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SINTESI IN PRIMO PIANO – 7 ottobre 2019

Autore:  Fiorenza Sarzanini
Titolo: Doppio fronte nel governo – Conte e gli 007 I nodi da chiarire
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Conte deve difendersi dal tiro incrociato all’interno della maggioranza: i 5 Stelle lo contestano sul patto che il presidente del Consiglio avrebbe stretto con il segretario di Stato americano sugli aerei F-35. Mentre Renzi lo attacca sul Russiagate.
La linea che il premier intende seguire è tuttavia ormai tracciata. Giuseppe Conte non cederà la delega sui servizi segreti, ma anzi «dopo l’audizione di fronte al Copasir si occuperà personalmente di un chiarimento interno all’intelligence». La posizione che filtra da Palazzo Chigi al termine dell’ennesima giornata di tensione sul Russiagate e gli F-35, fa ben comprendere la fibrillazione all’interno della maggioranza per la scelta di far incontrare il ministro della Giustizia William Barr con i capi degli 007. Ma anche per le rassicurazioni fornite una settimana fa dallo stesso Conte al segretario di Stato Mike Pompeo sul mantenimento degli impegni all’acquisto dei 90 velivoli da guerra. Conte si sarebbe detto «Pronto a rinegoziare».l’accordo .Sono argomenti che Conte dovrà chiarire di fronte al Comitato di controllo, per fugare il sospetto di aver aperto un canale privilegiato con gli Stati Uniti, anche grazie alla condivisione di informazioni riservate.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Marcello Sorgi
Titolo: Il grande gioco degli 007
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Secondo Marcello Sorgi. “più che delle divisioni interne alla maggioranza sulla manovra d’autunno, e ancor più delle libere uscite di due dei suoi maggiori alleati – Di Maio e Renzi – che parlano senza concordare nulla prima con lui, il presidente del consiglio Giuseppe Conte dai eri deve preoccuparsi dello strano caso Trump-Barr-Russiagate-Servizi italiani, su cui con un’intervista alla Stampa il leader della neonata Italia Viva lo ha sollecitato a rispondere al più presto in Parlamento, presentandosi davanti al Comitato di controllo, il Copasir, e affrettandosi a nominare un sottosegretario agli stessi servizi che li segua quotidianamente”.  Stavolta. scrive Sorgi, “non è un ministro qualsiasi, ma direttamente il premier, a trovarsi al centro di una vicenda assai controversa, con possibili ripercussioni internazionali. Ad averla scaricata interamente sulle sue spalle è il suo nuovo (pernascitarecente di Italia viva) alleato Matteo Renzi. Il quale, almeno da un punto di vista temporale, visto che ciò che sarebbe accaduto – se poi è effettivamente accaduto – risale al 2016, qualcosa da dire, in merito, potrebbe averlo. Invece, con l’abilità e la disinvoltura che tutti gli riconoscono, è riuscito a mettere in mezzo Conte e a presentarlo come partner poco affidabile agli occhi del presidente Usa. Trump fino a qualche settimana fa lo chiamava confidenzialmente «Giuseppi»; ma adesso, visto che il Russiagate lo riguarda da vicino, magari avrà modo di ripensarci”.
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Testata:  Stampa 
Autore: Carlo Bertini
Titolo: Intervista a Pier Ferdinando Casini – Casini: “Il premier impari dal passato e ceda la delega” – “Adesso lasci la delega agli 007 come fecero altri più esperti”
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Pierferdinando Casini giudica «una richiesta forte» l’invito rivolto a Conte da Renzi di riferire in Parlamento sul aso Barr.
«Se non si ha fiducia politica che il premier riesca a gestire questa delega – dice – vuol dire che lo si ritiene istituzionalmente inaffidabile». Ma aggiunge : «Se invece Renzi intende solo consigliare al premier di rinunciare alla delega, allora condivido anche io». « I premier più esperti e più capaci – spiega – hanno sempre delegato questa responsabilità, perché c’è la necessità di competenze specifiche e di un impegno al cento per cento. E peraltro rischia di essere inavveduta l’idea che qualche consigliere del presidente possa supplire dando i consigli giusti. Perché ciascuno risponde a una cordata e quindi in quel ruolo serve un’autorità con delle competenze specifiche».
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Testata:  Repubblica 
Autore: Stefano Folli
Titolo: Il punto – Le tante ambizioni di un governo precario – Le tante ambizioni del governo
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Alla vigilia del voto parlamentare, dall’esito incerto, sul taglio del numero di deputati e senatori, Folli sottolinea come
i rapporti nella maggioranza siano rapidamente peggiorati, e come anche  la posizione del presidente del Consiglio, oggetto di continui attacchi da parte di Matteo Renzi, si sia fatta Instabile. “Nella sua campagna mediatica incessante – spiega – il politico di Rignano tenta di distinguere tra le critiche alla politica economica e fiscale del governo (rivendicate) e la volontà di mettere in crisi Palazzo Chigi (smentita). È probabile che sia così, aldilà delle apparenze, perché Renzi non può permettersi di correre il rischio di elezioni anticipate. Ma resta il fatto che l’astio tra lui e Conte ha ormai raggiunto e superato la soglia di sicurezza. Al punto in cui siamo, è poco verosimile che s’individui un punto di equilibrio in grado di coinvolgere e pacificare Renzi per i prossimi due o tre anni”.
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Testata:  Il Fatto Quotidiano 
Autore:  Luca De Carolis
Titolo: Intervista a Luigi Di Maio – Di Maio: “Stop a litigi e annunci E basta correre dietro a Renzi” – “Basta rincorrere Renzi, ora diamoci regole di ingaggio”
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Il capo politico dei 5 Stelle ammonisce gli alleati di governo:«Leggo troppe interviste tra Pd e Italia Viva, gli uni contro gli altri e così si dà la percezione di una lite continua nel governo. Ma non bisogna rincorrere uno che ha il 4%, gli fanno solo un favore». Ritiene infatti che  «se si andasse a elezioni, il suo partito non entrerebbe in Parlamento. Rispondendogli, non si fa che alimentare la promozione della Leopolda, cioè il suo gioco». E sull’invito che renzi ha ricolto a Conte perchè riferisca in Parlamento sul caso Barr, dice:  «Le considerazioni di Renzi non meritano risposta. Per il resto, io mi fido ciecamente di Conte, e sono certo che darà tutte le risposte necessarie in audizione al Copasi»”.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Mario Ajello
Titolo: Intervista a Nicola Zingaretti – «Matteo? Basta parole divisive ai leader serve una bussola»
Tema: Russiagate, tensioni nella maggioranza

Il segretario del Pd a Perugia per aprire la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali in Umbria, si rivolge direttamente a Renzi: LucaNon mi vedrete mai – dice – «scontrarmi con Renzi e polemizzare con lui».La ragione – continua –  «è semplicissima. Un leader non deve dire parole divisive. La leadership, come dovrebbe essere chiaro a tutti, deve avere sempre una bussola tra le mani, che è quella dell’unità. Si va lontano, se si procede tutti insieme. Facendo polemiche, si resta fermi».
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Testata:  Giornale 
Autore: Sabrina Cottone
Titolo: Il centrodestra torna unito – Torna il centrodestra «Pronti a liberare l’Italia dal governo di Palazzo»
Tema: Il vertice del centrodestra
Il vertice di ieri sera a milano tra Berlusconi, Salvini e Meloni sembra avere posto le condizioni per  il ritorno a un centrodestra unito. I tre leader hanno infatti annunciato che l’alleanza «si rimette con spirito unitario» a partire dalle prossime regionali. Nel comunicato diramato dopo il vertice, si legge: «Il centrodestra è il progetto politico nel quale si riconosce la maggioranza degli italiani, quello che governa con maggior profitto le principali Regioni e migliaia di Comuni. Proponiamo di liberare gli italiani da questa maggioranza che esiste solo nel Palazzo, che si è già rivelata inadatta a governare la complessità del nostro Paese e procede per risse e scontri, promettendo nuove tasse e meno sicurezze».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Angelo Panebianco
Titolo: A chi giova davvero la riforma – A chi giova davvero il taglio dei parlamentari
Tema: Taglio dei parlamentari

Scrive Angelo Panebianco che il taglio dei parlamentari, voluto dai 5 Stelle “in nome di una ideologia antiparlamentare”,
verrà “supinamente accettata, a quanto pare (a meno di ribellioni dell’ultimo minuto), dal Partito democratico allo scopo di preservare la stabilità del governo”. E lamenta come non solo il Pd, ma anche Forza italia, manifestino nell’occasione tutta la loro “debolezza culturale, nei confronti di una visione della politica, quella dei 5 Stelle, improntata all’antiparlamentarismo e favorevole a forme di democrazia diretta. Sottolinea, in particolare, come, in vista del probabile varo di una legge elettorale proporzionale, sia il Partito democartico che Forza Italia, “nati entrambi nell’età del maggioritario” indossino ora, “inseguendo le convenienze del momento, il vestito proporzionale. Saranno probabilmente puniti. Il futuro – conclude – sembra appartenere ad altri”.
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Economia e finanza

Testata:  Repubblica 
Autore:  Valentina Conte
Titolo: Il retroscena – Gli 80 euro di Renzi diventano bonus famiglia – Ma il premier pensa a un bonus figli al posto degli 80 euro
Tema: Manovra, il Family Act prende quota

Togliere gli 80 euro dai lavoratori e spostarli sui figli. Ecco l’ipotesi, per certi versi rivoluzionaria, che sta tentando il governo giallo-rosso in queste ore. Il Family Act prende quota. E somiglia sempre di più alla formula: un figlio, un assegno. L’obiettivo è arrivare a una dote unica, semplice, mensile erogata senza vincoli e solo perché ci sono figli. È la mossa del Pd, d’intesa col premier e i 5S, per neutralizzare l’offensiva di Renzi sul cuneo fiscale
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Testata:  Stampa 
Autore:  Ilario Lombardo
Titolo: Conte chiede al Tesoro una bozza di riduzione Irpef
Tema: Manovra, Conte spinge per una riduzione dell’Irpef

Il il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vuole che nella legge di Stabilità si mettano i primi mattoncini della futura riforma del fisco. E, forse prevedendo le intenzioni di Matteo Renzi, già la scorsa settimana aveva chiesto a Via XX settembre di preparagli uno schema sulle proposte di rimodulazione dell’Irpef. Dopo che il renziano Luigi Marattin ha rilanciato sull’Irpef per piegare gli ex compagni del Pd e lasciare un altro sassolino negli ingranaggi del governo, Conte pretende un’accelerazione, a partire dall’estensione della no tax area. Al Tesoro si stanno studiando i possibili ritocchi alle aliquote: l’idea sarebbe quella di abbassare le percentuali asciugando le detrazioni. Nel frattempo il governo si concentrerà sul cuneo fiscale, che è il vero terreno di scontro dei partiti che compongono la maggioranza. Si prevedono 2,5 miliardi per quest’anno e 5 miliardi a regime. Renzi lo ha definito «un pannicello caldo». Ieri Antonio Misiani, viceministro dell’Economia gli ha risposto proponendo di dare la priorità ai dipendenti a basso reddito, «3,7 milioni di lavoratori incapienti che sono rimasti esclusi dal bonus 80 euro di Renzi e che solo in alcuni casi beneficiano del reddito di cittadinanza».
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Testata:  Messaggero 
Autore: Roberta Amoruso
Titolo: Spunta il bonus ai lavoratori “poveri” Sanità, il Tesoro frena sui tagli del ticket – Manovra, spunta il bonus per i lavoratori poveri Braccio di ferro sul ticket
Tema: Manovra, spunta il bonus ai lavoratori “poveri”

Un assegno per i lavoratori con la busta paga più leggera di tutti, i cosiddetti «incapienti», quelli più poveri che però non beneficiano di detrazioni, esclusi anche dal bonus Renzi e che solo in minima parte possono bussare al reddito di cittadinanza. Nel cantiere della Legge di Bilancio spunta a sorpresa un nuovo bonus per i lavoratori che guadagnano meno, per lo più giovani, a cui sarebbero destinate tutte le risorse previste nel 2020 per il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori dipendenti: un assegno rotondo di 400-500 euro in media all’anno da fare arrivare in busta paga a quasi 4 milioni di lavoratori con uno stipendio medio di circa 4.000 euro l’anno (fino alla soglia degli 8,200 euro). È questa la proposta da portare al tavolo di governo sulla manovra quella avanzata ieri dal viceministro all’Economia Dem , Antonio Misiani. Intanto, vi è freddezza a palazzo Chigi sull’ipotesi di di abolizione del superticket, su cui ha insistito anche ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza. Conte ha fatto capire che servono interventi graduali.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cristiano Dell’Oste
Titolo: La manovra rilancia tagli dei bonus e fisco semplice – Strada in salita per il taglio dei bonus tra sconti intoccabili e strutturali
Tema: Tax expenditures

L’obiettivo – indicato dalla Nota di aggiornamento al Def – del riordino delle tax expenditures da inserire nella prossima legge di Bilancio è recuperare maggior gettito in misura pari allo 0,1% del Pii, cioè circa 1,8 miliardi. Parte del gettito potrà arrivare anche dalla revisione dei «sussidi dannosi per l’ambiente» e da «muove imposte ambientali», Tuttavia non sarà facile per il governo raggiungere l’obiettivo fissato attraverso il disboscamento della giungla dei bonus fiscali, che secondo l’ultima rilevazione ufficiale, ferma al 2018, ammointano a 513. Nè si può dimenticare che il riordino delle tax expenditures è un traguardo che si ripropone puntualmente dal 2011, e che finora non è mai stato raggiunto dai precedenti governi. Il taglio delle agevolazioni fiscali comporta, infatti, misure impopolari, e la cronaca degli ultimi anni dimostra che nessun Esecutivo ha voluto predere consenso. Inoltre, il grosso degli sconti fiscali riservati alle persone fisiche è “strutturale” o “intoccabile”, Così, ad esempio, la detrazione per lavoro dipendente e pensione – che vale 42,8 miliardi su 69 di detrazioni, cioè il 62% – contribuisce a disegnare la curva della progressività dell’Irpef..Una sua eliminazione farebbe aumentare le imposte sulle buste paga, mentre la manovra si propone di ridude agendo sul cuneo fiscale.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Enrico Marro
Titolo: La lotteria anti evasione – Lotteria degli scontrini
Tema: Lotteria degli scontrini

Lotteria degli scontrini; stretta sulle compensazioni dei crediti Inps; software antifrodi, in particolare nei settori a maggior rischio evasione; incentivi all’uso della moneta elettronica. Sono queste le principali misure sulle quali lavora il governo per trovare, con la manovra di bilancio per il 2020, i 7,2 miliardi indicati alla voce «lotta all’evasione fiscale» nella Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) approvata dal consiglio dei ministri il 30 settembre. In particolare, per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, si pensa al lancio della lotteria anti evasione: su ogni acquisto verranno emessi dei biglietti virtuali per le estrazioni. Tre ogni mese, da 50 mila euro. Con un’estrazione annuale da un milione.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  E.Ro. 
Titolo: Portogallo, la vittoria dei socialisti
Tema: Elezioni in Portogallo

Niente maggioranza assoluta, ma i portoghesi riconoscono i meriti del primo ministro uscente, il socialista Antonio Costa, che ha restituito al paese dignità economica e politica dopo gli anni da incubo della recessione profonda e dopo l’umiliazione dell’intervento di salvataggio dell’Unione Europea e del Fondo monetario internazionale. Il Partito socialista è in testa con una quota di consensi del 36,7%, quattro punti in più rispetto al 2015, e 100 seggi su 230. Insufficienti in ogni caso per governare da soli. Gli avversari del centro destra (Partito socialdemocratico) seguono con il 28,01% (74 seggi): hanno perso quasi nove punti rispetto al 2015, Costa avrà bisogno dell’appoggio esterno di altri partiti, anche se non è detto che voglia ripetere l’alleanza della «gerinconça», l’accozzaglia di sinistra con la Coalizione Democratica Unitaria (scesa dal1’8,14% al 6,36%), formata da comunisti ed ecologisti, e con il Blocco di Sinistra, più moderato, che adesso, in lieve flessione, è al 9,66%. Una nuova possibile «accozzaglia» potrebbe vedere un governo di minoranza socialista sostenuto dagli ambientalisti e dal Blocco di sinistra. Oggi si aprono i negoziati e Costa ha promesso in campagna elettorale di governare con qualsiasi condizione gli fosse stata posta dal voto dei portoghesi..
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Testata:  Stampa 
Autore:  Francesco Olivo
Titolo: Portogallo, il trionfo del socialista Costa Ma per governare serve un patto a sinistra
Tema: Elezioni in Portogallo

Il Portogallo, pur con una bassa affluenza alle urne, ha scelto di affidarsi per altri quattro anni alle cure di Antonio Costa, socialista dal volto bonario, che ha mostrato fermezza nei momenti più delicati. Il suo Partito socialista, secondo i primi risultati arrivati nella notte, è di gran lunga il primo classificato alle elezioni legislative, (34-39%), ma difficilmente potrà ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Così, per governare avrà probabilmente bisogno del sostegno di uno dei suoi soci progressisti, o il Blocco di sinistra, una sorta di Podemos lusitano che si attesta intorno al 10%, o il vecchio Partito comunista. il Pcp. Il centrodestra che qui è rappresentato da un partito che si chiama «social democratico», resta all’opposizione sfiorando il 30%. Il dato negativo, concordano tutti è l’affluenza crollata poco sopra al 50%.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Paolo Mastrolilli
Titolo: Telefonata Trump-Zelensky Spunta una seconda talpa
Tema: Ucrainagate, spunta una nuova talpa

C’almeno un secondo «whistleblower» che accusa il presidente Trump sul caso Ucraina. Lo hanno confermato ieri i suoi avvocati, rivelando che ora rappresentano «multiple talpe», e quindi lasciando aperta la possibilità che i loro assistiti siano più di due. Questo è uno sviluppo pericoloso per il capo della Casa Bianca, per diversi motivi: primo, il nuovo «whistleblower» ha una conoscenza diretta dei fatti, e perciò è più credibile; secondo, proprio per questa ragione potrebbe aggiungere altri dettagli imbarazzanti all’inchiesta sull’impeachment. Intanto, ieri, Biden ha risposto alla tempesta mediatica, che gli sta facendo perdere terreno nei sondaggi e neifinanziamenti elettorali, pubblicando un editoriale sul Washington Post in cui accusa Trump di aver abusato i suoi poteri: «Non ti consentirò di distruggere me e la mia famiglia». Al momento però solo tre senatori repubblicani, Romney, Sasse e Collins, hanno criticato il presidente, confermando che sarà molto difficile arrivare alla maggioranza qualificata di due terzi necessaria a far approvare l’impeachment.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Arturo Zampaglione
Titolo: Un’altra talpa contro Trump Biden: “Non mi distruggerai”
Tema: Ucrainagate, spunta una nuova talpa

A denunciare le manovre illecite di Donald Trump in Ucraina ai danni del rivale democratico Joe Biden, non è più un solo agente dell’intelligence. Un secondo 007 si è rivolto all’ispettore interno dell’intelligence per dire che anche lui, come tanti altri colleghi, erano al corrente dei ricatti della Casa Bianca sul neopresidente ucraino, Volodimir Zelenskij. Di fronte a tanti whistleblowers la posizione di Trump si indebolisce. Finora il presidente aveva cercato di descrivere la prima “talpa” come un caso isolato, come un fanatico avversario dei repubblicani che aveva agito solo per scopi politici. Ma l’allargamento del numero di testimoni scomodi dà nuovo vigore alle procedure di impeachment sul Kiev-gate avviate dai democratici.  Intanto Trump continua a lanciare tweet di insulti e a ripetere che la famiglia Biden ha «intascato mazzette». «Non distruggerai né me né la mia famiglia», gli risponde il rivale in un commento sul Washington Post, mentre la parlamentare ultra-liberal Maxine Waters va ben oltre (a conferma di un clima sempre più rovente): «Trump non merita solo l’impeachment, ma una cella di isolamento».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Paolo Rodari
Titolo: Francesco per l’Amazzonia “I roghi sono contro Dio”
Tema: Amazzonia, l’atto di accusa di Papa Francesco

II primo Papa latino americano apre il Sinodo dei vescovi (da ieri fino al 27 ottobre) dedicato all’Amazzonia con parole durissime pronunciate contro coloro che appiccano il «fuoco» nella grande foresta brasiliana: è un fuoco, dice durante la messa celebrata in San Pietro, che «ha dietro precisi interessi quello che sta mandando in cenere tanta parte della foresta amazzonica, un fuoco che non viene da Dio».Neanche in modo troppo velato, l’accusa è diretta contro il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, che considera i vescovi suoi nemici e ritiene insieme che l’Amazzonia non sia «patrimonio dell’umanità». Nello stesso tempo Francesco chiede anche alla Chiesa di avere rispetto verso le popolazioni locali, di evitare quindi i «nuovi colonialismi» e rispettare il modo di vivere ed esprimere la fede degli indios.
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PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
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CORRIERE DELLA SERA
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LA REPUBBLICA
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LA STAMPA
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IL MESSAGGERO
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IL GIORNALE
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LIBERO QUOTIDIANO
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IL FATTO QUOTIDIANO
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