Civiltà del Lavoro, n. 3/2026

59 I NUOVI VENTICINQUE CAVALIERI DEL LAVORO Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 presidente di Roberto Coin, azienda da lui fondata a metà degli anni ’80 come laboratorio orafo per la produzione conto terzi e oggi attiva a livello internazionale nella gioielleria di alta gamma. Dopo il diploma, inizia il proprio percorso lavorativo nel settore dell’hôtellerie tra la Svizzera e la Francia. A soli 24 anni partecipa alla gestione di uno storico albergo nell’isola di Guernsey, nel Canale della Manica, e ne promuove il rilancio fino a trasformarlo in una struttura di riferimento per una clientela internazionale e per personalità del mondo istituzionale. Nel 1977, nonostante i positivi risultati nel settore alberghiero, decide di tornare a Vicenza per apprendere l’arte orafa dai maestri artigiani locali. Dallo studio delle lavorazioni e dalla conoscenza delle tecniche artigianali prende forma il progetto imprenditoriale che nel 1984 conduce alla fondazione dell’azienda. Nel 1995 ne avvia l’internazionalizzazione, attraverso l’inaugurazione della prima filiale estera a New York, e l’anno successivo lancia il marchio “Roberto Coin”, destinato ad affermarsi rapidamente per la combinazione tra artigianalità italiana, ricerca stilistica e design contemporaneo. Alla creatività affianca una costante attenzione alla ricerca e all’innovazione. Nascono da questa strategia l’acquisizione di uno dei più antichi laboratori orafi del Vicentino e la successiva costituzione della società “La Quinta Stagione”, specializzata nella realizzazione di gioielli in oro e argento caratterizzati dall’eccellenza manifatturiera Made in Italy e dalle più avanzate tecnologie produttive. A questo orientamento si riconduce anche la collaborazione con Rosy Blu, una delle principali società attive nel taglio dei diamanti, con la quale nel 2003 crea “Cento”, un diamante caratterizzato da 100 sfaccettature, a fronte delle 57 del tradizionale taglio brillante. Parallelamente amplia la dimensione internazionale dell’azienda attraverso la costituzione di CKC Jewellery a Bangkok, società dedicata al taglio e alla ricerca sulle pietre preziose, e di Roberto Coin Middle East a Dubai. Oggi il marchio Roberto Coin è presente in oltre 800 gioiellerie di 60 paesi, di cui 25 boutique monomarca, con un export del 96%. Le collezioni si distinguono per la forte componente creativa e per alcuni elementi identitari, tra cui la presenza di un piccolo rubino inserito all’interno di ciascun gioiello. Con uno stabilimento a Vicenza, cura interamente in Italia tutte le fasi di ideazione, sviluppo e realizzazione delle proprie 18 collezioni e sviluppa ogni anno tra 300 e 600 nuovi modelli. Utilizza esclusivamente diamanti provenienti da fonti aderenti ai principali sistemi internazionali di certificazione e tracciabilità. Occupa circa 315 dipendenti. È stato inoltre fondatore e membro del consiglio di amministrazione del World Diamond Council, organismo internazionale impegnato nella tracciabilità dei diamanti e nel contrasto al commercio di pietre provenienti da aree di conflitto. È Roberto COIN 1944 - VENETO ARTIGIANATO ORAFO

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