Il lavoro, la passione del fare 30 CRISTINA ACIDINI Storica dell’arte Buongiorno, ringrazio la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, il Presidente Salerno, il Presidente del Gruppo Toscano Cavalier Puccioni, che hanno avuto fiducia in me per consegnarmi questa opportunità di fare appunto una galoppata per immagini e con pochi commenti, perché il tempo non lo consente, da quelli che il Professor Bianchi prima chiamava gli “antichi saperi” fino ai giorni più vicini a noi. Vedremo immagini che raffigurano il lavoro nell’arte, ma anche il risultato in arte di quel lavoro; quindi, un doppio binario che però continuamente crea degli incroci. Il nostro fulcro è inevitabilmente Firenze, ma allargheremo lo sguardo anche ad altre realtà. Una di queste è il Battistero di Parma, con il suo Ciclo dei mesi, che raffigura i lavori dei campi lungo il corso dell’anno. I primi lavori, i più antichi, sono infatti quelli della campagna: agricoltura e allevamento. Queste sculture, che ornano cattedrali e battisteri soprattutto del nord, sono una sorta di manuale, un’enciclopedia visiva che mostra, mese per mese, le attività agricole da compiere. (Benedetto Antelami, Ciclo dei Mesi, XII-XIII sec. Parma, Battistero). Alcune di queste immagini sono raffinatissime, bellissime, sono attinte dal Breviario Grimani, uno dei tesori della Biblioteca Marciana di Venezia. Si tratta di opere realizzate da miniatori fiamminghi, che in questo caso hanno rappresentato i lavori dei campi con ricchezza di dettagli e grande finezza esecutiva. Si vede la fienagione, la tosatura delle pecore, la mietitura del grano: anche questi sono inni al lavoro, ma anche indicazioni da tenere presenti per chi gestisce una tenuta di campagna. (Vari autori fiamminghi, Agricoltura, allevamento e pesca nel Breviario Grimani, 1490-1510. Venezia, Biblioteca Marciana). E questa è un’immagine curiosissima di un ignoto miniatore francese, una Lezione di agricoltura, in un manoscritto del Quattrocento, che vede i contadini, ben riconoscibili dai cappelli rustici, dalle falci che impugnano, dalle vanghe su cui si appoggiano, che ascoltano un professore in cattedra che sta spiegando evidentemente le necessità dei lavori agricoli. (Ignoto miniatore francese, Lezione di agricoltura. Manoscritto del XV sec., in collezione privata). E da noi a Firenze? Non abbiamo la medesima tradizione di adornare la cattedrale con questo tipo di indicazioni, ma ci sono comunque rappresentazioni molto raffinate che, in questo caso, non sono più a Firenze. Sono state generate da Luca della Robbia in una bellissima serie di Tondi in terracotta invetriata, qui vedete gennaio, vedete giugno, con le coordinate astronomiche del caso, ma anche i lavori dei campi, quindi l’abbattimento della legna e dall’altra parte la mietitura, ed erano nello studiolo di Piero il Gottoso de’ Medici dentro Palazzo Medici. Purtroppo, in un momento poi assai più
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