Civiltà del Lavoro, n. 3/2026

41 Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 PRIMO PIANO Negli anni abbiamo imparato che il successo di un investimento industriale è direttamente proporzionale alla capacità di interagire positivamente con le comunità territoriali. Non ci siamo mai limitati a costruire impianti utili esclusivamente all’investitore. Al contrario, abbiamo sempre cercato di dare vita a un vero e proprio modello di fare impresa in quei luoghi: oltre alla formazione dei lavoratori locali, abbiamo finanziato e realizzato scuole, presidi sanitari, pozzi per l’approvvigionamento idrico, impianti fotovoltaici per la produzione di energia che potessero rimanere al servizio della popolazione, migliorandone concretamente la qualità della vita quotidiana, rispettandone cultura e tradizioni. È esattamente questo il cambio di paradigma che il Piano Mattei può e deve consolidare a livello di sistema Paese. L’Africa non deve più rappresentare, agli occhi dell’Occidente, solamente un immenso serbatoio di materie prime o una terra da cui attingere risorse nelle emergenze geopolitiche. L’Africa è un partner strategico paritario con cui lavorare fianco a fianco, un continente giovane e vibrante, ricco di potenziale umano e imprenditoriale che chiede solo di essere valorizzato attraverso investimenti sostenibili e di lungo termine. Quando un’azienda italiana si insedia in un territorio africano, porta con sé la responsabilità e i valori del brand Italia. Se operiamo con la consapevolezza che la crescita dei territori e dei partner locali è la chiave per la stabilità e la prosperità del nostro stesso investimento, creiamo un circolo virtuoso che supera definitivamente le logiche del passato. Il valore principale del Piano Mattei è, a mio avviso, l’aver individuato l’Africa, e un modello di approccio rispettoso a quel continente, come una straordinaria opportunità per l’Europa e per l’Italia. Per una impresa come Renco, che in Africa ha investito e vuole continuare ad investire in modo importante in infrastrutture, questo ha significato trovare maggiore ascolto e supporto da parte delle istituzioni deputate come Sace o Simest e da parte del sistema bancario nazionale, alle proprie iniziative nel continente. Il Piano Mattei ha l’indubbio valore di voler consolidare questo approccio positivo su scala nazionale, favorendo il coordinamento delle forze migliori del nostro sistema industriale, finanziario, formativo. La sua efficacia si consoliderà con la capacità di tradurre queste ottime linee guida in progetti concreti e misurabili sul campo. Dobbiamo guardare all’Africa con gli occhi di chi vuole generare valore condiviso. Sapendo unire la concretezza dell’imprenditoria alla responsabilità sociale, e camminando insieme ai paesi ospitanti nel rispetto della loro identità, scriveremo una pagina nuova, duratura e vincente nelle relazioni tra i nostri continenti. Giovanni Rubini è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2025. È amministratore delegato di Renco, azienda fondata nel 1979 da Rinaldo Gasparini come impresa generale di costruzioni e di ingegneria civile e oggi specializzata in servizi di ingegneria e costruzione per i settori dell’energia, del petrolio e del gas e delle infrastrutture civili, nel project financing e nella fornitura di personale tecnico altamente specializzato. Il Gruppo è presente in Africa, Asia e Medio Oriente con 70 società affiliate e più di mille progetti realizzati in 50 paesi. In Italia opera con una sede a Pesaro. Sotto la sua guida, i livelli occupazionali sono aumentati dagli iniziali 1.700 agli attuali 4.500, di cui l’80% rappresentato da laureati Base Logistica e Porto di Pemba (Mozambico). Una piattaforma logistica strategica al servizio dei grandi progetti energetici del Mozambico

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