorito Joe Biden. L’ex vice di Obama se la vedrà con Kamala Harris, che lo ha messo in difficoltà il mese scorso a Miami, Cory Booker e l’outsider Andrew Yang. A Miami Yang – un imprenditore tecnologico di origini taiwanesi – aveva avuto poco spazio, ma si è qualificato per il secondo dibattito grazie al sostegno di 100 mila donatori e ai sondaggi. Nell’ultimo mese è cresciuto fino al 2,3% ed è sesto fra i democratici. Di Yang però non contano i numeri, quanto le idee: propone un «dividendo sulla libertà» con cui punta a distribuire 1.000 dollari al mese a ogni americano.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Stampa 
Autore:  Rolla Scolari
Titolo: Iran-Russia, manovre congiunte per sfidare gli Usa – Iran e Russia, patto anti-Usa “Manovre navali congiunte”
Tema: Golfo, Iran e Russia sfidano gli Usa

La Russia e l’Iran terranno esercitazioni militari congiunte prima della fine dell’anno nelle stesse acque dell’Oceano Indiano in cui da mesi crescono le tensioni tra la Repubblica degli ayatollah e gli Stati Uniti: Golfo dell’Oman, Stretto di Hormuz e Golfo Persico. Ad annunciarlo è stato il comandante della marina iraniana, il contrammiraglio Hossein Khanzadi, che durante una visita a San Pietroburgo ha firmato un protocollo di intesa «senza precedenti», «una svolta» nelle relazioni tra Mosca e Teheran, ha detto. L’annuncio di esercitazioni congiunte con l’esercito russo in acque dove l’America tenta da mesi assieme alla comunità internazionale di arginare l’Iran si aggiunge ad altre mosse di sostegno militare di Mosca a governi con cui l’Amministrazione Trump vive annidi tensioni. Sono stati consegnati pochi giorni fa alla Turchia le componenti del sofisticato sistema anti-aereo S-400 russo, nonostante le strenue obiezioni dell’America, che si è opposta fin dall’inizio all’idea di materiale bellico di Mosca sul territorio della Nato, di cui Ankara fa parte. Ma anche un pattugliamento congiunto di bombardieri russi e cinesi sul mar del Giappone ha molto infastidito pochi giorni fa due alleati dell’America nell’area del Pacifico: la Corea del Sud e il Giappone. Gli aerei da guerra hanno infatti sorvolato un gruppo di isolotti contesi fin dal dopoguerra, le isole Dokdo per Seul, Takeshima per Tokyo. Episodi simili, la provocazione di alleati americani opposta al confronto diretto, sembrano dunque in aumento.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Michele Farina
Titolo: Stop ai negoziati Il Sudan si ferma dopo il massacro dei ragazzini
Tema: Sudan, si allarga la protesta contro la giunta militare

Migliaia di studenti per le strade del Sudan protestano per l’uccisione dei loro compagni, quattro alunni di scuola media uccisi lunedì a Obeid, capoluogo del Nord Kordofan. Avevano dai 14 ai 16 anni, e marciavano pacificamente assieme a tanti altri, contro il «caro pane» e il «caro diesel». Si allarga dunque nel paese la protesta contro la giunta militare che ha deposto lo scorso aprile il presidente-dittatore Omar al Bashir. La caduta di Bashir era stata preceduta lo scorso dicembre dalle proteste per il prezzo del cibo. Le associazioni dei professionisti (medici, insegnanti, avvocati) presero la guida del movimento, che però venne represso nel sangue (almeno 125 i civili uccisi e gettati nel Nilo).dall’esercito. In seguite, con la mediazione dell’Etiopia, è stato avviato un dialogo tra la nuova giunta militare e la società civile, che punta alla alla definizione di un governo di coalizione e a nuove elezioni. Ma il massacro degli studenti ha riacceso nuovamente le tensioni: da sabato scorso le proteste sono riprese mentre l’opposizione «dei professionisti» ha sospeso il dialogo con i militari.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  G.D.D. 
Titolo: «Liberate Hong Kong»: le proteste bloccano la città
Tema: Hong Kong, continua la protesta

Treni della metropolitana bloccati e “assedio” pacifico a una stazione della polizia: la protesta a Hong Kong prosegue, dopo tre mesi di manifestazioni iniziate per bloccare la legge sull’estradizione in Cina e sfociate nella contestazione del Governo dell’ex colonia britannica e di Pechino. Le autorità hanno già fatto ricorso alla forza per spegnere le proteste. Contro i manifestanti sarebbero addirittura scesi in campo i picchiatori delle organizzazioni criminali locali. Nel fine settimana gli scontri sono stati violenti: la polizia ha impiegato gas lacrimogeni e pallottole di gomma e ha arrestato 44 persone. Ieri, i manifestanti hanno circondato una stazione della polizia per chiederne la liberazione. Ne sono seguiti nuovi scontri con gli agenti. «Liberate Hong Kong», «Rivoluzione» sono le parole d’ordine scandite dai dimostranti, spesso studenti universitari. Ieri, migliaia di pendolari sono rimasti bloccati nelle stazioni della metro, con linee sospese e treni in forte ritardo.
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

CORRIERE DELLA SERA
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LA REPUBBLICA
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LA STAMPA
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

IL MESSAGGERO
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

IL GIORNALE
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone

LIBERO QUOTIDIANO
Titolo: Prima pagina
Leggi l’articolo da: PC/Tablet   SmartPhone 

SCARICA L'APP