98 Civiltà del Lavoro | giugno • luglio 2026 FONDAZIONI La mostra, ideata e curata dal Cavaliere del Lavoro Valentino Mercati, richiama nel titolo il celebre trattato “De Divina Proportione” di Fra’ Luca Pacioli, un’opera che è diventata uno dei manifesti più rappresentativi del pensiero rinascimentale Secondo la prospettiva dell’esposizione, i progressi della biologia, della genetica e delle neuroscienze consentono oggi di osservare la vita a livelli di complessità impensabili fino a pochi decenni fa. L’essere umano emerge così non come una realtà separata dalla natura, ma come parte integrante di una rete di relazioni che coinvolge piante, animali, microrganismi e ambiente. Una visione che trova forti consonanze con il pensiero rinascimentale e con l’idea di equilibrio universale che ispirava l’opera di Pacioli. “Il pensiero di Luca Pacioli ci ricorda che uomo e natura non sono sistemi separati. Oggi, di fronte alle grandi sfide ambientali e scientifiche del nostro tempo, quel modello rinascimentale fondato su misura, equilibrio e armonia torna straordinariamente attuale. Comprendere l’interconnessione tra tutte le forme del vivente è la condizione necessaria per costruire il futuro”, osserva il Cavaliere del Lavoro Valentino Mercati. chiavi di lettura per comprendere le grandi trasformazioni del presente e il rapporto, sempre più complesso, tra uomo, natura e conoscenza scientifica. Il titolo della mostra richiama il celebre trattato “De Divina Proportione” di Pacioli, un’opera che, anche grazie ai disegni di Leonardo da Vinci e all’eredità artistica di Piero della Francesca, è diventata uno dei manifesti più rappresentativi del pensiero rinascimentale. In quelle pagine, la proporzione non è soltanto una regola matematica o estetica: è il principio che governa l’ordine del mondo, il legame tra uomo e natura, la ricerca di armonia tra le diverse dimensioni dell’esistenza. Il visitatore è accompagnato in una rilettura del rapporto tra umanità e Creato, attraverso secoli di evoluzione culturale e scientifica. La mostra propone, infatti, una riflessione sui grandi interrogativi che gravano sul futuro del pianeta.
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