Civiltà del Lavoro, n. 3/2026

33 Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 PRIMO PIANO presentare un importante acceleratore, perché pone attenzione proprio alle condizioni abilitanti della crescita: infrastrutture, energia, formazione e cooperazione istituzionale. Elementi che non producono benefici immediati per una singola azienda, ma che rendono possibile lo sviluppo di interi sistemi economici e industriali. Il Sudafrica, pur non essendo tra i paesi direttamente inclusi nel Piano Mattei, rappresenta per noi un passaggio strategico. È una piattaforma industriale, finanziaria e logistica di riferimento per l’Africa australe e può svolgere il ruolo di hub verso numerosi mercati dell’Africa subsahariana. Investire nel paese richiede tuttavia realismo e capacità di adattamento. Le procedure per i visti e la mobilità del personale specializzato possono essere complesse. Il quadro del B-BBEE (Broad-Based Black Economic Empowerment), pur non rappresentando un vincolo assoluto, incide concretamente sull’accesso a grandi filiere, gare e partnership. A ciò si aggiungono una burocrazia articolata, la necessità di una presenza locale costante e tempi decisionali spesso più lunghi rispetto agli standard europei. Permangono inoltre criticità legate al rischio di corruzione, alle disuguaglianze sociali, ai tempi di pagamento e alla disponibilità di energia elettrica e acqua, aspetti che richiedono attenzione e, talvolta, investimenti aggiuntivi. È però proprio nella capacità di affrontare questa complessità che si misura la solidità di un progetto industriale e la sua visione di lungo periodo. L’Africa non può essere considerata soltanto un mercato di sbocco. È un interlocutore con cui costruire relazioni industriali e culturali durature. Si portano competenze, ma se ne acquisiscono altre; si trasferisce tecnologia, ma si imparano adattamento, flessibilità e nuovi modi di interpretare il mercato. Per questo il valore di un’impresa internazionale non si misura esclusivamente nei risultati economici, ma anche nella sua capacità di generare lavoro qualificato, filiere, fiducia e relazioni destinate a durare nel tempo. È su queste basi che si costruisce uno sviluppo autenticamente sostenibile e che la presenza industriale si traduce in una reale creazione di opportunità condivise. Marco Checchi è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2021. È amministratore delegato di Pelliconi & C. leader nella produzione di tappi e capsule per il settore food & beverage Nel 1985 entra in Pelliconi nell’area commerciale e ricoprendo ruoli di crescente responsabilità diventa consigliere delegato nel 1991. Negli ultimi due decenni ne guida la crescita con forti investimenti in innovazione rafforzando il dipartimento interno di R&D. Sotto la sua guida la capacità produttiva è passata dagli iniziali dieci miliardi di tappi l’anno agli attuali 32 miliardi e l’export è cresciuto fino al 92%. Occupa circa 800 dipendenti Nel settore delle chiusure per il packaging alimentare e delle bevande, la tecnologia è essenziale; ancora più importante, però, è la capacità di applicarla correttamente, garantendo qualità, sicurezza e continuità produttiva

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