Il lavoro, la passione del fare 57 FERRUCCIO DE BORTOLI Editorialista Corriere della Sera Intanto grazie di questa straordinaria occasione. Cerco di risponderti in maniera estremamente sintetica e faccio una piccola provocazione al Professor Bianchi, che non so se è presente. Sicuramente il lavoro è stato, in tanti passaggi della nostra storia nazionale, un’emergenza per vari motivi: a volte per ragioni ideologiche, a volte perché ci sono stati dei problemi di disoccupazione particolarmente rilevanti. Oggi ci troviamo, paradossalmente, a constatare che, nonostante il progresso tecnologico, abbiamo bisogno di competenze, di lavoratori, addirittura di persone fisiche che mancano, che è un paradosso, se ci pensiamo. Prima il Professor Bianchi diceva, con la sua verve, che dobbiamo avere il coraggio di investire di più nell’educazione, nella formazione. Allora, ti chiedo, come collega: ma questa è anche responsabilità nostra del mondo dell’informazione? Quando mai il tema del capitale umano è stato un’emergenza del Paese? Ditemi voi. Non lo è mai stata. Ci siamo occupati di tante cose risibili. Professor Bianchi, dicevo che l’educazione, la formazione del capitale umano non è mai stata un’emergenza di questo Paese, mai! E questo è colpa della classe dirigente, cioè colpa nostra. Diciamoci la verità, no? Poi, e qui ritorno a fare un appunto polemico al Professor Bianchi, ma mi serve per il ragionamento che stavamo sviluppando, il diverso ruolo delle università. La domanda che ti faccio, Patrizio, è: ma i soldi del Pnrr sono stati spesi bene per le università italiane, premiando le migliori oppure è stata fatta una ripartizione per non scontentare nessuno? Vuoi rispondermi subito? PATRIZIO BIANCHI Titolare della Cattedra Unesco in Educazione, crescita ed uguaglianza presso l’Università di Ferrara Allora, è stato un riparto o è stato un premio? Nella mia logica non doveva essere né un riparto né un premio, doveva essere una strategia e non c’è stata. E allora il mio tema, molto chiaro, è: guardate che questa strategia che riguarda l’educazione superiore – ma io vorrei riguardasse anche le scuole – è oggi l’emergenza di cui non abbiamo mai colto il segno. Questo è il momento, le scelte si fanno nei momenti di emergenza, ma per andare oltre le emergenze.
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