Il Lavoro, la Passione del Fare. Dalla bottega del Rinascimento all'Intelligenza artificiale

Il lavoro, la passione del fare 102 UGO SALERNO Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Buongiorno a tutti. Fatemi iniziare con i ringraziamenti al Gruppo Toscano perché questo Convegno finora ha dimostrato di valere la partecipazione di tutti voi. È un Convegno che ha visto una partecipazione straordinaria e questo non è dovuto soltanto alla bellezza di Firenze ma, secondo me, al tema e a come è stato organizzato. Complimenti quindi a Cesare Puccioni, che è l’anima dell’organizzazione di questo Convegno. Grazie all’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche che ci ospita, magnifico e interessantissimo; poi ne vedrete un’altra parte, quando ci sposteremo per la colazione. È definito “l’Ateneo del Volo”; c’è un Liceo bellissimo, che è uno dei tre licei militari insieme alla Scuola Militare Nunziatella e alla Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”, che forma dei ragazzi che non hanno soltanto una formazione di scuola secondaria ma molto più completa. Grazie molte ai rappresentanti delle Istituzioni, stamattina li ho ringraziati personalmente. Grazie a tutti i relatori che hanno voluto aiutarci e arricchire questo incontro: il Professor Bianchi, la Professoressa Acidini, il Dottor Cavalli, il Presidente de Bortoli, la Dottoressa Sabbadini, la Professoressa Caputo e il Professor Siciliano. Grazie a tutti i Cavalieri del Lavoro che hanno partecipato e animato un incontro dal tema importantissimo. Per me è un Convegno particolarmente importante perché si tratta del primo Convegno in cui io rivesto il ruolo di Presidente della Federazione. È un ruolo che ovviamente rivesto con grande senso di responsabilità, anche perché chi mi ha preceduto, Maurizio Sella, al quale tutti quanti siamo legati e al quale tutti quanti siamo grati per quello che ha fatto, è stato un Presidente di grandissimo livello e nella cui continuità spero di svolgere un lavoro non altrettanto buono ma soddisfacente. Discutiamo a Firenze il tema del lavoro. Tutti quanti noi in questa sala amiamo l’Italia, siamo orgogliosi di essere italiani, ma questo non ci esime dal verificare quali siano i problemi, proprio per amore del nostro Paese, perché noi vogliamo che il nostro Paese abbia sempre più successo. Essere a Firenze è importante perché, partendo dalle radici della nostra cultura, il lavoro e il futuro avranno successo soltanto se ci rendiamo conto del grandissimo passato che abbiamo avuto e che dimostra come la nostra nazione, relativamente piccola rispetto al mondo, è capace di eccellere in tutti i settori in cui si cimenta. Se noi analizziamo i problemi, lo facciamo per amore di questo Paese e perché ci crediamo. Abbiamo iniziato con il Presidente della Repubblica Mattarella, che ci ha sottolineato come il lavoro cambia e cambierà ancora e abbiamo poi proseguito con le tre tavole

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